Maccaia

Una settimana con Bacci Pagano

Di

Editore: Frilli

3.7
(295)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 240 | Formato: Altri

Isbn-10: 8875631115 | Isbn-13: 9788875631116 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Paperback , eBook

Genere: Criminalità , Narrativa & Letteratura , Mistero & Gialli

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Descrizione del libro
Sulle alture di Genova viene ritrovato il corpo di un vecchio pensionato. Èstato sbranato da un lupo. Due anni prima aveva stipulato una milionariaassicurazione sulla vita e la giovane moglie ne sembra l'unica beneficiaria.L'investigatore privato Bacci Pagano viene assunto dalla compagniaassicuratrice e da qui prende avvio un'insolita indagine, in cui il detectivesembra lasciarsi guidare più dalle sue illusioni e dai suoi desideri che dalleevidenze obiettive. In una calda e afosa primavera assediata dalla maccaia,Genova ritorna protagonista di una nuova avventura del vecchio investigatore,che ritrova anche le due donne della sua vita, la ex moglie e la fidanzata, ecrea, forse, i presupposti per rivedere anche la figlia Aglaja.
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  • 3

    Liguria, psicanalisi e gialli - 28 mar 16

    Come dissi tramando il primo libro dedicato all’investigatore Bacci Pagano, pur non convincendomi del tutto, pensavo che ne avrei riletto. E guarda caso, lo stesso Sole 24 ore, sempre nella collana No ...continua

    Come dissi tramando il primo libro dedicato all’investigatore Bacci Pagano, pur non convincendomi del tutto, pensavo che ne avrei riletto. E guarda caso, lo stesso Sole 24 ore, sempre nella collana Noir, pubblica la seconda storia di Bacci. Quindi se ne legge per dover di collana, e, come immaginavo, la storia, la scrittura e tutto il resto diventano più corposi ed interessanti. Non che Morchio diventi all’improvviso un maestro di prima grandezza. Ma risale abbondantemente e con agile passo i piccoli avvallamenti cui era cascato nel primo libro. Intanto, pur sembrando difficile, riesce a ricucire la partenza. Dicevo, per come si era concluso il primo romanzo, che si doveva trovare qualche nuova idea. E così è. Anche se rimangono in ombra i misteri sollevati nel primo libro sulla parte così detta “da Servizi Segreti”, Bacci ha un buon avvocato (donna) alle spalle che lo tira fuori dai guai, gli fa avere la licenza, e lo rimette in pista. In secondo luogo, pur non nascondendo idee e sentimenti dei protagonisti, non si cade nella “propaganda” di bassa forza, lasciando vedere bene, anche se in controluce, cosa si pensa di molte cose (l’Italia, l’immigrazione, la politica, l’economia). Ma la trama non ne è appesantita. Entriamo meglio anche nel personaggio “Bacci Pagano”, incontrando la ex-moglie (che non ci sta molto simpatica), cercando di capire se Bacci riuscirà a vedere la figlia Aglaja (e per capirne il nome, basta che qualcuno rilegga “L’idiota” di Dostoevskij), entrando nel suo ménage di persona solitaria (non sola) dove c’è un rapporto di mutua comprensione con la donna che lo aiuta per le faccende di casa, la nubiana Zenab, ed il di lei figlio Essam, assistendo al ritorno sulla piazza della psicologa Mara dalla quale si erano lasciati tre anni prima (“perché tu, Bacci, sei un analfabeta dei sentimenti”), e chiosando con l’unico elemento di vera continuità, il rapporto di amicizia e mutua collaborazione con l’ispettore Pertusiello, per facilità comunque chiamato sempre con il nome, Totò. Ed ovviamente rimangono il vino, e la musica, o più che la musica, Mozart. Ed il secondo protagonista di tutte le storie, la città di Genova, con i suoi carruggi (come nel primo libro), con le sue piazze e le sue vie, e con Paolo Conte che ne canta (come dal titolo che oltre a rimandare al tempo umido di scirocco, riporta ai versi di “Genova per noi” del cantante piemontese). Detti questi contorni, la storia è linearmente complicata. abbiamo un anziano signore, sbranato al collo da un lupo. Signore di una settantina di anni, in realtà usuraio, e con sposa giovane e panamense. Per inciso bella, tal che sia Bacci che Totò ne rimangono colpiti. E per di più fedifraga consensuale, che ha una storia con l’autista cileno. Che guarda caso ha un allevamento di cani in provincia. Signore che aveva anche fatto una assicurazione sulla vita ben onerosa due anni prima, sotto le minacce di un fantomatico rumeno. Bacci viene ingaggiato dall’assicurazione che non vuole pagare il premio. Bacci che si convince, ad istinto, che la soluzione non vada cercata verso la bella. Pian pianino, aiutato anche (ma con molto spavento da parte di Zenab) dal giovane Essam, e da varie circostanze fortuite, ricostruisce molti retroscena. Compare una figlia illegittima del morto. Morto che spendeva soldi a profusione ai casinò. Compare il rumeno, che non è altro che un fantomatico fidanzato della figlia. Compare dietro a tutti l’assicuratore che, unico, sapeva molto più di quanto si immaginava. E che stava cercando di imbrogliare i soci della ditta per salvarsi da una imminente bancarotta. Alla fine, come non succedeva nel primo libro, tutti i nodi vengono sciolti. Si sanno colpevoli e mandanti e tutto il resto. Finendo con una bella e prospettica cena a tre, con Bacci, Mara ed Essam. Ripeto, i sentimenti e le idee di Morchio traspaiono comunque ma sono ben congeniali alla trama stessa, riappacificandomi con uno scrittore che se ne leggera di nuovo.

    ha scritto il 

  • 3

    Come giallo, un po' debole. Si capisce quasi fin da subito chi potrebbe essere l'assassino, per cui arrivare alla fine in alcuni punti è un po' faticoso. Però Genova è descritta in maniera magnifica, ...continua

    Come giallo, un po' debole. Si capisce quasi fin da subito chi potrebbe essere l'assassino, per cui arrivare alla fine in alcuni punti è un po' faticoso. Però Genova è descritta in maniera magnifica, Morchio è riuscito a rendere l'essenza della città attraverso poche ma significative pennellate. Stessa cosa per la caratterizzazione dei personaggi, descritti molto bene.
    Peccato dunque per la trama perché sennò sarebbe stato un piccolo gioiellino.

    ha scritto il 

  • 3

    uhm..

    carino è carino, scorrevole pure. però a tratti trovo che certi pensieri del protagonista siano un po' forzati, e talora ci siano dei salti logici che sono di difficile comprensione.
    l'atmosfera di ge ...continua

    carino è carino, scorrevole pure. però a tratti trovo che certi pensieri del protagonista siano un po' forzati, e talora ci siano dei salti logici che sono di difficile comprensione.
    l'atmosfera di genova però è resa splendidamente.
    p.s. forse precisare che bacci pagano è un alcolizzato (e anche la sua ex moglie, a quanto pare) renderebbe il tutto più chiaro!

    ha scritto il 

  • 3

    lo stile dell'autore- così enfatico e pieno di luoghi comuni, mi piace poco. però la storia, a differenza del precedente, era piuttosto interessante e ho uno strano amore per la vera protagonista dell ...continua

    lo stile dell'autore- così enfatico e pieno di luoghi comuni, mi piace poco. però la storia, a differenza del precedente, era piuttosto interessante e ho uno strano amore per la vera protagonista della serie: genova, città che conosco male e che mi è lo stesso entrata nel cuore. leggendo i romanzi di bacci pagano, mi tornano sempre in mente questi versi meravigliosi:
    "mia genova difesa e proprietaria.
    ardesia mia. arenaria.
    le case così salde nei colori
    a fresco in piena aria,
    è dalle case tue che invano impara,
    sospese nella brezza
    salina, una fermezza
    la mia vita precaria.
    genova mia di sasso. iride. aria" [giorgio caproni]

    ha scritto il 

  • 4

    un buon romanzo

    Non si legge la tensione del primo testo, "Bacci Pagano una storia da carruggi". Si è abbandonato il tempo presente del racconto che trovavo pregevole, ma certo difficile da usare! La storia é meno mo ...continua

    Non si legge la tensione del primo testo, "Bacci Pagano una storia da carruggi". Si è abbandonato il tempo presente del racconto che trovavo pregevole, ma certo difficile da usare! La storia é meno movimentata e più riflessiva. Piacevole lettura.

    ha scritto il 

  • 4

    Bel giallo ambientato nella mia terra

    Sarà forse perchè leggendo questo libro mi sembrava di essere proprio accanto a Bacci Pagano e vivere insieme a lui numerose avventure ma questo libro così "nostrano" mi è piaciuto parecchio! Io lavor ...continua

    Sarà forse perchè leggendo questo libro mi sembrava di essere proprio accanto a Bacci Pagano e vivere insieme a lui numerose avventure ma questo libro così "nostrano" mi è piaciuto parecchio! Io lavoro da una decina di anni a Genova, proprio nel centro storico, proprio in quei luoghi dove sono ambientate le indagini del delitto. Bella anche la storia che ti tiene col fiato sospeso e in cui si scopre alla fine tutta una macchinazione legata al delitto. Bello, avvincente e molto genovese!

    ha scritto il 

  • 4

    E' proprio quando tutto propende verso un colpevole, che Bacci Pagano si ostina maggiormente a dimostrare che un terribile errore giudiziario sta per essere compiuto.

    ha scritto il 

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