Mondo senza fine

Di

Editore: CDE

4.1
(8341)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 1367 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Catalano , Tedesco , Francese , Svedese , Olandese , Portoghese , Ungherese

Isbn-10: A000039077 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Altri , eBook

Genere: Arte, Architettura & Fotografia , Narrativa & Letteratura , Storia

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Descrizione del libro
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  • 5

    Mi sono lasciata incantare anche da questo romanzo, che è il degno seguito de "I Pilastri della Terra". Ormai Ken Follett mi ha completamente ammaliata con le sue trame avvincenti, i suoi eroi leali e ...continua

    Mi sono lasciata incantare anche da questo romanzo, che è il degno seguito de "I Pilastri della Terra". Ormai Ken Follett mi ha completamente ammaliata con le sue trame avvincenti, i suoi eroi leali e tutti d'un pezzo...
    Anche qui ambientazione medievale, vicende storiche intricate e lotta per il potere, il tutto mescolato all'umanità dei protagonisti e alla loro voglia di giustizia.

    ha scritto il 

  • 3

    Bello ma "I pilastri" era un'altra cosa

    1400 pagine sono un investimento di tempo non indifferente e ne deve valer la pena...Devo dire che nel corso della lettura mi son chiesto più di qualche volta se davvero ne valeva la pena. Intendiamoc ...continua

    1400 pagine sono un investimento di tempo non indifferente e ne deve valer la pena...Devo dire che nel corso della lettura mi son chiesto più di qualche volta se davvero ne valeva la pena. Intendiamoci: il libro scorre piacevolmente, belle le descrizioni tecniche, apprezzabile lo sforzo di Follett di voler raccontare nel modo più fedele la vita medievale anche nei dettagli,......Però "I pilastri della terra" era un'altra cosa, in quel caso era uno sforzo immane staccarsi dal libri ogni notte; sarà che l'avevo letto quando avevo 25 anni anzichè 40 però non mi sembra che "Mondo senza fine" raggiunga il livello del suo predecessore.

    ha scritto il 

  • 4

    Alla fine saranno sempre le idee nuove, i vinti, l’amore, a prevalere.
    Ho finito di leggere il romanzo di Follett qualche giorno fa. Mi ha tenuta incollata a lungo sulle pagine. L’ho letto in tutte le ...continua

    Alla fine saranno sempre le idee nuove, i vinti, l’amore, a prevalere.
    Ho finito di leggere il romanzo di Follett qualche giorno fa. Mi ha tenuta incollata a lungo sulle pagine. L’ho letto in tutte le occasioni. E le posizioni. Al mare, in treno, sul pullman. Sdraiata. A letto. Volevo sapere come andasse a finire. Perché ogni volta che sembra stia andando tutto per il meglio, giunge il fattaccio. Ambientato a Kingsbridge, duecento anni dopo “I pilastri della terra”, ho dovuto attendere qualche tempo prima di poter iniziare a leggerlo. La lettura si presenta scorrevole, semplice, a volte addirittura troppo semplificata, senza badare a coloro che dicono che sia stato un copia e incolla delle opere precedenti. Caris, Merthin, Guenda e Ralph bambini compaiono all’inizio del romanzo e le loro avventure, intrecciate ai loro amori, ai loro casi, alla vita sociale ed economica della contea, si susseguono ininterrottamente fino alla fine delle milletrecento e passa pagine. Molti sono i temi storici affrontati dall’autore, in maniera più o meno congrua, checché se ne dica, la guerra dei Centanni, la peste, il generale senso di “crisi del Trecento” che ne conseguì. In genere posso dire che è stato appassionante, intrigante, entusiasmante.

    ha scritto il 

  • 3

    La descrizione delle tecniche costruttive come sempre mi cattura, le dinamiche però sono pressoché a quelle ne "i pilastri della terra". Ció lo rende piuttosto ripetitivo.

    ha scritto il 

  • 4

    Resto dell'idea che Ken Follett sia un furbacchione e che non abbia un'elevata opinione dei suoi lettori, però gli riconosco la rara capacità (chiamiamolo pure talento) di tenere viva l'attenzione per ...continua

    Resto dell'idea che Ken Follett sia un furbacchione e che non abbia un'elevata opinione dei suoi lettori, però gli riconosco la rara capacità (chiamiamolo pure talento) di tenere viva l'attenzione per quasi 1400 pagine.

    ha scritto il 

  • 3

    infinito...

    In effetti sembra proprio non finire mai....a chi come me piace il genere, rimarrà affascinato dalla descrizione dell'epoca storica del 1300:le corporazioni, le leggi, le abitudini, il cibo, il rappor ...continua

    In effetti sembra proprio non finire mai....a chi come me piace il genere, rimarrà affascinato dalla descrizione dell'epoca storica del 1300:le corporazioni, le leggi, le abitudini, il cibo, il rapporto chiesa-monarchia.Un unico difetto:è un romanzo senza fine...lunghissimo.

    ha scritto il 

  • 1

    Un brutto fantasy in cui dal re al più misero dei contadini tutti parlano la stessa lingua, con i buoni che pensano come liberal del XXI secolo e i cattivi secondo i più scontati stereotipi sul medioe ...continua

    Un brutto fantasy in cui dal re al più misero dei contadini tutti parlano la stessa lingua, con i buoni che pensano come liberal del XXI secolo e i cattivi secondo i più scontati stereotipi sul medioevo.

    ha scritto il 

  • 5

    Un degno sequel, forse un gradino al di sotto del primo "i pilastri della terra"! Anche questo un libro molto emozionante, avvincente, un libro che ti fa rimanere sveglia la notte e che ti fa domandar ...continua

    Un degno sequel, forse un gradino al di sotto del primo "i pilastri della terra"! Anche questo un libro molto emozionante, avvincente, un libro che ti fa rimanere sveglia la notte e che ti fa domandare "e adesso che succede?". Anche questo da leggere assolutamente!

    ha scritto il 

  • 5

    Da leggere assolutamente

    Le vicende di quattro ragazzi, Merthin, Caris, Gwenda e Ralph, e le loro esistenze,  ruotano intorno a due punti focali: la peste e lo sviluppo - decadimento ed ancora sviluppo - della città di Kingsb ...continua

    Le vicende di quattro ragazzi, Merthin, Caris, Gwenda e Ralph, e le loro esistenze,  ruotano intorno a due punti focali: la peste e lo sviluppo - decadimento ed ancora sviluppo - della città di Kingsbridge, già nota a chi ha letto "I pilastri della terra".
    Ambientato negli stessi luoghi, che circa tre secoli prima sono stati lo sfondo delle avventure di Jack ed Aliena, il romanzo si snoda tra guerre, scommesse, corporazioni in perenne lotta con il priorato di Kingsbridge e sempre alle prese con guerre intestine, vite avventurose, travagliate, dissolute, invenzioni, angherie di signorotti locali dalla morale più che discutibile.
    Ed è nel mezzo di questo caos che si possono apprezzare le sfumature con le quali Follett rende unici Merthin e Caris, l'uno alla costante ricerca del prossimo limite da superare e l'altra impegnata nella perenne lotta tra quello che vuole e quello a cui non vuole rinunciare.
    1300 pagine che vanno via così, in un attimo.

    ha scritto il 

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