Mamma, torna a casa

Di

Editore: Tunué

4.1
(107)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 128 | Formato: Paperback

Isbn-10: 888961322X | Isbn-13: 9788889613221 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Andrea Plazzi

Genere: Fumetti & Graphic Novels

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Descrizione del libro
Un padre e un figlio. Insieme. Contro l'assenza. Contro il dolore. Contro lamorte. Contro il desiderio di annullarsi quando la scomparsa della persona piùamata è diventata insostenibile. Un'opera che indaga tra le pieghe del nostroanimo, alla ricerca della gioia e dello slancio vitale. "Mamma, torna a casa",il primo graphic novel di Paul Hornschemeier.
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  • 4

    "Tutto fece del suo meglio, quella primavera. Nessuno potrà dire che non ci abbiamo provato."

    «Ha detto che si capiva che stava per piovere perché le foglie erano diventate bianche. Ma le foglie non diventano bianche» disse dolcemente. «Quello che vedi è il retro delle foglie, a causa del vent ...continua

    «Ha detto che si capiva che stava per piovere perché le foglie erano diventate bianche. Ma le foglie non diventano bianche» disse dolcemente. «Quello che vedi è il retro delle foglie, a causa del vento che accompagna la tempesta, tutto qua. Per spiegare le cose…la gente crea dei piccoli sistemi. Cose non vere ma più facili da accettare delle complicazioni della realtà.»

    Una storia di disperazione, che parla chi rimane, di chi non riesce a sopportare la perdita ed accettarla, di chi preferisce smettere di lottare e chi vive ogni giorno col senso di colpa. Viene raccontata attraverso gli occhi di un bambino di sette anni, in uno stile surreale che spesso rappresenta delle fantasie oppure ciò che il bambino non riesce a comprendere a pieno per via dell’età, e che spiega poi nella narrazione in età adulta. È un omaggio alle vittime collaterali della perdita.

    «Scriverai?»
    «Un po’. Comincerai a capire più avanti.»
    «Allora ti scriverò io.»
    «Sì. E saremo entrambi liberi.»

    Di sicuro ciò che ho apprezzato di più sono i dettagli; la storia delle foglie, la maschera, il panino, i capelli che si stanno scurendo... Quest’ultimo mi ha colpito particolarmente, anche per una vicenda personale che mi ha ricordato, ed è sempre bello quando succede. Tutti questi dettagli rendono la storia personale, ha meno punti in comune con i lettori, diventa meno didascalica ma più vera, e sicuramente rimane più impressa.

    «È difficile leggere attraverso la propria mente…ma credo… di fare progressi. È molto difficile e gli obiettivi sono confusi.»
    «Sì, ma sono d’accordo con te: stai facendo progressi, progressi significativi. E molto rapidamente, dovresti sentirti orgoglioso.»
    «Cerco di non farlo.»
    «Di sentirti orgoglioso?»
    «Di sentirmi.»

    Mi piace perché non vuole insegnare nulla, vuole solo raccontare la storia di un padre e di un figlio che affrontano il dolore, ognuno a modo suo.

    Tutto fece del suo meglio, quella primavera. Nessuno potrà dire che non ci abbiamo provato.

    La nota più negativa in assoluto sono le scritte: illeggibili. Lo so che è fatto di proposito, per non stonare con la palette di colori cupi, per dare il senso di oppressione e disagio. Ma una Graphic Novel deve essere comprensibile, e non può esserlo se le scritte sono piccolissime, di un font poco leggibile e di una dimensione minuscola. Ho dovuto leggere con la luce puntata sulle pagine, e questo è un ostacolo non indifferente.

    «Lei ha subìto una perdita…ma la sua mente cerca di allontanarsi da tutto il resto nel tentativo di conservare qualcosa di già perso. Deve decidere a che cosa dire addio.»

    Una Graphic Novel originale, intima, fuori dagli schemi. Per chi vuole esplorare un lato del dolore spesso trascurato oppure rivivere qualcosa attraverso dettagli.

    Sto venendo comunque a cercarti, ma ricordi?

    Ecco, uh, sì… ma è bello sentirtelo dire… voglio dire, ci dispiace molto per te, naturalmente, ma è bello sentire che lo accetti.»
    «Accetto il fatto, non l’assurdità che ne deriva.»

    «Mi sembra che i tuoi capelli stiano diventando più scuri.»

    Quanto siamo inconsapevoli di ciò che accade? O forse non siamo disposti ad accettarlo.

    Per altre recensioni: http://www.landeincantate.it/author/phedre-banshee/

    ha scritto il 

  • 4

    Triste e bellissima storia su come (non) elaborare un gravissimo lutto. Non so quanto ci sia di autobiografico, spero (per l'autore) niente o quasi...
    Un volume passato quasi inosservato ma che vale l ...continua

    Triste e bellissima storia su come (non) elaborare un gravissimo lutto. Non so quanto ci sia di autobiografico, spero (per l'autore) niente o quasi...
    Un volume passato quasi inosservato ma che vale la pena recuperare, io l'ho trovato nei remainder di IBS...

    ha scritto il 

  • 4

    Se esistesse ipoteticamente una classifica dei fumetti più tristi e disperati mai fatti credo che questo avrebbe buone probabilità di piazzarsi nella top 5. Thomas, un bambino di sette anni dopo la p ...continua

    Se esistesse ipoteticamente una classifica dei fumetti più tristi e disperati mai fatti credo che questo avrebbe buone probabilità di piazzarsi nella top 5. Thomas, un bambino di sette anni dopo la perdita della madre si ritrova a dover tenere sotto controllo un padre che, sconvolto dall'accaduto, perde la ragione. Si tratta di una storia autobiografica raccontata però con grande asciuttezza e rigore. Incluso nella lista del Time come una delle dieci migliori storie del 2004 e definito dal grande maestro Will Eisner come vera e propria «letteratura illustrata», arriva per la prima volta in Italia, dopo la pubblicazione in Francia, Spagna e Germania.

    ha scritto il 

  • 0

    I bambini imparano presto a fingere, per gioco, per nascondere agli adulti qualche brutta azione, per comprendere meglio il mondo in cui vivono. Come Thomas, che in Mamma, torna a casa di Paul Hornsch ...continua

    I bambini imparano presto a fingere, per gioco, per nascondere agli adulti qualche brutta azione, per comprendere meglio il mondo in cui vivono. Come Thomas, che in Mamma, torna a casa di Paul Hornschemeier racconta - attraverso il ricordo di quando aveva sette anni - la perdita della madre e il modo in cui suo padre ha reagito a questa.
    Paul Hornschemeier è un giovane autore statunitense nato a Cincinnati e laureatosi in filosofia all’università dell’Ohio. Oltre che disegnare fumetti e illustrazioni autoprodotti o pubblicati da importanti case editrici (Dark Horse Books, Fantagraphics, AdHouse Books, Actes Sud BD) e riviste (The Los Angeles Times, Enterteinment Weekly, Time Magazine, Rolling Stone) suona in un gruppo punk a Chicago, dove vive. Prima di essere pubblicato e tradotto in diversi paesi, Mamma, torna a casa è comparso a puntate nella serie da lui ideata e prodotta Forlorn Funnies.
    Forse questo è un libro sulla finzione. Forse...

    Continua su Flashfumetto:
    http://www.flashfumetto.it/approfondimenti/recensioni_pagina/pg-100

    ha scritto il 

  • 3

    il vuoto lasciato dalla morte della madre nella vita del protagonista, ancora bambino. ogni cosa da allora sembra andare per il verso sbagliato.
    struggente e doloroso.

    ha scritto il