Manoscritto trovato a Saragozza

Di

Editore: Adelphi (Gli Adelphi, 9)

3.9
(978)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 255 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Tedesco

Isbn-10: 8845907481 | Isbn-13: 9788845907487 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Anna Devoto ; Curatore: Roger Caillois

Disponibile anche come: Altri , Tascabile economico , Copertina rigida , eBook

Genere: Narrativa & Letteratura , Storia , Fantascienza & Fantasy

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Descrizione del libro
Da una Spagna picaresca e romantica agli eldoradi del Nuovo Mondo, da un'Italia di prelati, signorotti e nobili briganti fino all'Oriente mediterraneo di duemila anni fa, in compagnia di magici personaggi e improvvise apparizioni: questo è l'universo, tanto multiforme quanto seducente, dal quale il giovane Alfonso van Worden cerca di estrarre un senso. Un grande affresco della commedia umana in cui il gioco del "romanzo nel romanzo" è specchiato all'infinito, un telaio complesso in cui un genio irregolare ha intessuto con straordinaria inventiva le storie più diverse, accostando il romanzo nero al racconto fantastico.
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  • 4

    La metafiction alle origini

    Classico della letteratura, lontano antecedente della linea che nel Novecento troverà in Borges il maggiore rappresentante, è un libro che si legge ancora volentieri, o meglio che va assolutamente let ...continua

    Classico della letteratura, lontano antecedente della linea che nel Novecento troverà in Borges il maggiore rappresentante, è un libro che si legge ancora volentieri, o meglio che va assolutamente letto per capire tanto gioco di specchi tra narratore e personaggio presente nella produzione letteraria del secolo scorso.
    Avvince come una sorta di giardino dei sentieri (narrativi) che si biforcano, ma in fondo non è altri che un Decameron in chiave fantastica, o meglio un Mille e una notte aggiornato al XIX secolo.
    A un certo punto, il meccanismo della costruzione narrativa in forma di scatole cinesi finisce per stancare. Ma poi quando la lettura giunge alla fine si resta con un palmo di naso e verrebbe da chiedere all'autore di aggiungere almeno un'altra storia.

    ha scritto il 

  • 4

    "Manoscritto trovato a Saragozza". Una matrioska.

    La storia è ambientata in Spagna, è divisa in sessantasei nottate, e ha come protagonista e narratore Alfonso van Worden che deve raggiungere Madrid attraversando le montagne della Sierra Morena infes ...continua

    La storia è ambientata in Spagna, è divisa in sessantasei nottate, e ha come protagonista e narratore Alfonso van Worden che deve raggiungere Madrid attraversando le montagne della Sierra Morena infestate da spiriti e oscure presenze. Una lettura piacevolissima, piena d’immaginazione e d’ironia. Per chi ama le visioni e i sogni.
    La recensione (di questo libro e di altri) continua sul canale youtube LaprospettivadellaRana a questo link: https://www.youtube.com/watch?v=TUqH2BC5yxI

    ha scritto il 

  • 4

    lo stile è quello delle mille e una notte, ma jan potocki è un narratore più intelligente e più erudito dei compilatori delle notti arabe, e quel che guadagna in astuzia lo perde in incanto. Nella not ...continua

    lo stile è quello delle mille e una notte, ma jan potocki è un narratore più intelligente e più erudito dei compilatori delle notti arabe, e quel che guadagna in astuzia lo perde in incanto. Nella notte centrale della storia di Sharazade, come nella notte delle notti dell'Islam, si spalancano le porte del cielo e l'acqua si fa più dolce nelle brocche, ma in Potocki nessuna notte raggiunge questo miracolo.

    ha scritto il 

  • 3

    La struttura narrativa è fondata sulla singolare ripetizione della stessa profezia: una situazione sempre identica, riprodotta e moltiplicata con una serie di combinazioni fantastiche che sembrano ave ...continua

    La struttura narrativa è fondata sulla singolare ripetizione della stessa profezia: una situazione sempre identica, riprodotta e moltiplicata con una serie di combinazioni fantastiche che sembrano avere una sola finalità: aggredire la stabilità dell'interpretazione razionale. La ripetitività, che potrebbe rendere noiosa la lettura, è sorretta da un'esplosione di invenzioni narrative e da una forma piacevole, immaginosa e spesso ironica dove fantasia, ragione e mistero sono il fil rouge della storia.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    https://clubippogrifo.wordpress.com/2015/05/24/il-manoscritto-trovato-a-saragozza-di-jan-potocki/

    ha scritto il 

  • 1

    E' del 1800 e si sente.
    La struttura è a scatole cinesi, qualcuno racconta qualcosa che ha qualcuno come protagonista e che racconta qualcosa che ha qualcuno come protagonista che... ecc... ecc...
    C'è ...continua

    E' del 1800 e si sente.
    La struttura è a scatole cinesi, qualcuno racconta qualcosa che ha qualcuno come protagonista e che racconta qualcosa che ha qualcuno come protagonista che... ecc... ecc...
    C'è lo spauracchio del Medio Oriente, con un'apparenza da mille e una notte (giovani discinte e amoreggianti). Ci sono diavoli e demonesse varie, ci sono fantasmi e ci sono ebrei (più o meno erranti), ci sono posseduti e gentiluomini che combattono e duellano per un nonnulla...
    Il tutto incastrato e avvolto su se stesso, con la fluidità di un testo ottocentesco venuto maluccio...
    Da quello che leggo in rete, la versione che ho letto è solo parziale e esisterebbe una versione della TEA con tutte, ripeto tutte e sessanta le giornate previste dall'autore, invece che le quattordici che ho avuto il piacere di leggere...
    Non ricordo perché mi è venuto in testa di cercare quest'opera... era stata citata da qualche parte, ma non ricordo più dove e perché... forse è un motivo sufficiente per non cercare la versione completa...

    ha scritto il 

  • 1

    Gran bidone - incompleto!!!!

    Pensando ad un manoscritto ritrovato può venire in mente il Manzoni oppure Umberto Eco. O comunque uno stratagemma letterario per raccontare una bella avventura. Invece: il manoscritto pare sia stato ...continua

    Pensando ad un manoscritto ritrovato può venire in mente il Manzoni oppure Umberto Eco. O comunque uno stratagemma letterario per raccontare una bella avventura. Invece: il manoscritto pare sia stato autenticamente ritrovato, inizia una storia d'avventura abbastanza avvincente e poi... di colpo si interrompe. Il curatore spiega: le altre pagine non sono mai state rinvenute. UNA FREGATURA!!!

    ha scritto il 

  • 5

    Ripetizione di una storia che in sostanza rimane uguale a sé stessa, splendido e divertente incrocio fra le mille e una notte e il romanzo gotico, che all'epoca di Potocki era ancora agli albori. L'ed ...continua

    Ripetizione di una storia che in sostanza rimane uguale a sé stessa, splendido e divertente incrocio fra le mille e una notte e il romanzo gotico, che all'epoca di Potocki era ancora agli albori. L'edizione parziale lascia la voglia di leggerne di più...

    ha scritto il 

  • 0

    Il libro è fantastico, cioè da ampio sfogo alla fantasia dell’autore, che ne doveva avere! Questo Jan Potocki doveva essere un tipo. Una vita piena. Ma parliamo del libro. Storie di demoni, di nobili, ...continua

    Il libro è fantastico, cioè da ampio sfogo alla fantasia dell’autore, che ne doveva avere! Questo Jan Potocki doveva essere un tipo. Una vita piena. Ma parliamo del libro. Storie di demoni, di nobili, di dame silenziose e misteriose, di impiccati, di servi e di briganti. Storie che si svolgono tra la Spagna e l’Italia. Un caleidoscopio di inganni, tresche, appuntamenti, duelli e bivacchi alla tenue luce della luna piena. Indubbio fascino, ma inevitabile la stanchezza mentre mi avvicina vo alla fine e mi chiedevo dove volesse parare il buon Potocki. Da nessuna parte ovviamente. Il libro finisce. E basta. Buone le parole, le immagini, le suggestioni. Meno buono il fine, lo scopo, il risultato.

    ha scritto il 

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