Nahui

Di

Editore: Feltrinelli (Universale economica)

3.9
(365)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 230 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese

Isbn-10: 8807722267 | Isbn-13: 9788807722264 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: Copertina rigida , eBook

Genere: Biografia , Narrativa & Letteratura , Storia

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Descrizione del libro
Nel 1961 il poeta Homero Aridijs incontra per strada una povera disgraziata che vende per due lire vecchie cartoline, vecchie immagini di sé giovane, nuda, bellissima. I suoi occhi verde smeraldo brillano ancora e il poeta la riconosce: è Carmen Mondragon, in arte Nahui Olin, la più bella donna di Città del Messico quando a Città del Messico c'erano le più belle donne del mondo. Negli anni venti e trenta. Negli anni della rivoluzione, di Emiliano Zapata e di Pancho Villa. Nel tempo in cui, in nome del popolo e di una libertà che sembrava lì a due passi, un pugno di artisti e di intellettuali scosse dalle fondamenta cultura e politica, creatività e morale di un intero paese. E proprio su questo sfondo che si muove la leggendaria storia di Nahui.
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  • 5

    Consigliatissimo

    La storia di Carmen Mondragon , una donna carismatica , passionale ed eccentrica. Parla della sua vita sentimentale e passionale , e dall'epoca storica in cui vive . Un romanzo che per certi versi mi ...continua

    La storia di Carmen Mondragon , una donna carismatica , passionale ed eccentrica. Parla della sua vita sentimentale e passionale , e dall'epoca storica in cui vive . Un romanzo che per certi versi mi ha ricordato quello di Frida. Carmen come Frida vive la sua vita attivamente e passionalmente .
    Pino Cacucci eccelle nella sua scrittura molto creativa e ben strutturata , un grande scrittore italiano contemporaneo .

    ha scritto il 

  • 1

    Estetica e pseudorivoluzioni

    Occorre sfatare alcuni luoghi comuni e operare qualche riflessione:
    1)Le donne nude,se sono belle,sono intellettuali e rivoluzionarie
    2)Le donne intellettuali sono tutte brutte
    3)Gli uomini che giudic ...continua

    Occorre sfatare alcuni luoghi comuni e operare qualche riflessione:
    1)Le donne nude,se sono belle,sono intellettuali e rivoluzionarie
    2)Le donne intellettuali sono tutte brutte
    3)Gli uomini che giudicano intellettuali le donne belle(specie se nude),mancano di giudizio obiettivo
    4)Donne nude e rivoluzioni non sono la stessa cosa
    5)Donne nude ed emancipazione femminile non sono la stessa cosa
    6)Donne nude e arte non è sempre la stessa cosa
    7)La libertà di espressione(corporea) e di comportamento predilige le donne di alto lignaggio sociale ed economico
    8)L'inevitabile decadenza fisica delle donne(e degli uomini) ne limita la libertà fisica
    9)La voglia ossessiva di amore può essere segno di difficoltà narcisistiche o di problemi edipici irrisolti
    10)Le foto di donne nude antiche(anche se un po' ridicole e demode')sono sempre artistiche
    11)La lussuria e le foto di belle donne nude sono un must di qualsiasi epoca storica
    12)All'Autore piacciono le foto della donna di cui si parla e non solo
    Concludo:questo libro è inquadrabile nei luoghi comuni.

    ha scritto il 

  • 3

    Pino Cacucci mi piace. Forse perché lo lego indissolubilmente al mio viaggio in Messico. E comunque il suo modo di scrivere è semplice, senza fronzoli e nel contempo si percepisce una accurata scelta ...continua

    Pino Cacucci mi piace. Forse perché lo lego indissolubilmente al mio viaggio in Messico. E comunque il suo modo di scrivere è semplice, senza fronzoli e nel contempo si percepisce una accurata scelta delle fonti, uno studio appassionato del Messico e dei suoi personaggi.
    Nauhi non la conoscevo. Conosco Frida (amo Frida), conosco Tina Modotti, ma Nahui proprio no. Per questo il libro è una bella scoperta. Però c’è un però… In questo libro Cacucci rimane un po’ distante, è come se avesse molto materiale su cui lavorare, ma alla fine non si concentri poi molto. O almeno non racconti tutto. L’unica pecca di questo libro, che comunque attrae e tiene legati…come gli occhi di Nahui!

    ha scritto il 

  • 4

    Bellissimo libro di un genere (biografie) che non amo leggere. La rievocazione storica è sempre interessante e mai noiosa, la scrittura è veloce ma non banale e la figura di Nahui indimenticabile. ...continua

    Bellissimo libro di un genere (biografie) che non amo leggere. La rievocazione storica è sempre interessante e mai noiosa, la scrittura è veloce ma non banale e la figura di Nahui indimenticabile.

    ha scritto il 

  • 4

    Ho iniziato questo filone di storie di donne affascinanti legate agli anni rivoluzionari del Messico tra il 1920 e il 1940. Dopo, Tina Modotti, il ritratto di Nahui aggiunge molti particolari... ora m ...continua

    Ho iniziato questo filone di storie di donne affascinanti legate agli anni rivoluzionari del Messico tra il 1920 e il 1940. Dopo, Tina Modotti, il ritratto di Nahui aggiunge molti particolari... ora mi butterò su Frida Kahlo

    ha scritto il 

  • 4

    Una donna moderna

    La biografia di Carmen Mondragon, una donna non solo bellissima, ma anche dotata di talento artistico. Carmen vive in un periodo storico, quello del primo novecento, incredibile, di grande fervore ...continua

    La biografia di Carmen Mondragon, una donna non solo bellissima, ma anche dotata di talento artistico. Carmen vive in un periodo storico, quello del primo novecento, incredibile, di grande fervore culturale, ha modo di conoscere, più o meno biblicamente, Diego Rivera, Pablo Picasso, Henri Matisse.

    Mentre le sue coetanee si limitano a fare le padrone di casa, le mogli e le madri, lei dipinge, scrive poesie, ama; in ogni sua attività ci mette passione, impulso, istinto, è anticonformista e non si lascia certo influenzare dai benpensanti.

    Finirà come finirà, d’altronde questa è una storia vera, mica un romanzo rosa con l’happy end!

    ha scritto il 

  • 4

    Non è solo la storia di Nahui, ovvero Carmen Mondragon in arte Nahui Olín, ma anche quella di tante donne forti e coraggiose, che hanno saputo far valere la propria presenza nella società; donne comba ...continua

    Non è solo la storia di Nahui, ovvero Carmen Mondragon in arte Nahui Olín, ma anche quella di tante donne forti e coraggiose, che hanno saputo far valere la propria presenza nella società; donne combattive, con un ruolo importante nella vita culturale e politica di Città del Messico negli anni Venti, in un periodo cruciale per la nascita del nuovo Messico. «Negli anni della rivoluzione, di Emiliano Zapata e di Pancho Villa. Nel tempo in cui, in nome del popolo e di una libertà che sembrava lì a due passi, un pugno di artisti e di intellettuali scosse dalle fondamenta cultura e politica, creatività e morale di un intero paese.» (dalla quarta di copertina).
    La piccola storia dentro la grande storia, anzi la grande storia attraverso la narrazione delle vicende particolari di questa donna bellissima, dagli occhi indimenticabili, orgogliosa del suo corpo che considerava opera d'arte, al di sopra delle brame e delle meschinità di chi, quel corpo, voleva rendere merce: «Ho un corpo così bello che non potrei mai negare all'umanità ilo diritto di contemplare quest'opera» (pag.168)
    Un libro interessantissimo per capire la storia tormentata ma ricca di cultura della società messicana, nelle sue vette artistiche e nei suoi fanghi di corruzione politica: «(...) era il 1927 di Città del Messico, la metropoli più disinibita, in cui si consumava una forsennata, a tratti delirante, demolizione di ogni moralismo. I comportamenti provocatori erano spinti da un genuino bisogno di libertà individuale e collettiva, e quella era la Città del Messico "postrivoluzionaria" dove si stava finalmente realizzando una vera rivoluzione, quella che incrinava pregiudizi consolidati, che metteva in discussione i rapporti tra uomo e donna, tra sfera politica e privata, tra arte e commercializzazione (...) mostrava un volto spregiudicato, pur racchiudendo nelle sue viscere le vestigia del vecchio regime, tracce di pervicace oscurantismo (...) famiglie abituate ad affidare l'educazione dei propri rampolli alle scuole gestite dal clero erede dell'Inquisizione spagnola.» (pp.168-169)

    ha scritto il 

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