Monsieur Ibrahim e i fiori del Corano

Di

Editore: e/o

4.0
(1515)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 105 | Formato: Tascabile economico | In altre lingue: (altre lingue) Chi tradizionale , Tedesco , Francese , Inglese , Finlandese , Spagnolo , Galego , Farsi , Danese , Olandese , Turco

Isbn-10: 887641858X | Isbn-13: 9788876418587 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: Paperback , Altri , eBook

Genere: Educazione & Insegnamento , Narrativa & Letteratura , Religione & Spiritualità

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Descrizione del libro
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  • 5

    Apre il cuore e la mente

    I vuoti lasciati nella storia sono perfetti per essere riempiti a fantasia, creati e rielaborati interiormente.
    L'anima è libera di vagare e respirare, temi importanti e "pesanti" vengono liberati da ...continua

    I vuoti lasciati nella storia sono perfetti per essere riempiti a fantasia, creati e rielaborati interiormente.
    L'anima è libera di vagare e respirare, temi importanti e "pesanti" vengono liberati dalla loro zavorra e volteggiano fino ad arrivare al cuore. Come diceva un altro saggio: "l'essenziale è invisibile agli occhi, nonsi vede bene che col cuore"

    ha scritto il 

  • 3

    MONSIEUR IBRAHIM E I FIORI DEL CORANO

    Momo è un povero ragazzo ebreo la cui unica ricchezza è l’ironia. Ibrahim è un commerciante arabo che interpreta la vita seguendo i dettami di un suo personale Corano fatto di saggezza e umanità. Li u ...continua

    Momo è un povero ragazzo ebreo la cui unica ricchezza è l’ironia. Ibrahim è un commerciante arabo che interpreta la vita seguendo i dettami di un suo personale Corano fatto di saggezza e umanità. Li unirà una curiosa relazione d’amicizia, arricchita da un profondo affetto, che li aiuterà a sorridere alla vita. Una vita fatta di rispetto ed amore per il prossimo. Una vita semplice e pura. Una vita a cui non servono grandi risposte. Perché, come dice Ibrahim, spesso anche “nessuna risposta è una risposta”.
    Una breve storia farcita di buoni sentimenti. Ben scritta, piacevole. Nulla di più. Ma meritevole di lettura.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    2

    Un libro leggero tra un mattone e l'altro? È sempre il benvenuto, ci mancherebbe. Come sosteneva Calvino, leggerezza non è superficialità: anzi, spesso nella "leggerezza" si scorgono profondità inas ...continua

    Un libro leggero tra un mattone e l'altro? È sempre il benvenuto, ci mancherebbe. Come sosteneva Calvino, leggerezza non è superficialità: anzi, spesso nella "leggerezza" si scorgono profondità inaspettate.
    Ma non è il caso di Monsieur Ibrahim e i fiori del Corano . Come molti altri racconti didascalici prima di lui, la tesi dell'autore - tutte le religioni hanno uguali dignità, e si possono creare legami profondissimi con persone che sembrano non avere niente in comune con noi - viene brutalmente spiattellata al lettore con un linguaggio vuoto privo, sostanzialmente, di anima. Non basta piazzare qualche discorso ispirato, un personaggio incredibilmente saggio, un ragazzino con una storia familiare da telenovela, e un messaggio di tolleranza religiosa per fare un buon lavoro. Non solo per l'abuso di stereotipi, ma per il poco spazio a disposizione, che costringe l'autore ad accelerare il passo fino a dover liquidare personaggi importantissimi in circa due righe. Con almeno altre cento pagine la storia avrebbe potuto avere un impatto molto diverso sul lettore.
    Dulcis in fundo Eric-Emmanuel Schmitt riesce anche a creare buchi narrativi notevoli. La situazione familiare del protagonista Momo non viene mai chiarita del tutto, in particolare il suo travagliato rapporto con il padre. A proposito di quest'ultimo, inoltre, la stucchevole morale del racconto mostra il fianco nel trattamento riservatogli: se Ibrahim sapeva del suo tragico passato (come e perché non si sa) perché incita Momo ad essere cattivo con lui invece di spronarlo a cercare una riconciliazione, fino a suggerirgli di dargli da mangiare cibo per cani? Sì, avete letto bene. L'idea viene, ricordiamolo, dal personaggio che dovrebbe fungere da esempio per Momo e per tutti noi. Non so voi, ma io sono scioccata. E c'è il rischio concreto che a distanza di tempo l'unica cosa che mi ricordi di Monsieur Ibrahim e i fiori del Corano sia questa. Cibo per cani.

    ha scritto il 

  • 4

    Sempre in bilico tra delicatezza e banalità Schmitt va preso a piccole dosi.
    Il fatto che i suoi libri siano cortissimi e si divorino in un soffio è perfetto: se fossero lunghi diventerebbero stucchev ...continua

    Sempre in bilico tra delicatezza e banalità Schmitt va preso a piccole dosi.
    Il fatto che i suoi libri siano cortissimi e si divorino in un soffio è perfetto: se fossero lunghi diventerebbero stucchevoli.
    Nella brevità e nella leggerezza sta la sua forza: un libro di Schmitt è quella giornata azzurra e ventilata che annuncia l'arrivo della primavera.

    ha scritto il 

  • 5

    una lettura di un'ora che ti conquista...sarebbe potuto essere più lungo, con più descrizioni ma a mio avviso non sarebbe stato così bello. L'attenzione è sulla storia, sulla vita.. vorrei conoscere M ...continua

    una lettura di un'ora che ti conquista...sarebbe potuto essere più lungo, con più descrizioni ma a mio avviso non sarebbe stato così bello. L'attenzione è sulla storia, sulla vita.. vorrei conoscere Monsieur Ibrahim, parlare con lui e viagiare con lui...

    ha scritto il 

  • 4

    lettura del tutto imprevista (mi si è scaricato l'ereader proprio nel bel mezzo di un capitolo di Harry Potter e l'Ordine della Fenice XD) e quindi ho iniziato questo libro che mi sono ritrovata sotto ...continua

    lettura del tutto imprevista (mi si è scaricato l'ereader proprio nel bel mezzo di un capitolo di Harry Potter e l'Ordine della Fenice XD) e quindi ho iniziato questo libro che mi sono ritrovata sotto mano..
    Un po' mi dispiace che sia finito tutto così alla svelta, Schmitt ha la capacità di racchiudere in poche pagine una storia sull'amicizia e sul rispetto che non cade mai nel buonismo ma è anche piena di poesia.
    Tutt'altro discorso devo fare per la postfazione di Goffredo Fofi che sì,aggiunge pagine e quindi rende il libro valido per la gara, ma sinceramente ho trovato piena di luoghi comuni e quasi più incentrata su Pennac che Schmitt..

    ha scritto il 

  • 2

    Una storiella che vive di luce di riflessa: gli unici spunti interessanti che fornisce arrivano col contagoccie dal Sufimo. Se si conosce un minimo Rumi, questa storia non ha niente da dare.

    ha scritto il 

  • 4

    il viaggio di un ragazzo che diventa un uomo, e di un uomo che conosce le risposte ai misteri della vita

    Momo, ragazzo intelligente ed estroverso, vive con il padre in un popolare quartiere parigino. Davanti casa sua c’è la piccola drogheria di Monsieur Ibrahim, unico arabo in un quartiere ebreo; è qui c ...continua

    Momo, ragazzo intelligente ed estroverso, vive con il padre in un popolare quartiere parigino. Davanti casa sua c’è la piccola drogheria di Monsieur Ibrahim, unico arabo in un quartiere ebreo; è qui che Momo quotidianamente si reca a fare la spesa, e ogni tanto non esita a sgraffignare qualche scatoletta di conserva, “è solo un ebreo dopotutto” pensa Momo ingenuamente, ma il vecchio Ibrahim sembra leggergli nel pensiero. Il saggio arabo affascina Momo profondamente, “perché parlava poco e sorrideva tanto, perché sembrava sfuggire all’agitazione dei comuni mortali”. E così, dopo molte scatolette rubate, nasce una profonda e stravagante amicizia tra il ragazzo ebreo e il vecchio saggio arabo. Nel frattempo il padre di Momo, sopravvissuto alla shoah, cade in una grave e silenziosa depressione e all’improvviso va via di casa lasciando solo un bigliettino. Momo prova a nascondere l’accaduto ma ancora una volta Ibrahim capisce senza bisogno di parole. E’ a questo punto che i due amici decidono di scappare da una realtà che sta stretta ad entrambi, comprano una macchina che nessuno dei due sa guidare e partono per l’oriente verso la libertà, alla ricerca di quella bellezza che come insegna il saggio Ibrahim “si trova dappertutto, ovunque tu giri lo sguardo”. Non vi racconterò del viaggio, non ci sono parole per descriverlo, sta a voi scoprirne il finale…

    E’ un libro sconosciuto e piccino, “Monsieur Ibrahim e i fiori del Corano”, di sole 70 pagine, uno di quei libri che si leggono in un pomeriggio e si vorrebbe non finissero mai; questo breve e semplice libricino cela in sé una grande verità e racconta con un’incredibile freschezza, in un’atmosfera d’incanto e sogno, fra colori vivaci e colori prorompenti, il viaggio di un ragazzo che diventa un uomo, e di un uomo che conosce le risposte ai misteri della vita.

    https://uraganoelettrico.wordpress.com/2013/03/13/monsieur-ibrahim-e-i-fiori-del-corano/

    ha scritto il 

  • 4

    Un racconto delicato e intenso al tempo stesso, pieno di piccole perle di saggezza da tenere bene a mente e soprattutto portare nel cuore. Non credo che sia una lettura esclusivamente indirizzata ad u ...continua

    Un racconto delicato e intenso al tempo stesso, pieno di piccole perle di saggezza da tenere bene a mente e soprattutto portare nel cuore. Non credo che sia una lettura esclusivamente indirizzata ad un giovane pubblico: se un adulto è talmente disilluso dalla vita da non riuscire ad apprezzare questo libro, dovrebbe farsi delle domande e rivedere un po' di cose...

    E poi, un plauso alla scrittura di Schmitt: con pochi tratteggi delinea benissimo i suoi personaggi; come ha detto lui stesso in un'intervista riferita a questo romanzo, non fa descrizioni ma "evoca"..e ci riesce benissimo dato che Monsieur Ibrahim e Momo si sono già conquistati uno spazio nei miei cassettini della memoria letteraria!

    ha scritto il 

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