Musicofilia

Di

Editore: Adelphi

4.0
(549)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 483 | Formato: Tascabile economico | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Francese

Isbn-10: 884592419X | Isbn-13: 9788845924194 | Data di pubblicazione:  | Edizione 5

Disponibile anche come: Copertina morbida e spillati , Paperback , eBook

Genere: Salute, Mente e Corpo , Medicina , Musica

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Descrizione del libro
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  • 4

    Interessantissimo, come tutti i libri di O. Sacks, ma non ho trovato quel che cercavo.
    Solo un brevissimo accenno, parlando -quando si dice il caso- di Freud, di cui cita questo brano:
    “Per la musica ...continua

    Interessantissimo, come tutti i libri di O. Sacks, ma non ho trovato quel che cercavo.
    Solo un brevissimo accenno, parlando -quando si dice il caso- di Freud, di cui cita questo brano:
    “Per la musica sono quasi incapace di godimento. Una disposizione razionalistica o forse analitica si oppone in me a ch’io mi lasci commuovere senza sapere perché e da che cosa”.
    E prosegue osservando:
    Sappiamo solo che il piacere della musica gli [a Freud] fu negato da adulto. Forse “indifferenza” non è proprio la parola giusta qui, e sarebbe più centrato il termine freudiano “resistenza” – resistenza al potere seduttivo ed enigmatico della musica […]
    Secondo Reik non si trattava di indifferenza, ma piuttosto “del fatto che evitava la musica… come un atto di volontà ai fini dell’autodifesa… e quanto più gli effetti emozionali della musica erano energici e violenti, tanto più gli sembravano indesiderabili. Andò convincendosi sempre più fermamente di dover mantenere limpida la propria ragione mettendo da parte le emozioni. Divenne sempre più riluttante all’idea di arrendersi al potere oscuro della musica. Questo scansare gli effetti emozionali delle melodie si osserva a volte in coloro che si sentono minacciati dall’intensità dei propri sentimenti.

    ha scritto il 

  • 2

    pesante ma interessante

    E' sempre interessante cercare di capire come siamo fatti. e sopratutto cosa sia per noi la musica.
    Certo che Sacks poteva condensare l'anedottica in meno pagine e mettere in luce invece i risultati s ...continua

    E' sempre interessante cercare di capire come siamo fatti. e sopratutto cosa sia per noi la musica.
    Certo che Sacks poteva condensare l'anedottica in meno pagine e mettere in luce invece i risultati scientifici o le teorie più solide. Peccato

    ha scritto il 

  • 2

    Non vado matto, lo confesso, per quella divulgazione che si snoda principalmente attraverso aneddoti, con riferimenti tecnici ridotti al minimo e condotta con un tono confidenziale.
    Devo anche ammette ...continua

    Non vado matto, lo confesso, per quella divulgazione che si snoda principalmente attraverso aneddoti, con riferimenti tecnici ridotti al minimo e condotta con un tono confidenziale.
    Devo anche ammettere, però, che Sacks si pone in modo simpatico, e che per lo meno i contenuti nella sua opera ci sono, ed è questo ciò che conta.
    Attraverso una serie di casi clinici ci vengono illustrate le diverse facoltà mentali che concorrono a realizzare le diverse esperienze musicali. Si vede come certi tipi di danno cerebrale ne compromettano alcune lasciando intatte altre, come in alcuni casi un'area del cervello sia in grado di ereditare le funzioni che erano di un'area oramai danneggiata e, soprattutto, come l'esperienza musicale non sia una cosa unitaria ma il risultato dell'intreccio di diverse facoltà più elementari. La lettura è molto istruttiva perché consente al profano di costruirsi un'immagine globale della musica più complessa ma anche più veritiera, sebbene, alla fine dei conti, il fenomeno musicale resti in larga parte ancora avvolto nel mistero.
    Ho il sospetto che si potesse scrivere questo libro utilizzando un numero di pagine molto più esiguo, ma non è il caso di fare le pulci ad un'opera che fornisce informazioni-chiave a chiunque sia interessato a comprendere il funzionamento della mente nell'esperienza musicale.
    Un avvertimento: il libro è costituito in gran parte di racconti di persone che perdono irrimediabilmente importanti facoltà mentali (e un pregio del libro è proprio quello di aprirci una finestra su un mondo di depauperamento mentale che altrimenti sarebbe difficilissimo da immaginare) : questo può commuovere alcuni ma deprimere o mettere in ansia molti altri.

    ha scritto il 

  • 0

    Uomo e musica

    Pieno di intelletto musicale ed esperto in campo medico, Sacks riesce ad attirare la nostra attenzione su casi squisitamente musicali senza dimenticare il centro: l'essere umano. In particolare l'esse ...continua

    Pieno di intelletto musicale ed esperto in campo medico, Sacks riesce ad attirare la nostra attenzione su casi squisitamente musicali senza dimenticare il centro: l'essere umano. In particolare l'essere umano come capace di fare musica, e tutti i problemi che ci possono essere nel fare musica. Consigliato al 100% per capire di più la musica, e dare spunti per riflessioni etiche e non solo.

    ha scritto il 

  • 5

    Leggere e imparare

    Ogni volta che finisco un libro di Oliver Sacks mi commuovo un po'. Credo che sia perché sentirò la sua mancanza, dei suoi casi, dei suoi pazienti. Per tutto il tempo in cui lo leggo penso che in qual ...continua

    Ogni volta che finisco un libro di Oliver Sacks mi commuovo un po'. Credo che sia perché sentirò la sua mancanza, dei suoi casi, dei suoi pazienti. Per tutto il tempo in cui lo leggo penso che in qualche modo sia una presenza rassicurante, per come riesce a trovare l'identità e quel sé che non si può cancellare nemmeno nei pazienti più compromessi. Non è meraviglioso che qualcuno ci conosca e riconosca nonostante tutto? Che qualcuno, con l'autorità di medico e per giunta neurologo, affermi che nessuno scompare, ma che continua a esistere perché nessuno è mai una tabula rasa (almeno per quanto riguarda le patologie di cui si occupa)?
    In più questa volta la fine del libro è coincisa con la terribile notizia della sua malattia, quindi questo e gli altri suoi libri mi appaiono come un grande regalo e un grande insegnamento.

    ha scritto il 

  • 3

    Oltre il corpo e la mente...

    Cosa rimane oltre il corpo e la mente quando entrambi funzionano male? Esiste davvero un livello più alto? Un livello di coscienza in cui noi siamo veramente qualcosa, in cui ognuno si distingue e ric ...continua

    Cosa rimane oltre il corpo e la mente quando entrambi funzionano male? Esiste davvero un livello più alto? Un livello di coscienza in cui noi siamo veramente qualcosa, in cui ognuno si distingue e riconosce la vera essenza di sé? Che ruolo ha la musica in questa ricerca? Può aiutare nel viaggio di scoperta/riscoperta di quello che ancora rimane integro in una macchina che non funziona a dovere? Secondo gli studi di Sacks sì, la musica ha un ruolo fondamentale nell'aiutare persone affette da varie malattie, sindromi e demenze a scoprire in sé qualcosa che ancora "funzioni", qualcosa che vada al di là anche delle emozioni e delle sensazioni, qualocosa di ancora più profondo.
    Credo che la ricerca in questo campo sia ben avviata ma che siano necessari ancora molti studi per definire le modalità e i risultati della terapia musicale, e forse anche grazie a queste ricerche si potrebbe arrivare a capire finalmente che peso e che implicazione ha la musica, e tutto ciò che le ruota intorno, nella nostra esistenza.
    Sacks raramente dà delle risposte specifiche nella sua ricerca trattata in "Musicofilia" e credo che a volte lo faccia volutamente, per dare un margine di spazio nell'interpretazione degli effetti dei suoi studi. Mi ha colpito molto la sua umanità nei confronti dei pazienti, che per lui hanno un nome e una storia oltre che una "malattia".

    ha scritto il 

  • 2

    Troppo divulgativo come testo scientifico, noioso e ripetitivo come semplice lettura. Dà il meglio nell' umorismo involontario delle descrizioni dei casi clinici, degne del miglior Woody Allen; quello ...continua

    Troppo divulgativo come testo scientifico, noioso e ripetitivo come semplice lettura. Dà il meglio nell' umorismo involontario delle descrizioni dei casi clinici, degne del miglior Woody Allen; quello del (cito a memoria)"non poteva entrare in una stanza che non contenesse un violoncello e non poteva uscirne senza il permesso di un Rothschild".

    ha scritto il 

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