Madame Bovary / druk 26

provinciaalse zeden en gewoonten

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3.9
(13533)

Language: Nederlands | Number of Pages: 432 | Format: idBinding_ | In other languages: (other languages) English , French , Portuguese , Spanish , German , Italian , Norwegian , Catalan , Swedish , Galego , Chi traditional , Turkish , Chi simplified , Japanese , Romanian , Czech , Polish , Russian

Isbn-10: 9020411705 | Isbn-13: 9789020411706 | Publish date: 

Also available as: Paperback , Others

Category: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Romance

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Book Description
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  • 5

    Flaubert e le tre Emme

    Madame Bovary . Flaubert e le tre Emme
    Emma, Carlo e la piccola Berta sono la famiglia Bovary, lui ufficiale sanitario in un piccolo paese a ridosso di Rouen, lei una giovane moglie insoddisfatta a ...doorgaan

    Madame Bovary . Flaubert e le tre Emme
    Emma, Carlo e la piccola Berta sono la famiglia Bovary, lui ufficiale sanitario in un piccolo paese a ridosso di Rouen, lei una giovane moglie insoddisfatta alla continua ricerca di una felicità che si rivela inafferrabile e illusoria, vittima inconsapevole degli influssi nefasti dell’ ormai esangue cultura romantica, che sventola immagini vaporose davanti agli occhi delle giovani donne ingenue, sogni che si polverizzano nell’impatto con la cruda realtà del quotidiano. Questa è una prima lettura, in chiave letteraria, diciamo così, della storia. Fine del Romanticismo, per eccesso di menzogne e per strage di giovani donne. Avvento del naturalismo. La vita è altro, fa capire Flaubert, altro dai sogni e dalle aspirazioni; la realtà è il piccolo mondo borghese con le sue convenzioni e piccinerie che circonda Emma, la quale peraltro ne fa ben parte, seppure concedendosi strappi e trasgressioni.
    E dalla sua personale ingannevole ricerca di felicità Emma rimane travolta, lei e tutta la sua famiglia, pagando un prezzo molto alto ai suoi desideri, alle sue debolezze e fragilità, alla voglia di sfuggire alla monotona vita che le è imposta dalla sua condizione di donna maritata nella Francia di Luigi Filippo : Flaubert, malgrado i dettami della corrente naturalistica, che impone l’assenza di ogni commento esplicito sulle vicende, si lascia però andare alla comprensione- compassione per Emma e il genere femminile: “ Un uomo è libero; può errare attraverso passioni e paesi…una donna trova continui impedimenti. Inerte e flessibile.. ha contro di sé le debolezze della carne insieme con la servitù della legge…c’è sempre una un desiderio che trascina, una convenienza che trattiene”. Diversa, molto diversa è la sorte dei due generi, per l’uno il tradimento è un gioco permesso dalla benevolenza delle leggi, dalle consuetudini e dai sorrisi complici di bourgeois e popolo, senza distinzioni di classe, per le altre è un peccato grave, che solo l’arsenico può purificare. Questa é la Emma numero due, l’infelice rappresentante di un genere sottomesso. Anche una lettura di questo tipo, storicistica, calza e aiuta.
    Ma poi… c’è Emma come donna, come individuo a sè stante, la terza Emma, quella che mi piace di più. Emma che è travolta dalla sua incapacità- impossibilità ad essere felice se non per breve tempo nei momenti d’amore, travolta da una “insufficienza della vita, dall’imputridirsi delle cose cui si appoggiava”, dal tarlo dell ’insoddisfazione, che la fa scivolare verso la depressione, per usare parole contemporanee. Cerca di colmare il vuoto che è dentro lei con le illusioni d’amore, si aggrappa agli uomini, al piacere di sentirsi desiderata. Non trova che il nulla. Perde a poco a poco il contatto con la realtà, la sua realtà, si rovina dietro a una costruzione di sé falsata e vacillante. Solo Carlo, il marito tradito, l’accompagna poi con dolore nella sua agonia straziante, in pagine terribili. Una punizione eccessiva rispetto alla colpa, afferma Lamartine, da buon parigino indulgente ( seppure romantico vituperato)
    E allora Emma c’est tutti noi, chi più chi meno, come diceva il buon Gustave, un po’ tutti noi negli anni in cui l’amore, l’investimento d’amore è una forza potente, a volte irresistibile, anche pericolosa. Dopo, solo dopo, lontano lontano nel tempo, ci accorgiamo nel disincanto della natura ambigua dell’amore, della sua capacità di camuffarsi e della sua fatale transitorietà. Prima è solo bellezza, annullamento e anche dolore.
    Forse non si è capito, ma a me il romanzo è piaciuto moltissimo.

    gezegd op 

  • 3

    Il paradigma dell'essere umano

    Emma è il paradigma dell'essere umano. Brama tutto ciò che vede ma, un attimo dopo averlo ottenuto, sale la sua insoddisfazione e punta subito un altro obiettivo. Insulso, invece il marito Charles. Co ...doorgaan

    Emma è il paradigma dell'essere umano. Brama tutto ciò che vede ma, un attimo dopo averlo ottenuto, sale la sua insoddisfazione e punta subito un altro obiettivo. Insulso, invece il marito Charles. Come si suol dire: cornuto e mazziato.

    gezegd op 

  • 3

    Unica parola che mi viene in mente: INSODDISFAZIONE

    Libro famoso, lento, e sofferto. La tanto rinomata Madame Bovary, donna sognante, trasgressiva ed insoddisfatta dalla vita, dal matrimonio, dagli amanti. Non appena ha raggiunto il suo obiettivo si an ...doorgaan

    Libro famoso, lento, e sofferto. La tanto rinomata Madame Bovary, donna sognante, trasgressiva ed insoddisfatta dalla vita, dal matrimonio, dagli amanti. Non appena ha raggiunto il suo obiettivo si annoia, ed inizia la ricerca di qualcosa di nuovo, che la faccia sentire viva. Una minima parte d'insoddisfazione credo che ci sia in ognuno di noi...

    gezegd op 

  • 3

    L'idiota

    Non so se da questo romanzo ne esce più l'uomo o la donna con le ossa rotte.
    Ma vorrei riflettere sulla figura del signor Bovary:
    Ci può stare che una donna ti sposi per mero interesse senza amarti, c ...doorgaan

    Non so se da questo romanzo ne esce più l'uomo o la donna con le ossa rotte.
    Ma vorrei riflettere sulla figura del signor Bovary:
    Ci può stare che una donna ti sposi per mero interesse senza amarti, ci può stare che una donna ti ami e ti sposi e poi possa tradirti perché non ti ama più, ma è inconcepibile che una donna ti tradisca ripetutamente, che te lo faccia quasi capire, anzi, che lo hanno capito tutti solo tu no e continui imperterrito a fare la figura dell'idiota cornuto!...

    P.S. Il ragionamento vale anche a ruoli invertiti

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  • *** This comment contains spoilers! ***

    3

    Storia di un tragico capriccio

    Emma va in sposa a Charles Bovary, convinta di inseguire il proprio sogno d'amore; ma nulla riesce a soddisfare i propri desideri nella casa modesta di un semplice medico di provincia: per fuggire all ...doorgaan

    Emma va in sposa a Charles Bovary, convinta di inseguire il proprio sogno d'amore; ma nulla riesce a soddisfare i propri desideri nella casa modesta di un semplice medico di provincia: per fuggire alla noia, ricerca il piacere prima nel lusso e infine nell'adulterio, fino a giungere a un tragico epilogo.
    Ho avuto l'occasione di leggere questo romanzo nell'ottima traduzione di Natalia Ginzburg nell'edizione Einaudi del 1983. La mia impressione generale sul romanzo è molto buona, pur avendo notato molti scivoloni stilistici e imperfezioni.
    Partiamo dalla trama. La storia si presenta complessivamente solida, in quanto non ho notato buchi narrativi significativi, benché non sia il racconto più originale di sempre; a questo va però affiancato l'approccio, con cui Flaubert ha deciso di irrompere nello scenario letterario: è rappresentare la realtà che il romanzo presenta una forza così straordinaria, senza rifugiarsi in considerazioni filosofiche di nessun tipo. Se fosse stata cosparsa di giudizi soggettivi e personali, l'opera sarebbe apparsa come il solito attacco mancato alla vita borghese: invece, rappresentandone con chiarezza le contraddizioni Flaubert ha saputo conferire alla propria denuncia uno spessore notevole, perché è la realtà che genere la paura. L'architrave su cui si poggia questo stile, considerato come la massima espressione del naturalismo francese, va ricondotto all'espressione dello stesso Flaubert, che, secondo lui, incarna la natura del romanzo perfetto: "L’artista deve essere come Dio nella creazione, invisibile e onnipotente; bisogna percepirlo ovunque, ma non vederlo mai".
    Eppure, non sempre è rimasto fedele alla propria affermazione: infatti, nel corso della storia si percepisce la presenza dell'autore nel momento in cui sono riportate sulla carta avvenimenti non legati all'evento concreto. Personalmente, leggendo le primissime pagine, la narrazione mi è parsa fluida ed ero contentissimo di aver trovato uno scrittore, che si adoperasse per far passare bene il messaggio senza porsi in mezzo; questo entusiasmo si è vaporizzato, quando ho dovuto sopportare l'excursus della famiglia di Charles Bovary. Dal mio punto vista, se tali informazioni fossero state fondamentali, integrarli armonicamente nella narrazione sarebbe stato più gradevole. Infine, a mio giudizio non avrei mai iniziato il romanzo dal punto di vista di Charles per passare a quello di Emma: sarei rimasto al fianco di quest'ultima, per dare al romanzo un taglio più equilibrato. Un punto di forza dello stile è l'eleganza, perché l'autore si è sempre proposto di scegliere la famosa "parola giusta" per conferire spessore alle proprie ambientazioni e ai propri personaggi usando il numero minimo di parole: questo è il segno della padronanza del vocabolario, non uno stile pomposo e vuoto, come nel triste caso de "Il Gattopardo". Per dimostrarlo, cito due immagini, che di per sé non sono rilevanti dal punto di vista della storia, ma che sono fondamentali per comprendere in cosa consiste la bravura di Flaubert, che deve essere assimilata anche dai nostri autori: la luce del sole che illumina le gocce di sudore sulla schiena di Emma e la lingua di quest'ultima, che colpisce il fondo del bicchierino, in cui c'era una goccia di liquore; erano così autentiche, così vive, ma anche così eleganti e semplici che il cuore mi è balzato in gola e mi sono trattenuto dal fare una standing ovation.
    Purtroppo, ci sono anche nei, come la combinazione fra raccontato e mostrato (" ' Liberatevi di quell'elmo' disse il professore, ch'era un uomo spiritoso"), ma ho apprezzato molto anche la rappresentazione oggettiva del linguaggio parlato della popolazione. Mi è piaciuto anche il modo implicito in cui Flaubert comunica il proprio anticlericalismo: il sacerdote che non ascolta i lamenti di Emma, in preda a una crisi profonda; purtroppo, non fa altrettanto nelle discussioni fra il reverendo e il signor Homais, apparendo abbastanza artificioso, quanto fuori luogo, visto che discutono di teologia e filosofia al capezzale di Emma (ma forse si tratta di un ennesimo attacco, ma non mi è parso intelligente come il primo caso).
    La morale del romanzo è percettibile quanto basta: nel corso della storia, l'autore non si esprime sull'adulterio della donna, ma la condanna giunge nel momento in cui assegna a Emma il gesto, che le sarà fatale: è, insomma, una passione perversa che distrugge.
    Il personaggio della signora Bovary è molto interessante: lei non rompe il legame matrimoniale per amore della libertà o per anticonformismo, ma semplicemente per compensare una noia, che sembra ucciderla; è la vana fuga di una donna capricciosa, con la testa riempita di sogni mai realizzati. Più piatti sono i personaggi, per esempio, di Rodolphe e del signor Homais: al di sopra di costoro emerge Charles, la cui disperazione e impotenza è comunicata molto bene.

    Nonostante i suoi difetti, il libro si presenta sicuro, fluido, elegante e solido: è un ottimo punto di partenza per capire come comunicare efficacemente con i propri lettori.

    gezegd op 

  • 4

    Per quanto riguarda la protagonista non voglio - e preferisco - esprimermi, in quanto tutt'ora la detesto. Per quanto riguarda la narrazione ho apprezzato molto ed ho divorato il libro. Lo consiglio c ...doorgaan

    Per quanto riguarda la protagonista non voglio - e preferisco - esprimermi, in quanto tutt'ora la detesto. Per quanto riguarda la narrazione ho apprezzato molto ed ho divorato il libro. Lo consiglio caldamente, infondo si parla pur sempre di Flaubert.

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  • 5

    "Di dove le veniva quell'insufficienza della vita, quella putrefazione istantanea di tutte le cose su cui s'appoggiava?"

    Ho iniziato la lettura di Madame Bovary senza conoscerne la storia, nonostante il libro sia famosissimo; mi aspettavo onestamente un contenuto completamente diverso da quello che ho incontrato.

    Forse ...doorgaan

    Ho iniziato la lettura di Madame Bovary senza conoscerne la storia, nonostante il libro sia famosissimo; mi aspettavo onestamente un contenuto completamente diverso da quello che ho incontrato.

    Forse perché non avevo grandi aspettative o forse semplicemente per il suo valore intrinseco, fatto sta che il romanzo di Flaubert mi ha entusiasmato.

    Mi ha entusiasmato per l'efficacia della scrittura; non ricordo noia, non ricordo episodi ridondanti, non ricordo difficoltà di lettura. Ricordo solamente la nitidezza delle situazioni, la definizione accurata dell'ambiente sociale della provincia francese, la meravigliosa caratterizzazione dei personaggi, la struttura lineare del romanzo.

    E mi ha entusiasmato il modo in cui viene trattato il soggetto. Emma, forse a causa delle letture romantiche e sentimentali fatte in gioventù, si crea grandi aspettative dalle relazioni sentimentali e dalla vita in genere. E queste aspettative si scontrano irrimediabilmente con l’esistenza mediocre e provinciale in cui le tocca barcamenarsi al fianco di un marito buono e onesto, ma anche poco intelligente e di scarsa ambizione. Emma sfoga la sua passione verso due amanti e si dedica all'acquisto di oggetti superflui ed inutili, che le servono per tentare di salire nella scala sociale. Ma nulla la soddisfa, nulla la appaga, nulla le dà motivazione.

    Emma si sposa sperando di poter vivere i suoi sogni e i suoi smisurati desideri. Quello che però ottiene invece è la monotonia del matrimonio, la mediocrità del marito, la razionalità calcolata dei suoi amanti di fronte alla sua smisurata passione, nemmeno un barlume di affermazione sociale e neppure il figlio maschio che avrebbe desiderato, unica via di uscita per riscattarsi.

    "Ma per lei, ecco, l'esistenza era fredda come un solaio esposto a settentrione, il silenzioso ragno della noia tesseva e ritesseva la tela nell'ombra, in ogni cantuccio del suo animo"

    Un'anima in pena, Emma. Non c'è tregua per lei, non c'è soddisfazione, non c'è pace, nemmeno dopo la sua morte, quando viene vestita, quasi a sfregio, col vestito bianco da sposa.

    E' disdicevole o immorale la sua condotta? Sicuramente sì, secondo i canoni dell'epoca e direi anche secondo i nostri. Ma tutto a questo mondo è relativo e la sua figura, comparata con la mediocrità, meschinità e perbenismo dei personaggi che la circondano è rivalutata, nonostante tutto.

    Disdicevole e immorale, Emma, ma commovente per la sua situazione di profondo disagio, anche dello stesso esser donna:

    "Una donna ha continui impedimenti. A un tempo inerte e cedevole, ha contro di sé le debolezze della carne e la sottomissione alle leggi. La sua volontà, come il velo del suo cappello tenuto da un cordoncino, palpita a tutti i venti, c’è sempre un desiderio che trascina, e una convenienza che trattiene".

    Un personaggio, Emma, che non dimenticherò facilmente.

    gezegd op 

  • 3

    Prima o poi anch'io dovevo leggere questo che forse è l'antonomasia del romanzo classico francese d'Ottocento. Devo confessare che ho trovato la lettura... pesante, lenta, in una parola: noiosa! Le co ...doorgaan

    Prima o poi anch'io dovevo leggere questo che forse è l'antonomasia del romanzo classico francese d'Ottocento. Devo confessare che ho trovato la lettura... pesante, lenta, in una parola: noiosa! Le continue descrizioni, l'attenzione al minimo dettaglio, l'uso di un vocabolario molto vasto, con profusione di termini tecnici e rari nelle suddette descrizioni, risultano quasi sfiancanti. Solo verso la fine, con il tragico epilogo, il ritmo mi ha finalmente trascinato facendomi divorare le ultime ottanta pagine, ma arrivato a metà circa ero molto demoralizzato e quasi sul punto di abbandonare. Mi ci è voluta un'estate! Insomma una parziale delusione, riscattata solo una volta arrivato alla fine. Sicuramente un romanzo da leggere e da avere in casa, ma prima che abbia il coraggio di aprire ancora un libro di Flaubert credo passerà molto tempo. Balzac, per dire, non mi ha mai annoiato così. Ritengo sia un'opera più adatta alla sensibilità di un pubblico femminile, piuttosto che maschile. Anche se il tema dell'abisso a cui conduce una passione incontrollata dovrebbe essere di monito a tutta l'umanità indistintamente. Devo riconoscere poi che alcuni passi del testo sono di una poesia commovente, sublime, non so se mai eguagliata.

    gezegd op 

  • 4

    Amore e metafore. Gustave Flaubert

    “Lui se l’era sentite dire tante volte, queste cose, che non poteva trovarvi più nulla di originale. Emma era tale e quale a tutte le altre sue amanti; e l’incanto della novità, cadendo a poco a poco ...doorgaan

    “Lui se l’era sentite dire tante volte, queste cose, che non poteva trovarvi più nulla di originale. Emma era tale e quale a tutte le altre sue amanti; e l’incanto della novità, cadendo a poco a poco come una veste, metteva a nudo l’eterna monotonia della passione che non cambia mai forma, non cambia mai linguaggio. Non sapeva distinguere, lui uomo essenzialmente pratico, la diversità dei sentimenti sotto l’identità delle espressioni."

    CONTINUA QUI:

    https://correzionedibozze.wordpress.com/2016/09/01/amore-e-metafore-gustave-flaubert/

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