Maigret e il corpo senza testa

Di

Editore: Adelphi (Gli Adelphi; 277)

3.9
(399)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 169 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Francese

Isbn-10: 8845920283 | Isbn-13: 9788845920288 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Margherita Belardetti

Disponibile anche come: Tascabile economico , Copertina rigida , Altri

Genere: Criminalità , Narrativa & Letteratura , Mistero & Gialli

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Descrizione del libro
Il primo pezzo che viene ritrovato, quasi per caso, impigliato nell'elica diuna chiatta ferma sul canale Saint-Martin, in una luminosa giornata di marzoche profuma già di primavera, è un braccio. Ma, poiché non è così raro che unsadico si accanisca su una prostituta, la polizia non sembra preoccuparsene granché. Questa volta, però, la cosa è diversa, e Maigret lo intuisce subito:perché si tratta di un braccio non di donna, ma di uomo. Il palombaroincaricato delle ricerche non ci metterà molto a recuperare altri pezzi, e apartire da quelli il dottor Paul, dell'Istituto di medicina legale, comincia afare delle ipotesi... Scritto a Lakeville, nel Connecticut, nel gennaio del 1955, questo romanzo apparve nel corso dello stesso anno.
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  • 4

    Il titolo decisamente splatter nasconde in realtà una storia quasi banale, ambientata sulle rive di un canale parigino nel quale vengono per caso ripescati i resti di un uomo, di cui Maigret scoprirà ...continua

    Il titolo decisamente splatter nasconde in realtà una storia quasi banale, ambientata sulle rive di un canale parigino nel quale vengono per caso ripescati i resti di un uomo, di cui Maigret scoprirà presto l’identità...

    Continua qua: https://cheremone.wordpress.com/2016/04/02/comprendere-gli-importava-comprendere/

    ha scritto il 

  • 4

    Un cadavere ripescato a pezzi in un canale; l'unico pezzo mancante è la testa.
    Romanzo in cui prevale la psicologia e la malinconia: bello come la stragrande maggioranza dei Maigret.

    ha scritto il 

  • 3

    Mi è sembrato un pelo più stanco rispetto alla media, ma in fondo anche Maigret è affaticato, compresso com'è tra la necessità di capire gli atteggiamenti dell'enigmatica proprietaria di un bistrot e ...continua

    Mi è sembrato un pelo più stanco rispetto alla media, ma in fondo anche Maigret è affaticato, compresso com'è tra la necessità di capire gli atteggiamenti dell'enigmatica proprietaria di un bistrot e l'urgenza altrettanto impellente di tenere botta al poco sopportabile giudice Comeliau. Come a poco a poco la vicenda disvela, nel confronto tra due opposti modi di vivere la propria condizione umana (quella del giudice e quella dell'ostessa) sta il succo del racconto. Molto carina la scena di Maigret che resta solo nel bistrot e, tutto contento, va a mettersi - per una volta! - dietro al bancone.

    ha scritto il 

  • 4

    Il solito bel Simenon/Maigret, un caso che parte con un pezzo mancante, la testa del corpo di un uomo ripescato sul fondo del Canal Saint-Martin.
    Sfortuna vuole che il caso sia affidato ad un giudice ...continua

    Il solito bel Simenon/Maigret, un caso che parte con un pezzo mancante, la testa del corpo di un uomo ripescato sul fondo del Canal Saint-Martin.
    Sfortuna vuole che il caso sia affidato ad un giudice istruttore che il commissario non sopporta... "Il che significava che Maigret avrebbe ricevuto tutti i santi giorni cinque o sei telefonate di Coméliau e che sarebbe dovuto andare tutte le mattine a fare il punto della situazione nel suo ufficio."
    Non si inizia bene, ma la necessità di fare una telefonata, porterà Maigret ad entrare in un bistrot, l'incontro con la proprietaria, una donna apatica, taciturna, spenta, lo porterà alla soluzione del caso... "Aveva preferito restarsene nel suo cantuccio, nel cantuccio che si era scelta, come un animale nella sua tana."
    Alla fine è la storia di una scelta di vita, una scelta non rispettata.

    ha scritto il 

  • 0

    I Maigret sono diversi dai gialli d’oggi.
    I gialli d’oggi sono d’azione, puntano sui fatti e devono essere incalzanti e spettacolari perché non bisogna fermarsi per andare a fondo ma creare stupore, e ...continua

    I Maigret sono diversi dai gialli d’oggi.
    I gialli d’oggi sono d’azione, puntano sui fatti e devono essere incalzanti e spettacolari perché non bisogna fermarsi per andare a fondo ma creare stupore, e se non se ne fa scoppiare un po’ ogni capitolo la carica del libro finisce, non c’è altro.
    In Maigret l’indagine concreta non è rilevante, gli eventi sono pochi ma non piatti, hanno una terza dimensione, quella del mondo interiore, e a dar intensità è lo scavo di questa realtà, che aumenta la profondità dell’immagine, trova equilibri di luce e d’ombra, crea l’atmosfera e ci immerge profondamente il lettore, e così l’autore dipinge il quadro con i colori della tua anima.
    Leggersi Maigret vuol dire scendere da un treno velocissimo e tecnologico e farsi una camminata per Parigi, inspirare l’atmosfera, rallegrarsi del sole di primavera, fermarsi in un piccolo bar e a fine giornata godersi i gustosi piatti della simpatica signora Maigret, vuol dire scendere da un mondo in cui si cataloga invece di capire e entrare in un modo di pensare in cui si cerca di capire invece di giudicare, vuol dire passeggiare insieme al buon commissario per ricomporre insieme frammenti di verità.

    ha scritto il 

  • 4

    Ho già letto più della metà dei Maigret scritti da Simenon, e non sono mai stata delusa. Questo in particolare vede la scrittura di Simenon in piena forma, ricco di atmosfere parigine che adoro:
    le ch ...continua

    Ho già letto più della metà dei Maigret scritti da Simenon, e non sono mai stata delusa. Questo in particolare vede la scrittura di Simenon in piena forma, ricco di atmosfere parigine che adoro:
    le chiatte, il fiume, piccoli bistrot, il caffè mattutino della signora Maigret, e i personaggi che alla fine ti entrano dentro.
    Questa volta Maigret non cerca l’assassino, perché ben presto ha già capito chi è, quello che lo turba e lo tormenta è poter capire “perché”. E per trovare il movente Maigret ha bisogno di immedesimarsi nella vita degli altri, vittime e carnefici, per poter capire i sentimenti, le frustrazioni, le amarezze, le passioni. Quando alla fine arrivano le confessioni, non c’è da parte di Maigret alcuna soddisfazione, egli al pari dei colpevoli si sente svuotato, e in questo caso addirittura si preoccupa di chi si prenderà cura del gattino dopo che la padrona è stata arrestata. Tenerissimo Maigret, anche quando borbotta ed è di malumore.

    ha scritto il