Mito

Di

Editore: Aragno

4.2
(28)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 155 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8884193893 | Isbn-13: 9788884193896 | Data di pubblicazione: 

Genere: Storia , Filosofia

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  • 4

    Il mythos vince sempre anche quando mito non è

    Bellissimo e densissimo saggio volto ad assicurare ciò che per noi (moderni) resta inaccessibile direttamente: la sostanza del mito.
    Utilizzeremo allora la "macchina mitologica" perchè già mitologia-c ...continua

    Bellissimo e densissimo saggio volto ad assicurare ciò che per noi (moderni) resta inaccessibile direttamente: la sostanza del mito.
    Utilizzeremo allora la "macchina mitologica" perchè già mitologia-con l'unione di mythos e logos- ha fatto scivolare e deprezzare il significato della parola: "parola efficace" ridotta a "narrazione non obbligatoria".
    E facciamoci del male. Ciao Omero, ciao Esiodo (il creatore della genealogia degli dei) e ciao anche Platone (nel periodo in cui si suppone che abbia avuto luogo la crisi del racconto di "dèi, esseri divini, eroi ecc.")!
    Rimane la "scienza del mito". La biforcazione in età illuminista fra conoscenza del mito" ed "esperienza del mito"finisce con l'isterilimento da una parte della filologia (fine a se stessa) e la "destra" della Bachofen-Renaissance (custodi della sostanza del mito) dall'altra parte. Dal mito al simbolo alla favola ed ai mito universale portato dallo studio di culture etnologiche (i primitivi)...ai miti d'oggi. Beh, il grande Kerènyi si ferma alla ricerca di "quell'autonomia della forma mitologica in sé e per sé" ma la bipartizione tra "spiegare" o "accettare" conserva la sua attualità fino ai giorni nostri. Lo strutturalismo, l'inconscio collettivo junghiano ed anche Dumèzil e fino a Jesi (mi sembra) quando mettono sul piatto la scienza del mito il primo e l'ultimo atto che fanno è precisare ciò che i miti non sono (tutti gli errori degli approcci passati al materiale mitologico).
    Insomma scienza? la formula è paradossale. Scienza "che è forma in cavo, non colmabile, della paradossale scienza di ciò che scientificamente no è conoscibile".
    Vi risparmio le ultime risposte al quesito: magia - "fatto miracoloso". Probabilmente il capitolo più ostico ma fortemente legato alla sostanziale contrapposizione scelta umanistica-scelta ideologica del negare o affermare la sostanza del mito e che va a toccare precise finalità politiche del meccanismo.

    ha scritto il 

  • 4

    Il libro è una vera e propria storia della riflessione sul mito, a partire dalla disamina della sua distinzione dalla mitologia che finisce per privare ad un certo punto il mito della sua valenza rel ...continua

    Il libro è una vera e propria storia della riflessione sul mito, a partire dalla disamina della sua distinzione dalla mitologia che finisce per privare ad un certo punto il mito della sua valenza religiosa di veicolo della verità stessa. A partire dalla rinascita umanistica, attraverso la distinzione settecentesca tra mitologia dell'"accettare" e dello "spiegare", tra semplice osservazione filologica e storicismo universalizzante. Jesi finisce con l'accettare la soluzione "intermedia" di Kerényi, consistente nel restare al margine della linea di definizione della sostanza del mito al di là della descrizione delle sue epifanie. La scienza del mito è tale solo per via negationis, è la scienza di ciò che non c'è. Da qui l'idea stessa di "macchina mitologica" che produce fatti mitologici per soddisfare la "fame" di miti e che ha il proprio fondamento sia all'interno che all'esterno di sé, nel mito stesso.

    ha scritto il