Mansfield Park

La nostra biblioteca classica in cento volumi (88)

Di

Editore: EDIPEM

3.9
(3248)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 308 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Chi tradizionale , Francese , Tedesco , Spagnolo , Chi semplificata , Catalano , Greco , Polacco , Portoghese , Olandese , Ceco

Isbn-10: A000124877 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Diana Agujari Bonacossa , Ester Bonacossa della Valle di Casanova

Disponibile anche come: Tascabile economico , Paperback , Altri , Copertina morbida e spillati , eBook

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura , Rosa

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Descrizione del libro
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  • 3

    Tra passeggiate placide per i campi, balli, sussurri e occhiate, pettegolezzi e frivoli passatempi borghesi come l’organizzazione di una rappresentazione teatrale, i giorni scorrono a Mansfield seguen ...continua

    Tra passeggiate placide per i campi, balli, sussurri e occhiate, pettegolezzi e frivoli passatempi borghesi come l’organizzazione di una rappresentazione teatrale, i giorni scorrono a Mansfield seguendo la storia della timida Fanny Price.
    Nonostante la trama non sia malvagia, devo ammettere che questo romanzo mi ha annoiata in molte sue parti, in cui sono stati fatti eccessivi giri di parole corredati da una basilare lentezza nello svolgersi degli eventi. Totalmente differente da "Orgoglio e Pregiudizio".

    Recensione completa qui: http://sakomar.blogspot.it/2016/09/recensione-di-mansfield-park-di-jane.html

    ha scritto il 

  • 5

    La libertà è un'utopia a Mansfield Park.....

    Mansfield Park secondo me è il romanzo più particolare della Austen, infatti è quasi del tutto privo del tono leggero da commedia, ironico e vivace, presente in titoli come Orgoglio e Pregiudizio.
    Qua ...continua

    Mansfield Park secondo me è il romanzo più particolare della Austen, infatti è quasi del tutto privo del tono leggero da commedia, ironico e vivace, presente in titoli come Orgoglio e Pregiudizio.
    Quando l'ho letto mi è sembrato quasi l'opera di un'autrice diversa, tanto il tono è serio e moraleggiante, infatti, forse per questo, è stato snobbato dalla critica dell'epoca.
    Al narratore onnisciente viene affidato il ruolo di guida morale del romanzo, che ci mostra quello che è giusto e quello che è sbagliato secondo le convenzioni. La solidità di questi "dogmi" è ridicolizzata da una vena sottilmente ironica e pungente.
    Fanny, adottata da bambina dai ricchi zii, cresce come una parente povera, all'ombra dei cugini istruiti ma superficiali, e vessata dalla sgradevole zia Mrs. Norris. Viene presentata come un modello di sensibilità, rettitudine e virtù, ma ben presto ci si rende conto che non è tutto oro quel che luccica. La ragazza è infatti talmente ossessionata dal giudizio altrui e dal senso di colpa, che dice e fa quello che si aspettano da lei, non quello che vuole veramente. Così cauta e ambigua nei giudizi da risultare falsa, è un po' come la goccia che erode la pietra. Questo si nota soprattutto nei confronti della sua rivale, Mary Crawford, di cui il suo amato cugino Edmund, l'unico che sembra capirla, si infatua.
    Mary è tutto quello che Fanny non è, dice quello che pensa, non si cura delle convenzioni sociali, è bella, ricca, affascinante, insomma è l'opposto dell'ideale della donna dell'epoca, umile, sottomessa e controllata in ogni pensiero e gesto. Forse per questo la voce principale, intende punire lei e in genere le donne "libere" del romanzo per il loro anticonformismo.
    Maria, che era scappata con Henry Crawford lasciando il marito, finirà i suoi giorni in compagnia della zia Mrs. Norris all'ombra del bel mondo, mentre Mary perde l'amore di Edmund, che disapprova e non sa gestire la sua indipendenza e la sua impulsività.
    L'unico modo attraverso il quale tutti i membri e visitatori di Mansfield Park possono mostrare ciò che sentono veramente è la rappresentazione teatrale. Maria può esprimere liberamente il suo amore per Henry e lo stesso può fare Mary con Edmund.
    Neanche comportarsi secondo le convenzioni sociali sembra garantire felicità. Lady Bertram è una donna annoiata e depressa che non muove un dito senza consiglio del marito, mentre sua sorella Mrs. Norris con la sua ossessione di rendersi utile risulta quasi grottesca.
    Anche se alla fine Fanny ottiene quello che vuole, cioè sposare Edmund, il lettore non è spinto a gioirne. Edmund cambia i propri sentimenti in maniera troppo repentina, sembra che scelga Fanny solo perchè più malleabile e il "lieto fine" appare forzato. La protagonista ha ottenuto affetto, riconoscimento e vantaggi economici solo reprimendo il proprio sè più autentico, per questo è un romanzo molto amaro, che mostra e critica il forte potere delle convenzioni sociali. Il romanzo sembra sottindendere che quest'ultime potranno anche non garantire soddifazione e felicità, ma, se si vuole essere accettati, sono l'unica via da seguire.

    ha scritto il 

  • 4

    ORGOGLIO E MASOCHISMO

    Orgoglio e masochismo sono sono i sentimenti che mi hanno accompagnato e dato la forza di portare a termine la lettura di questo libro.
    Eh si, perchè è pieno di momenti morti e descrizioni un po' ripe ...continua

    Orgoglio e masochismo sono sono i sentimenti che mi hanno accompagnato e dato la forza di portare a termine la lettura di questo libro.
    Eh si, perchè è pieno di momenti morti e descrizioni un po' ripetitive, lunghe pagine in cui non vi sono grandi accadimenti.
    Perciò la lettura non è andata tutta d'un fiato ma ha avuto bisogno di molte pause.Durante le quali però, e questo conferma la grandezza dell'autrice il pensiero era costantemente rivolto a Fanny e Mansfield Park.
    Perciò il giudizio sull'opera è totalmente positivo.
    Oltretutto, essendo una pubblicazione postuma, magari Jane Austen avrebbe potuto apportare delle modifiche ma non ne ha avuto l'opportunità.
    Consigliato.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    5

    Nella Gran Bretagna del 19° secolo, esattamente a Mansfield Park, vive la ricca famiglia Bertam.

    Lady Maria Bertram ha due sorelle, Mrs Norris e Mrs Price. La prima è una donna benestante, ma avara e ...continua

    Nella Gran Bretagna del 19° secolo, esattamente a Mansfield Park, vive la ricca famiglia Bertam.

    Lady Maria Bertram ha due sorelle, Mrs Norris e Mrs Price. La prima è una donna benestante, ma avara e superba; la seconda è andata in sposa a un uomo di umili origini e dal brutto carattere, da cui ha avuto molti figli. A causa del numero così alto dei membri della famiglia e delle condizioni disagiate in cui vivono, i ricchi zii di Mansfield Park accolgono nella loro casa una delle bambine, Fanny.

    Fanny cresce, quindi, in un ambiente ricco e tra gli agi, ma nessuno, la zia Norris in modo particolare, le permette di dimenticare che è stata accolta in quella casa per la magnanimità dei parenti e che non sarà mai allo stesso livello dei cugini Bertram. La ragazza cresce sottomessa, ma ha un buon carattere e non sa covare né odio, né rancore.

    L’unico che si mostra davvero generoso con la cugina è Edmund, figlio cadetto di casa Bertram, presto destinato alla vita religiosa.

    La vita a Mansfield Park scorre serena fino all’arrivo dei fratelli Crawford, Mary ed Henry.

    Mary punta al cuore, ops! volevo dire alle ricchezze, di Edmund, mentre Henry affascina le due giovani sorelle, per poi scegliere Fanny.

    Ma Fanny è una creatura pura e non ha intenzione di legare il suo destino a chi non è sincero. E poi nel suo cuore c’è già Edmund…

    Dopo un breve ritorno presso la sua famiglia d’origine, Fanny si rende conto che la sua casa è ormai Mansfield Park. E’ lì che è cresciuta e, sebbene si consideri inferiore ai cugini, considera la dimora dei Bertam la sua casa, quella dove vuole continuare a vivere.

    Uno scandalo familiare l’aiuterà a ritornare. Ma stavolta sarà diverso; anche i Bertram si sono resi conto del valore della ragazza e del fatto che ormai faccia, a pieno titolo, parte della famiglia.

    Il lieto fine è assicurato…

    Dopo un inizio un po’ difficile, in quanto non riuscivo a familiarizzare con i personaggi di questo libro, la storia mi ha presa molto.

    Ho trovato molto divertente la parte in cui si cerca di organizzare un’opera teatrale a Mansfield Park e l’insuccesso dovuto al ritorno improvviso del capofamiglia, uomo rigido, fedele ai principi morali e desideroso di non suscitare scandalo in società.

    Mi è piaciuta molto anche la trasformazione caratteriale di quest’ultimo; alla fine non era poi così rigido e insensibile, anzi…

    Ho odiato profondamente Mrs Norris e la sua superbia e mi ha urtata non poco la quasi perfezione di Fanny. Il quasi ci sta d’obbligo, poichè anche lei non è priva di difetti e dimostra un po’ di altezzosità quando si vergogna della sua famiglia d’origine.

    Un po’ troppo melenso il finale per i miei gusti, ma, quando l’autore o l’autrice ti fanno provare così tanta empatia nei confronti di personaggi mai esistiti, non può che definirsi un libro ottimo.

    Anche se…continuo a preferire il caratteraccio di Emma

    ha scritto il 

  • 3

    Mi sento quasi in colpa a non dare il massimo dei voti alla Austen, che è una delle mie scrittrici preferite da sempre. Ma non c'è nulla da fare, Mansfield Park è quello che mi piace meno tra tutti i ...continua

    Mi sento quasi in colpa a non dare il massimo dei voti alla Austen, che è una delle mie scrittrici preferite da sempre. Ma non c'è nulla da fare, Mansfield Park è quello che mi piace meno tra tutti i suoi romanzi.
    Pur con qualche guizzo nella descrizione della zia Norris, il romanzo risente troppo della perfezione della sua protagonista per essere frizzante. Fanny Price è infatti mansueta, accondiscendente, precisina e servizievole fino alla noia. E tutte le vicende si susseguono attorno a lei senza un suo vero contributo, ma - anzi - lei sta a guardare e subisce le decisioni altrui. Insomma, c'è un po' troppa passività per i miei gusti.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    3

    Premetto di aver letto pochi romanzi della Austen ("Orgoglio e Pregiudizio" e "Lady Susan"). Nonostante alcuni pareri negativi, questo romanzo mi è piaciuto molto, tuttavia in alcuni punti mi ha delus ...continua

    Premetto di aver letto pochi romanzi della Austen ("Orgoglio e Pregiudizio" e "Lady Susan"). Nonostante alcuni pareri negativi, questo romanzo mi è piaciuto molto, tuttavia in alcuni punti mi ha delusa: ero indecisa se dare solo tre stelline o aggiungere anche la quarta... sono rimasta soddisfatta che la Austen abbia parlato anche del ceto basso e abbia creato dei personaggi diversi da quelli di Orgoglio e Pregiudizio, ma devo ammettere che Edmund e Fanny non hanno il carisma di Mr. Darcy ed Elizabeth; inoltre il lato sentimentale del loro rapporto è veramente poco accennato. La mancanza di carisma è dovuta principalmente al ruolo di Fanny nella storia: non è un'eroina attiva come Elizabeth, nella prima parte ha più un ruolo da osservatrice. Tuttavia devo ammettere che gli altri personaggi mi hanno piuttosto divertito e sono abbastanza interessanti grazie alle loro piccole imperfezioni e a quella vivacità (che mancava proprio nella coppia protagonista).

    ha scritto il 

  • 3

    Romanzo di garbata monotonia, sprovvisto della verve di un Orgoglio e pregiudizio anche se forse, nell'insieme, più maturo e sfaccettato quanto a dinamiche d'intreccio e tessitura di sentimenti.
    Un'ig ...continua

    Romanzo di garbata monotonia, sprovvisto della verve di un Orgoglio e pregiudizio anche se forse, nell'insieme, più maturo e sfaccettato quanto a dinamiche d'intreccio e tessitura di sentimenti.
    Un'ignoranza mia (e del lettore odierno in generale, suppongo) mi ha inoltre impedito di cogliere il rilievo di tutta una serie d'echi sociali disseminati nell'opera, volti alla "denuncia" della deriva morale propria del periodo Regency in Inghilterra; lo sottolinea bene Roberto Bertinetti nell'Introduzione, letta come mio solito alla fine (e per fortuna: è spoiler allo stato puro), cosa che mi ha almeno permesso di ripensarci col senno di poi.

    Leggere Jane Austen è un piacere sempre, e anche stavolta lo è stato, ma mi è mancato quel "guizzo" che cattura, sbalordisce, e fa brillare la quarta stellina.

    ha scritto il 

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