Mille splendidi soli

Di

Editore: Salani Scolastica (Tantimondinsieme)

4.4
(18058)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 379 | Formato: Copertina rinforzata scuole e biblioteche | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Tedesco , Chi semplificata , Norvegese , Olandese , Svedese , Spagnolo , Francese , Chi tradizionale , Catalano , Portoghese , Giapponese , Sloveno , Finlandese , Danese , Coreano , Russo

Isbn-10: 8800207936 | Isbn-13: 9788800207935 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: Paperback , Copertina rigida , Tascabile economico , eBook

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura , Storia

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Descrizione del libro
Due donne afghane, Mariam e Laila, intrecciano i loro destini accomunate da un unico marito padrone. Le vicende delle protagoniste offrono lo spunto per capire la vita quotidiana a Kabul, ma più in generale i valori e le tradizioni afghane, perché il romanzo si snoda parallelo con i fatti che vanno dalla caduta del re all'invasione sovietica al regime talebano all'intervento delle forze internazionali. Vicenda commovente, ma anche grande affresco di un popolo e di una cultura millenaria.

Temi e percorsi:
* una narrazione d'autore per far comprendere culture lontane dalla nostra;
*per educare alla tolleranza e alla convivenza civile
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  • 4

    Un libro che ti stringe il cuore

    Questo autore, reso famoso dal romanzo "Il Cacciatore di Aquiloni" dà in quest'opera riprova di capacità incredibili. La storia racconta di due donne, Nana e Mariam, che sono madre e figlia e vivono n ...continua

    Questo autore, reso famoso dal romanzo "Il Cacciatore di Aquiloni" dà in quest'opera riprova di capacità incredibili. La storia racconta di due donne, Nana e Mariam, che sono madre e figlia e vivono nella Kolba, lontane dalla città. Per raggiungere la zona abitata, difatti, Mariam deve guadare un ruscello che scorre proprio davanti casa sua.

    Ben presto Mariam deve imparare a sue spese cosa sia un harami, un bastardo, perché lei stessa lo è: il padre, Jalil, ricco proprietario che possiede persino un cinema e il martedì regala gelati a tutti i bambini, quell'uomo che la va a trovare una volta la settimana, non l'ha riconosciuta. Così il padre di Nana l'ha diseredata ma forse, dice Nana, sarebbe stato meglio che avesse fatto ciò che l'onore dettava di fare, ucciderla con lama affilata. Si ritrovano a sopravvivere da sole, Mariam e Nana, reiette e malviste dalle mogli legittime di Jalil e dai suoi figli. Il giorno del suo compleanno Mariam chiede a Jalil di essere ricevuta nel suo palazzo, ma questi rifiuta finchè, scoperto che Nana si è impiccata, la ospita in casa sua e la dà in sposa a un quarantenne di Kabul. In questa città, con un marito che non ha scelto, inizia la nuova vita di Mariam.

    Il romanzo Mille splendidi soli, il cui titolo è tratto dai versi che un famoso poeta scrisse per Kabul, è dedicato alle donne e alla complicità femminile, come quella che si viene a creare fra Mariam e Laila, la seconda giovane moglie di suo marito, ma tratta anche di temi difficili come il regime talebano, la guerra in Afghanistan e lo spirito di sacrificio che lega le due donne, tanto che una rinuncerà alla propria vita per permettere all'altra di vivere la propria.

    Questo libro stringe il cuore in una tenaglia, l'impressione è quella che l'autore voglia farci percepire la sensazione che le due protagoniste vivono nel sentirsi intrappolate in una vita che altri hanno scelto per loro. Commovente l'atmosfera che lo percorre, il calore che le sue pagine emanano, si potrebbe dire che il sole bruci dentro le parole di una realtà a volte difficile da comprendere ma che Hosseini lascia trasparire in maniera vivida come se prendesse forma fra le righe. E il lettore percepisce questa linfa che lo attraversa e soffre quando il profumo di quei due bei fiori viene falciato via insieme alla speranza di un futuro felice. E proprio il sacrificio di un fiore, consentirà all'altro di crescere libero e lontano da quelle catene.

    ha scritto il 

  • 5

    Il mio preferito

    Ero una ragazza a cui non piaceva leggere.....povera me. Non ricordo l'anno di inizio ma una volta letto questo splendore, me ne sono innamorata. Mi ha iniziata alla lettura e gliene sarò grata a vita ...continua

    Ero una ragazza a cui non piaceva leggere.....povera me. Non ricordo l'anno di inizio ma una volta letto questo splendore, me ne sono innamorata. Mi ha iniziata alla lettura e gliene sarò grata a vita. Il mio preferito.

    ha scritto il 

  • 4

    Bello e avvincente, due aggettivi che di solito vanno più d'accordo con romanzi frutto unicamente della fantasia. In questo caso la storia che fa da sfondo, come nell'opera precedente di Hosseini, è l ...continua

    Bello e avvincente, due aggettivi che di solito vanno più d'accordo con romanzi frutto unicamente della fantasia. In questo caso la storia che fa da sfondo, come nell'opera precedente di Hosseini, è la tragica realtà dell'Afghanistan degli ultimi 40 anni, fatti di guerre interne e occupazioni militari, di diritti calpestati e di grande povertà. Con un focus particolare sulla condizione della donna, che di diritti ne ha forse meno di tutti.
    Ma da questa storia si coglie anche la dignità di un popolo, l'orgoglio di chi non si rassegna, e fa vincere la vita.

    ha scritto il 

  • 5

    merita davvero tutte le cinque stelle. stile mai pesante, racconta una storia drammatica, in un contesto storico maledettamente vero, che purtroppo conosciamo fin troppo bene: la guerra civile in Afgh ...continua

    merita davvero tutte le cinque stelle. stile mai pesante, racconta una storia drammatica, in un contesto storico maledettamente vero, che purtroppo conosciamo fin troppo bene: la guerra civile in Afghanistan e la presa di potere dei telebani e come l'Afghnistan era già diviso tra la modernità "occidentale" (per quanto riguarda le donne) e le tradizioni del paese. notate che non le ho definite nè islamiche o musulmane, nè mediorientali, ma ho messo occidentali per far capire che il problema forse è tutto lì. un paese che vuole far parte del mondo, ma forse ha paura... chi lo sa cosa passa nella testa di chi vorrebbe il proprio paese povero non solo economicamente, ma anche culturalmente...

    ha scritto il 

  • 5

    “Non si possono contare le lune che brillano sui suoi tetti, né i mille splendidi soli che si nascondono dietro i suoi muri”.

    Due donne, Mariam e Laila. La prima è una figlia illegittima di un ricco uomo d’affari che a quindici anni è costretta da suo padre a sposare un uomo più grande di lei di trent’anni. Laila nasce molti ...continua

    Due donne, Mariam e Laila. La prima è una figlia illegittima di un ricco uomo d’affari che a quindici anni è costretta da suo padre a sposare un uomo più grande di lei di trent’anni. Laila nasce molti anni dopo Mariam, nell’Aprile del 1978. E’ intelligente, carismatica e da sempre coltiva dentro di sé un sogno segreto: avere un futuro in un paese come l’Afghanistan, perennemente martoriato dalle guerre e dalla violenza.
    Due donne opposte, sia dal punto di vista caratteriale che anagrafico che s’incontrano a causa della guerra e che si uniscono alla ricerca di quella libertà che nel loro paese a una donna non è concessa.
    Se “il cacciatore di aquiloni” mi ha sconvolta dentro, questo lo ha fatto ancora di più. Essere nate donne in un paese islamico e per di più in tempo di guerra sono due delle disgrazie più grandi che possono capitare a un essere umano.
    Mariam oltre al fatto di essere nata donna porta con sé anche l’onta di essere una figlia nata da un rapporto fuori dal matrimonio(di conseguenza frutto del peccato), Laila invece ha la sfortuna di perdere la sua famiglia a causa della guerra. Entrambe sono due donne alla disperata ricerca d’amore, Mariam da parte del padre che non l’ha mai riconosciuta, Laila da parte del suo primo e unico amore, l’amico d’infanzia Tariq.
    Entrambe saranno costrette a pagare amaramente questo estremo bisogno d’amare e di essere amate, ma la loro forza e la loro speranza in un futuro migliore le porterà a combattere fino all’ultimo respiro.
    Una storia che mi ha commossa profondamente, la storia di due donne offese, umiliate, annullate da una visione purtroppo tristemente arcaica che ancora al giorno d’oggi alcuni paesi e alcuni credi religiosi portano avanti.
    Un libro dolorosamente bello, a mio modesto parere superiore all’altrettanto bellissimo “il cacciatore di aquiloni”.
    Forse è ora che tutti quanti noi ci domandassimo cosa possiamo fare per migliorare questo mondo. Hosseini nel suo piccolo l’ha fatto, portando alla luce una situazione che ogni uomo che si rispetti e si ritenga tale non può e non deve più accettare.
    Da far leggere nelle scuole.

    ha scritto il 

  • 2

    Troppo documentario e poco romanzo

    Il libro racconta la vicenda di due donne molto diverse che inizialmente conducono la loro vita su binari paralleli destinati tuttavia, ad incrociarsi.
    Mariam è sempre stata considerata tra gli ultimi ...continua

    Il libro racconta la vicenda di due donne molto diverse che inizialmente conducono la loro vita su binari paralleli destinati tuttavia, ad incrociarsi.
    Mariam è sempre stata considerata tra gli ultimi, una harami, figlia illegittima e la madre la educa da subito ad essere considerata una nullità, in primis in quanto donna e in secondo luogo poiché nata all'infuori del matrimonio.
    Laila invece, è più giovane appartiene ad un'altra generazione è una figlia amata, istruita con una famiglia unita, con un migliore amico che la protegge dai bulli del quale si innamora e un futuro che si prospetta positivo. Tuttavia, anche lei come Mariam ha un rapporto problematico con la madre per la quale non esiste.
    Mi spiace dover essere una voce fuori dal coro, ma la tentazione di lasciar perdere questa lettura l’ho avuta più volte.
    Interessantissima la descrizione delle condizioni di vita delle donne in Afghanistan. Il libro, a parte qualche lungaggine qui e là, si fa leggere, la storia è sicuramente commovente, ben riuscita, ma, a mio modestissimo e personale avviso, manca il pathos, come se fosse stata costruita a freddo, più per scrivere una denuncia, assolutamente da condividere peraltro, su trent'anni di vita afghana.
    Del resto le minuzie di dettagli sull'evoluzione politica degli avvenimenti sta proprio ad indicare l'aspetto giornalistico, quasi da documentario storico del romanzo stesso; come se all'autore premesse soprattutto privilegiare questo aspetto (ed ovviamente non è assolutamente un difetto, ma non lo rende un romanzo capolavoro).
    Quindi, tirando le somme, lo schema narrativo, anche se efficace, è semplice: maltrattamenti alle donne + guerra in Afghanistan + attentati dell'11 settembre = lacrime e successo garantito!
    Un libro da leggere, ma che non mi ha entusiasmato.

    ha scritto il 

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