Napad

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4.0
(1128)

Language: Slovenščina | Number of Pages: | Format: Others | In other languages: (other languages) German , Italian , French , English , Spanish , Portuguese , Chi traditional

Isbn-10: 9616682067 | Isbn-13: 9789616682060 | Publish date: 

Category: Education & Teaching , Fiction & Literature , History

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Book Description
Zgodbo romana Napad pripoveduje Amin Yaasar, vrhunski kirurg star blizu štirideset let, palestinskega porekla, toda z izraelskim državljanstvom. Z lepo ženo Sihem živita v lepi hiši ugledne četrti Telaviva, uživata življenje visoke družbe in z ljubeznijo in pričakovanjem čakata, da bi imela otroke. Dokler ne pride do samomorilskega napada: v prepolni restavraciji s hitro prehrano umre desetine ljudi, ranjenih je kakih sto, razstrelila pa jih je nihče drugo kot lepa Sihem. Zakaj? Začne se Aminovo iskanje resnice. Soočen je z dejanjem, ki ga ne razume, soočen je z dejstvom, da svoje žene nikoli ni zares poznal niti razumel. Skozi njegove oči pa spremljamo tudi agonijo dveh ljudstev in dveh kultur, njun dialog so bombe in orožje.
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  • 4

    In questo romanzo il lettore vive l'intera vicenda attraverso gli occhi del protagonista, Amin Jaafari, brillante chirurgo arabo, naturalizzato israeliano. Apparentemente, Amin sembra avere una vita t ...continue

    In questo romanzo il lettore vive l'intera vicenda attraverso gli occhi del protagonista, Amin Jaafari, brillante chirurgo arabo, naturalizzato israeliano. Apparentemente, Amin sembra avere una vita tranquilla e perfetta: ha un buon lavoro, una posizione sociale, una casa elegante in uno dei quartieri più benestanti di Tel Aviv e, soprattutto, una moglie bella, intelligente e che lui ama moltissimo: Sihem.
    Ma un giorno un attentato in un ristorante della città sconvolgerà per sempre la vita di Amin: la terrorista kamikaze si scoprirà essere proprio l'amata moglie Sihem.
    Amin vede, all'improvviso, il suo mondo disintegrarsi sotto l'urto tragico degli avvenimenti e, distrutto dal dolore, non riesce a comprendere le motivazioni che possono aver spinto la moglie a compiere quel folle gesto.
    È da questo momento che Amin inizia il suo difficile viaggio alla ricerca della verità e dei motivi che possono avere spinto Sihem a compiere un tale mostruoso gesto. In questo viaggio, aiutato inizialmente dalla fidata amica Kim, Amin ripercorre attentamente le tappe degli ultimi giorni di vita della moglie, spostandosi così tra Betlemme e Gerusalemme, fino ad arrivare a Jenin.
    Tanti sono gli interrogativi che il protagonista si pone e a cui tenta di dare una risposta proprio attraverso questo viaggio, che non è solo fisico, ma anche e soprattutto interiore.
    Sullo sfondo del romanzo di Yasmina Khadra (pseudonimo di Mohamed Moulessehoul) sono ben evidenti temi molto attuali, come il conflitto arabo-israeliano e l'integrazione tra ebrei e islamici, e ciò fornisce indubbiamente diversi spunti di riflessione.
    La prosa è asciutta e incalzante, soprattutto nel finale, e l'autore riesce a farci immedesimare bene nel dolore provato dal protagonista.
    In alcuni punti ho trovato la narrazione un po' sottotono, e alla storia manca, a mio avviso, un'analisi più approfondita della figura femminile rappresentata da Sihem.
    Nel complesso rimane comunque un buon romanzo che porta avanti, fino alla fine, la convinzione dell'inutilità di un sacrificio supremo vòlto a distruggere la propria vita e quella degli altri, la vita che dovrebbe essere, invece, un diritto di tutti.
    "Ricorda: non c'è niente, assolutamente niente, che valga la tua vita... E la tua vita non vale quella degli altri."

    said on 

  • 4

    Cosa succede se tutto intorno a te si sbriciola da un momento all'altro?

    Crediamo tutti di conoscere la persona che amiamo. [...] Crediamo di conoscerli, di amarli. Ma ciò che amiamo si rivela una traduzione scadente da una lingua che conosciamo appena. Risalire all’origin ...continue

    Crediamo tutti di conoscere la persona che amiamo. [...] Crediamo di conoscerli, di amarli. Ma ciò che amiamo si rivela una traduzione scadente da una lingua che conosciamo appena. Risalire all’originale è impossibile. E pur avendo visto tutto quello che c’era da vedere, che cosa abbiamo capito?
    Pensando a questo libro mi torna in mente l'incipit del romanzo "La storia di un matrimonio" di Andrew Sean Greer, letto qualche mese fa. Vi spiego il motivo:
    Nel romanzo "L'attentatrice" il protagonista, il dottore Israeliano di origini arabe Amin Jaafari, scopre tragicamente che l'amata moglie è morta in un attentato kamikaze. Lui che da medico d'urgenza cerca di salvare le vite degli altri - ebrei o arabi che siano - si trova a dover riconoscere legalmente il cadavere della compagna, evento che farebbe vacillare qualsiasi essere umano. Ma non basta. Perché subito dopo, con totale assenza di tatto, gli agenti gli rivelano sarebbe stata proprio sua moglie a farsi saltare in aria provocando la morte di molte altre persone, per la maggior parte bambini. Ancora non è finita: Amin Jaafari è sospettato di essere complice, di aver saputo in anticipo che la giovane moglie si sarebbe immolata per la causa araba.
    [----Inizio mini spoiler ----]
    Il libro segue i percorsi fisici e interiori del Dottore che cercherà in tutti i modi di darsi una spiegazione per un fatto che a lui stesso risulta inspiegabile, tragicamente inatteso. Questo è un libro che parla di guerra pubblica e privata. La guerra pubblica è il conflitto israeliano-palestinese che è sotto gli occhi di tutti e che sembra non avere mai fine. La guerra privata è quella di un uomo che perde in un colpo solo la moglie, il lavoro, la fiducia degli altri (difficilmente conquistata negli anni) e la fiducia verso gli altri (che gli hanno voltato le spalle immediatamente, senza considerare minimamente che lui stesso potesse esserne vittima). Non ultima anche la fiducia in sé stesso, in quanto dilaniato dal timore di non essere riuscito a cogliere certi avvertimenti che gli avrebbe mandato la donna nei mesi precedenti all'attentato. Un senso di colpa logorante che non gli permette di pace. Avesse recepito il messaggio in tempo, avrebbe potuto salvarla da un avvenimento che lui respinge con tutte le sue forze. Lui, così aperto ad aiutare chiunque, qualsiasi sia il sesso, religione o etnia. Ecco il richiamo al libro di Andrew Sean Greer... Quanto crediamo di conoscere le persone più vicine per poi sorprenderci davanti alle loro azioni totalmente inaspettate?
    [----Fine mini spoiler ----]
    Il romanzo darà voce alle parti senza mai schierarsi, mostrando limpidamente quanto siano inavvicinabili le ragioni dei due popoli (la dura lotta tra compromesso e fanatismo) e segue il protagonista nel tentativo di dare un senso a qualcosa che lui fatica a comprendere ed accettare.

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  • 5

    Straziante

    Un dramma che si consuma da molti decenni, una storia intensa e perfettamente riuscita. Testo capolavoro di Khadra, riesce a porsi i giusti quesiti e contrasti. Attualissimo, a 10 anni dall'uscita, pu ...continue

    Un dramma che si consuma da molti decenni, una storia intensa e perfettamente riuscita. Testo capolavoro di Khadra, riesce a porsi i giusti quesiti e contrasti. Attualissimo, a 10 anni dall'uscita, purtroppo nulla è cambiato.

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  • 0

    L'attentatrice

    Libro che fa molto riflettere e che rimane. Crudo e drammatico, fa aprire gli occhi su una realtà che ci circonda e di cui ignoriamo le sofferenze.

    said on 

  • 4

    Magnífica reflexión sobre el terrorismo árabe

    ¿Qué lleva a una persona corriente a suicidarse llevándose consigo las vidas de otras decenas de personas? ¿Cómo es posible que ese suicida asesino fuera hasta ayer tu compañera, tu mujer, alguien cul ...continue

    ¿Qué lleva a una persona corriente a suicidarse llevándose consigo las vidas de otras decenas de personas? ¿Cómo es posible que ese suicida asesino fuera hasta ayer tu compañera, tu mujer, alguien culto, acomodado y "normal"? ¿Qué está pasando en Israel y en el mundo árabe en general? Aunque el tema es demasiado complejo como para poder entenderlo leyendo una simple novela, Yasmina Khadra nos hace intuir la complejidad del problema, y lo hace de manera magistral.

    (Reseña completa en http://cosasmiasjc.blogspot.com.es/2015/09/libros-el-atentado-yasmina-khadra-2005.html)

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  • 4

    L'attentatrice - Yasmina Khadra

    "possono toglierti tutto, le proprietà, gli anni più belli, ogni tua gioia, ogni tuo merito, fino all'ultima camicia. Ti resteranno i tuoi sogni per reinventare il mondo che ti hanno negato."

    Con que ...continue

    "possono toglierti tutto, le proprietà, gli anni più belli, ogni tua gioia, ogni tuo merito, fino all'ultima camicia. Ti resteranno i tuoi sogni per reinventare il mondo che ti hanno negato."

    Con questa frase termina questo libro che prova ad entrare nelle emozioni di due popoli tormentati dalla perenne guerra.
    Il protagonista, Amin rispettato medico chirurgo arabo che vive in Israele, vede improvvisamente il suo mondo dorato distruggersi. La moglie Sihem, che sembra condividere le scelte di vita del marito, si fa esplodere in un ristorante di Tel Aviv dove alcuni giovani stanno festeggiando un complenanno.

    Amin, distrutto dal dolore, per la scomparsa della moglie, non riesce a spiegarsi le motivazioni che hanno spinto Sihem a questo gesto.

    Comincia così un viaggio, non solo fisico, e ripercorre le strade sulle quali la moglie ha camminato negli ultimi giorni, quando lui credeva fosse dalla nonna, si troverà a Betlemme, a Gerusalemme, ed infine nel profughi di Jenin, sempre alla ricerca di chi e cosa a spinto la moglie a diventar kamikaze

    "Se parti dal principio che il tuo peggior nemico è colui che tenta di seminare l'odio nel tuo cuore, avrai conosciuto metà della felicità. [...] Ricorda: non c'è niente, assolutamente niente, che valga la tua vita..."
    Valutazione più che buona

    said on 

  • 2

    Un palestinese che ha fatto carriera, ed è un medico di successo ben integrato nella società israeliana, dopo anni di fatiche e lotte. Una moglie felice, appagata, fiera di lui. O no? Come in molte cr ...continue

    Un palestinese che ha fatto carriera, ed è un medico di successo ben integrato nella società israeliana, dopo anni di fatiche e lotte. Una moglie felice, appagata, fiera di lui. O no? Come in molte crisi di coppia, uno dei due coniugi non ha saputo interpretare nell'altro certi piccoli segnali che dicevano l'opposto di ciò che l'apparenza e la forma esteriore dei comportamenti quotidiani mostravano, e non ha saputo cogliere e comprendere l'insoddisfazione dell'altro, e l'inizio della fine.
    Solo che qui c'è molto di più di una crisi di coppia: c'è la scoperta, amara e devastante, di non aver conosciuto davvero l'altra parte, di non aver capito che nelle tranquilla vita borghese che conduceva si era insinuata la mentalità dell'estremista, del kamikaze pronto a tutto.
    La vicenda del libro è il percorso di un uomo che vuole capire, scoprire come ha potuto essere cieco mentre nella moglie cresceva l'identità di una attentratrice, ma è anche un percorso che lo porta a riscoprire le proprie radici, e lo stato di paura, violenza e povertà in cui vivono ancora i suoi parenti, che non hanno fatto strada come lui. Non ci sono risposte nel libro, né lezioni di alcun tipo: ci sono, crudi, duri e spogli di ideologie preconfezionate, i due opposti fondamentalismi che si dispiegano, ognuno con le proprie ragioni e pregiudizi, e al centro il protagonista, spesso odiato dagli israeliani perchè ha osato far successo nella loro società, e disprezzato dai palestinesi, per non aver scelto di lottare al loro fianco.
    Forse, ed è un paradosso interessante, l'unica figura coraggiosamente lucida e saggia è il matto del villaggio, un vecchietto a metà tra il mago ciarlatano e l'asceta, che è ancora in grado di giudicare le persone come esseri umani e non come parti di avversi schieramenti.
    Nonostante le buone premesse e l'argomento, però, il romanzo è debole: l'autore (sì, perchè in realtà non è una donna, e non è palestinese ma algerino) non riesce a far vibrare corde emotive nel lettore, e tutto il racconto resta sottotono, in attesa di una forza che non arriva mai.

    said on 

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