Manoscritto trovato a Saragozza

Di

Editore: Adelphi (Gli Adelphi, 9)

3.9
(983)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 255 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Tedesco

Isbn-10: 8845907481 | Isbn-13: 9788845907487 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Anna Devoto ; Curatore: Roger Caillois

Disponibile anche come: Altri , Tascabile economico , Copertina rigida , eBook

Genere: Narrativa & Letteratura , Storia , Fantascienza & Fantasy

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Descrizione del libro
Da una Spagna picaresca e romantica agli eldoradi del Nuovo Mondo, da un'Italia di prelati, signorotti e nobili briganti fino all'Oriente mediterraneo di duemila anni fa, in compagnia di magici personaggi e improvvise apparizioni: questo è l'universo, tanto multiforme quanto seducente, dal quale il giovane Alfonso van Worden cerca di estrarre un senso. Un grande affresco della commedia umana in cui il gioco del "romanzo nel romanzo" è specchiato all'infinito, un telaio complesso in cui un genio irregolare ha intessuto con straordinaria inventiva le storie più diverse, accostando il romanzo nero al racconto fantastico.
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  • 3

    Un'opera grandiosa per quanto riguarda la forma, ma diciamo di medio calibro per quanto riguarda il contenuto.
    Potocki ha realmente costruito un romanzo-matrioska, definibile così non solo per il mero ...continua

    Un'opera grandiosa per quanto riguarda la forma, ma diciamo di medio calibro per quanto riguarda il contenuto.
    Potocki ha realmente costruito un romanzo-matrioska, definibile così non solo per il mero fatto che le storie si accavallano l'una nell'altra, ma anche perché effettivamente le storie secondarie, terziarie etc. sono via via più brevi e piccole. Conseguentemente non v'è una grandissima difficoltà nel mantenere il filo, dacché le cornici si fanno via via più ristrette una volta penetrati nel labirinto.
    Certo, sebbene non sia un romanzo incompiuto, rimane un romanzo non limato. Potocki aveva mostrato segni di cedimento già lungo la sua strada, come ha superbamente mostrato il curatore dell'edizione integrale della TEA (un vero gioiellino editoriale), e questo risente molto nello scorrere dell'opera. Mentre inizialmente lo sfondo risultava più o meno importante, tanto da ricordare al lettore ad ogni giornata l'alba e l'occaso, in modo da poter collegare i vari dì l'uno dopo l'altro, successivamente nelle giornate più tarde Potocki smette di interessarsi di queste minuzie, inserendo racconti dopo racconti senza un'apparente cornice realistica.
    Le stesse storie sono generalmente più o meno mediocri, tranne qualcuna: il geometra, che ci permette di aprire uno scorcio sul contrasto sapienza-felicità; Diego Hervas ed il figlio maledetto, di particolare amenità e forse in generale anche quella specie di romanzetto storico che è la storia dell'ebreo errante.
    Un peccato che, nel finale, tutto si ricolleghi, sì, ma in una piccolissima (di statura) storia di intrighi e di finzioni. Rimane comunque un'opera sui generis da leggere.

    ha scritto il 

  • 4

    La letteratura di Potocki è di tipo fantastico-onirico, al limite del gotico e del grottesco. È nondimeno una scrittura colta, che si basa sulle effettive conoscenze sul campo acquisite durante i suoi ...continua

    La letteratura di Potocki è di tipo fantastico-onirico, al limite del gotico e del grottesco. È nondimeno una scrittura colta, che si basa sulle effettive conoscenze sul campo acquisite durante i suoi numerosi viaggi come anche da una considerevole biblioteca in suo possesso.
    Il libro è ricco di molti riferimenti e informazioni dal punto di vista antropologico e percorre luoghi e esperienze sempre diverse. Il labirinto stilistico, ottenuto mediante lo svolgimento del racconto in altri racconti, ci costringe ad addentrarci sempre più nelle vicende sarcastiche, non facendoli terminare mai davvero. Questi racconti nel racconto narrano esperienze di un ceto nobile, o ricco borghese, oppure di briganti malvagi con un cuore aristocratico ma costretti solo dalle necessità a dover delinquere, e che si incastrano uno dietro l’altro come ciliegie. Il linguaggio infine è credibile perché i personaggi adoperano una lingua/dialetto verosimile dei luoghi in cui si svolge la vicenda e dimostra appunto una conoscenza effettiva di questi.
    Una modalità stilistica analoga potrebbe essere quella espressa, pur con altri scopi, ad esempio nel Decameron, o in altre letterature “di viaggio”, ma solo perché in ambedue i personaggi amano raccontare ad altri le loro improbabili avventure.
    Ma ne “Il manoscritto” vi sono anche, come nel Decameron, pure espliciti riferimenti a un eros libertino che rivela un alterità culturale rispetto al mainstream dell’epoca. Potocki, in fondo, preferisce rappresentare soprattutto quello che più desidera e preferisce essere, cioè che conosce e gli appartiene. Sono vicende con protagonisti dai modi cavallereschi che svolgono azioni assolutamente fuori dal comune, con coraggio. Sono storie assurde e paradossali e a volte anche divertenti.
    Chissà se Leskov qualche anno dopo non abbia letto Potocki e ne abbia preso poi spunto per il suo “Viaggiatore incantato”.

    ha scritto il 

  • 4

    La metafiction alle origini

    Classico della letteratura, lontano antecedente della linea che nel Novecento troverà in Borges il maggiore rappresentante, è un libro che si legge ancora volentieri, o meglio che va assolutamente let ...continua

    Classico della letteratura, lontano antecedente della linea che nel Novecento troverà in Borges il maggiore rappresentante, è un libro che si legge ancora volentieri, o meglio che va assolutamente letto per capire tanto gioco di specchi tra narratore e personaggio presente nella produzione letteraria del secolo scorso.
    Avvince come una sorta di giardino dei sentieri (narrativi) che si biforcano, ma in fondo non è altri che un Decameron in chiave fantastica, o meglio un Mille e una notte aggiornato al XIX secolo.
    A un certo punto, il meccanismo della costruzione narrativa in forma di scatole cinesi finisce per stancare. Ma poi quando la lettura giunge alla fine si resta con un palmo di naso e verrebbe da chiedere all'autore di aggiungere almeno un'altra storia.

    ha scritto il 

  • 4

    "Manoscritto trovato a Saragozza". Una matrioska.

    La storia è ambientata in Spagna, è divisa in sessantasei nottate, e ha come protagonista e narratore Alfonso van Worden che deve raggiungere Madrid attraversando le montagne della Sierra Morena infes ...continua

    La storia è ambientata in Spagna, è divisa in sessantasei nottate, e ha come protagonista e narratore Alfonso van Worden che deve raggiungere Madrid attraversando le montagne della Sierra Morena infestate da spiriti e oscure presenze. Una lettura piacevolissima, piena d’immaginazione e d’ironia. Per chi ama le visioni e i sogni.
    La recensione (di questo libro e di altri) continua sul canale youtube LaprospettivadellaRana a questo link: https://www.youtube.com/watch?v=TUqH2BC5yxI

    ha scritto il 

  • 4

    lo stile è quello delle mille e una notte, ma jan potocki è un narratore più intelligente e più erudito dei compilatori delle notti arabe, e quel che guadagna in astuzia lo perde in incanto. Nella not ...continua

    lo stile è quello delle mille e una notte, ma jan potocki è un narratore più intelligente e più erudito dei compilatori delle notti arabe, e quel che guadagna in astuzia lo perde in incanto. Nella notte centrale della storia di Sharazade, come nella notte delle notti dell'Islam, si spalancano le porte del cielo e l'acqua si fa più dolce nelle brocche, ma in Potocki nessuna notte raggiunge questo miracolo.

    ha scritto il 

  • 3

    La struttura narrativa è fondata sulla singolare ripetizione della stessa profezia: una situazione sempre identica, riprodotta e moltiplicata con una serie di combinazioni fantastiche che sembrano ave ...continua

    La struttura narrativa è fondata sulla singolare ripetizione della stessa profezia: una situazione sempre identica, riprodotta e moltiplicata con una serie di combinazioni fantastiche che sembrano avere una sola finalità: aggredire la stabilità dell'interpretazione razionale. La ripetitività, che potrebbe rendere noiosa la lettura, è sorretta da un'esplosione di invenzioni narrative e da una forma piacevole, immaginosa e spesso ironica dove fantasia, ragione e mistero sono il fil rouge della storia.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    https://clubippogrifo.wordpress.com/2015/05/24/il-manoscritto-trovato-a-saragozza-di-jan-potocki/

    ha scritto il 

  • 1

    E' del 1800 e si sente.
    La struttura è a scatole cinesi, qualcuno racconta qualcosa che ha qualcuno come protagonista e che racconta qualcosa che ha qualcuno come protagonista che... ecc... ecc...
    C'è ...continua

    E' del 1800 e si sente.
    La struttura è a scatole cinesi, qualcuno racconta qualcosa che ha qualcuno come protagonista e che racconta qualcosa che ha qualcuno come protagonista che... ecc... ecc...
    C'è lo spauracchio del Medio Oriente, con un'apparenza da mille e una notte (giovani discinte e amoreggianti). Ci sono diavoli e demonesse varie, ci sono fantasmi e ci sono ebrei (più o meno erranti), ci sono posseduti e gentiluomini che combattono e duellano per un nonnulla...
    Il tutto incastrato e avvolto su se stesso, con la fluidità di un testo ottocentesco venuto maluccio...
    Da quello che leggo in rete, la versione che ho letto è solo parziale e esisterebbe una versione della TEA con tutte, ripeto tutte e sessanta le giornate previste dall'autore, invece che le quattordici che ho avuto il piacere di leggere...
    Non ricordo perché mi è venuto in testa di cercare quest'opera... era stata citata da qualche parte, ma non ricordo più dove e perché... forse è un motivo sufficiente per non cercare la versione completa...

    ha scritto il 

  • 1

    Gran bidone - incompleto!!!!

    Pensando ad un manoscritto ritrovato può venire in mente il Manzoni oppure Umberto Eco. O comunque uno stratagemma letterario per raccontare una bella avventura. Invece: il manoscritto pare sia stato ...continua

    Pensando ad un manoscritto ritrovato può venire in mente il Manzoni oppure Umberto Eco. O comunque uno stratagemma letterario per raccontare una bella avventura. Invece: il manoscritto pare sia stato autenticamente ritrovato, inizia una storia d'avventura abbastanza avvincente e poi... di colpo si interrompe. Il curatore spiega: le altre pagine non sono mai state rinvenute. UNA FREGATURA!!!

    ha scritto il 

  • 5

    Ripetizione di una storia che in sostanza rimane uguale a sé stessa, splendido e divertente incrocio fra le mille e una notte e il romanzo gotico, che all'epoca di Potocki era ancora agli albori. L'ed ...continua

    Ripetizione di una storia che in sostanza rimane uguale a sé stessa, splendido e divertente incrocio fra le mille e una notte e il romanzo gotico, che all'epoca di Potocki era ancora agli albori. L'edizione parziale lascia la voglia di leggerne di più...

    ha scritto il 

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