Medea

Di

Editore: e/o (Tascabili e/o, 129)

4.4
(881)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 234 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Tedesco

Isbn-10: 8876474323 | Isbn-13: 9788876474323 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Anita Raja ; Postfazione: Anna Chiarloni

Disponibile anche come: Altri , Tascabile economico , eBook , Copertina rigida

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura , Storia

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  • 5

    La struttura, in cui la trama si dispiega poco per volta nel racconto di ciascun personaggio, rende il libro, già ricco e profondo di per sè, ancora più sfaccettato. Attuale ieri, oggi e per sempre.
    S ...continua

    La struttura, in cui la trama si dispiega poco per volta nel racconto di ciascun personaggio, rende il libro, già ricco e profondo di per sè, ancora più sfaccettato. Attuale ieri, oggi e per sempre.
    Sì, è il libro perfetto.

    ha scritto il 

  • 0

    Medea, donna passionale e romantica, tradita da Giasone che amava e per il quale ha abbandonato la sua famiglia e la patria. Interessante il riferimento al mito antico e non al dramma di Euripide. In ...continua

    Medea, donna passionale e romantica, tradita da Giasone che amava e per il quale ha abbandonato la sua famiglia e la patria. Interessante il riferimento al mito antico e non al dramma di Euripide. Intenso e commovente, un libro al femminile. Da leggere.

    ha scritto il 

  • 4

    Le "voci" del titolo sono quelle dei vari personaggi, Medea, la maga, è donna forte e carismatica, Giasone una figura di uomo alla continua ricerca del potere, Agameda ex allieva di Medea, Acamante as ...continua

    Le "voci" del titolo sono quelle dei vari personaggi, Medea, la maga, è donna forte e carismatica, Giasone una figura di uomo alla continua ricerca del potere, Agameda ex allieva di Medea, Acamante astronomo e consigliere, Leuco, anche lui astronomo, vede andare Medea in rovina ma non ha il coraggio di fermarla, Glauce, la suicida, che nutre per la maga una sorta di amore-odio. Sono questi i personaggi, più o meno centrali, della vicenda di Medea con una particolarità, la Medea di Euripide segna il passaggio da una società matriarcale a una di tipo patriarcale, mentre la rilettura di questo mirabile testo di C.Wolf viene riletta in una chiave davvero sconvolgente: Medea non ha ucciso i figli di Giasone come la tragedia greca ci ha tramandato ( e come la rilettura filmica di Pasolini ci aveva confermato), essa è vittima di una delle tante riscritture della storia fatte dagli uomini. Un testo poliedrico, attuale e "politico" molto di più di quello che sembri apparire.

    ha scritto il 

  • 5

    Scritto come se fosse stato scritto allora nel tono e nello stile delle descrizioni, mentre il monologo interiore sovrappone i piani temporalie l'indiretto libero le voci di personaggi che sono tutti ...continua

    Scritto come se fosse stato scritto allora nel tono e nello stile delle descrizioni, mentre il monologo interiore sovrappone i piani temporalie l'indiretto libero le voci di personaggi che sono tutti vittime del ruolo assegnato loro

    ha scritto il 

  • 4

    Ciao a tutti/e. Abbandonato Ken Follett per il pesantume (inteso proprio materiale!) del libro che non è propriamente adatto a mettere in borsa, soprattutto se in quella borsa ci sono plicometri, cart ...continua

    Ciao a tutti/e. Abbandonato Ken Follett per il pesantume (inteso proprio materiale!) del libro che non è propriamente adatto a mettere in borsa, soprattutto se in quella borsa ci sono plicometri, cartelle cliniche e varia roba che devi necessariamente portarti dietro, mi sono dedicata a libri più piccini, leggibili in poco tempo. Il primo di questi è Medea (Voci) di Christa Wolf.
    L'autrice riscatta la figura di infanticida e maga/fattucchiera che Euripide assegnò a questa donna, trasformandola in vittima di una società, quella corinzia, dedita alla ricerca di un capro espiatorio che cancelli le malefatte su cui cresce. L'analogia tra il dramma vissuto in Colchide da Medea e quello su cui si regge Corinto è il motore scatenante la furia che i corinzi provano nei confronti di una donna la cui unica colpa, per la Wolf, è quella di essere fiduciosa e speranzosa. Ribelle, come le donne di Colchide, con una risata esageratamente trasgressiva, Medea è una donna che suscita desiderio e ripugnanza in quanti la desiderano, siano essi uomini o donne.
    La parte interessante è proprio la riscrittura di questa donna nel mito legata alla malvagità. A questo si aggiungono anche le diverse voci dei personaggi, i fatti narrati come flusso di pensiero dei vari protagonisti di quegli eventi. Un po' "difficile" da leggere, ma sicuramente un punto di vista interessante.

    ha scritto il 

  • 5

    Christa Wolf

    Christa Wolf riscrive il mito di Medea in contrapposizione alla tragedia composta da Euripide, che potrebbe aver modificato il mito originale per glorificare l’immagine della Grecia civile e razionale ...continua

    Christa Wolf riscrive il mito di Medea in contrapposizione alla tragedia composta da Euripide, che potrebbe aver modificato il mito originale per glorificare l’immagine della Grecia civile e razionale a discapito dell’antico mondo di Colchide, e della figura femminile di Medea (la questione è approfondita nella raccolta di saggi L’altra Medea, sempre firmata da Christa Wolf per e/o). La Medea di Wolf non è un’infanticida, e ha accettato l’abbandono di Giasone. Medea è semmai quello che si dice un personaggio scomodo: incapace di ipocrisia, è estranea ai giochi di potere del palazzo reale, creandosi così numerosi nemici; non è una maga, bensì una guaritrice, depositaria di un sapere medico estraneo a una cultura corinzia carica di vacue superstizioni. A condannarla sarà la scoperta di un terribile segreto del re Creonte. Verrà cacciata, e i suoi figli saranno lapidati dagli abitanti della città.

    Wolf, intellettuale della DDR presa di mira dalla stampa occidentale, s’identifica in Medea, capro espiatorio a cui viene imputata la responsabilità della pestilenza. Il libro è un racconto a più voci, dove sei personaggi narrano per monologhi la vicenda di Medea in una Corinto molto meno raziocinante di quella dipinta da Euripide.

    ha scritto il 

  • 4

    «Appena le donne saranno equiparate a noi ci saranno superiori.» [Catone]

    Avevo scritto, tempo fa (http://www.lastambergadeilettori.com/2013/02/i-classici-e-la-riscrittura-parte-i.html), del fenomeno della riscrittura, una forma di manipolazione testuale che può assumere mo ...continua

    Avevo scritto, tempo fa (http://www.lastambergadeilettori.com/2013/02/i-classici-e-la-riscrittura-parte-i.html), del fenomeno della riscrittura, una forma di manipolazione testuale che può assumere molti aspetti e che gli studi femministi - tra gli altri - hanno utilizzato sovversivamente per sfidare il canone occidentale che a lungo ha trascurato o inibito la letteratura femminile.
    Uno dei tipici modus operandi della riscrittura femminista è il recupero di personaggi femminili storici, mitologici o letterari per dar loro nuova voce e nuova autonomia. Christa Wolf ne sceglie due emblematici: Cassandra, la veggente che preconizzò la rovina di Troia ma non fu creduta, e Medea, che uccise i figli per vendicarsi dell'uomo traditore per cui aveva abbandonato la casa paterna.

    Medea. Voci si basa sulla reale (o presunta tale) scoperta che Euripide avrebbe percepito quindici talenti d'argento per riscattare la memoria di Corinto, attribuendo a Medea il brutale omicidio dei suoi bambini. Secondo tale versione ripresa da Christa Wolf, e attestata - sembra - in Apollonio Rodio, Medea sarebbe stata piuttosto il capro espiatorio di una città abbarbicata ai suoi segreti e ai suoi usi reazionari e maschilisti.
    Giunta dalla lontana Colchide al fianco di Giasone, che aiutò - tradendo il padre - nel recupero del famigerato Vello d'oro, Medea rappresenta per Corinto una pericolosa alterità culturale, per di più di stampo matriarcale, che si oppone alla medicina ciarlatana dei greci, alla loro oppressione femminile, ai loro riti sanguinari, semplicemente con la sua presenza sovversiva. Ammirata e temuta, Medea si aggira tra i corinzi divisa tra l'amore persistente verso un uomo - il padre dei suoi figli - che, tornato in patria, si è allontanato da lei cui pure deve tutto, e il disgusto verso un popolo barbaro che a sua volta la disprezza.
    La sua figura è restituita da un fuoco incrociato di voci a lei vicine e lontane: Giasone, ancora affascinato dal suo corpo e dal suo spirito, ma allontanato da lei dal ritorno alla sua patria e ai suoi pari; Agameda, giovane donna rosa dall'invidia venuta via con lei dalla Colchide e desiderosa di distruggerla; Acamante, primo astronomo e consigliere del re Creonte, come molti soggiogato dalla sua forza e dal suo sapere ma conscio di quale pericolo rappresenti per Corinto; Glauce, figlia di Creonte e promessa sposa di Giasone, traumatizzata da un evento della sua infanzia il cui segreto Corinto custodisce gelosamente nei suoi sepolcri; Leuco, secondo astronomo, simpatizzante dei colchici; e naturalmente la voce di Medea stessa - che interviene ben quattro volte ad aprire e chiudere la narrazione -, come tutti consapevole della propria inevitabile rovina che lentamente si approssima a lei e ai suoi profughi.

    «Ho cominciato a interessarmi a Medea nel 1990. Lo stesso anno in cui la DDR stava sparendo dalla storia. Ho cominciato a domandarmi perché nella nostra società tutto viene consumato e nello stesso tempo si va sempre alla ricerca di un capro espiatorio.»
    Medea è il tentativo di riscatto di un personaggio femminile cui è stata negata una versione dei fatti, ma rappresenta anche il grido di protesta di una scrittrice che a sua volta fu diffamata dalla stampa tedesca per la sua vicinanza al regime di Honecker. Opera sentitissima, dunque, pienamente riuscita per la forza con cui i suoi personaggi s'imprimono nel lettore e per lo stile prezioso che rende la lettura memorabile.

    Recensione pubblicata anche sulla Stamberga dei Lettori:
    http://www.lastambergadeilettori.com/2014/11/medea-voci-christa-wolf.html

    ha scritto il 

  • 4

    Vi avevamo parlato tempo fa, in una serie di articoli, del fenomeno della riscrittura, una forma di manipolazione testuale che può assumere molti aspetti e che gli studi femministi - tra gli altri - h ...continua

    Vi avevamo parlato tempo fa, in una serie di articoli, del fenomeno della riscrittura, una forma di manipolazione testuale che può assumere molti aspetti e che gli studi femministi - tra gli altri - hanno utilizzato sovversivamente per sfidare il canone occidentale che a lungo ha trascurato o inibito la letteratura femminile.
    Uno dei tipici modus operandi della riscrittura femminista è il recupero di personaggi femminili storici, mitologici o letterari per dar loro nuova voce e nuova autonomia. Christa Wolf ne sceglie due emblematici: Cassandra, la veggente che preconizzò la rovina di Troia ma non fu creduta, e Medea, che uccise i figli per vendicarsi dell'uomo traditore per cui aveva abbandonato la casa paterna.

    Medea. Voci si basa sulla reale (o presunta tale) scoperta che Euripide avrebbe percepito quindici talenti d'argento per riscattare la memoria di Corinto, attribuendo a Medea il brutale omicidio dei suoi bambini. Secondo tale versione ripresa da Christa Wolf, e attestata - sembra - in Apollonio Rodio, Medea sarebbe stata piuttosto il capro espiatorio di una città abbarbicata ai suoi segreti e ai suoi usi reazionari e maschilisti.

    Continua su:
    http://www.lastambergadeilettori.com/2014/11/medea-voci-christa-wolf.html

    ha scritto il 

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