Né di Eva né di Adamo

Di

Editore: Voland

3.8
(2437)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 153 | Formato: Tascabile economico | In altre lingue: (altre lingue) Francese , Inglese , Spagnolo , Catalano , Chi tradizionale , Polacco , Tedesco , Ceco

Isbn-10: A000083771 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Paperback

Genere: Biografia , Narrativa & Letteratura , Viaggi

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Descrizione del libro
L’autrice belga torna al suo periodo giapponese, quello già raccontato in Stupore e tremori, ma questa volta smette i panni della più disastrosa delle impiegate per narrare la sua vita privata. Il libro ruota infatti intorno alla figura di Rinri, fidanzato di Amélie in quel periodo, un ragazzo di Tokio molto singolare, affascinato dalla cultura occidentale quanto la giovanissima Amélie lo è da quella giapponese. Con la sua innata abilità Amélie rivolge il suo sguardo chirurgico verso l’universo dei suoi sentimenti e ci regala l’ennesimo piccolo gioiello.
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    "Solo in caso di crimine ignobile, non capisco la rottura. Dire a qualcuno che è finita è brutto e falso.
    Non è mai finita. Anche quando non si pensa più a qualcuno, come dubitare della sua presenza d ...continua

    "Solo in caso di crimine ignobile, non capisco la rottura. Dire a qualcuno che è finita è brutto e falso.
    Non è mai finita. Anche quando non si pensa più a qualcuno, come dubitare della sua presenza dentro di sé? Una persona che ha contato qualcosa conta per sempre."

    Il mio primo libro di Amélie, letto dopo aver visto il film. Resta uno dei miei preferiti, nelle storie autobiografiche è fenomenale.

    ha scritto il 

  • 4

    Me ha gustado mucho. Ésta es otra de las novelas autobiográficas de Amélie Nothomb y creo que me ha gustado incluso más que "Estupor y temblores". En ella la autora nos cuenta en primera persona su hi ...continua

    Me ha gustado mucho. Ésta es otra de las novelas autobiográficas de Amélie Nothomb y creo que me ha gustado incluso más que "Estupor y temblores". En ella la autora nos cuenta en primera persona su historia de ¿amor? con Rinri, un japonés alumno suyo de francés, durante su estancia en Tokio a los veintipocos años.

    Es un libro lleno de reflexiones a las que se puede sacar partido. Puedes estar o no estar de acuerdo con ellas pero te harán pensar sin duda.
    También me ha gustado porque es un libro que ayuda a entender un poco más la mentalidad japonesa. En mi caso concreto, yo no sé nada de la cultura japonesa y no he leído literatura de ese país, y creo que puede ser una forma de acercarse un poco a ella. Evidentemente, Amélie Nothomb no es japonesa sino europea, pero de alguna manera el haber pasado su más tierna infancia allí, le dota de un carácter especial y de una cierta capacidad de comprender a los nipones que quizá no tengamos el resto de los europeos.
    Así, en este libro nos permite verlos desde la mirada de una extranjera pero siendo al mismo tiempo un extranjera que es capaz de integrarse con ellos mejor que la mayoría de los occidentales. Una visión curiosa que merece la pena.

    ha scritto il 

  • 4

    Nothomb, una piacevole scoperta!

    La Nothomb si conferma una piacevole scoperta!!! E' il secondo libro che leggo (il primo Metafisica dei tubi) e anche questo mi è piaciuto parecchio. Amelie ti trasporta attraverso la sua mente, i sui ...continua

    La Nothomb si conferma una piacevole scoperta!!! E' il secondo libro che leggo (il primo Metafisica dei tubi) e anche questo mi è piaciuto parecchio. Amelie ti trasporta attraverso la sua mente, i sui pensieri, la sua ironia e semplicità, in ogni luogo ed in ogni circostanza, come se vivessi ogni accadimento con lei... Interessante anche il personaggio di RINRI, innamorato rispettoso, galante e premuroso! Trovo piacevoli le parti sul Giappone da lei tanto amato, che fanno scoprire senza alcuna pesantezza, usanze, tradizioni, pensieri ed educazione.

    ha scritto il 

  • 5

    Sì, io sono assolutamente partigiana e non obiettiva e imparziale se mi metto a scrivere una recensione su un romanzo di Amélie. Tanti anni fa leggevo un articolo a lei dedicato su un giornale frances ...continua

    Sì, io sono assolutamente partigiana e non obiettiva e imparziale se mi metto a scrivere una recensione su un romanzo di Amélie. Tanti anni fa leggevo un articolo a lei dedicato su un giornale francese (era sicuramente un settimanale, Paris Match, credo) che la definiva una rockstar del romanzo. Ecco, secondo me, una definizione azzeccata. Quindi io, a mia volta, una groupie. La seguo da anni, anni e anni. Amo quello che scrive, amo come lo scrive.
    Questo romanzo è un prodigio di energia, ironia, vitalità. Resta sempre leggero anche quando leggero non è per nulla, è gioia, è luce, è neve. Fa venire allegria. Ora, io non sempre leggo per divertirmi, ma questo è proprio uno di quei romanzi che per definizione mi fa pensare a un aggettivo: delizioso. L'ho adorato. Lo consiglio.

    ha scritto il 

  • 4

    Se non avessi visto il film forse non avrei mai letto il libro.
    Spesso si accusano i giapponesi di freddezza e la Nothomb, da brava aspirante giapponese, non vuole essere da meno.
    La sua è una freddez ...continua

    Se non avessi visto il film forse non avrei mai letto il libro.
    Spesso si accusano i giapponesi di freddezza e la Nothomb, da brava aspirante giapponese, non vuole essere da meno.
    La sua è una freddezza, dissacrante e intelligente.
    Il libro vale la pena di esser letto anche solo per la parte riguardante la sua escursione montana in solitaria.
    Ci si ritrova a procedere velocemente, nonostante la totale conoscenza della trama, un interesse incalzante che solo una brava scrittrice può innescare.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    Come fai a sapere quando un autore è bravo? Un modo è accorgersi che non riesci a smettere di leggere anche se nella trama non succede molto. La Nothomb crea immagini accattivanti con pochissime parol ...continua

    Come fai a sapere quando un autore è bravo? Un modo è accorgersi che non riesci a smettere di leggere anche se nella trama non succede molto. La Nothomb crea immagini accattivanti con pochissime parole, e la loro qualità non viene persa nella traduzione in italiano.
    Amélie é una ragazza belga che ha lasciato il Giappone a cinque anni ed è tornata a ventuno per imparare il giapponese, insegnando francese a Tokio. Rinri è un suo studente ventenne.
    Il tema di questo libro è più la differenza culturale che una relazione, e mi sono piaciuti molto i pensieri del narratore sulle sfide e le gioie di creare una relazione in lingua straniera con Rinri, il tutto vivendo. Amélie ama la libertà tanto quanto ama lui e osservarla in tutte le fasi di questa tensione è bellissimo.
    Il romanzo è ben scritto, divertente, introspettivo, e spesso un racconto autobiografico-filosofico. Non direi che è una storia d'amore comunque: è una storia sulla tenerezza, sull'affetto, sul gioco, sulle incomprensioni, sui doppi negativi, sulle avventure, e sulla fuga (sia dagli altri che da se stessi). Potrei essere dalla parte sia di Amélie che di Rinri, ma avrei voluto che la Nothomb avesse passato più tempo ad esplorare lo sviluppo della relazione del tempo e come ha fatto a non svilupparsi altrimenti. Si può implicitamente capire tutto questo, ma avrei voluto che mostrasse più interesse. Il suo tono superficiale probabilmente mostra molto bene il suo comportamento riguardo Rinri. Sta soltanto giocando: se è una storia d'amore, è più sulla sua relazione con il giappone e non con un giapponese in particolare.
    Forse, invece di scriverci un intero libro, sarebbe stato meglio semplicemente alzare la cornetta e chiedergli scusa, non credi eh Amélie?

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    0

    ironico, graffiante.

    Di questa autrice non avevo letto nulla, quindi è stata una piacevole scoperta. Ironico, graffiante e ha mostrato un altro scorcio del modo di pensare in Giappone. Si legge in fretta e bene. Scorre f ...continua

    Di questa autrice non avevo letto nulla, quindi è stata una piacevole scoperta. Ironico, graffiante e ha mostrato un altro scorcio del modo di pensare in Giappone. Si legge in fretta e bene. Scorre fluido questa storia autobiografica della Northomb. Strappa più di una volta un sorriso. merita di essere letto anche se il finale, ovvero dal momento in cui Amelie ritorna in Belgio mi appare frettoloso come se tutte le cartucce fossero state sparate.

    ha scritto il 

  • 4

    Asobu, tu play
    In giapponese tutto quello che non è lavoro si chiama asobu

    Giocare, ossia non lavorare, ossia vivere
    Giocare a vivere
    Questa è la cosa che più mi ha lasciato il ricordo di questo libro ...continua

    Asobu, tu play
    In giapponese tutto quello che non è lavoro si chiama asobu

    Giocare, ossia non lavorare, ossia vivere
    Giocare a vivere
    Questa è la cosa che più mi ha lasciato il ricordo di questo libro
    E' una di quelle cose piccole e inutili che però ti resta come un marchio
    Mi è piaciuta tantissimo, o per o meno mi è piaciuta tantissimo la mia interpretazione :)

    Tutto il romanzo mi è piaciuto molto
    Le differenze di lingua e di abitudini, di pensiero, tradizione, comportamento
    Sembrano, probabilmente sono, così profonde che è affascinante leggere di come si possano sempre trovare unione e compromesso

    Mi è piaciuto moltissimo poi il viaggio sul monete Fuji , ma ancor di più il suo solitario, duro, rischioso, simbolico
    Non so quanto ci sia di vero e quanto sia romanzato, ma credo che ci siano viaggi che spesso ho iniziato, e non so quanto io abbia trovato il coraggio e la capacità di finire veramente

    Il finale poi lo trovo elegante
    Molto, molto elegante

    Credo di aver trovato un nuovo amore in Amélie Nothomb (e in chi me l'ha consigliata! :) )

    ha scritto il 

  • 2

    Dopo aver letto stupori e tremori ho voluto proseguire con l'autobiografia della Nothomb e dunque ho letto questo libro. Che dire, mi ha deluso, mi aspettavo qualcosina di più, la Nothomb scrive bene ...continua

    Dopo aver letto stupori e tremori ho voluto proseguire con l'autobiografia della Nothomb e dunque ho letto questo libro. Che dire, mi ha deluso, mi aspettavo qualcosina di più, la Nothomb scrive bene e non ci sono dubbi, non bene come una grande scrittrice, ma quel tanto per rendere i suoi libri scorrevoli. Di questo libro salvo solo le descrizioni geografiche, anche se è facile con la geografia nipponica, basta saper scrivere un minimo per rendere giustizia a questa terra selvaggia e ricca di storia. Pregio della Nothomb è che dopo un pò di pagine subito la conosci come persona, certo per quel che mi riguarda non è un granché, di sicuro non una persona onorevole. Gli unici spunti interessanti sono state le sue citazioni di grandi filosofi, ma ahimè erano solo citazioni, di quei grandi pensieri non c'è nulla in questa scrittrice. Forse leggerò anche il terzo più in là, ma per ora ho bisogno di letture più stimolanti per riprendermi.

    ha scritto il 

  • 4

    Ho deciso di leggere uno dietro l'altro i tre libri che parlano del periodo giapponese della vita adulta della Nothomb, e quindi dopo aver finito "Stupori e tremori" ho iniziato questo.
    In questo libr ...continua

    Ho deciso di leggere uno dietro l'altro i tre libri che parlano del periodo giapponese della vita adulta della Nothomb, e quindi dopo aver finito "Stupori e tremori" ho iniziato questo.
    In questo libriccino Amélie parla del suo rapporto con un ragazzo giapponese e come due persone, appartenenti a culture diverse, potessero conciliare le varie differenze.
    Questo libro, rispetto al primo, è un pochino più lento, un po' più monotono ma ugualmente interessante ed è presente Amélie in tutto il suo egocentrismo.
    Tuttavia, mi piace come scrive, secondo me è una persona simpatica e dopo aver letto i suoi libri la reputi quasi un'amica, sembra di conoscerla veramente.
    Mi è piaciuto molto il personaggio di Rinri, davvero davvero tanto e non mi è piaciuto lo scorrere degli eventi.
    Da leggere!

    ha scritto il 

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