Martin Eden

Di

Editore: BUR Biblioteca Univ. Rizzoli

4.4
(1918)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 458 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Francese , Polacco , Olandese , Finlandese

Isbn-10: 8817153478 | Isbn-13: 9788817153478 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: O. Previtali

Disponibile anche come: Paperback , Cofanetto , Tascabile economico , Copertina rigida

Genere: Biografia , Narrativa & Letteratura , Scienze Sociali

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Descrizione del libro
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  • 5

    "Quanto a me, voglio il meglio che c'è in ogni uomo, chiamalo fatto personale, o volgarità, o come ti pare e piace."

    Sono certa che chiunque troverà tra le pagine di questo libro meraviglioso qualcosa di davvero importante.

    ha scritto il 

  • 5

    Io sono il capitano della mia anima

    Vi è mai capitato di avere la certezza che la vostra vita non vi si confacesse, di avere voglia di mirare alto ad un obiettivo e di cercare con tutte le vostre forze di raggiungerlo perchè sapevate ch ...continua

    Vi è mai capitato di avere la certezza che la vostra vita non vi si confacesse, di avere voglia di mirare alto ad un obiettivo e di cercare con tutte le vostre forze di raggiungerlo perchè sapevate che voi non vi potevate accontentare, come fa la maggior parte della massa?
    Vi è mai capitato, nel tentativo di raggiungere quell'obiettivo, di sentirvi dire che non ce l'avreste mai fatta, di sentirvi apostrofare come fannulloni, idealisti, utopici, falliti, e di vedervi trattati alla stregua di reietti?
    Vi è mai capitato di avere la sensazione di non riuscire a farvi capire, di domandarvi se siete voi a parlare ostrogoto o gli altri a non intendere una sola parola di ciò che dite, di trovarvi in mezzo ad una turba pensando "che ci faccio qui?" o di pensare di essere migliori rispetto a chi vi circonda e, per questo, essere tacciati di superbia quando invece si trattava solo di consapevolezza di sè e riconoscimento dei propri e altrui limiti?
    Vi è mai capitato che, una volta effettivamente raggiunto quell'obiettivo prefissato, le stesse persone che prima vi additavano, insultavano, umiliavano, siano state poi così pronte a riavvicinarsi stendendo tappeti rossi al vostro passaggio e adulandovi come se, per loro, non ci fosse mai stato un atteggiamento diverso nei vostri confronti (anzi, se glielo si fa notare, negano...negano fino allo sfinimento persino l'evidenza)?
    E vi è mai capitato che, sempre alla realizzazione del proprio desiderio, quello stesso obiettivo realizzato si tramutasse in qualcosa di totalmente diverso da ciò che si era desiderato, immaginato, aspettato e che non si potesse tollerarne la delusione ma non si riuscisse nemmeno più a tornare indietro?
    Se almeno ad una delle domande di cui sopra la vostra risposta è "sì", fatevi un regalo: leggete di Martin Eden!
    Ma anche se avete risposto "no"...leggetelo comunque!

    ha scritto il 

  • 4

    Martin Eden, la storia di un semplice marinaio che con la forza di volontà e l'impegno riesce a farsi un'istruzione autodidatta, al continuo inseguimento di un "qualcosa" che possa renderlo felice.
    Al ...continua

    Martin Eden, la storia di un semplice marinaio che con la forza di volontà e l'impegno riesce a farsi un'istruzione autodidatta, al continuo inseguimento di un "qualcosa" che possa renderlo felice.
    All'inizio mi stava piacendo davvero molto: pensavo che se avesse continuato così gli avrei dato un giudizio più che positivo. Alla fine le stelle sono "solo" quattro perchè c'è un bel blocco centrale del libro che appesantisce un po' tutto: ripetitivo e pesante, un continuo ciclo di una fase della vita di Martin (lui che scrive, le sue cose vengono rifiutate, impegna i suoi beni, riesce a tirare avanti per il rotto della cuffia, scrive, viene rifiutato e così via) che secondo me poteva essere sfoltito almeno un po'. Infatti, superato questo, di nuovo la narrazione decolla fino al finale.
    Lettura consigliata senza dubbio, anche se certe volte la saccenza e la presunzione di Martin sono davvero davvero troppo.

    ha scritto il 

  • 5

    Crescere leggendo

    Guardavo dalla finestra.

    Il cielo era buio.

    Le luce dei negozi illuminavano la via. Stringevo tra le mani il mio libro, e guardavo le persone che passavano sotto di me. C’era quella ragazza bionda, la ...continua

    Guardavo dalla finestra.

    Il cielo era buio.

    Le luce dei negozi illuminavano la via. Stringevo tra le mani il mio libro, e guardavo le persone che passavano sotto di me. C’era quella ragazza bionda, la figlia del ristoratore all’angolo. Credo si chiamasse Elisa. Aveva dei capelli lunghissimi, fino al centro delle spalle. Stava stretta ad un ragazzo, un diciasettene moro, alto. Un bel fisico, ed un bel sorriso.

    martin eden

    C’erano tante altre persone oltre a loro, mamme con i bambini, uomini, ragazzi e ragazze. Ma quello che mi colpì fu quel sorriso. Lo immaginai una persona buona. Un ragazzo, ora, ma un giorno un uomo. E mi chiesi cosa ne sarebbe stato.

    Accesi la tv e trovai l’ennesimo programma che parlava di me. E ripensai agli anni che c’erano voluti per arrivare a tutto questo. A tutti i sacrifici, le notti insonne, le volte in cui mi sono sentito morire dalla fatica.

    Tutto questo l’ho fatto per lei.

    Ma quando ho alzato lo sguardo e l’ho vista con lui, quando mi hai detto che c’era di meglio al di là del bene e del male, che non contava l’estrazione sociale, la mia scarsa cultura. Fare questo lungo percorso non ha portato da nessuna parte. Solo a scoprire che non ero io la persona che volevi. Che tu non eri più la persona che volevo.

    Come si può amare una donna tanto a lungo da scoprire che non esiste più? Perché cambiare se poi la persona che sono diventato non ti ama? Ho perso l’amore e la donna che amavo.

    E mi sono chiesto: “Che senso ha avuto tutto questo?”

    È per questo che ho comprato la pistola ieri. Si tratta solo di trattenere il respiro ed andare giù.

    È solo un attimo.

    MARTIN EDEN

    ha scritto il 

  • 5

    Till human voices wake us, and we drown

    Martin Eden punta, mira e colpisce dritto al fianco ad altezza sterno; disintegra le difese, fa breccia ed entra prepotente senza neanche salutare. Dimentico dei convenevoli, si insinua piano piano co ...continua

    Martin Eden punta, mira e colpisce dritto al fianco ad altezza sterno; disintegra le difese, fa breccia ed entra prepotente senza neanche salutare. Dimentico dei convenevoli, si insinua piano piano col suo fare viscerale. Ma non è rude, e dopo aver fatto incetta indisturbato, diventa ombra e svanisce nell'oscurità, senza lasciare traccia. Si, di lui non vi è più traccia; ma noi siamo ancora feriti e travolti: non c'è cura né palliativo.

    Mi imbarazza continuare, la prosa non basta per esprimere ciò che ha suscitato in me Martin Eden, solo la poesia potrebbe riuscirci. Ed è giusto così, perché qua ci vuole poco per capire di essere di fronte ad una capolavoro, uno di quelli che Messer Canone letterario mondiale dovrebbe solo accogliere a braccia aperte.

    Non sono capace di aggiungere altro, posso solo rimanere abbagliata dal furore che il testo emana consapevole del fatto di non averlo colto totalmente, di non essere all'altezza.

    Nutritevi ragazzi, nutritevi: sulla vostra lista delle cose da fare prima di morire mettete Martin Eden, sarà una spunta di cui non vi pentirete.

    ha scritto il 

  • 4

    Mi sono avvicinato al grande Jack London con questo libro, perché temo che i suoi celeberrimi romanzi d´avventura non facciano per me - riconosco questo limite.

    Mi ci sono avvicinato, per cui posso sp ...continua

    Mi sono avvicinato al grande Jack London con questo libro, perché temo che i suoi celeberrimi romanzi d´avventura non facciano per me - riconosco questo limite.

    Mi ci sono avvicinato, per cui posso spendere l´aggettivo "grande" a ragion veduta, per quel che mi riguarda.
    La stoffa, il lirismo, le frasi, il ritmo, sono da grande - grandissimo - scrittore, mi vien da dire uno che ha insegnato molto a Fitzgerald, e sicuramente anche ad altri, ma non è questo il punto, ovviamente.

    Mi pare si possa affermare che Martin Eden è il grande romanzo autobiografico di London, quello dove mette in scena (e in gioco) sé stesso, la sua "carriera" autodidatta, il suo arrivare alla scrittura passando dalla vita, quella vera, dove ci si sporcano (letteralmente) le mani e ci si spaccano i nasi facendo a cazzotti.
    E ancora il disprezzo per la borghesia, e per il "se stesso" scrittore di successo, adorato e riverito proprio da quei borghesi da cui prima si sentiva trascurato e di cui disprezzava gli ideali.

    In ogni modo, al di là del dato autobiografico questo é un gran romanzo, ricco di vita e di idee, si passa con uguale efficacia dalla tenerezza dell´amore idealizzato alla descrizione di belle e a volte brutali amicizie virili, la descrizione a tinte vivide dell´ipocrisia del "ceto alto" di Oakland e la vita dura nella povertà, nei bassifondi.
    London - evidentemente - scriveva di cose che conosceva bene. E aveva "vissuto" sul serio. Nisba scrittori salottieri, da queste parti.

    È anche uno di quei libri che si presta a chi sottolinea, perché contiene innumerevoli frasi perfette e scene (o periodi)-madre supremamente orchestrati.

    Il romanzo ha evidentemente carattere parabolico specie avvicinandosi al finale, credo London morisse dalla voglia di far evolvere il personaggio in quel modo, in maniera riuscitissima dal punto di vista della scrittura (davvero liriche, elegiache le ultime pagine) ma forse un po´"rigida" se parliamo della gestione della trama.

    Parliamo comunque di un grande romanzo e un grande classico, uno di quei libri, a mio modo di vedere che si "devono" proprio leggere, nel corso di una vita. E Martin è uno di quei personaggi "larger than life" che si devono proprio conoscere.

    ha scritto il 

  • 3

    L'ingenuità di Martin è pari alla sua purezza e io forse sono troppo vecchia per lui

    Si, capisco, Martin Eden, con la sua purezza e integrità, con la sua bellezza fisica e mentale, il suo genio, la sua forza, con quel suo collo da carezzare e le spalle larghe che rollano ogni dove, co ...continua

    Si, capisco, Martin Eden, con la sua purezza e integrità, con la sua bellezza fisica e mentale, il suo genio, la sua forza, con quel suo collo da carezzare e le spalle larghe che rollano ogni dove, con l’ingenuità, la generosità, la bontà e la possente volontà, alimentata dall’ingannevole fiamma dell’amore, è un uomo che conquista, non si può che rimanerne incantati, a dispetto delle intenzioni di London, che lo voleva veicolo di attacco contro l’individualismo – messaggio che mi pare ampiamente disertato. Eppure io, al contrario, mi sono scoperta vittima di una inopinata indifferenza. Annoiata, anche, in diversi momenti.
    La cifra stilistica di London mi ha coinvolto solo parzialmente. Inoltre ho trovato l’intero impianto narrativo in qualche modo ingenuo, anche quando mette in luce le abissali differenze sociali, la meschinità delle persone, i falsi valori borghesi, il marciume dell’uomo. Ed è mancata la profondità che le tematiche filosofiche e sociali richiedevano.
    Se penso al coevo J. Conrad e a Lord Jim, personaggio che può prestarsi a una facile comparazione, trovo un abisso a dividere i due.

    ha scritto il 

  • 4

    Un libro vero. Per questo (forse) difficile da digerire. Tratta della caduta delle illusioni, prima quella di un'alta società "illuminata", poi su un mondo letterario dove i più meritevoli vanno avant ...continua

    Un libro vero. Per questo (forse) difficile da digerire. Tratta della caduta delle illusioni, prima quella di un'alta società "illuminata", poi su un mondo letterario dove i più meritevoli vanno avanti e non vengono affossati, invidiati, divorati; infine l'amore. Martin Eden è una meteora, è l'uomo che arriva al picco più alto del proprio essere per accorgersi che intorno a sé non c'è nessuno. Molto amaro, molto coraggioso, molto bello (parola banale ma vabbè).
    Unico neo, mio più che di London: avessi conosciuto meglio le teorie e le idee di Spencer, che viene citato continuamente nel libro come base di tutta la cultura di Eden forse avrei potuto apprezzare di più il testo.

    ha scritto il 

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