Morti di sonno

Di

Editore: Coconino Press

4.0
(302)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 348 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Francese , Spagnolo

Isbn-10: 8876181334 | Isbn-13: 9788876181337 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Genere: Biografia , Fumetti & Graphic Novels , Narrativa & Letteratura

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Descrizione del libro
Sei bambini che vivono la loro infanzia nel Villaggio ANIC di Ravenna, all’ombra minacciosa (e tossica) del polo petrolchimico nato nel 1958. Riviviamo la loro storia negli occhi di uno dei ragazzini, Rino, detto Koper, in una narrazione cruda e efficace, che affronta temi duri come quello della tossicodipendenza e dell’AIDS. Reviati scrive delle pagine indimenticabili, facendoci vivere insieme ai suoi protagonisti le gioie e i dolori di una generazione spazzata via dalla droga e da un disagio esistenziale poco letterario ma drammaticamente vivido nelle sua concretezza. Tra la comparsa dell’eroina e la vittoria dell’Italia ai Campionati del Mondo di calcio si consuma una parabola bruciante e indimenticabile.
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  • 3

    Calcio, Periferia, Industria

    Ho questo libro piantato in libreria da diversi anni. Il titolo è interessante, i disegni a prima vista colpiscono, ma ora che l ' ho letto nasconde diversi difetti.
    I volti dei personaggi non sono be ...continua

    Ho questo libro piantato in libreria da diversi anni. Il titolo è interessante, i disegni a prima vista colpiscono, ma ora che l ' ho letto nasconde diversi difetti.
    I volti dei personaggi non sono ben caratterizzati. Ho avuto difficoltà nell' indivuduare i diversi personaggi. I testi invece sono vaghi, sembrano ricordi messi li.
    Il tutto potrebbe creare un effetto nostalgico, quasi diluito, ma secondo me non ci siamo.
    Nonostante tutto, il libro ti lascia qualcosa: parla di un complesso industriale, di come sia difficile la convivenza delle famiglie con la realtà industriale, in più se da piccolo hai tirato un calcio ad un pallone vivendo in periferia, allora in qualche modo ti senti coinvolto.

    ha scritto il 

  • 5

    Consiglio di leggerlo mentre si ascolta l’album di Andrea Casali in arte Caso, la cui copertina è disegnata proprio da Reviati (quei ragazzi in bici mi chiedevo dove li avevo già visti), e dove Caso o ...continua

    Consiglio di leggerlo mentre si ascolta l’album di Andrea Casali in arte Caso, la cui copertina è disegnata proprio da Reviati (quei ragazzi in bici mi chiedevo dove li avevo già visti), e dove Caso omaggia proprio il fumetto con la canzone Lario (che guarda caso è uno dei protagonisti del fumetto). Un fumetto che ha vinto sia il premio belga Prix Diagonale, sia il premio francese istituito dalla rivista dBD. Insomma mica cotiche, dopo le alpi ci capiscono di certe cose. Infatti il fumetto è molto bello, mi piace addirittura di più il titolo francese “État de veille”, ha un’aura di vertigine in più. È un fumetto che riporta all’infanzia e alla fanciullezza, con la prospettiva dal lato triste, perché già percepisci forte, anche più forte degli odori, che all’ombra del petrolchimico di Ravenna il futuro è segnato per tutti. Tempi e luoghi in cui si giocava a palla sino al calar della notte, in un villaggio, “il villaggio ANIC, costruito apposta vicino al polo petrolchimico. Un’idea di edilizia industriale che negli anni ’50 e ’60 in Italia ha preso piede, mi viene in mente quello voluto dalla Olivetti, il villaggio industriale di Crespi d’Adda, oppure il paese rurale fantasma che non sono riuscito a trovare in Puglia (Monteruga). Insomma bisogna stare lì, vicino al lavoro, e per quanto possa essere spensierata, la vita del gruppo di ragazzini verrà investita dalle morti sul lavoro, dall’inquinamento ambientale e dall’avanzata degli stupefacenti negli anni ’70. Tutto questo però si “respira”, perché Reviati rimane concentrato sulle scene di vita, sui volti dei ragazzi e sui pensieri del protagonista – narratore. I ricordi splendidi della fanciullezza.

    ha scritto il 

  • 2

    Una decepción

    Se salva por lo evocador de sus ilustraciones en blanco y negro. La elegí en la biblioteca un día que sólo me dio tiempo a guiarme por su aspecto más superficial, y no acerté. Pensé que encontraría a ...continua

    Se salva por lo evocador de sus ilustraciones en blanco y negro. La elegí en la biblioteca un día que sólo me dio tiempo a guiarme por su aspecto más superficial, y no acerté. Pensé que encontraría algo profundo en ella, y lo más profundo que hallé fue la sensación de melancolía y lobreguez que transmite. O ese misterio que humea de entre sus páginas y que no llega a consolidarse en nada.
    Se me hizo difícil identificar a los personajes por sus rasgos, a veces todos me parecían iguales. El hilo de la historia no logré encontrarlo, sólo escenas sueltas de las vidas de los niños del barrio. Y al no ser capaz de individualizarlos, ni por su aspecto ni por sus acciones, tampoco lo fui de tomarles un aprecio o un desprecio especial.

    Opinión completa:
    http://bibliofilosisletrae.blogspot.com.es/2015/02/muertos-de-sueno-de-davide-reviati.html

    ha scritto il 

  • 4

    Fumetto industriale

    Vero e proprio caso di "fumetto industriale", quest'opera di Reviati unisce la durezza dei tratti alla sensibilità dei temi toccati: l'infanzia, l'innocenza perduta, il destino, la morte, l'alienament ...continua

    Vero e proprio caso di "fumetto industriale", quest'opera di Reviati unisce la durezza dei tratti alla sensibilità dei temi toccati: l'infanzia, l'innocenza perduta, il destino, la morte, l'alienamento urbano, il progresso. Il tutto legato da una sana passione per lo sport, vero collante dei giochi dei bambini protagonisti della storia. A tratti commovente.

    ha scritto il 

  • 4

    Romanzo di formazione, di distruzione, di perdita; fumetto illuminato – metaforicamente e non: dal 2009 (anno della sua uscita per i tipi di Coconino) ad oggi, Morti di sonno di Davide Reviati, ravenn ...continua

    Romanzo di formazione, di distruzione, di perdita; fumetto illuminato – metaforicamente e non: dal 2009 (anno della sua uscita per i tipi di Coconino) ad oggi, Morti di sonno di Davide Reviati, ravennate classe ’66, ha avuto diversi importanti riconoscimenti, dal premio Micheluzzi al Napoli Comicon del 2010, al Prix DBD 2001 come miglior album straniero. Una favola a tratti amara, che deve moltissimo – se non tutto – al fantasma onnipresente della periferia italiana, topos letterario e locus reale ricorrente, che ha sfornato, insieme a questo, molti altri talenti italiani. Morti di sonno, opera completa e matura sotto tanti punti di vista, appare straordinariamente toccante e leggera.

    [Continua su Barta.it: http://barta.it/davide-reviati-morti-di-sonno/]

    ha scritto il 

  • 5

    Capolavoro

    il miglior fumetto della serie.
    Una storia malinconica, in un contesto molto difficile.
    Il disegno rispecchia perfettamente il contesto, tutto è offuscato dal fumo e gli odori del petrolchimico. ...continua

    il miglior fumetto della serie.
    Una storia malinconica, in un contesto molto difficile.
    Il disegno rispecchia perfettamente il contesto, tutto è offuscato dal fumo e gli odori del petrolchimico.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    provincia, amicizia, pallone...crescita

    Ettore no. Lui odia soprattutto la fabbrica. E comincia a odiare anche noi, credo.
    E' da mò che non lo vediamo ridere. Ridere davvero, voglio dire. Certo che ogni tanto ride. Ma non sul serio. Recita ...continua

    Ettore no. Lui odia soprattutto la fabbrica. E comincia a odiare anche noi, credo.
    E' da mò che non lo vediamo ridere. Ridere davvero, voglio dire. Certo che ogni tanto ride. Ma non sul serio. Recita il sorriso. Lo fa per assecondarci, credo.
    Non per compiacerci, ma giusto per non attirare l'attenzione su quel suo broncio serio e taciturno.
    C'è stato un incidente giù in fabbrica. Il signor M.
    Cosa?
    E' grave, dicono.
    Le cose le scopriamo così. Spiando i discorsi dei grandi.
    Non lo abbiamo più visto il babbo di Ettore.
    Poi un giorno mia madre mi spiega tutto. Il babbo di Ettore è partito, dice. E' partito per un lungo viaggio e non tornerà più.
    Partito?
    Perchè?
    Per dove?
    Ho cominciato allora a pensare che la morte fosse solo un'assenza ingiustificata.

    (...)

    Non pensavo stesse antipatico a qualcuno.Se ne stava lì fermo e zitto in un angolo del giardino condominiale da quasi vent'anni.
    Poi si era fatto forte e robusto e aveva preso a sfornare fichi grossi come pere e a vestirsi sempre più elegante. Quello lo ha fregato.
    Il tappeto di frutti caduti e foglie secche.
    L'ho capito l'altro giorno quando incontro una vicina sotto casa. Lei mi indica il giardino entusiasta e fa: Finalmente abbiamo fatto un pò d'ordine. Un pò di pulizia, finalmente.
    Benevenuto nel mondo degli adulti.

    ha scritto il 

  • 5

    Comincia con dei bambini che giocano a calcio e si trovano davanti al classico rito di passaggio: calciato male, il pallone scavalca un muro e bisogna andare a prenderlo. Solo due bambini hanno il cor ...continua

    Comincia con dei bambini che giocano a calcio e si trovano davanti al classico rito di passaggio: calciato male, il pallone scavalca un muro e bisogna andare a prenderlo. Solo due bambini hanno il coraggio di farlo, il narratore – Rino, detto Koper, e Cicowo, perché tutti hanno un soprannome - ma di là dal muro è successo qualcosa, e a sirene spiegate stanno arrivando auto della polizia…

    Estrema economia nei dialoghi e accuratezza del segno caratterizzano questo volume, una piccola grande storia in circa 330 tavole in bianco e nero, in cui ti pare di sentire i rumori sovrapposti del cortile (voci, pallonate, tonfi, grida) e il gioco del calcio attraversa i ricordi, punteggia la trama, esalta la grafica e i significati. La narrazione non è lineare, singoli episodi illuminati in brevi capitoli, vanno a ricomporre una trama che odora di chimica industriale.
    Presto si precisa la location: il Villaggio ANIC di Ravenna, fatto costruire da Enrico Mattei, gran capo dell’ENI, per le famiglie di chi lavorava nel grande petrolchimico. Mattei è morto una decina danni prima, il suo ritratto sta accanto a quello di Giovanni Leone, all’epoca presidente della Repubblica, nella classe frequentata da Koper e i suoi amici. Sono gli anni in cui il più bravo a giocare a calcio veniva soprannominato “il tulipano di Amsterdam”, in onore di Johan Cruyff, ma quel soprannome aveva portato un bambino a rompersi un ginocchio. Altro elemento di contesto, su un muro una scritta in solidarietà con il Cile.

    Ripetutamente, la morte sfiora il narratore. Una volta, rientrando a casa, trova il padre seduto sul letto, che piange. “Malinconia”, gli dice la mamma. Anni dopo, “quel male che non si capiva ancora dove veniva… dilagò come la peste”. Passano gli anni, alcuni amici si perdono di vista, nel ricordo “qui era tutto speciale. O forse era solo il nostro sguardo. Chissà se erano giorni felici, quelli”.
    Del resto, concluderà un personaggio a cui viene chiesto se è felice, “Non mi interessa la felicità. La felicità non ha margini di miglioramento”.

    ha scritto il 

  • 3

    Morti di sonno... perchè?

    Un gruppo di ragazzi cresce e matura all'interno del Villaggio Anic di Ravenna, quartiere creato per i lavoratori dell'enorme complesso petrolchimico di Ravenna.

    L'intero villaggio è immerso in un amb ...continua

    Un gruppo di ragazzi cresce e matura all'interno del Villaggio Anic di Ravenna, quartiere creato per i lavoratori dell'enorme complesso petrolchimico di Ravenna.

    L'intero villaggio è immerso in un ambiente malsano, la fabbrica emana sostanze tossiche nell'aria, nell'acqua, nella terra.

    In questo scenario degradato si svolgono le vite dei giovani protagonisti. Vite che, come unico elemento in comune, si svolgono all'ombra di quest'incubo, ma alla fine risultano piuttosto ordinarie.

    A scapito di una realizzazione grafica molto ben curata, si fa sentire l'assenza di una trama centrale.
    Ogni ragazzo ha una sua storia che risulta quando incompleta, quando no sense, quando velata di un romanticismo che sembra non trovare una particolare direzione verso cui incanalarsi.

    Forse in nome del realismo le battute dei personaggi sono spesso sgrammaticate e volgari.

    In sostanza non ho capito dove il romanzo voglia andare a parare. Quale sia lo scopo del racconto, scopo necessario in assenza di trama.

    ha scritto il 

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