Memorie di una ragazza per bene

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Di

Editore: Einaudi

4.2
(2093)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: | Formato: Tascabile economico | In altre lingue: (altre lingue) Spagnolo , Inglese , Francese , Tedesco , Rumeno

Isbn-10: A000037747 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Paperback , Copertina rigida

Genere: Biografia , Narrativa & Letteratura , Filosofia

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Descrizione del libro
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  • 2

    “Memorie di una ragazza perbene” è una parziale autobiografia della filosofa, letterata e, in questo caso autrice francese, Simone de Beauvoir. In questa opera la scrittrice racconta la sua vita a par ...continua

    “Memorie di una ragazza perbene” è una parziale autobiografia della filosofa, letterata e, in questo caso autrice francese, Simone de Beauvoir. In questa opera la scrittrice racconta la sua vita a partire dalla prima infanzia fino agli anni della gioventù e dell’università, focalizzandosi soprattutto sull’evoluzione della società francese nella suddetta epoca, attraversando la prima guerra mondiale e tutti gli anni Venti.
    Nata nel 1908, fin da bambina Simone de Beauvoir ha sempre cercato di scavare e indagare a proposito del comportamento umano e dei legami che uniscono le persone, spinta da una curiosità senza limite. Aspirando alla libertà ogni singolo giorno della sua vita, è cresciuta nell’ambiente borghese con il desiderio di diventare un’insegnante, circondata da una famiglia amata e da un’amica insostituibile, Zazà Mabille, cercando di assorbire come una spugna ogni possibile insegnamento. Giunta alla Sorbona, Simone incontrò altri studenti che, come lei, si dedicavano alla filosofia, tra cui Jean-Paul Sartre che successivamente diventò suo marito. In questa opera l’autrice non si concentra in particolare sullo sviluppo delle sue idee in merito alla filosofia, facendo trapelare maggiormente le opinioni dei suoi amici e compagni di corsi.

    Trattandosi di un’autobiografia, il numero dei personaggi presenti in questo libro è molto alto. Tuttavia, possiamo naturalmente individuare Simone de Beauvoir come protagonista; ella si rivela un personaggio incredibilmente dinamico, in quanto questo processo è accompagnato dalla sua crescita nel corso della storia. Gli altri personaggi che possono essere definiti principali sono: i genitori di Simone e Poupette, la sorella minore, la migliore amica Zazà, il cugino Jacques, la domestica Stépha, ed infine gli amici dell’università, tra cui Herbaud, Sartre e Clairaut.
    La vicenda si svolge a Parigi e nei dintorni della città tra il 1908 e il 1930 circa. Di conseguenza, il tempo della narrazione è al passato. Lo spazio ha senza dubbio una funzione oggettiva, in quanto l’autrice riporta chiari riferimenti a precisi punti della città di Parigi, quali piazze, strade o locali, e i nomi delle località visitate nel resto della Francia.
    Per quanto riguarda la voce che narra la storia, si può affermare che narratore onnisciente, protagonista e autore coincidono e che, come solitamente accade in questo genere letterario, la focalizzazione è interna secondo il punto di vista di Simone de Beauvoir.

    Terminata la lettura di questa opera sono rimasta particolarmente stupita della quasi totale assenza di approfondimenti sulla filosofia e sugli studi dell’autrice. È notevole la capacità che Simone de Beauvoir ha manifestato nel non lasciar trapelare direttamente quasi nulla del suo pensiero filosofico in un libro autobiografico, riflettendolo solamente negli eventi che uniti compongono la sua vita. Ritengo che questa scelta abbia reso meno interessante il racconto, che in alcune parti risulta come una lunga successione di eventi non particolarmente evidenziati dalla scrittrice. Oggigiorno il libro risulta anche non particolarmente scorrevole. La scrittura è poco fluida e piuttosto elaborata, in gran parte formata da lunghi periodi. Probabilmente questa scelta stilistica risultava meno ricercata alla fine degli anni Cinquanta, quando il libro fu pubblicato. Inoltre, l’intera opera non presenta la suddivisione in capitoli ma solo in quattro parti, il che rende complicato scandire con chiarezza i vari avvenimenti della vita dell’autrice.
    Consiglierei questo libro solo a lettori esperti, che possiedono già le conoscenze base della filosofia di Simone de Beauvoir, e che vorrebbero approfondire il percorso di vita che l’ha portata a formulare i suoi studi e le sue conclusioni.

    ha scritto il 

  • 5

    Una ribelle compostezza.

    La scrittura di questa donna magnifica è qualcosa di straordinario. Mi ci perdo. Mi lascio trasportare, me ne innamoro e poi mi accorgo di avrer letto pagine su pagine in un soffio.

    Videorecensione:
    h ...continua

    La scrittura di questa donna magnifica è qualcosa di straordinario. Mi ci perdo. Mi lascio trasportare, me ne innamoro e poi mi accorgo di avrer letto pagine su pagine in un soffio.

    Videorecensione:
    https://youtu.be/c8mZpk3vGBs

    "Durante gli esercizi spirituali che precedettero la mia prima comunione, il predicatore, per metterci in guardia contro le tentazioni della curiosità, ci raccontò una storia che esasperò la mia.
    Una bambina eccezionalmente intelligente e precoce, ma allevata da genitori poco vigili, un giorno era andata a confidarsi con lui: aveva fatto così cattive letture che aveva perduto la fede e perso la vita in orrore; egli aveva cercato di riaccenderle la speranza, ma la bambina era contaminata in modo troppo grave: poco tempo dopo egli apprese che si era suicidata.
    Il mio primo moto fu uno slancio d'invidiosa ammirazione per quella bambina, più grande di me solo di un anno, e che la sapeva tanto più lunga di me. Poi caddi nella perplessità. La mia fede era la mia assicurazione contro l'inferno; lo tomevo troppo per poter mai commettere un peccato mortale; ma se uno cessava di credere, tutti gli abissi si spalancavano; era possibile che potesse accadere una sciagura così spaventosa senza che uno se la fosse meritata?
    La piccola suicida non aveva nemmeno peccato per disobbedienza; s'era soltanto esposta senza precauzione a forze oscure che avevano devastata la sua anima; perché Dio non l'aveva soccorsa? E come potevano, delle parole accozzate insieme dagli uomini, distruggere le prove soprannaturali?
    La cosa che meno riuscivo a capire era che la conoscenza potesse condurre alla disperazione."

    "Il carnefice non era che un insignificante mediatore tra il martire e le sue palme."

    "Una notte intimai a Dio, se esisteva, di dichiararsi. Restò muto, e mai più gli rivolsi la parola. In fondo, ero molto contenta che non esistesse. Avrei trovato odioso che la partita che stava svolgendosi quaggiù avesse già la sua conclusione nell'eternità."

    ha scritto il 

  • 4

    Memorie di una ragazza perbene
    Simone De Beauvoir

    "Tutta la mia educazione mi assicurava che la virtù e la cultura contano più del denaro e i miei gusti mi portavano a crederlo; perciò accettavo seren ...continua

    Memorie di una ragazza perbene
    Simone De Beauvoir

    "Tutta la mia educazione mi assicurava che la virtù e la cultura contano più del denaro e i miei gusti mi portavano a crederlo; perciò accettavo serenamente la modestia della nostra condizione.
    Fedele al mio atteggiamento ottimista, mi convincevo perfino ch'essa era invidiabile.

    Questo libro, non è stato di facile lettura, però da molti spunti su cui riflettere.
    Il modo migliore per comprenderlo a fondo, è leggerlo più volte.
    Simone, anche se può risultare viziata e antipatica, è una grande donna, che si è messa contro tutto e tutti per i suoi ideali.
    Il suo obiettivo, è liberare la donna da schemi bigotti e chiusi.
    La dona è al pari dell'uomo, e come tale dev'essere libera di scegliere il proprio destino, senza l'interferenza del padre o del marito...
    Non mi sento di consigliarlo a tutti, cioè è un gran bel libro, ottima la prosa, ma non è una lettura d'evasione; quindi bisogna sceglierlo, con la consapevolezza che non si legge con leggerezza.
    Buona lettura a tutti 😊
    Scusate se non sono stata all'altezza del libro, nel descriverlo

    ha scritto il 

  • 5

    Mi rivedo in Simone moltissimo. La dura fatica dall'uscire da un'educazione cattolica, la perdita di un Dio, la scoperta della conoscenza, il combattimento contro i genitori e infine il "divenire".
    Pe ...continua

    Mi rivedo in Simone moltissimo. La dura fatica dall'uscire da un'educazione cattolica, la perdita di un Dio, la scoperta della conoscenza, il combattimento contro i genitori e infine il "divenire".
    Perché ancora oggi alcune cose sono tabù, meno degli anni '20, ma sempre in agguato. Come il rinchiudere in una bolla di distruzione e malessere la poverà Zàzà.
    Anche se oggi le donne hanno un ruolo potente e a volte fondamentale per la società e penso che Simone ne sarebbe orgogliosa e felice.

    ha scritto il 

  • 4

    Una biografia appassionata e personale.
    Simone è lo specchio di se stessa ed analizza ogni istante della sua vita : da ragazza iscritta alla Sorbone,fino all'incontro con Sartre.

    Lei, che vuole essere ...continua

    Una biografia appassionata e personale.
    Simone è lo specchio di se stessa ed analizza ogni istante della sua vita : da ragazza iscritta alla Sorbone,fino all'incontro con Sartre.

    Lei, che vuole essere un altro tipo di donna, che aspira alla carriera, anziché al matrimonio: e che per questo non capisce perché non dovrebbe sentirsi più una donna. Lei, che viveva oppressa dal peso dei giorni, e che pure sentiva il bisogno di essere "incasellata entro confini il cui rigore giustificava la sua esistenza". Lei, che amava Jacques, ma si diceva "troppo lucida e troppo esigente per riposarsi nella falsa sicurezza dell'amore."

    Una freddezza chirurgica di chi,realmente,ha fatto la storia.

    ha scritto il 

  • 4

    All'inizio appare pedante come la bambina di cui narra. Si sofferma a lungo (a volte un pelo troppo) su ogni sfumatura di ogni stato d'animo, lo indaga fino alle radici, lo rivive ripetutamente, ripor ...continua

    All'inizio appare pedante come la bambina di cui narra. Si sofferma a lungo (a volte un pelo troppo) su ogni sfumatura di ogni stato d'animo, lo indaga fino alle radici, lo rivive ripetutamente, riporta a galla in maniera particolareggiata la vita mentale fin dai primi anni di vita cosciente. Gli anni in cui era una bambina praticamente perfetta, fin oltre le aspettative per diligenza e aderenza alla mentalità dei genitori. Emerge nella sua significatività la dipendenza dal giudizio e dall'amore dei genitori, che è la guida principale a cui si appoggia la sua prima crescita. La fine della narrazione è di segno opposto. In mezzo c'è una trasformazione lenta, sofferta, ma radicale, tuttavia con alcuni tratti di continuità: l'aspirazione alla totalità, alla completezza. Abbracciare tutto, attraverso lo sguardo divino su di lei, o dire tutto, nell'aspirazione alla scrittura, provare tutto, con esperienze randomatiche. Ed anche un'attitudine alla dedizione totale, all'applicazione indefessa ad un compito. E ancora l'amore per i libri, in una profusione di autori e titoli, assorbiti con una passione divorante. Tutti questi tratti confluiranno, si sa, nell'intellettuale che è stata.
    A tratti sembra indugiare un po' troppo nell'approfondire e descrivere minuziosamente i particolari, dando l'impressione di essere mossa dal piacere delle proprie parole. In realtà a muoverla è sempre quella volontà di completezza, di comprensione, di disvelamento totale, un rigore che in questa autobiografia permette di “sentire” il vigore della personalità e la tensione esistenziale.
    Verso la fine mi ispirava una crescente invidia, per gli amici, le letture, la crescita intellettuale: avere qualcuno con cui condividere la vita, la passione, il nutrimento intellettuale... che bello che dev'essere!

    ha scritto il 

  • 4

    Avrei voluto leggere questo libro già diversi anni fa, quando mi fu consigliato da un'amica che in quel periodo aveva gusti letterari particolarmente affini ai miei, eppure, per un motivo o per un alt ...continua

    Avrei voluto leggere questo libro già diversi anni fa, quando mi fu consigliato da un'amica che in quel periodo aveva gusti letterari particolarmente affini ai miei, eppure, per un motivo o per un altro, ho sempre rimandato. Guardandomi alle spalle ora, sono contenta di aver aspetato tanto, perché difficilmente avrei potuto leggerlo in in momento più adatto per apprezzarlo al meglio.
    In questo intensissimo libro è racchiusa la prima parte dell'autobiografia di Simone De Beauvoir, scrittrice e filosofa, compagna di Jean-Paul Sartre, promotrice di un femminismo che mi verrebbe da definire "sano", donna tormentata, forte, terribilmente innamorata della libertà. In queste pagine Simone ci accompagna attraverso la sua infanzia, mostrandoci la rigidità dell'educazione cattolica ricevuta, e ci permette di camminare assieme a lei attraverso il formarsi del suo pensiero, l'affermazione della sua personalità, il lento ma inarrestabile affrancarsi dalle imposizioni familiari, camminando attraverso i corridoi della Sorbona fianco a fianco con quelli che sarebbero diventati grandi personaggi del panorama intellettuale francese ed europeo, uno su tutti: Jean-Paul Sartre.
    In queste memorie si respira tutto il fervore intellettuale della Parigi sospesa fra le due guerre, di tutte quelle idee che covavano già sotto la cenere, si avverte il fremito di un'epoca che sta inesorabilmente cambiando, e accanto a tutte quelle persone che a testa bassa fingono di non vedere il cambiamento si stagliano le figure nitide, come quella di Simone, che questo cambiamento nell'aria lo avvertono, e si preparano ad affrontarlo.
    Dicevo, non avrei potuto leggere queste memorie in un momento migliore, a poche settimane dalla mia laurea in Filosofia, al termine di un percorso che non avrebbe potuto essere più diverso da quello di Simone, e che mi ha portato quasi a detestare la mia facoltà. Non che ci sia stata nessuna folgorazione, sono tutt'ora convinta di aver fatto la scelta sbagliata, ma per lo meno, passeggiando nei ricordi di questa straordinaria donna, mi sono ricordata quali sono stati i motivi che quasi quattro anni fa mi hanno spinto a compiere questa scelta.
    Ho trovato straordinario il percorso di crescita intellettuale di quesa ragazza, che da "ragazza perbene", prima della classe in un istituto cattolico, fervente credente, si ètrasformata in un una giovane donna libera, che ha avuto la forza e l'onestà intellettuale di non fermarsi davanti alle convinzioni e alle convenzioni imposte dalla sua famiglia e dall'ambiente piccolo borghese che la circondavano. Sono pagine bellissime quelle in cui la sua fede comincia ad incrinarsi, il dubbio si fa strada dentro di lei, e nonostante la paura di ritrovarsi sola contro tutta la sua famiglia non può fare a meno di perseverare nelle sue concezioni intellettuali. Questa è solo una piccola crepa, perché da questo momento tutte le sue certezze, tutte le sicurezze sul suo mondo, sulla sua famiglia, sulla società in cui è cresciuta cominciano ad incrinarsi, tutto può essere messo in dubbio, e l'unica àncora di salvezza risulta la propria mente, il proprio riflettere, la propria filosofia.
    È con una forza e una determinazione comune a pochi che la giovanissima Simone si ribella dal profondo del suo essere alle costrizioni che non le permettono di esprimersi liberamente: il suo non è, o non è solo, sprito di contraddizione adolescenziale. Simone vuole scrivere, non vuole alcun ostacolo fra lei e la ricerca della verità, vuole poter essere libera, giudicata per le sue azioni e il suo pensiero, e non per la classe sociale d'appartenenza o per il suo sesso, e lo vuole con una forza tenacissima.
    C'è, a tratti, un pizzico di autocompiacimento che potrebbe far sembrare questa giovane donna vagamente piena di sé, ma accanto a tutto questo Simone ci svela tutte le sue fragilità, la sua solitudine, i suoi disperati rapporti interpersonali, tanto che è impossibile non provare ammirazione, compassione, ma soprattutto gratitudine nei confronti di una donna che al mondo ha dato veramente molto.

    ( http://dellecigliailfremitorespiri.blogspot.it/2015/04/memorie-di-una-ragazza-perbene-di-s-de.html )

    ha scritto il 

  • 3

    Saranno state le aspettative troppo alte, sarà che ogni libro ha un suo momento e forse questo non era il suo, ma ho trovato questa lettura, in molte sue parti, lenta e pesante.
    Ho amato la sete di s ...continua

    Saranno state le aspettative troppo alte, sarà che ogni libro ha un suo momento e forse questo non era il suo, ma ho trovato questa lettura, in molte sue parti, lenta e pesante.
    Ho amato la sete di sapere di questa donna straordinaria, la sua lotta contro il conformismo e le convenzioni, la sua continua ricerca della verità ma, allo stesso tempo, mi ha urtato il suo egocentrismo e la sua presunzione. Ho invidiato la lucidità con cui racconta la sua storia e i suoi sentimenti, tuttavia, ho faticato troppo a portare a termine questa lettura.
    Sono diversi i miei sentimenti verso Simone e la sua autobiografia. Tre stelle che vogliono racchiudere queste contraddizioni.

    ha scritto il 

  • 5

    il libro giusto nel momento giusto, risonanze e consapevolezze, vicinanza anche se lo spazio e il tempo sembrano sempre irrecuperabili e non colmabili. Un libro che tutte le giovani donne dovrebbero l ...continua

    il libro giusto nel momento giusto, risonanze e consapevolezze, vicinanza anche se lo spazio e il tempo sembrano sempre irrecuperabili e non colmabili. Un libro che tutte le giovani donne dovrebbero leggere

    ha scritto il 

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