Nacidos para correr

La historia de una tribu oculta, un grupo de superatletas y la mayor carrera de la historia.

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Publisher: Debate

4.3
(185)

Language: Español | Number of Pages: 398 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) English , Catalan , Swedish , German , Czech , Finnish , Italian

Isbn-10: 8483069474 | Isbn-13: 9788483069479 | Publish date: 

Also available as: Others

Category: Health, Mind & Body , Non-fiction , Sports, Outdoors & Adventure

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Book Description
En busca de una respuesta, Christopher MacDougall se encuentra con la tribu de los mejores corredores de larga distancia del mundo. Aislados por el terreno más abrupto de América del Norte, los misteriosos tarahumaras de las barrancas del cobre en México son los guardianes de un arte perdido. Durante siglos han seguido técnicas que les permiten correr cientosde kilómetros sin descanso y perseguir desde un ciervo hasta un maratoniano olímpico y disfrutar de ello. Con ingenio y sabiduría, MacDougall va de los laboratorios más avanzados de Harvard a los valles soleados y los picos nevados donde cada vez más corredores empujan hasta el límite sus cuerpos. El secreto de la felicidad está a tus pies.
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  • 0

    Da leggere. Punto.

    Come coniugare follia, passione per lo sport, passione per la corsa e voglia di leggere un bel romanzo? Questa è la risposta: Born to Run di Christopher McDougall! http://goo.gl/9jdp4K

    said on 

  • 4

    Sicuri che sia solo l'"ennesimo" libro sulla corsa?

    Per me un libro funziona quando mi cattura e non posso fare a meno di andare avanti, facendo le ore piccole, scordandomi di avere sonno. Di libri così ce ne sono tanti, per fortuna, e per fortuna non ...continue

    Per me un libro funziona quando mi cattura e non posso fare a meno di andare avanti, facendo le ore piccole, scordandomi di avere sonno. Di libri così ce ne sono tanti, per fortuna, e per fortuna non hanno un genere che li accomuna. Poco importa di cosa parlano se ti fanno esaltare. Credo che questo libro abbia molto da dare a chiunque, non solo ai runners. Ci sono insegnamenti che vanno ben oltre la corsa e l'allenamento, non nascosti nelle varie, piacevoli digressioni e approfondimenti. A me lo sport piace, beninteso, ma non sono un corridore. Eppure, come hanno detto molti, fa venire voglia di correre. Non per diventare l'ennesimo fanatico della fatica moderna, quella fatta per apparire e come (ennesima) valvola di sfogo dal folle modo di vivere. Ma per restituire al nostro corpo la sua funzione ancestrale.
    Poi certo, molto americano, molto romanzato, molto elaborato. Costruito per apparire scritto di getto, in realtà anche il lettore dotato di un minima sensibilità (ma minima minima eh, tipo la mia) noterà un pesante lavoro di editing, per rendere tutto sempre molto zuccheroso e commestibile per tutti.
    Solo per questo non do la quinta stellina, per il resto leggetelo (e consigliatelo).

    said on 

  • 5

    Inaspettatamente illuminante

    ...ma non solo, anche divertente, appassionante, personaggi un pò fuori di testa uno più simpatico dell'altro. Da far leggere ai sedentari che sono fieri di esserlo. Un libro sulla corsa ma anche sull ...continue

    ...ma non solo, anche divertente, appassionante, personaggi un pò fuori di testa uno più simpatico dell'altro. Da far leggere ai sedentari che sono fieri di esserlo. Un libro sulla corsa ma anche sulla vita.

    said on 

  • 5

    Ma siamo davvero fatti per correre?

    Il titolo, a nostro giudizio, è estremamente azzeccato: Perseverare è umano. Rovesciando il celebre adagio popolare, analizza come il perseverare, il continuare a perseguire il proprio obiettivo sia u ...continue

    Il titolo, a nostro giudizio, è estremamente azzeccato: Perseverare è umano. Rovesciando il celebre adagio popolare, analizza come il perseverare, il continuare a perseguire il proprio obiettivo sia una delle caratteristiche salienti dell'essere umano.
    L'autore è uno psicologo dello sport ma, soprattutto, è un grande appassionato delle attività di endurance che pratica assiduamente.
    Insegna all'Università di Verona, tiene corsi per manager, è stato lo psicologo di alcune nazionali (fondo, triathlon) e attualmente svolge lo stesso incarico per le squadre nazionali di ultramaratona.
    Perché tutta questa lunga premessa sull'autore? Perché Trabucchi non è un teorico è uno che sperimenta in prima persona e Perseverare è umano è il frutto di anni di lavoro sul campo.
    I temi del libro
    Appare evidente, scorrendo il testo, di come in questi anni che sono seguiti al primo lavoro di Trabucchi sulla resilienza, siano stati posti una serie di quesiti e delle possibili risposte e proposte all'autore che dedica la prima parte del libro a smontare dei "falsi miti" che oggi sono piuttosto comuni: il mito del talento e la prassi del bastone e della carota. Secondo Trabucchi la dotazione genetica ha una sua importanza ma rischia di diventare anche la scusa perfetta per non raggiungere i propri risultati ("io non sono fatto per...") così come appoggiarsi alle motivazioni che provengono dall'esterno si trasforma in un boomerang emozionale appena questi aiuti vengono meno.
    La soluzione proposta è lavorare sull'automotivazione. E a questa è dedicata tutta la seconda parte del libro, mentre nella terza ed ultima parte si analizza l'impatto della resilienza e dell'automotivazione nelle organizzazioni.
    Le storie di Trabucchi
    Com'era già accaduto in Resisto dunque sono, Pietro Trabucchi attinge alla sua pluriennale esperienza per raccontare di situazioni vissute personalmente mentre seguiva degli atleti top nei tentativi di compiere imprese straordinarie.
    Racconta di Bruno Brunod e di Jean Pellisier, di Roberto Ghidoni e di Silvio Fauner o Pietro Piller Cottrer. Storie di esseri umani che si mettono alla prova, si sottopongono ad allenamenti durissimi per affrontare sfide che sono al limite dell'esperienza umana.
    E da ogni storia, Trabucchi distilla degli insegnamenti, trova la prova concreta di quanto ha teorizzato e mentre il lettore segue affascinato la vicenda narrata comprende con facilità le tesi dell'autore.
    Il dilemma dell'ultramaratoneta
    La parte più interessante del libro, forse, è la terza ed ultima, quella in cui si analizza il ruolo delle organizzazioni.
    Quando si parla di gruppi o di organizzazioni il nostro pensiero corre naturalmente alla squadra, ma in realtà ciascuno di noi vive immerso in molte altre comunità. I colleghi di lavoro, gli amici, la famiglia... persino la coppia è un esempio di microcomunità.
    Trabucchi offre parecchi interessanti spunti di riflessione sui meccanismi per cui il modo in cui un gruppo, una comunità, è organizzato sia direttamente collegato al raggiungimento dei risultati del singolo. Leggendo le sue considerazioni non si può far a meno di calarle nelle proprie esperienze personali. Ed ecco che arriva l'ultimo capitolo, quello che fa riflettere di più.
    L'autore parla del dilemma dell'ultramaratoneta e fa riferimento all'importantissimo lavoro svolto con le nazionali italiane. L'atleta che corre nelle ultradistanze è votato a gestire l'intera prova con le sue sole forze: dentro di lui deve trovare l'energia fisica e nervosa di superare le crisi. Quindi potremmo dire che l'ultramaratoneta è l'individualista per eccellenza. Eppure in questi ultimi anni le nazionali italiane hanno colto dei grandissimi risultati a livello di squadra grazie al contributo di tutti.
    Il singolo di trova continuamente a bilanciare gli obbiettivi personali e quelli della squadra (non sono più in zona medaglie ma devo ancora correre per 12 ore. Continuo sottoponendo il mio corpo ad uno stress inutile ai miei obbiettivi personali ma funzionale alla squadra?) Cosa scatta nella sua testa? Come lavorare in modo da stimolare a lavorare per il team?
    Insomma, Perseverare è umano è davvero un bel libro, che dovrebbero leggere in primis gli allenatori e poi i manager. Un viaggio nella natura umana, alla scoperta di quello che siamo capaci di fare, se non perdiamo fiducia nelle nostre possibilità.

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  • 4

    Corri!

    Bellissimo libro per chi come me ha il tarlo della corsa che gli rode in testa, per chi ancora non ce l'ha questo libro ti sprona a uscire e a iniziare a correre, veramente consigliato!

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  • 0

    Sorprendente

    Libro completo, tratta di filosofia, alimentazione, temi scientifici (affascinante la parte sull'evoluzione dell'uomo) e ovviamente la corsa, ma intesa come stile di vita e non come competizione. ...continue

    Libro completo, tratta di filosofia, alimentazione, temi scientifici (affascinante la parte sull'evoluzione dell'uomo) e ovviamente la corsa, ma intesa come stile di vita e non come competizione.

    said on 

  • 4

    Bello

    E' un po' la versione per podisti del "Lo zen e l'arte della motocicletta".
    Un libro che però solo chi va a correre può apprezzare.
    Per gli altri può diventare un po' stucchevole.

    said on 

  • 5

    Bellissimo reportage e tante tante belle storie. Incantevole il capitolo sull'evoluzione umana e lo sviluppo della corsa.
    E non accenno alla continua tensione tra voglia di continuare a leggere e vogl ...continue

    Bellissimo reportage e tante tante belle storie. Incantevole il capitolo sull'evoluzione umana e lo sviluppo della corsa.
    E non accenno alla continua tensione tra voglia di continuare a leggere e voglia di chiudere il libro per uscire a correre.

    said on 

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