Narciso e Boccadoro

Di

Editore: Arnoldo Mondadori

4.0
(10483)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 282 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Tedesco , Francese , Spagnolo , Finlandese , Catalano , Olandese , Greco , Ungherese

Isbn-10: 8804319844 | Isbn-13: 9788804319849 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Cristina Baseggio

Disponibile anche come: Tascabile economico , Altri , Cofanetto , Copertina rigida

Genere: Narrativa & Letteratura , Filosofia , Religione & Spiritualità

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Descrizione del libro
Nel Medioevo leggendario del cattolicesimo monastico si snoda la storia dell'amicizia fra il dotto e ascetico Narciso, destinato a una brillante carriera religiosa al riparo dalle insidie del mondo e della storia, e Boccadoro, l'artista geniale e vagabondo, tentato dall'infinita ricchezza della vita e segretamente innamorato anche della sua caducità. Hermann Hesse torna a riflettere sul tema, centrale nella sua poetica, del contrasto fra natura e spirito, fra eros e logos, fra arte e ascesi, alla ricerca di una loro possibile integrazione.
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  • 4

    Amore per un castagno

    Catturata nella lettura dalla descrizione del nobile albero di castagno ho trovato questo romanzo estremamente delicato nel narrare le vicissitudini del giovane Boccadoro, commovente nel descrivere il ...continua

    Catturata nella lettura dalla descrizione del nobile albero di castagno ho trovato questo romanzo estremamente delicato nel narrare le vicissitudini del giovane Boccadoro, commovente nel descrivere il profondo legame di amicizia/amore con Narciso, paralizzante nella sua conclusione: come si può morire se non si ha una madre? Senza madre non si può amare. Senza madre non si può morire.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    5

    E' Boccadoro il protagonista di questo romanzo, un personaggio che definirei Freudiano, un appellativo che ben si adatta anche all'intera opera.
    Ho amato questo romanzo, lo stile delicato e armonioso ...continua

    E' Boccadoro il protagonista di questo romanzo, un personaggio che definirei Freudiano, un appellativo che ben si adatta anche all'intera opera.
    Ho amato questo romanzo, lo stile delicato e armonioso di Hesse rende scorrevole una storia ricca di avvenimenti e pensieri, nata da una matrice unica che i personaggi inseguiranno affannosamente sino alla fine: la madre.
    E' un circolo vizioso, che attraverso la vita e la consapevole comprensione di essa, condurrà il protagonista all'accettazione di gioie e dolori per poter finalmente lasciare il mondo terreno serenamente.

    ha scritto il 

  • 3

    Vi si narra la storia di un'amicizia, nella Germania rinascimentale, tra Narciso, monaco e erudito del convento di Mariabronn, e l'allievo Boccadoro, un'anima ribelle e artista che ben presto lascerà ...continua

    Vi si narra la storia di un'amicizia, nella Germania rinascimentale, tra Narciso, monaco e erudito del convento di Mariabronn, e l'allievo Boccadoro, un'anima ribelle e artista che ben presto lascerà il convento stesso per inebriarsi tra le gioie della vita e cercare la sua vera essenza.
    La storia di Narciso e Boccadoro è la storia di una ricerca di identità, che si svolge attraverso il continuo “vagabondare” di uno dei due personaggi principali – Boccadoro. Un lungo pellegrinare con un grande contenuto simbolico: quello del cammino verso la conoscenza di sé, della propria anima, per carpire i segreti della vita. E’ un cammino inteso sia in senso fisico che in senso interiore alla ricerca della propria regola di vita che, come nel caso di Siddharta, può venire per Hesse solo dalla propria intimità (e non dall’esempio, pur eccellente, di qualcun’altro).
    Boccadoro è infatti un vagabondo che nel corso della sua ricerca esistenziale insegue – grazie al risveglio della memoria attuato dal suo amico Narciso - l’immagine di una Madre primigenia che si identifica volta per volta nella Natura e nelle donne che egli incontra e seduce. Durante il suo lungo vagabondare in terre più o meno popolate ma descritte magnificamente da Hesse, il giovane comprende molto sulla natura umana, sul mondo e soprattutto sul dolore, la sofferenza.
    È questa ricerca che dà senso e scopo alla vita di Boccadoro e che gli conferisce, con tutte le sue inquietudini e incertezze, il ruolo di vero protagonista del romanzo; se Narciso è infatti portatore della serena sicurezza che gli deriva dalla sua fede e dalla sua intelligenza nel leggere nel cuore delle persone, Boccadoro è l’artista combattuto tra la ricerca artistica e la passione dei sensi.
    Il romanzo quindi si colloca, nella bibliografia di Hesse, come una lunga metafora sulla coincidenza degli opposti: se Narciso rappresenta il polo razionale e intellettuale della coppia e può essere considerato l’esponente della Spirito, Boccadoro è la voce della Natura e il motore attivo di tutti gli eventi del romanzo, e molte delle sue scelte e azioni sono dettate principalmente dal cuore e dalla passione. Altresì mentre il personaggio di Boccadoro è complesso e ben delineato, quello di Narciso rimane sempre un po' più complicato e offuscato. Il contrasto fra natura e spirito, rappresenta la via per la ricerca della verità. Tanto Narciso, che rappresenta lo spirito, quanto Boccadoro, che rappresenta la natura, si sentono insoddisfatti della loro ricerca perché adoperano come mezzo solo lo spirito o solo i sensi, e ciò si rivela insufficiente.
    E su questa opposizione fondamentale, si basa l’amicizia profonda tra Narciso e Boccadoro: come quest’ultimo torna al convento per spendervi gli ultimi giorni di vita, così Narciso capisce attraverso le ultime confessioni dell’amico che è sbagliato sottovalutare la via dei sensi per conoscere e capire il mondo. Un libro entusiasmante che cerca di fare una sintesi dei due opposti, la razionalità e la "carnalità”, per spiegare che l'uomo senza una delle due componenti non potrà che vivere infelice rinunciando a una parte della sua anima.
    Un altro punto interessante è indubbiamente la morale; non solo di sensi e non solo di spirito un uomo può vivere: l'essere umano è un insieme di ragione, spiritualità e passione. I dialoghi tra i due protagonisti, le loro dispute teologiche e filosofiche, i loro diversi stili di vita permettono all’autore di descrivere molto bene questi opposti modi di essere e di vedere l’esistenza, di sottolinearne le diversità ma anche di lasciare intendere che le distanze, anche se notevoli, non sono necessariamente incolmabili, che anzi l’ideale forse sarebbe proprio trovare il giusto equilibrio tra un mondo e l’altro senza lasciarsi sopraffare dagli estremismi.
    La narrazione ci trasporta in un ambiente letterario magico, un medioevo lontano e non raggiungibile. Lo stile è alto, i discorsi sono scorrevoli e molto profondi, spesso ci sono digressioni che ricordano più un trattato di filosofia che un racconto; sebbene la storia non sia avvincente in molti punti, risulta comunque piacevole da leggere, invoglia a proseguire fino all'ultima pagina.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    5

    Herman Hesse è fine e delicato nel raccontare due diversi modi di abbracciare la Vita, e il mistero dietro di essa. Il dubbio che vuole (forse) porre è quello che anima l'algido e spirituale Narciso, ...continua

    Herman Hesse è fine e delicato nel raccontare due diversi modi di abbracciare la Vita, e il mistero dietro di essa. Il dubbio che vuole (forse) porre è quello che anima l'algido e spirituale Narciso, nei confronti dello spensierato e sanguigno Boccadoro. Siamo sicuri che una vita di privazioni, regole e dottrina sia quella che può più avvicinare l'uomo al Dio (o comunque all'accettazione della Morte), o forse anche un cammino diametralmente opposto, costernato di passioni, voluttà, totale abbandono alla carnalità, è in grado di svelare la risposta alla grande domanda? Al bisogno dell'uomo di trovare una soluzione all'inevitabilità della morte, ed un rimedio quindi alla transitorietà della vita?

    SPOILER

    Boccadoro trova come rifugio alla condanna della Morte la creazione di opere di scultura in grado di sopravvivergli per decenni, secoli, mentre al povero Narciso non rimane che constatare come "una via lastricata di peccati è forse la via più breve alla Santità" (semi-cit. dallo stesso Hesse)

    ha scritto il 

  • 2

    belli i contenuti ma...

    mi piace molto hesse, ho letto sia siddartha sia altri romanzi e racconti ma questo proprio non sono riuscita a finirlo. mi è piaciuto molto il personaggio di narciso, ma boccadoro era quasi insopport ...continua

    mi piace molto hesse, ho letto sia siddartha sia altri romanzi e racconti ma questo proprio non sono riuscita a finirlo. mi è piaciuto molto il personaggio di narciso, ma boccadoro era quasi insopportabile. mi è spiaciuto davvero tanto non portare a termine il libro ma più andavo avanti e meno sopportavo boccadoro, peccato perchè i contenuti erano davvero belli

    ha scritto il 

  • 3

    Bello anche se un po' pesante

    Storia di un'amicizia tra il dotto, ascetico frate Narciso ed il giovane esuberante Boccadoro, che studia da novizio. Sono opposti in tutto, e proprio per questo si attraggono: la loro complementarità ...continua

    Storia di un'amicizia tra il dotto, ascetico frate Narciso ed il giovane esuberante Boccadoro, che studia da novizio. Sono opposti in tutto, e proprio per questo si attraggono: la loro complementarità li unisce.

    Un libro pieno di simboli, di allusioni di difficile interpretazione, ambientato in un secolo non precisato, probabilmente del Medioevo germanico.

    Un libro sull'amicizia, oltre che sull'amore e sulle passioni. Da consigliare anche se a tratti è davvero pesante.

    ha scritto il 

  • 1

    Controcorrente

    A mio figlio è stato assegnato per compito e io, per cercare di motivarlo a leggere questo "meraviglioso e imprescindibile romanzo", ho deciso di rileggere questo libro che gli insegnan ...continua

    Controcorrente

    A mio figlio è stato assegnato per compito e io, per cercare di motivarlo a leggere questo "meraviglioso e imprescindibile romanzo", ho deciso di rileggere questo libro che gli insegnanti non mancano mai di appioppare ai ragazzi del liceo. Il problema è che le motivazioni non riesco proprio a trovarle: odio i due protagonisti, e in particolare nutro una vera avversione per Boccadoro, detesto la scrittura di Hesse, fin troppo piana e senza guizzi. I temi principali del romanzo come l'amicizia e il dualismo tra intelletto e natura, tra il bene e il male sono trattati in maniera banale e banalizzante. La noia impera per tutto il libro, persino nelle numerose pagine dedicate ai vagabondaggi e alle avventure di Boccadoro che dovrebbero rappresentare la parte più avvincente del libro. Invece sono una palla mostruosa e, al confronto, le pagine dedicate alle pensatine profonde di Narciso risultano persino più interessanti.
    Le tre stelle date a memoria quando inserii il libro in anobii, oggi sarebbero ridotte a una.
    agosto 2013

    ha scritto il 

  • 3

    Per una volta cercherò di essere brevissimo.

    Il mio terzo Hesse conferma quello che penso di questo autore, ovvero il suo non essere all'altezza di altri scrittori (Mann, Camus, Sartre, giusto per cit ...continua

    Per una volta cercherò di essere brevissimo.

    Il mio terzo Hesse conferma quello che penso di questo autore, ovvero il suo non essere all'altezza di altri scrittori (Mann, Camus, Sartre, giusto per citarne qualcuno cronologicamente vicino) nel proporci romanzi in cui letteratura e filosofia dovrebbero proseguire di pari passo. Le idee di Hesse possono pur essere interessanti e i suoi libri, come questo "Narciso e Boccadoro", avvincenti e incalzanti, ma è la struttura dei suoi romanzi che non regge minimamente il peso della sua filosofia. Ne escono dei libricini, perdonatemi il diminutivo, in cui sembra di essere alle prese con dei racconti scialbi e di cui si capisce dove l'autore vuole andare a parare già dalle prime pagine. Mi direte che anche "Lo straniero" di Camus è così, e che similmente è per "La nausea" di Sartre, o per "La montagna incantata" di Mann. Può essere, ma il peso di questi ultimi tre volumi, sul piano strettamente letterario, è decisamente superiore a questo "Narciso e Boccadoro", e non di poco.

    L'idea di Hesse di proporci il confronto fra due personaggi tanto differenti ma legati da una salda amicizia è un modello ampiamente utilizzato in letteratura, e farne il perno della sua filosofia una scelta troppo semplice. Se volessimo poi spogliare del lato prettamente filosofico questo libro, ci rimarrebbe poco più che l'avventura di un "libertino" che non fa altro che correr dietro alle donne. Più di metà libro si basa infatti su questo, ruotando incessantemente sulla figura di Boccadoro e del suo girovagare in cerca di compagnia per una notte. Rimane in ombra la figura, molto più interessante dal mio punto di vista, di Narciso, questo abate erudito che cresce al chiuso di un convento e vede dunque la sua vita non completamente compiuta. La filosofia di Hesse si basa sulla contrapposizione di questi due personaggi, e per "giustificare" questa filosofia fa compiere di tutto e di più a Boccadoro, fino ad un finale in cui fra pentimenti, ramanzine, sogni mai raggiunti e le difficoltà di una vita nella continua ricerca di sé Hesse ci fa la morale sui due modi di vita dei protagonisti. Di 400 pagine ne potremmo salvare un centinaio, praticamente l'inizio e la fine di questo libro: per il resto si tratta di un'inutile rimarcare l'essenza di personaggi già ben definiti in poche righe.

    Eh, direte voi, a questo tipo gli hanno anche dato il nobel, magari sei tu che non capisci niente di letteratura. Può essere.

    ha scritto il 

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