Moon Palace

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Publisher: Viking Adult

4.0
(1413)

Language: English | Number of Pages: 320 | Format: Hardcover | In other languages: (other languages) Spanish , Chi traditional , French , German , Italian , Swedish , Chi simplified , Catalan , Turkish , Polish , Portuguese

Isbn-10: 0670825093 | Isbn-13: 9780670825097 | Publish date: 

Also available as: Paperback , Library Binding

Category: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Travel

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Book Description
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  • 4

    È, in definitiva, la storia di tre uomini. Tre uomini brillanti, soli, doloranti, ciascuno a modo proprio. Ciascuno con la propria follia. Differenti tra loro eppure accomunati dalle vite avventurose, ...continue

    È, in definitiva, la storia di tre uomini. Tre uomini brillanti, soli, doloranti, ciascuno a modo proprio. Ciascuno con la propria follia. Differenti tra loro eppure accomunati dalle vite avventurose, erratiche, dense di immani colpi di fortuna e di sconfinate tragedie. Tre uomini distanti, ma uniti dal caso, per mille strabilianti coincidenze e altrettante occasioni mancate.
    Credo, leggendo la pagina Wikipedia di Paul Auster, che l’autore abbia inserito parecchi elementi autobiografici (i libri lasciati da uno zio, la Columbia University, i periodi di ristrettezze economiche, e poi vabbè, il sempre problematico rapporto col padre assente) e riferimenti/omaggi ai propri miti letterati (M.S. Fogg clochard in Central Park è quasi una caricatura di Thoreau nei boschi).
    Per me questo libro racconta la solitudine, il “not fitting in” (non mi viene una parola italiana per dire “non essere socialmente compatibile con gli altri membri di un gruppo”), il percorso tortuoso di ricerca di qualcosa, che potrebbe essere un senso, o il modo di scendere a patti con se stessi e con il mondo in cui si è capitati. Mi sbaglierò, eh, ma per me questo libro, attraverso tutte le sue trame, parla di questo.

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  • 4

    El placer de leer

    No sé qué tiene Paul Auster... Bueno, sí lo sé: que el tío sabe escribir, que es un narrador como la copa de un pino. Da igual lo que escriba, sus textos son de esos que te enganchan y no te apetece d ...continue

    No sé qué tiene Paul Auster... Bueno, sí lo sé: que el tío sabe escribir, que es un narrador como la copa de un pino. Da igual lo que escriba, sus textos son de esos que te enganchan y no te apetece dejarlos, independientemente de lo que te esté contando.
    En éste en concreto, te va contando una serie de historias personales, de diferentes personajes, todas ellas con un puntito un poco surrealista; historias que, de forma un tanto forzada e irreal (pero te da igual) encajan entre sí al final.
    Son historias de personajes, pues las personas son el núcleo de las historias de Auster. Personajes que suelen tener un punto infeliz, pero que resultan muy próximos, con los que empatizas rápidamente, a los que entiendes y te puedes sentir identificado con ellos, pues suelen tener un punto entrañable; personas corrientes en el fondo, aunque lo que les suceda en el texto no siempre sea tan corriente.
    En fin... un libro para disfrutar de la lectura no por la historia que te cuenta (o también...), sino porque sí.

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  • 2

    Paul Auster scrive bene, fluido, gradevole. Ti può ammaliare. Però talora capita che ti fermi e ti chiedi: ma che razza di storia mi sta propinando? Si sa che Auster, oltre che per l'inventiva proromp ...continue

    Paul Auster scrive bene, fluido, gradevole. Ti può ammaliare. Però talora capita che ti fermi e ti chiedi: ma che razza di storia mi sta propinando? Si sa che Auster, oltre che per l'inventiva prorompente, si caratterizza per l'insistenza sul ruolo dominante del caso nella vita dell'uomo: ma in questo “Moon Palace” si succedono situazioni, coincidenze, sviluppi tanto inverosimili da ingenerare un crescendo di perplessità e rifiuto. Fino ad un accostamento, sicuramente ingeneroso ma irrefrenabile, a certe telenovele nelle quali perfetti sconosciuti si incontrano fortuitamente e qualche puntata dopo scoprono di essere padre e figlio, fratello e sorella, nonno e nipote: ecco, “Moon Palace” è una lettura ideale per chi ama cose e casi del genere.

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  • 4

    Il nostro passato , il nostro vissuto va cercato qualsiasi sia la nostra condizione!

    Forse un po' contorto questo romanzo di Paul Auster. Certe volte durante la lettura si fa fatica a strgli dietro, devi quasi rileggere dei pezzi; alemo a me è capitato. Il personaggio mi è piaciuto pa ...continue

    Forse un po' contorto questo romanzo di Paul Auster. Certe volte durante la lettura si fa fatica a strgli dietro, devi quasi rileggere dei pezzi; alemo a me è capitato. Il personaggio mi è piaciuto parecchio, malgrado sia veramente a mio avviso, molto strambo. La sua storia con Kitty da una parte è "piatta" dall'altra "vivace"; tutto dipende da che parte stai.
    Mi ha un'attimo deluso il finale, se non un bel libro che ti prende parecchio.

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  • 3

    Auster: gran narratore

    "Eraclito era risorto dal suo mucchio di merda per mostrarci la più semplice delle verità: la realtà è uno jo-jo, l'unica costante è il cambiamento."
    Lo zio Victor gli lascia in eredità una montagna d ...continue

    "Eraclito era risorto dal suo mucchio di merda per mostrarci la più semplice delle verità: la realtà è uno jo-jo, l'unica costante è il cambiamento."
    Lo zio Victor gli lascia in eredità una montagna di libri, contenuti in 76 scatoloni, momentaneamente 'convertiti in vari elementi di mobilio immaginario' - dice - "Pensa alla soddisfazione di ficcarsi a letto sapendo che stai per sognare sulla letteratura americana dell'Ottocento. Immagina il piacere di mettersi a pranzo con tutto il Rinascimento lì sotto quel che si mangia".
    Questo pensa Marco Stanley Fogg, orfano diciottenne, mentre si gode i primi veri momenti da adulto solitario ed indipendente, nel suo nuovo appartamentino in affitto, nientemeno che sulla Broadway a Manhattan, rimanendo ai margini della turbinosa fine degli anni '60 - Vietnam, allunaggio e Woodstock compresi.
    Poi un giorno, a poco a poco comincia a smantellare il mobilio, apre gli scatoloni e legge i libri di zio Victor, tutti, fino alla scoperta dell' America. 1492 volumi, un potpourri di letteratura in cui ritrova e ripercorre la vita dello zio; 'in quell' accozzaglia e guazzabuglio di alto e basso', ne ricostruisce gli spostamenti attraverso l'America, i pensieri, gli umori.
    Ma la vita costa e la fame è nera.
    Nulla però a me è costato leggere questo libro.
    Che mi piaccia Auster non è una novità, mi piacciono le sue storie e mi piace come le racconta; è un narratore filante, accogliente e morbido nella scrittura e mi lascia sempre l'efficacia di un bel bagno caldo, emolliente.
    È strano, ma a tratti mi dava le stesse sensazioni di un buon Murakami.
    Qualche cedimento verso la fine, ma comunque un romanzo piacevole.

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  • 4

    romanzo di formazione

    è un libro sicuramente curioso: non è un romanzo nel senso canonico né un'autobiografia; a me pare una specie di romanzo di formazione, con incursoni nel genere dei racconti d'avventura.
    ho trovato la ...continue

    è un libro sicuramente curioso: non è un romanzo nel senso canonico né un'autobiografia; a me pare una specie di romanzo di formazione, con incursoni nel genere dei racconti d'avventura.
    ho trovato la scrittura molto fascinosa, quasi visionaria; gli eventi si avvicendano con un ritmo incalzante, talora poco credibile, ma nel complesso piacevole.
    il nostro Fogg ne passa di tutti i colori, ma alla fine ne vien fuori rinforzato e quasi rinato.
    consiglio il libro a tutti coloro che gradiscono racconti un po' contorti, elucubrazioni psicologiche, coincidenze un po' paradossali e strambi personaggi che suscitino un misto di affetto e di perplessità.

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  • 4

    Come suggerisce il retro di copertina, è un libro che sa di romanzo ottocentesco, con un intreccio coinvolgente e inaspettato. Gli episodi si legano gli uni agli altri in modo fluido e con disinvoltur ...continue

    Come suggerisce il retro di copertina, è un libro che sa di romanzo ottocentesco, con un intreccio coinvolgente e inaspettato. Gli episodi si legano gli uni agli altri in modo fluido e con disinvoltura Auster riesce a passare da una vicenda ad un’altra lontana anni luce dalla precedente.
    Auster ha un’abilità di scrittura invidiabile e una spiccata capacità nel caratterizzare i personaggi: per fare un esempio, sebbene io abbia sempre detestato l’ozio, l’inazione e il crogiolamento sterile, l'autore è riuscito a farmi capire il crack psicologico di M.S. Fogg e poi il suo perdersi in se stesso in Central Park.
    Ma confesso che la fine del libro mi ha lasciato con un pò di amaro in bocca perchè mi sembrava che la storia terminasse in modo, a mio avviso, troppo improbabile. C’era qualcosa negli avvenimenti dell’ultimissima parte che non mi convincevano, che esaltavano troppo gli eventi già sensazionali occorsi durante tutto il libro. A mente fredda ci ho ripensato e ho dato un mio personale giudizio che mi lascia con il sorriso sulle labbra per il modo in cui Auster è riuscito a tessere una storia con un continuo rimando di vicende, in un gioco di specchi e riflessi, che alla fine lascia, credo, un paio di soluzioni: o sono le coincidenze a guidare le nostre vite (a dispetto di quanto dice un personaggio importante della storia, Tom Effing) oppure Auster si è voluto divertire costruendo una trama avvincente portandola all’eccesso, tendendosi però in bilico tra credibile e incredibile, e lasciando così aperte diverse modalità di fruizione. Il puro divertimento di una storia avvincente e il divertimento ironico che al termine sembra avvolgere tutto.

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  • 3

    Una trama infinita

    Rutilante romanzo di formazione e avventura ricchissimo di trame e sottotrame fra realtà, finzioni e molteplici variante ibride.
    L'azione copre quasi un intero secolo e quasi un intero continente: epo ...continue

    Rutilante romanzo di formazione e avventura ricchissimo di trame e sottotrame fra realtà, finzioni e molteplici variante ibride.
    L'azione copre quasi un intero secolo e quasi un intero continente: epoche e territori che si prestano molto bene alla rivisatazione che Auster fa del mito della frontiera, delle tradizioni, di come la vita fa barcollare l'umanità fra le stelle e le stalle, in un continuo riaggiustamento di rotte, ricorsi a espedienti ora inediti ora prevedibili.
    Forse davvero troppo ricco di storie, questo "Moon Palace" e, talvolta, alcuni passaggi risentono di una certa lentezza.
    Resta comunque il piacere di ritrovare una scrittura che si diverte a osare laddove non avresti mai immaginato, percorsi in cui Auster si conferma una certezza.

    (ebook)

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  • 2

    Perfetta opera per continuare la scia di lettura merdose che mi sto portando avanti da qualche settimana. Un libro che non dice niente, dall'inizio alla fine.

    said on 

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