Met angst en beven

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3.9
(3730)

Language: Nederlands | Number of Pages: 130 | Format: Others | In other languages: (other languages) French , English , Chi traditional , Portuguese , Italian , German , Spanish , Latvian , Catalan , Polish

Isbn-10: 9076682054 | Isbn-13: 9789076682051 | Publish date: 

Category: Biography , Fiction & Literature , Humor

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Book Description
Een Belgische vrouw werkt in 1990 voor een jaar in een Japans bedrijf in Tokio,
waar ze stuit op onthutsende cultuurverschillen.
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  • 3

    lettura davvero veloce (solo che questo caldo mi uccide e sono crollata come una pera sul libro ieri sera!!!), questo libriccino racchiude la storia a tratti surreale di un anno di vita dell'autrice i ...doorgaan

    lettura davvero veloce (solo che questo caldo mi uccide e sono crollata come una pera sul libro ieri sera!!!), questo libriccino racchiude la storia a tratti surreale di un anno di vita dell'autrice in Giappone come dipendente di una grande azienda.. Il mondo occidentale e giapponese, con le loro diverse mentalità/abitudini/concezione del lavoro, si "scontrano" e sono ben rappresentati da Amélie Nothomb e la bellissima Fubuki.

    Ora sono curiosissima di leggere "Igiene dell'assassino"..

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  • *** This comment contains spoilers! ***

    3

    Amélie Nothomb rappresenta, con questo racconto scritto al passato e in prima persona, la volontà di una donna europea di integrarsi nella cultura e nelle modalità di funzionamento di un’azienda nippo ...doorgaan

    Amélie Nothomb rappresenta, con questo racconto scritto al passato e in prima persona, la volontà di una donna europea di integrarsi nella cultura e nelle modalità di funzionamento di un’azienda nipponica. L'A., quindi, descrive l’esperienza dell’eroina come il fallimento clamoroso del suo tentativo di integrarsi in un’azienda giapponese. La struttura del libro segue le varie fasi della discesa sociale di Amélie durante un anno di vita professionale: passa dal ruolo di traduttrice stagista a quello di “signora Pipì” (addetta ai gabinetti). Stupore e tremori si interroga sulla visione che un’eroina belga, che parla correntemente il nipponico, ha della società giapponese interna all’impresa (in particolare il suo rapporto con la gerarchia) e della condizione della donna in quel paese (i dogmi relativi all’educazione, il legame esistente tra perfezione estrema e idea di suicidio, il modo di concepire l’amore e il matrimonio).

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  • 4

    Come se non bastasse la realtà a rendere assurda questa storia, a tratti si sfiora quasi il grottesco.
    La cosa terribile è che potrebbe essere quasi tutto vero.

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  • 4

    Sarebbe divertentissimo, se non fosse tragico, ma ridere del tragico si può e si deve, per voltare pagina e per migliorare la propria vita.
    Amélie, di un candore d'altri tempi ma terribilmente tenace, ...doorgaan

    Sarebbe divertentissimo, se non fosse tragico, ma ridere del tragico si può e si deve, per voltare pagina e per migliorare la propria vita.
    Amélie, di un candore d'altri tempi ma terribilmente tenace, è un incrocio tra Gian Burrasca e Cenerentola, e solo in virtù della sua goffaggine e del suo magnifico senso dell'umorismo, oltre che della sua (imbarazzante?) umiltà, riesce a sostenere una serie di umiliazioni lavorative che nessuno in Occidente avrebbe accettato, pur di tenere alta la bandiera dell'onore, valore massimo nel paese del Sol Levante.
    Il libro è delizioso: consigliato a chi ha bisogno, sì,di riflettere, ma in leggerezza.

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  • 3

    Pro: brillante, divertente, si legge d'un fiato.
    Contro: descrizioni grottesche e talvolta inverosimili (la protagonista si caccia nei guai a raffica e quasi autolesionisticamente!), un po' superfici ...doorgaan

    Pro: brillante, divertente, si legge d'un fiato.
    Contro: descrizioni grottesche e talvolta inverosimili (la protagonista si caccia nei guai a raffica e quasi autolesionisticamente!), un po' superficiale.
    Mi incuriosisce molto la descrizione della condizione femminile in Giappone, ma anche la concezione dell'impresa che coincide con l'intera esistenza.
    Per quanto mi sembri -anche qui- abbastanza sopra le righe, tuttavia mi pare riecheggi una sua profonda verità.

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  • 4

    Mobbing aziendale

    Dopo la lettura impegnativa di Cronin volevo cimentarmi in qualcosa di più leggero e così è stato. Una storia autobiografica dell'autrice, che durante la sua giovinezza lavorò per un'azienda giappones ...doorgaan

    Dopo la lettura impegnativa di Cronin volevo cimentarmi in qualcosa di più leggero e così è stato. Una storia autobiografica dell'autrice, che durante la sua giovinezza lavorò per un'azienda giapponese, subendo ogni genere di soprusi e mobbing, resistendo tuttavia stoicamente e portando a termine il contratto annuale. La Nothomb scrive molto bene è auto-ironica e mai banale.
    Nonostante ciò temo che l'autrice abbia voluto leggermente calcare la mano sul mondo del lavoro giapponese, sono consapevole che nella terra del Sol Levante il lavoro è tutto e gli orari sono maniacali, tuttavia oggigiorno i soprusi nel mondo del lavoro esistono ovunque, anche in Occidente dove ormai sembra ci si sia dimenticati delle lotte vinte dai sindacati.
    Mi sento di consigliare questo libro senza troppe pretese e a chi lo leggerà senza conoscere troppo bene il Giappone consiglio di non farsi un'idea del tutto sbagliata.

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  • 4

    "Se ce l'ha fatta Amélie a sopportare tutto quello mi ripeto che nella vita ce la farò anche io".
    Questo libro mi è stato consigliato con più o meno questa frase di accompagnamento ed effettivamente l ...doorgaan

    "Se ce l'ha fatta Amélie a sopportare tutto quello mi ripeto che nella vita ce la farò anche io".
    Questo libro mi è stato consigliato con più o meno questa frase di accompagnamento ed effettivamente la mia amica non ha tutti i torti.
    Specialmente per chi fa un lavoro pesante e che non piace oppure deve vivere situazioni non piacevoli, le giornate possono sembrare infinite...Sicuramente come sono apparse alla Nothomb, circa venticinque anni fa, tra le quattro mura dei bagni della Yumimoto.
    Questo libro racconta un episodio autobiografico: Amélie Nothomb, figlia di un ambasciatore belga che ha vissuto per i primi cinque anni di vita in Giappone, ci ritorna all'età di ventidue anni e cerca lavoro come traduttrice in una nota azienda.
    Il suo ricordo del Giappone e dei giapponesi è però edulcorato dai ricordi d'infanzia e se ne renderà conto ben presto.
    "Stupori e tremori" parla di un anno di lavoro in quest'azienda, dove Amélie con i suoi comportamenti scavalca la gerarchia e il suo lavoro passa rapidamente da interprete a ragioniera, ad addetta alle fotocopie, a postina, a portatrice di caffè, a esperta di ochakumi (la cerimonia del tè), ad aggiornatrice di calendari e per finire addetta ai gabinetti.
    I suoi superiori, non contenti, continuano ad umiliarla ma lei cerca di affrontare tutto con ironia e sopporta, sopporta...
    In questo libro è presente una forte critica alla società lavorativa giapponese, spero che ora le cose siano un pochino pochino cambiate.
    Certo, non si può dire che la scrittrice abbia fatto sempre tutto in maniera corretta ma la situazione era sicuramente pesantissima, e lei è riuscita ad uscirne con il suo carattere forte ed ironico.
    "Finché esisteranno le finestre, l'essere umano più umile della terra avrà la sua parte di libertà“.
    Molto interessante quando racconta della condizione della donna giapponese, fin dalla più tenera età cresciuta con dogmi che la disincantano e le fanno capire che cercare il bello, il piacere e la libertà sia una cosa proibita per le donne.
    Il libro è stato molto piacevole ed interessante, complici le poche pagine, si può leggere anche in un paio d'ore. Consigliato.

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  • 3

    L'onore consiste il più delle volte nell'essere idioti. Non è meglio comportarsi da imbecilli che disonorarsi? Ancora oggi arrossisco all'idea di aver preferito l'intelligenza alla decenza.

    Racconto autobiografico, nel quale Amélie Nothomb racconta un anno della sua avventura lavorativa presso la grande multinazionale Yumimoto. L’esperienza non è delle migliori, un po’ per gli usi e le a ...doorgaan

    Racconto autobiografico, nel quale Amélie Nothomb racconta un anno della sua avventura lavorativa presso la grande multinazionale Yumimoto. L’esperienza non è delle migliori, un po’ per gli usi e le abitudini giapponesi, un po’ perché tutto il mondo è paese e i colleghi infimi evidentemente non mancano neanche lì.
    La parte più interessante della storia è il racconto di quali possono essere le aspettative di una donna giapponese, sottomessa a rigidi pregiudizi e ridicole credenze: “Se a venticinque anni non sei ancora sposata, hai di che vergognarti”, “se ridi, non sei fine”, “se il tuo viso esprime un sentimento, sei volgare”, “se menzioni l’esistenza di un pelo sul tuo corpo, sei immonda”, “se un ragazzo ti bacia sulla guancia in pubblico, sei una puttana”, “se mangi con piacere, sei una scrofa”, “se provi piacere a dormire, sei una vacca”.
    L’umorismo cinico della scrittrice mi piace, mi diverte ma offre anche interessanti spunti di riflessione. La Nothomb è sicuramente una delle scrittrici moderne più geniale, capace di dar vita ad una storia con una trama “povera”, ambientata solo all’interno della multinazionale e pochissimi personaggi.

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