Nascita del superuomo

Urania 62

Di

Editore: Mondadori (Urania)

3.9
(437)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Francese , Spagnolo , Giapponese , Portoghese , Tedesco , Ceco

Isbn-10: A000014507 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Altri , Copertina rigida

Genere: Narrativa & Letteratura , Filosofia , Fantascienza & Fantasy

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Descrizione del libro
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  • 4

    Cosa si prova ad essere un organo?

    Mi piace l'approccio a quello che è un tema complesso e di grande portata, descritto attraverso le vite ed i sentimenti delle persone che compongono questo umano gestalt, non come termiti di un termit ...continua

    Mi piace l'approccio a quello che è un tema complesso e di grande portata, descritto attraverso le vite ed i sentimenti delle persone che compongono questo umano gestalt, non come termiti di un termitaio, cellule di un organismo o parti di una noiosa mente alveare, ma come individui che contribuiscono all'emergere di un qualcosa di evolutivamente più avanzato, consapevoli della propria ed altrui condizione, ma non del tutto consapevoli di ciò che emerge dal totale. Come ci si sente ad essere organo di un organismo? E come quando si sa che una parte di quell'organismo è malata o che la sua morte porterebbe alla scomparsa dell'organismo stesso? Ed infine, come si deve approcciare questa nuova e solitaria entità alle altre specie?

    Non posso giudicare la prosa, avendo letto l'adattamento italiano, ma ciò che ho letto riesce ad essere di una poesia ed insieme di una brutalità sorprendente, specialmente nel primo dei tre episodi. Si nota proprio una netta differenza fra il primo episodio e gli altri. Nel primo vi è la gemma di tutto il romanzo e sarebbe sufficiente a se stesso; gli altri due sono approfondimenti ed elaborazioni sul tema, ma la cui qualità narrativa, secondo me, è inferiore. L'intreccio e lo svolgimento di entrambi è infatti molto simile: un duro scavare nei ricordi di un passato rimosso. Questo, ed il ritmo molto più dilatato e meno appassionato rispetto al primo episodio, li rende leggermente meno avvincenti, anche se abbastanza per mantenere l'interesse del lettore. Il finale non mi ha soddisfatto pienamente... ma la bellezza del primo episodio e lo svolgimento del tema lungo tutto il romanzo, mi hanno appassionato abbastanza da aver voluto leggere il libro in un solo boccone e giudicarlo comunque ottimamente. Anche il romanzo, a quanto pare, è maggiore della somma delle sue parti.

    ha scritto il 

  • 3

    More than human, less than three stars

    Il problema paradossalmente è che Sturgeon sa scrivere. E' molto poetico, levigato, liquido. E' raro che inserisca frasi banali o periodi in eccesso. Quello che deve raccontare lo racconta e lo fa con ...continua

    Il problema paradossalmente è che Sturgeon sa scrivere. E' molto poetico, levigato, liquido. E' raro che inserisca frasi banali o periodi in eccesso. Quello che deve raccontare lo racconta e lo fa con una profondità cerebrale che capiterà di rivedere in molti lavori di Philip Dick (chissà se Ph.K. si è ispirato anche a questo) e che è del tutto rarissima per i prodotti di Science Fiction dell'epoca.
    Ma come può cotanta eleganza essere d'impiccio? Lo è se la si utilizza per raccontare qualcosa che con tutta probabilità avrebbe potuto essere raccontata in metà delle pagine. Lo è se questo registro candido e sottile non ti permette di variare ritmo e sferzare colpi che spiazzino il lettore. A volte è meglio lasciare le briglie sciolte e galoppare piuttosto che esibirsi sempre in un dressage, tanto raffinato quanto tediosamente soporifero.

    Mi aspettavo molto da questo romanzo, ma ho trovato solo poche delle qualità che la critica di genere ha decantato da tanto tempo a questa parte. L'idea dei sei villain in cerca di un'inconsapevole unità è potente, ma non vi è una contestualizzazione altrettanto efficace né sulla sponda delle motivazioni, né su quella dello sviluppo. Le cose sembrano accadere senza uno specifico perché, per poi riunirsi in un finale affrettatissimo che da un lato è sorpendente ma dall'altro è eccessivamente buonista.

    In generale, inoltre, manca ritmo e l'amalgama dei tre racconti (comunque uniti dai personaggi che li percorrono) è pericolante: buono il primo, incalzante il secondo, noioso fino allo sfinimento il terzo.
    Forse serviva una mano più pratica e sgamata per rendere davvero trascinante la lettura e sostanzioso il contenuto. C'è una sorta di rimpianto, di subdolo dubbio: se una storia del genere fosse finita in mano ad Asimov ne sarebbe venuto fuori un capolavoro. Ci accontentiamo comunque così e ci consoliamo con l'idea di un futuribile Homo Gestalt. Tre stelle forse son troppe, ma complimenti all'autore per il coraggio. More than human è il titolo originale.

    ha scritto il 

  • 4

    La prima parte è stupenda! è vero forse ricorda un po' l'urlo e il furore, ma perlomeno è leggibile :-)a parte gli scherzi, Sturgeon è poetico e immaginifico rimanendo ai confini del genere SF, la dov ...continua

    La prima parte è stupenda! è vero forse ricorda un po' l'urlo e il furore, ma perlomeno è leggibile :-)a parte gli scherzi, Sturgeon è poetico e immaginifico rimanendo ai confini del genere SF, la dove i termini science o speculative si mischiano e alla fine scompaiono del tutto.
    Nella seconda e terza parte i contenuti di genere si fanno più presenti e ci sono anche un paio di piccole incongruenze, ma lo stile e la profondità indagatrice con cui l'autore esplora l'immaginario a cui ha dato vita sono gli stessi.

    ha scritto il 

  • 3

    Prima Premessa: tutto mi è sembrato tranne un romanzo di fantascienza, piuttosto metafisico.
    Seconda Premessa: o è tradotto da culo oppure Sturgeon si è fatto troppo di Faulkner (e giuro che l’ho pens ...continua

    Prima Premessa: tutto mi è sembrato tranne un romanzo di fantascienza, piuttosto metafisico.
    Seconda Premessa: o è tradotto da culo oppure Sturgeon si è fatto troppo di Faulkner (e giuro che l’ho pensato prima della comparsa del bimbo down, plagio dall’urlo e il furore).
    La vicenda, ampia e circolare, è ambiziosissima, peccato che per i motivi di cui sopra la prosa cigola.
    Dei tre atti ho trovato eccellente il secondo, il primo buono per prendere l’abbrivio allo stile e alla storia, l’ultimo passa troppo tempo nell’attesa di svelare il passapartout dell’intero romanzo. Il tutto molto arzigogolato con un ritmo a dir poco farraginoso.
    Per molti questo libro è un capolavoro, a me ha lasciato un po’ il sapore in bocca del vorrei ma non posso, il finale lascia al di là della trama degli interrogativi profondissimi sul modello etico (confesso le ultime pagine le ho lette con le palpebre cascanti, quindi i neuroni non erano proprio riscaldati), però, dico io, se tu vuoi fare un libro così importante non puoi pensare di scriverlo in questa maniera e svelare i problemi dell’universo nelle ultime 15 pagine.
    Insomma non so se mi è piaciuto abbastanza o non ho capito abbastanza. In secondo luogo dubito che il libro sia nato già in forma di romanzo, la sensazione è che il legame fra i tre racconti sia stato trovato successivamente. Poi mettiamoci che la fantascienza non è il mio genere e la sensazione di incompletezza è raggiunta.
    E alla fine io che tipo di “homo” sono?….omm’ e panza direi!

    ha scritto il 

  • 4

    http://www.ryo.it/2014/05/13/nascita-del-superuomo-theodore-sturgeon/
    «L'idiota viveva in un mondo nero e grigio, sottolineato dal bianco lampeggiare della fame e dal tremolio della paura» ...continua

    http://www.ryo.it/2014/05/13/nascita-del-superuomo-theodore-sturgeon/
    «L'idiota viveva in un mondo nero e grigio, sottolineato dal bianco lampeggiare della fame e dal tremolio della paura»

    ha scritto il 

  • 2

    Less Than Novel

    Uno dei più famosi romanzi di Theodore Sturgeon, vincitore dell'International Fantasy Award nel 1954 e nominato nel 2004 per il Retro Hugo del 1954 (assegnato, secondo me giustamente, a Fahrenheit 451 ...continua

    Uno dei più famosi romanzi di Theodore Sturgeon, vincitore dell'International Fantasy Award nel 1954 e nominato nel 2004 per il Retro Hugo del 1954 (assegnato, secondo me giustamente, a Fahrenheit 451).

    Il libro è nato da un racconto (Baby is three) a cui l'autore ha attaccato un prologo (The fabulous idiot) e una conclusione (Morality), più o meno della stessa lunghezza del racconto originale.

    Lo stile di Sturgeon è buono e l'idea di fondo bella e suggestiva, anche se a tratti sconclusionata e mai veramente approfondita. Tra l'altro, ho capito che questo è un tratto saliente dell'autore, visto che la stessa cosa accade anche in Cristalli silenziosi, libro peraltro molto più bello di questo.

    In ogni caso, il romanzo l'ho trovato parecchio noioso. Inoltre, nella lettura emergono chiaramente le tracce della genesi, con alcune sezioni nella prima parte "appiccicate" alla bell'è meglio solo in funzione di raccordo con le parti successive.

    Il racconto da cui tutto è nato, e che costituisce la parte centrale del romanzo, è l'unica cosa che merita veramente. La terza ed ultima parte è invece quella peggiore: inutilmente prolissa, sconclusionata e a tratti irritante.

    Il mio consiglio: leggete solo il racconto originale, oppure solo la seconda parte del romanzo lasciando stare le altre due, tanto le sezioni sono relativamente autonome.

    ha scritto il 

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