Moby Dick

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Publisher: Círculo de lectores

4.1
(6293)

Language: Español | Number of Pages: 638 | Format: Hardcover | In other languages: (other languages) English , French , German , Italian , Dutch , Chi traditional , Catalan , Finnish , Portuguese , Romanian , Greek , Japanese , Russian , Polish , Danish , Czech , Indian (Hindi) , Hungarian , Chi simplified

Isbn-10: 8422650304 | Isbn-13: 9788422650300 | Publish date: 

Also available as: Paperback , Others , Mass Market Paperback , Audio CD , Softcover and Stapled

Category: Fiction & Literature , Philosophy , Travel

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Book Description
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  • 5

    Moby Dick non ti cerca. Sei tu che come un folle cerchi lui!

    Meraviglioso.

    L'inizio del romanzo, con la sua ironia, le sue atmosfere, le sue ambientazioni mi ha intrigato e stregato.

    Ho trovato affascinanti le descrizioni delle persone, le loro espressioni, le ...continue

    Meraviglioso.

    L'inizio del romanzo, con la sua ironia, le sue atmosfere, le sue ambientazioni mi ha intrigato e stregato.

    Ho trovato affascinanti le descrizioni delle persone, le loro espressioni, le loro manie, i loro segni caratteristici. Quiqueg, Achab, Ismaele e tutti gli altri.

    Mi sono fatto prendere dalle interessanti disquisizioni sui cetacei e dalle accurate descrizioni delle varie parti della balena, assolutamente propedeutiche alle fasi seguenti e ricche di metafore.

    Accattivanti le digressioni sugli arpioni, sulle lenze da due terzi di pollice, sulla nave, il Pequod, sulla tecnica, sulle vedette, sulle coffe, sulle sartie, sugli alberi di trinchetto. La vita è fatta di dettagli e questo libro, un'allegoria della vita, questo vuole mostrare: la vita è una battaglia e ognuno ha la sua balena da affrontare. Ma ci sono momenti in cui ci si predispone alla battaglia, che bisogna affrontare preparati. Ci sono pause che devono essere usate per non scoraggiarsi, per mantenere la rotta, per aumentare le nostre conoscenze.

    Mi sono appassionato nella lotta con le balene, nonostante la crudeltà che a quei tempi si dimostrava nei confronti di questi animali. Animali che, fino alla fine e nonostante tutte le disquisizioni tecniche, rimangono sconosciuti. Come le nostre paure più profonde.

    Mi sono lasciato coinvolgere dal respiro e dalla bellissima struttura di questo romanzo. Un libro a più livelli di lettura ognuno dei quali mantiene la sua coerenza e profondità.

    L'inafferrabile Moby Dick, la balena bianca astuta e feroce temuta da tutti i comandanti all'infuori di Achab è il Male, il mistero del destino, il dramma della vita umana, rappresenta le avversità, dà corpo ai nostri limiti. Limiti che Achab non accetta a nessun costo.

    Moby Dick non è un romanzo d'avventura, è molto di più. E' un racconto basato sull'uomo, con la sua forza di carattere, il suo coraggio, la sua voglia di ribellione, con le sue ossessioni ma anche le sue debolezze.

    "Tutti gli uomini vivono in un groviglio di lenze da balena. Tutti sono nati col cappio al collo; ma è solo quando sono presi nella fulminea e improvvisa stretta della morte che i mortali si accorgono dei silenziosi, subdoli, onnipresenti pericoli della vita. E se siete un vero filosofo, anche se state seduto nella lancia baleniera non sentirete nel cuore neppure un briciolo di terrore in più di quanto ne sentireste seduto davanti al vostro fuoco serale, con a fianco non un rampone, bensì un attizzatoio."

    Achab è un grande personaggio che non si può non amare. Chi è il suo nemico? Moby Dick? No, il suo nemico è lui stesso, con la sua caparbietà e la sua determinazione. Non succede anche a tutti noi, di combattere ogni giorno con noi stessi?
    Achab mi ha ricordato, anche se forse il parallelo farà rabbrividire, Stoner. Entrambi combattono per la propria dignità, senza retrocedere mai, con la massima onestà e determinazione. E non importa se, in questo incedere folle, qualcuno può farsi male o perire.

    Un capolavoro meraviglioso che ho amato moltissimo. Tanto che, arrivato alla fine, lo avrei ricominciato.

    Peccato che questo grande romanzo, per me impossibile da comprendere senza una certa maturità, sia comunemente suggerito come lettura per ragazzi. Non è che, forse, chi lo suggerisce non lo ha mai letto?

    said on 

  • 4

    Moby Dick è un romanzo che tutti conoscono, anche se sono moltissimi a non averlo mai letto. É un romanzo entrato fortemente nella cultura occidentale, nonostante alla morte dell’autore nel 1891, quar ...continue

    Moby Dick è un romanzo che tutti conoscono, anche se sono moltissimi a non averlo mai letto. É un romanzo entrato fortemente nella cultura occidentale, nonostante alla morte dell’autore nel 1891, quarant’anni dopo la pubblicazione, ne erano state vendute meno di 3000 copie. E il motivo fondamentale per cui è diventato uno dei classici della letteratura, soprattutto quella americana, è che il libro è molto bello e pieno di spunti di riflessione. Io l’avevo letto da piccolo, ma era una riduzione. La versione integrale è migliore? Può essere, ma è anche incredibilmente lunga e noiosa.

    Melville prende spunto da due avvenimenti, per scrivere il suo capolavoro: un resoconto del primo ufficiale Owen Chase della baleniera Essex, “Narrazione del naufragio della Baleniera Essex di Nantucket che fu affondata da un grosso capodoglio al largo dell’Oceano Pacifico“, di cui è uno degli otto sopravvissuti, e il ritrovamento, attorno al 1830, di un enorme capodoglio albino al largo delle cose dell’isola cilena di Mocha. Il capodoglio aveva più di venti ramponi conficcati nel dorso, e divenne famoso con il nome di Mocha Dick.

    Il romanzo parla di Ismaele, un marinaio che si imbarca per la caccia alle balene per la prima volta su una nave di nome Pequod dal porto di Nantucket, la capitale della caccia alla balena. Il capitano della nave è Achab, che in realtà si è messo in viaggio per uccidere il capodoglio più grande che sia mai esistito, Moby Dick, la balena bianca, per vendicarsi del loro ultimo incontro dove il capitano Achab ha perso una gamba.

    Il romanzo è tutto qui, e non servirebbero 600 pagine per svilupparne la trama. Il testo viene riempito con le nozioni della caccia alla balena, dai materiali usati per gli arpioni, a come si toglie la carne all’animale legato alla nave, di come si caccia, persino quali sono le zone di pesca più prolifiche.

    A noi obiettivamente tutto questo non interessa. Anche perché adesso la caccia alla balena si fa in tutt’altro modo, e un trattato storico sulla caccia a questo animale, soprattutto adesso che è quasi in via d’estinzione, a me sinceramente fa rabbrividire e basta.

    Allora il romanzo non merita la sua fama? Oh, no. La merita eccome. Le considerazioni sulla religione, su dio, sulla vita, sull’ossessione, sulla lotta tra il bene e il male, sono incredibilmente attuali e fanno riflettere su temi importanti per il genere umano. A maggior ragione per un romanzo pubblicato 150 anni fa. E la lunghezza della narrazione, la digressione enciclopedica e quasi scientifica, ci fanno quasi essere sul ponte del Pequod, ad ascoltare quel pazzo di Achab chiedere ad ogni marinaio che incontra se ha visto la balena bianca.

    Il romanzo è molto lento, quasi faticoso, spesso poco interessante e molto lungo. Ma quando lo chiudete, dopo averlo finito, rimanete con l'amaro in bocca e con la sensazione che questo viaggio vi abbia portato più lontano di quanto immaginavate.

    Recensione completa su http://www.aforismidiunpazzo.org/radici/moby-dick.html.

    said on 

  • *** This comment contains spoilers! ***

    5

    MOBY DICK – Herman Melville

    Balena bianca, nuota lontano,
    non ti fidare del mio capitano.
    Lui non la smette di navigare,
    per la sua gamba si vuol vendicare.

    L’hai dilaniata con zanne taglienti,
    presa e strappata dai suoi legamen ...continue

    Balena bianca, nuota lontano,
    non ti fidare del mio capitano.
    Lui non la smette di navigare,
    per la sua gamba si vuol vendicare.

    L’hai dilaniata con zanne taglienti,
    presa e strappata dai suoi legamenti.
    Fatta a brandelli e privata di vita,
    per pesci e molluschi pietanza gradita.

    Vattene via, torna indietro, veloce!
    Ma Achab ti ha visto e il suo assalto è feroce.
    Combattilo adesso, colpiscilo forte,
    dimenati, lotta, che tema la sorte.

    Se non gli è bastato il tuo avvertimento,
    si merita solo un lungo tormento,
    un colpo di coda per farlo affondare,
    una fine già scritta, una tomba nel mare.

    said on 

  • 5

    Si cela sotto la superficie un viaggio, il viaggio unico, supremo, sommo e folle. Il simbolo è la bussola per perdersi prima e ritrovarsi dopo.

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  • 3

    Sicuramente un romanzo importante ed un pilastro della letteratura americana. Interessante e ricco di nozioni tecniche ed enciclopediche appartenenti al mondo della marina, della navigazione, della pe ...continue

    Sicuramente un romanzo importante ed un pilastro della letteratura americana. Interessante e ricco di nozioni tecniche ed enciclopediche appartenenti al mondo della marina, della navigazione, della pesca, e della biologia marina. Unica pecca, a mio parere: la storia, che si lascia un po' andare nei mari della narrazione. Ho letto la versione integrale ma non sono riuscito ad arrivare alla fine. Probabilmente, avessi letto la versione non-integrale, avrei raggiunto l'epilogo senza problemi.

    said on 

  • 5

    Rivisitazione Disney, soggetto e sceneggiatura di Artibani, disegno di Mottura, colori di Andolfo - Disney Time n° 63

    LA BELLEZZA. Incarna perfettamente lo spirito dell'ossessione, dell'avventura e della ricerca di qualcosa in mare, e i disegni e i colori sono incredibilmente affascinanti! E' cupa e trascinante, e da ...continue

    LA BELLEZZA. Incarna perfettamente lo spirito dell'ossessione, dell'avventura e della ricerca di qualcosa in mare, e i disegni e i colori sono incredibilmente affascinanti! E' cupa e trascinante, e davvero non credevo che mi sarebbe piaciuta così tanto!

    "Il mio odio per Moby Dick sarà più forte del vento e delle saette! La mia furia vi farà da scudo... e dunque se c'è qualcosa per cui tremare non guardate al cielo... guardate Quachab!"

    said on 

  • 5

    Che si tratti di un capolavoro non devo stare a ribadirlo, semmai dirò di cosa ho provato leggendo per la prima volta a 46 anni, nel 2016, un libro così, di cui fin da bambino ho subito la suggestione ...continue

    Che si tratti di un capolavoro non devo stare a ribadirlo, semmai dirò di cosa ho provato leggendo per la prima volta a 46 anni, nel 2016, un libro così, di cui fin da bambino ho subito la suggestione riflessa nell'immaginario collettivo. Innanzitutto ho provato stupore, molto stupore per un romanzo che per larga parte è meta-romanzo, modernissimo anzi post-moderno, con tutte le sue digressioni storiche, tecniche, anedottiche, non gratuite né accessorie ma consapevoli (consapevoli fino all'ironia) della possibilità di raccontare una vera e propria dimensione culturale sfruttando tutte le armi della letteratura, modulando notazione e narrazione. Certo, è uno schema che ti chiede molto, sicuramente prolisso fino al limite della pesantezza, insomma devi volerlo leggere, tuttavia posso dire questo: non mi ha mai annoiato. Forse, credo, perché l'io narrante - Ismael - sa scegliere bene lo scranno, la posizione, un gradino sopra eppure accanto a te, come un vecchio zio che si porta addosso evidenti i segni del tumulto e della soddisfazione, le ferite e la gioia. I capitoli in cui si consuma l'azione sono magistrali: dalla secchezza implacabile ma elegante, lirici e vertiginosi. Gli scenari marini mettono soggezione, ti schiacciano con la loro alterità ammaliante. I marinai sono spiriti che inseguono se stessi fuori dal mondo che li ha perduti, in cui non si sono mai trovati. E le balene, le balene sono sogni muti, incubi terribili e tesori indifesi. Achab è Achab, ossessione incarnata fino a divenire struggente parossismo d'uomo, che in Moby Dick sembra cercare "quello che non c'è" - direbbero gli Afterhours. Perciò tutto alla fine si compie come deve.

    said on 

  • 2

    Quando agonizzo nella ricerca spasmodica della fine del capitolo. Quando avanzo nella lettura come un veliero in un mare in bonaccia. Quando non son sicuro di aver compreso bene una frase dopo averla ...continue

    Quando agonizzo nella ricerca spasmodica della fine del capitolo. Quando avanzo nella lettura come un veliero in un mare in bonaccia. Quando non son sicuro di aver compreso bene una frase dopo averla letta tre volte. Quando accade ciò con un'opera extra-ordinaria, mi vien soltanto da dire che la lettura non è stata di mio gusto.
    Non metto in dubbio che Moby-Dick sia un'opera importante della letteratura. Capisco perché Ahab e la Balena bianca siano entrati nell'immaginario collettivo. Io il libro Moby-Dick l'ho purtroppo trovato noioso, ma anche dispersivo e disorganizzato. Un "minestrone intellettuale", come l'ha definito l'amico Duyckinck (chissà come l'ha presa Melville...).
    La parte centrale è piena di capitoli di indagini "scientifiche", disquisizioni tecniche sugli usi e i costumi della baleneria. Non c'è niente che si salva: qualsiasi struttura di una baleniera, qualsiasi azione compiuta dai marinai, qualsiasi parte di un capodoglio. È davvero troppo e troppo pesante.
    La mescolanza di stili, generi e punti di vista narrativi ha reso poi il libro disomogeneo. Non ho trovato un'unica struttura narrativa fluida, ma vari spezzoni riuniti insieme con del fil di ferro. Da una lettera di Melville ad Hawthorne: "Ciò che mi sento più spinto a scrivere, quello viene bandito - non rende. Eppure, nell'insieme, non riesco a scrivere nell'altro modo. Così alla fine il risultato è un garbuglio, e tutti i miei libri sono delle rappezzature."

    said on 

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