Mi fido di te

Di ,

Editore: Einaudi (Stile libero big)

3.8
(1240)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 175 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Francese

Isbn-10: 8806182552 | Isbn-13: 9788806182557 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: Altri

Genere: Criminalità , Narrativa & Letteratura , Mistero & Gialli

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Descrizione del libro
Un folgorante romanzo di avventura criminale.
Dal nordest italiano a Cagliari, tra mafiosi russi e imprenditori disinvolti, va in scena Gigi Vianello.
Un personaggio che riesce a unire nefandezza e innocenza, convinto di farcela sempre e comunque, e che raggiunge nella cialtroneria un suo cupo eroismo.
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    Fin dalle prime pagine del libro, qualcosa che potresti pensare sia la realtà, ti viene 'incontro-scontro'. Perchè il caro Gigi Vianello, protagonista e voce narrante, è un essere ributtante. Da lu ...continua

    Fin dalle prime pagine del libro, qualcosa che potresti pensare sia la realtà, ti viene 'incontro-scontro'. Perchè il caro Gigi Vianello, protagonista e voce narrante, è un essere ributtante. Da lui trasuda cinismo allo stato puro. Con la sua attività di commercilizzazione di derrate alimentari avariate ti fa venire voglia di non entrare più in un supermercato (peccato non sapere più come si usa una vanga!), di buttare nel water tutti i prodotti 'bio' (peccato per l'inquinamento delle falde acquifere!)...A pag. 5 ha già voglia di strangolarlo perchè senti l' odore di tutt i prodotti usati per la sofisticazione, del grano e del pollo. Cibi magiabili certo, ma non digeribili, tanto meno salutari..e in effetti tutti attorno a lui sono alle prese con problemi vari, che lui sornione, diagnostica come 'intossicazione alimentare' (ci mancava pure 'quel' certo olezzo!). Leggendo di come i cibi vengano manipolati capisci quanto essi debbano essere sani, anche perchè 'odore e sostanza non sono la stessa cosa' e allora penso al profumo dolce e buono che ogni tanto proviene dalla cucina della mia vicina, la quale un giorno mi ha confessato di usare quelle bellissime e coloratissime buste con dentro già l'impasto della torta bell'e pronto, dosato, lievitato, garantito. Ohi, il mio stomaco! E Gigi però è un furbo, pechè tra tutta questa ocratossina, e ovoprodotto, e campylobacter, e gomme emulsionanti, lui s'è fatto un ristorantino su misura del quale controlla personalmente cucina e ingredienti, oltre che la propretaria. Così capisci pure che considerazione ha delle donne, anzi, non ne ha, sono solo mezzi per arrivare ai suoi scopi, fin da quando spacciava nelle discoteche. Insomma, adesso non viene voglia anche a voi di strangolare Gigi? Pensando a ciò che ha omgeneizzato per i miei bambini...vien voglia di farlo anche con gli autori identificati con lui, ma questo dello scrittore è un mestiere pericoloso (specialmente per Carlotto, con questo cognome paticolare, perchè di Abate...). Ed è proprio nel momento in cui stai per vomitare e ti diagnostichi da sola una intossicazione alimentare, ecco che tutto volge a sfavore di Gigi: mette incinta una donna, la uccide ne nasconde il cadavere, l'uomo di lei (emergente potente politico) lo vuole rovinare si prende la donna e il ristorante, lo vende all'antico nemico, arruolato come delinquente in Russia che gli fa prendere il proprio posto e lo imbarca su un cargo e chi ritrova lì, il nostro Gigi? Una ex fidanzata, ex tossica, ex bellissima, attuale bulimica che lui aveva in passato rovinato con tutta la sua famiglia, denunciandola alle forze dell'ordine. E lei lo accoglie amorevolmente, dopo avergli spezzato un po' di ossa e cambiato i connotati, applaudita dal padre superstite al carcere, alla morte della moglie, a un ictus. Ecco che rido di gusto, ecco che mi intenerisco e vorrei abbracciare qualcuno, ma piuttosto che abbracciare Gigi, abbraccio la ragazza cicciona e....gli autori!!!

    ha scritto il 

  • 3

    Siamo quel che mangiamo. Veleno.

    Una lettura più salutare che salutista, che da un lato soddisfa la nostra fame di noir e dall’altro scoperchia il pentolone dell’illegalità e della corruzione che oramai sono parte integrante di certa ...continua

    Una lettura più salutare che salutista, che da un lato soddisfa la nostra fame di noir e dall’altro scoperchia il pentolone dell’illegalità e della corruzione che oramai sono parte integrante di certa industria alimentare.

    ha scritto il 

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    Un uomo che utilizza qualsiasi stratagemma per arricchirsi,sfrutta una povera donna per i suoi sporchi affari e ha alle spalle un losco passato che gli si ritorcerà contro.in questo libro l'essere uma ...continua

    Un uomo che utilizza qualsiasi stratagemma per arricchirsi,sfrutta una povera donna per i suoi sporchi affari e ha alle spalle un losco passato che gli si ritorcerà contro.in questo libro l'essere umano è una figura in tutta la sua sporca essenza che cerca di cambiare ma peggiora le cose.é troppo tardi per dimenticarsi tutto quello che si è vissuto in passato.linguaggio semplice,ideali per quelli che ricercano racconti tortuosi e imprevedibili

    ha scritto il 

  • 4

    Bella sorpresa

    Non avevo grosse aspettative su questo libro preso un pò per caso, però ho trovato un noir abbastanza originale con un protagonista altrettanto originale. La trama non è banale e anche il finale mi ha ...continua

    Non avevo grosse aspettative su questo libro preso un pò per caso, però ho trovato un noir abbastanza originale con un protagonista altrettanto originale. La trama non è banale e anche il finale mi ha sorpreso.
    Non sono un amante dei romanzi brevi: o sono capolavori o sono mediocri. Però nella mediocrità qualcosa spicca e fa anche bella figura.

    ha scritto il 

  • 2

    piccoli brividi (veri)

    quando alla radio arriva sweet child 'o mine e alzi il volume: canti, ma soprattutto suoni, tanto in macchina non ti vede nessuno; fai la batteria charleston clash e cassa un po' di rullante e ti prep ...continua

    quando alla radio arriva sweet child 'o mine e alzi il volume: canti, ma soprattutto suoni, tanto in macchina non ti vede nessuno; fai la batteria charleston clash e cassa un po' di rullante e ti prepari. Fra poco arriva l'assolo di chitarra e tu sei il numero uno del mondo a fare neuu neuu con la bocca mentre con le mani fai esattamente tutto quello che (secondo te) fa slash. Anzi, diciamola tutta, Tu sei meglio, molto meglio di slash, nessuno può batterti: più di te lui ha solo il cappellaccio, i ricci e la sigaretta, ma c'è una risposta a tutto. Niente cappello al volante, tu odi quelli che guidano col cappello. I ricci, poi, non sono nemmeno naturali, è ovvio slash si fa ore di bigodini e casco, e tu odi i bigodini, e massimamente odi i caschi da parrucchiere. La sigaretta, ancora con sta cazzata della rockstar con la lucky strike, tu hai smesso anni fa e sei superiore in tutto. Senza chitarra e microfono sei il miglior rocker del mondo, e stai per partire con la tua leggendaria performance, ogni nota già vibra sotto la tua pelle e freme per uscire da te e occupare tutto l'abitacolo.
    Quand'ecco che con la coda dell'occhio vedi tre tacchette e ti accorgi che c'è un problema, un grosso problema: il tuo stramaledetto telefono fighetto è collegato al vivavoce fighetto della macchina fighetta, e sai che a quest'ora, proprio perchè sarebbe una cosa perfettamente inutile ti può chiamare tua moglie per dirti "dove sei" "quando arrivi" ecc.. tu lo sai che è molto probabile più che possibile e tremi perchè se il telefono squilla prende possesso della macchina delle casse e di tutto e addio guns, addio assolo, addio fan in delirio.
    Paura.
    Tensione vera.
    Brividi.

    E allora che fai? Niente, non fai niente perchè intanto stai suonando già la batteria e axl e te siete una voce sola, staccare il telefono sarebbe fatale, puoi solo sperare, e intanto che urli l'ultimo uer du ui go nau au aua auuuuaaa nanananana suitciai suitciaaaaaaaaaomaaain ieeeeeee dusccc (colpo finale di batteria)... e finalmente sorridi e ringrazi

    o quando sei al controllo bagagli in aeroporto, e sai che hai fatto tutto per bene, addosso non hai più nulla, cinta, telefono, cuffie, penne, monete, giacca, chiavi, tutto è già nei vassoi che sul nastro vanno dentro ai raggi X. Non hai nulla addosso, sei praticamente nudo, non hai bypass, pacemaker, viti in titanio, placche, occhi di vetro, gambe di legno, sei puro, lo sai, eppure con gli occhi cerchi la tipa con l'uniforme e la pistola che dietro alla porta ti fa cenno di passare, con una faccia che dice vieni vieni che se poi suona ti facciamo pentire di essere uscito di casa: tu ostenti sicumera, vuoi fare un passo sciolto, nè troppo lento, indica timore, nè troppo svelto, indica ansia. Quindi varchi la porta dell'inferno che sembri una via di mezzo tra tony manero e padre brown (ma perchè tieni le mani alzate?) e mentre passi guardi la tipa; intanto il tuo unico senso all'erta è l'udito, meglio dell'uomo da sei milioni di dollari, cerchi il bip, lo temi, non c'è nessu bip, ormai sei passato, allora cerchi di nuovo il suo sguardo, lei è tenera ora, abbozza un sorriso, e con la testa annuisce, sei salvo, ti indica la montagna di roba tua sul nastro, e tu sudato, tachicardico, ma grato e felice vai e ti prepari a raccattare tutto, non c'è fretta..

    o quando al supermercato digiti il pin del bancomat e pensi che ti stiano guardando tutti, non solo quelli in fila e la cassiera, ma anche la cia, il sismi, il sisde, la santa inquisizione e il bidello incazzoso delle medie a cui arrivano le immagini in tempo reale dalle telecamere dei servizi segreti.
    Sono secondi che non passano mai, non respiri, sai che se quello scontrino non esce subito tu sverrai, allora forse è meglio scappare subito, correre via e urlare non mi avrete mai bastardi.. ma poi lo scontrino esce, il pin era giusto, e tu pensi che ormai ti hanno scoperto e cerchi di sorridere ma non ci riesci e allora carichi le buste e guardando per terra te ne vai, sfatto, distrutto, ma felice.

    dice che c'entra con abate e carlotto, niente, ma niente è pure quello che mi ha ispirato sto libro insulso.

    ha scritto il 

  • 3

    Sofisticata sofisticazione alimentare

    Prendete un uomo con lo spirito imprenditoriale del Nord-est, aggiungetevi una grande volontà di emersione sociale e di ricchezza veloce, condite il tutto con una buona intelligenza e un'ampia anafett ...continua

    Prendete un uomo con lo spirito imprenditoriale del Nord-est, aggiungetevi una grande volontà di emersione sociale e di ricchezza veloce, condite il tutto con una buona intelligenza e un'ampia anafettività: ecco il moderno, perfetto delinquente. Ed ecco il protagonista del romanzo, dedito alle truffe alimentari (è ormai noto che lo spaccio di droga non rende più...). La lettura scorre veloce, con discreti colpi di scena e centra l'obiettivo: tenere inchiodato il lettore al testo. Con un importante corollario: dopo aver letto il libro, non si guarderanno più con gli stessi occhi e la stessa ingenua illusione i cibi preparati al ristorante o acquistati al supermercato.

    ha scritto il 

  • 3

    Gigi Vianello, piccolo spacciatore veneto, dopo aver tradito il datore di lavoro e quasi suocero (e la promessa sposa sciroccata, tutti consegnati ai rigori della legge dopo opportuna soffiata), scapp ...continua

    Gigi Vianello, piccolo spacciatore veneto, dopo aver tradito il datore di lavoro e quasi suocero (e la promessa sposa sciroccata, tutti consegnati ai rigori della legge dopo opportuna soffiata), scappa in Sardegna con il malloppo. Intanto, dal quasi suocero capo di una cooperativa di pescatori (chissà perché mi fischiano le orecchie alla un tempo nobile parola cooperativa: venticello di Roma?), ha imparato un mestiere: truccare il cibo e vendere alimenti sofisticati. Al limite del letale.
    A Cagliari, dove si è stabilito, ha una più che rispettabile copertura: il ristorante per gourmet Chez Momò, materie prime freschissime e di qualità sublime, una fidanzata (la figlia dell'ex proprietario) che lo gestisce in maniera impeccabile.
    Non dura, non può durare: per questioni di letto, Gigi pesta i piedi a un potente locale deciso a spazzarlo via. E il passato si riaffaccia con i suoi conti in sospeso. Conclusione (provvisoria?) a sorpresa, che non si rivela.
    Scrittura vivacissima, squarci di demi monde, ma anche di buona società, da brividi, cinismo q.b. “Mi fido di te”, il titolo del libro, è una canzone di Jovanotti che, alla faccia di tutti i buonismi, nella grande chiesa che va da Che Guevara a madre Teresa, intonano a squarciagola assieme a “Giggi bbelo” due scagnozzi della mafia russa.
    Divertente, sconsigliato ai salutisti e ai deboli di stomaco.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    Caspita, ma quanta roba c'è???
    Sofisiticazione alimentare, spaccio di droga, lusso, ricchezza, corruzione politica...e poi ancora mafia russa organizzata, incapacità di amare, truffa.....e poi ancora ...continua

    Caspita, ma quanta roba c'è???
    Sofisiticazione alimentare, spaccio di droga, lusso, ricchezza, corruzione politica...e poi ancora mafia russa organizzata, incapacità di amare, truffa.....e poi ancora violenza, omicidio....c'è tutta la malavita in così poche pagine! Così tanta malavita che alla fine non ho capito bene una cosa:.... ma qual è il tema centrale?

    ha scritto il 

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