Nanà

Di

Editore: Rizzoli BUR ( BUR L; Classici Moderni)

4.0
(1435)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 445 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Francese , Inglese , Spagnolo , Tedesco , Catalano , Olandese , Polacco , Portoghese

Isbn-10: 8817122521 | Isbn-13: 9788817122528 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Maria Bellonci ; Prefazione: Henri Mitterand

Disponibile anche come: Altri , Copertina rigida , Tascabile economico , Copertina morbida e spillati , Rilegato in pelle , eBook

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura , Storia

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Descrizione del libro
Nana Coupeau è fuggita dalla sua famiglia e dalla miseria. Diventata attrice,si diverte a umiliare i suoi spasimanti, primo fra tutti il conte Muffat chela mantiene principescamente. Incapace di amare altri che il suo bambino,avida di lusso e di piaceri, Nana finisce coll'essere abbandonata da Muffate col rovinarsi economicamente. Morirà di vaiolo, mentre nelle strade echeggia l'annuncio della dichiarazione di guerra alla Prussia.
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  • 4

    Citazione

    Era come una dilatazione brusca di se stessa, del suo bisogno di dominazione e di godimento, della sua brama di tutto avere per tutto distruggere. Mai aveva sentito così profondamente la forza del suo ...continua

    Era come una dilatazione brusca di se stessa, del suo bisogno di dominazione e di godimento, della sua brama di tutto avere per tutto distruggere. Mai aveva sentito così profondamente la forza del suo sesso.

    ha scritto il 

  • 4

    Il romanzo è una sequenza di quadri impressionisti, potrebbero essere opere di Manet o di Toulouse Lautrec, deliziosi affreschi della ottocentesca vita parigina di teatranti, giornalisti, affaristi e ...continua

    Il romanzo è una sequenza di quadri impressionisti, potrebbero essere opere di Manet o di Toulouse Lautrec, deliziosi affreschi della ottocentesca vita parigina di teatranti, giornalisti, affaristi e nobili dediti al divertimento e alla depravazione, una specie di “corte dei miracoli” intorno al suo centro, la bellissima, lussuriosa, perversa Nanà, di cui viene narrata la parabola, dall’ascesa a stella del teatro a prostituta d’alto bordo, circondata da uomini di ogni estrazione sociale, dai quali essa succhia ricchezze per soddisfare tutte le proprie voglie e poi lascia in rovina, senza curarsene, indifferente a tutti fuorchè alla propria bellezza, fino ad arrivare ad una fine che funge da contrappasso rispetto alla vita licenziosa della donna. In sé la trama è esile, ma la scrittura minuziosa di dettagli, realistica ed evocativa, di Zola, fa apprezzare i quadri che di volta in volta vengono descritti: la prima apparizione di Nanà al teatro, in una prima teatrale, l’attesa del pubblico, la sala gremita, l’aspettativa e il dubbio, la curiosità degli spettatori e poi la sua apparizione come una Venere bionda, che non sa cantare né recitare ma basta che appaia sul palcoscenico perché il pubblico venga scosso da brividi, da pensieri lascivi, ed i desideri si infiammano. Oppure la bellissima scena del gran premio al Bois, l’arrivo delle carrozze con le prostitute d’alto bordo e le mantenute che non sono ammesse tra il pubblico delle donne “oneste”, dell’alta borghesia e nobili, i colori sfavillanti degli abiti, dei cappelli, lo champagne, le scommesse, la tensione per la corsa cui partecipa una puledra con il suo nome, Nanà, così chiamata in suo onore da uno dei suoi amanti. Il romanzo narra il trionfo del vizio, della corruzione dei costumi e della dissolutezza: “ ..la mosca uscita dall’immondizia dei sobborghi , portando i fermenti della putredine sociale, aveva avvelenato quegli uomini appena posandosi su di essi. Era logico, era giusto: ella aveva vendicato la sua gente, gli straccioni, i reietti…”. L’occhio attento di Zola evidenzia come la putredine sociale sia diffusa in ogni angolo della società, soprattutto tra quelle “donne oneste”che vivono ammantate dall’ipocrisia del loro ceto: un romanzo sociale, a tratti così attuale da far confondere il lettore.

    ha scritto il 

  • 5

    La dissoluta vita di Nanà ci mostra impietosamente le poche virtù ed i tanti vizi di tutti i ceti sociali, dai più modesti ai più elevati, nella Parigi dell'800. Ottimo e lineare l'intreccio, nonostan ...continua

    La dissoluta vita di Nanà ci mostra impietosamente le poche virtù ed i tanti vizi di tutti i ceti sociali, dai più modesti ai più elevati, nella Parigi dell'800. Ottimo e lineare l'intreccio, nonostante la quantità di personaggi (in particolare, gli amanti di Nanà) che si avvicendano

    ha scritto il 

  • 3

    Un buon testo, considerando l'epoca in cui è stato scritto e la bravura dell' scrittore.
    La descrizione di uno squarcio della Borghesia Parigina Ottocentesca che ne evidenzia i vizi.
    Notevole l'elegan ...continua

    Un buon testo, considerando l'epoca in cui è stato scritto e la bravura dell' scrittore.
    La descrizione di uno squarcio della Borghesia Parigina Ottocentesca che ne evidenzia i vizi.
    Notevole l'eleganza e lo charme con cui Zolà descrive Bordelli e Prostitute come fossero luoghi e mansioni abituali.

    ha scritto il 

  • 2

    Ho letto un altro libro di Zola e devo dire che sono rimasta delusa da Nanà, non mi è piaciuto, ho fatto moltissima fatica a finirlo.
    Non sono riuscita a farmi coinvolgere dalle vicende, nonostante Na ...continua

    Ho letto un altro libro di Zola e devo dire che sono rimasta delusa da Nanà, non mi è piaciuto, ho fatto moltissima fatica a finirlo.
    Non sono riuscita a farmi coinvolgere dalle vicende, nonostante Nanà mi sia piaciuta come personaggio, tutto il resto mi ha lasciata indifferente

    ha scritto il 

  • 4

    Nella Francia di fine Ottocento Nanà, una giovane donna di umili origini, sta per diventare la stella del teatro delle Variétés. Nanà non sa né cantare, né ballare, ma ha dalla sua parte tanto di quel ...continua

    Nella Francia di fine Ottocento Nanà, una giovane donna di umili origini, sta per diventare la stella del teatro delle Variétés. Nanà non sa né cantare, né ballare, ma ha dalla sua parte tanto di quel fascino e un corpo così perfetto, che gli uomini non possono che adorarla!

    Nanà, nonostante la giovane età, ha già un bambino da mantenere, ma che è affidato alla zia. Nanà non ha alcun istinto materno, ma per raccogliere un po’ di soldi, non disdegna la vendita del proprio corpo. Ma è grazie alla visibilità che le dà il teatro, che pian pianino riesce a farsi mantenere dagli uomini più ricchi di tutta Parigi.

    Gli uomini al suo cospetto diventano tanti zerbini che amano farsi calpestare e usare senza ritegno.

    Ma è il conte Muffat a cui spetta l’onere più grande. Sarà lui a mantenerla nel lusso per anni e anni e a sopportarne capricci e amanti. Per lei ignorerà anche i propri valori religiosi e i doveri familiari fino all’ultimo estremo e tragico momento…

    Beh, la prima cosa che viene in mente dopo aver letto l’ultima riga di questo lungo romanzo è: “Audace per l’epoca!”.

    Il libro è ottimo, ma ci sono decisamente troppi personaggi e alcuni dai nomi simili. All’inizio si fatica a seguire quelle scene corali dove tutti interagiscono nello stesso momento e sembrano sovrapporsi in un unico miscuglio di voci.

    Credo che lo avrei apprezzato ancora di più, se l’autore si fosse limitato nei personaggi e nei dettagli.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    Ci sono delle parti (per esempio prima del Grand Prix) decisamente sonnacchiose.
    Altre, invece, decisamente più interessanti: il Grand Prix stesso, la vita di teatro e in casa di Nanà, i tormenti inte ...continua

    Ci sono delle parti (per esempio prima del Grand Prix) decisamente sonnacchiose.
    Altre, invece, decisamente più interessanti: il Grand Prix stesso, la vita di teatro e in casa di Nanà, i tormenti interiori dei vari amanti etc.

    Comunque, se il romanzo si fosse trascinato sulla falsa riga del pre-Grand Prix, avrei dato 2/3 stelle, invece, diventa decisamente coinvolgente negli ultimi 2/3 capitoli.

    Mi ha lasciato un po' così, alla fine, la descrizione della coppietta austriaca accanto alla camera di Nanà, nell'ultimo capitolo. Forse un richiamo a quello che Nanà poteva essere con Georges? Una sorta di richiamo a quella settimana?

    Molto bella (vabè, bella...) la descrizione del viso di Nanà nell'ultimissima pagina, che mischiandosi con le urla "A Berlino! A Berlino!" funziona come metafora/cassandra per il destino della Francia in quella guerra.

    ha scritto il 

  • 0

    Racconto di una donna di piacere

    Va bene: Nanà è una donna di vita, che ama il lusso sfrenato e sfrutta gli uomini per ottenere soddisfazioni anche ai desideri più sfacciati.
    Ma che dire di questi uomini, che cedono con facilità alle ...continua

    Va bene: Nanà è una donna di vita, che ama il lusso sfrenato e sfrutta gli uomini per ottenere soddisfazioni anche ai desideri più sfacciati.
    Ma che dire di questi uomini, che cedono con facilità alle fusa di una donna, per la quale sono sempre pronti ad aprire il proprio portafoglio? Che dire delle loro relazioni con extra-matrimoniali, con le mogli e i mariti di altri/e, che nascondono dietro la parvenza di matrimoni di successo?
    Questo romanzo è un racconto veritiero della fragilità delle basi della buona società francese di fine Ottocento.
    Si legge con piacere. Un caposaldo della letteratura.

    ha scritto il 

  • 3

    Bella lettura. Vivida e interessante descrizione della borghesia parigina di fine ottocento: i loro ambienti e divertimenti, le abitudini, le interazioni, gli affari combinati, e soprattutto le appare ...continua

    Bella lettura. Vivida e interessante descrizione della borghesia parigina di fine ottocento: i loro ambienti e divertimenti, le abitudini, le interazioni, gli affari combinati, e soprattutto le apparenze da salvare anche quando lo “sporco” della verità è palese a tutti.
    Nanà all’inizio mi risultava antipatica: bella e senza talento, opportunista, frivola, incapace di affezionarsi addirittura a suo figlio, che un momento le suscita tenerezza e desiderio di occuparsi di lui e un attimo dopo viene completamente dimenticato. Non che poi cambi, Nanà: sempre più frivola e opportunista, capricciosa e incapace di far fruttare le sue fortune...ecco per quest’ultima cosa verrebbe voglia di scrollarla cercando di farle aprire gli occhi; ma per il resto, alla fine Nanà è esattamente quello che tutti si aspettano, niente di più e niente di meno.

    ha scritto il 

  • 3

    Nanà si presenta come un atto di denuncia sociale che addita le falsità dei rapporti della 'Parigi bene', in cui ciascuno si impegna a tradire il coniuge ma dà mostra di voler salvaguardare la propria ...continua

    Nanà si presenta come un atto di denuncia sociale che addita le falsità dei rapporti della 'Parigi bene', in cui ciascuno si impegna a tradire il coniuge ma dà mostra di voler salvaguardare la propria immagine e il decoro familiare, lo strapotere del denaro, che induce alle falsità più grandi, e l'artefatto perbenismo di chi non sa resistere agli istinti carnali.
    http://athenaenoctua2013.blogspot.it/2015/09/nana-zola.html

    ha scritto il 

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