Nemesis

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Publisher: Vintage

4.0
(1072)

Language: English | Number of Pages: 304 | Format: Hardcover | In other languages: (other languages) Italian , Spanish , Catalan , Dutch , German , Greek , French

Isbn-10: 0224089536 | Isbn-13: 9780224089531 | Publish date: 

Also available as: eBook , Paperback , Mass Market Paperback , Others

Category: Education & Teaching , Fiction & Literature , History

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Book Description
In 'the stifling heat of equatorial Newark', a terrifying epidemic is raging, threatening the children of the New Jersey city with maiming, paralysis, life-long disability, even death. This is the startling and surprising theme of Roth's wrenching new book: a wartime polio epidemic in the summer of 1944 and the effect it has on a closely-knit, family-oriented Newark community and its children. At the centre of Nemesis is a vigorous, dutiful, twenty-three-year old playground director, Bucky Cantor, a javelin thrower and a weightlifter, who is devoted to his charges and disappointed with himself because his weak eyes have excluded him from serving in the war alongside his contemporaries. Focusing on Cantor's dilemmas as polio begins to ravage his playground - and on the everyday realities he faces - Roth leads us through every inch of emotion such a pestilence can breed: the fear, the panic, the anger, the bewilderment, the suffering, and the pain.
Moving between the smouldering, malodorous streets of besieged Newark and Indian Hill, a pristine children's summer camp high in the Poconos - whose 'mountain air was purified of all contaminants' - Roth depicts a decent, energetic man with the best intentions struggling in his own private war against the epidemic. Roth is tenderly exact at every point about Cantor's passage into personal disaster and no less exact about the condition of childhood. Through this story runs the dark question that haunts all four of Roth's late short novels, "Everyman", "Indignation", "The Humbling", and now, "Nemesis": what choices fatally shape a life? How powerless is each of us up against the force of circumstances?
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  • 4

    Chi è l'untore?

    Romanzo profondamente doloroso, dalla prosa lineare e dal contenuto complesso, a più livelli interpretativi, con al centro un'epidemia di poliomielite scoppiata in una torrida estate degli anni Quaran ...continue

    Romanzo profondamente doloroso, dalla prosa lineare e dal contenuto complesso, a più livelli interpretativi, con al centro un'epidemia di poliomielite scoppiata in una torrida estate degli anni Quaranta nella cittadina americana di Newark.
    Se i venti di guerra che soffiano dall'Europa e dal Pacifico sono accompagnati da uno spirito patriottico che tiene alto il morale della popolazione, la polio, invece, è un nemico invisibile che prostra ed umilia i sommersi e i salvati, costretti, questi ultimi, ad assistere impotenti al triste spettacolo di giovani vite falcidiate o rovinate per sempre dalla deformità fisica.
    Figura tragica il protagonista, Bucky Cantor, giovane di belle speranze, animatore di un campo giochi del quartiere ebraico, energico e carismatico come i saldi principi che regolano da sempre la sua esistenza.
    Questa, in effetti, è la storia più triste che possa essere raccontata: la progressiva devastazione di un essere umano, la fine inesorabile, per implosione, della sua gioia di vivere.
    A chi dare la colpa dell'epidemia? Al caldo, alle mosche, al latte, all'acqua? Chi è l'untore? Gli italiani, gli ebrei, lo scemo del quartiere? Perché Dio, se esiste, ha permesso tutto questo?
    Non sembra esserci una verità assoluta, per quanto si annaspi nella sua ricerca, e il timore della contaminazione è talmente percettibile che a tratti si avverte l'esigenza di interrompere la lettura per tornare alla realtà e scrollarsi di dosso un senso di venefica oppressione.
    Le domande, però, restano, e la parola che dà il titolo al romanzo, Nemesi, è come la tessera di un mosaico - una delle tante - che va tristemente al suo posto, mentre si pensa a Kafka, altro scrittore ebreo che del senso di inadeguatezza e colpa fece la sua cifra espressiva.
    Ma in questo caso la discesa agli inferi del personaggio principale è progressiva, e i rivolgimenti psicologici che ne mutano a poco a poco l'atteggiamento, determinandone la metamorfosi, si direbbe che portino già in se stessi il germe della condanna.
    Emozionante la scena in flashback del finale, con la descrizione di un'impeccabile performance atletica che restituisce dignità ad un corpo e ad uno spirito offesi dalla crudeltà del destino: un accorato e nostalgico inno alla vita.

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  • 3

    Non mi ha convinto fino in fondo. Forse un po' troppe banalizzazioni, forse l'eccessivo concentrarsi sul Dio che ti punisce "a tradimento", forse un filo di approssimazione/superficialità. Forse anche ...continue

    Non mi ha convinto fino in fondo. Forse un po' troppe banalizzazioni, forse l'eccessivo concentrarsi sul Dio che ti punisce "a tradimento", forse un filo di approssimazione/superficialità. Forse anche solo un po' di noia.

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  • 5

    Siamo tutti Mr. Cantor

    Bucky Cantor è un ventitreenne che si ritrova, nel 1944, negli anni della seconda guerra mondiale, ad affrontare le conseguenze di una tremenda epidemia di Polio che colpisce un quartiere della sua Ne ...continue

    Bucky Cantor è un ventitreenne che si ritrova, nel 1944, negli anni della seconda guerra mondiale, ad affrontare le conseguenze di una tremenda epidemia di Polio che colpisce un quartiere della sua Newark. Egli è un insegnante si trova ad animare il parco giochi durante l'estate quando la malattia comincia a colpire alcuni dei suoi ragazzi, con conseguenze tragiche.

    Una delle prime cose a cui ho pensato è che anche noi ventitreenni di oggi siamo dei Bucky Cantor, benché le sue vicende si svolgano in un altro luogo ed in un altro tempo. Siamo ancora decisamente giovani, ma non più dei ragazzini e cominciamo a farci un'idea degli intoppi che incontreremo nel corso della vita. Cominciamo a comprendere che abbiamo delle responsabilità per le quali i nostri familiari hanno, probabilmente, cercato di prepararci e che noi siamo disposti ad affrontare. Cominciamo a capire, anche, che spesso la vita è ingiusta e che molte volte i nostri ideali verranno messi in discussione, ma allo stesso tempo ci manca quel cinismo tipico delle età più avanzate della vita che porta ad un sentimento di rifiuto dei propri ideali giovanili e disillusione che caratterizza, spesso, i più anziani.

    Ed è così che si svolge la parabola di Mr Cantor. Sente di avere delle responsabilità verso i ragazzini che anima durante le torride giornate nel suo quartiere colpito dalla polio ed è convinto di avere la chiave per poter gestire un problema del genere, fino al momento in cui la sua amata gli offre il modo per scappare dall’inferno con cui ha a che fare, andando ad animare i ragazzi di un campo estivo fuori città. Ed è, forse, questo il primo grande tema con cui Roth ci porta ad avere a che fare, il senso di colpa. Ci sono delle volte in cui capita di sottrarsi alle proprie responsabilità alla ricerca di una soluzione più rapida per affrontare le difficoltà che si pongono sul nostro cammino. Come possiamo affrontare una decisione sbagliata che ci ha portato verso un’altra direzione non prevista, per paura? Mr Cantor ci fa capire che spesso non è più possibile e che ognuno di noi dovrà trovare il modo per affrontarne le conseguenze. La fuga di Bucky da Newark, infatti, condanna molti ragazzi del campo estivo alla terribile malattia, portata da egli stesso inconsapevolmente per amore. Ed alla fine ne cade vittima, sentendosi in colpa per ogni cosa, finché la sua vita non ne uscirà completamente distrutta.

    Roth consegna un romanzo che trafigge l’anima con un punteruolo. Ci racconta delle paure e dei dubbi di un giovane costretto ad affrontare un problema più grande di lui, soverchiante, che mette in crisi le convinzioni che crede di avere alla sua età. Ci racconta della morte improvvisa di un bambino. Ci racconta dell’idea che abbiamo di noi stessi e dell’immagine che diamo. Ci racconta della strenua ricerca di un colpevole per il male che osserviamo e che ci piega.

    Si tratta davvero di una bella lettura, una di quelle che non lascia indifferenti. Ormai, penso sia chiaro che lo consiglio senza riserve.

    Siamo tutti dei Mr Cantor.

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  • 5

    Philip Roth - Nemesi

    Un piccolo gioiello, un piccolo capolavoro tratto da fatti realmente accaduti. Non una parola di troppo, non una riga superflua. L’ultima perla di un grande autore che purtroppo non ci delizierà mai p ...continue

    Un piccolo gioiello, un piccolo capolavoro tratto da fatti realmente accaduti. Non una parola di troppo, non una riga superflua. L’ultima perla di un grande autore che purtroppo non ci delizierà mai più con la sua scrittura. Nemesi è prima di tutto lontano da quanto scritto precedentemente da Roth, non c’è ironia, non c’è satira, non c’è sesso né battute dissacranti o personaggi amorali. C’è invece una storia che è tanto dura quanto vera, un romanzo che mi ha fatto riflettere su Dio, sui sensi di colpa e sui sacrifici che un uomo è costretto a fare per salvaguardare le persone a cui vuole bene.

    Nemesi narra della grande epidemia di poliomelite che colpì gli Stati Uniti durante la seconda guerra mondiale. Una malattia che ha creato panico e scompiglio come solo sanno fare quei mali la cui provenienza e diffusione è prevalentemente ignota ai più. In questa epidemia Roth si focalizza sulla figura di Bucky Cantor, animatore di un gruppo di bambini che inizieranno a contrarre la poliomelite. Le sue vicende saranno la pietra angolare del libro che, come detto in precedenza, mi ha portato a riflettere su molti temi. Il primo tema è sicuramente Dio, il motivo per cui certe disgrazie possano capitare nonostante siano così terribili. Un altro tema molto importante è il senso di colpa, sentimento che spesso capita di provare anche se magari non direttamente coinvolti, sintomo, in casi come questo, di animi fin troppo premurosi a volte. Infine l’ultimo grande tema di questo romanzo riguarda i sacrifici che a volte siamo in grado di compiere per salvaguardare le persone a cui vogliamo bene, sacrifici che comportano anche la rinuncia alla nostra felicità, perché spesso la nostra felicità passa prima di tutto attraverso la felicità delle persone che amiamo.

    L’ultimo romanzo di Philip Roth è un lavoro molto duro che non può lasciare indifferenti visti i temi trattati. E’ un romanzo che esula dagli usuali temi trattati da questo autore ma forse per questo risulta ancora più bello e autentico. Da leggere, come detto in apertura un piccolo gioiello.

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  • 4

    Nemesi era la dea greca della giustizia compensatrice, colei che si assicurava che ci fosse una equa ripartizione, tra i mortali, di gioie e dolori. Qui il prezzo della distribuzione lo paga un giovan ...continue

    Nemesi era la dea greca della giustizia compensatrice, colei che si assicurava che ci fosse una equa ripartizione, tra i mortali, di gioie e dolori. Qui il prezzo della distribuzione lo paga un giovane insegnante di ginnastica, serio e responsabile quanto il suo progenitore letterario, lo Svedese di Pastorale Americana. Alla soglia di una vita adulta ricca di soddisfazioni i dardi del male (nello specifico una delle violente epidemie di polio che colpirono Europa ed USA durante e dopo la seconda guerra mondiale) colpiscono i ragazzini del campo estivo gestito dal protagonista. Non ha potuto arruolarsi perché miope ed avrebbe l'occasione di rendersi utile in città, ma...
    Roth ci racconta un'altra volta la storia di un giusto colpito dal Fato, da Dio, dal caso.

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  • 4

    Nemesi è partito un po' ­fiacco perché Roth deve catapultarti in q­uesta estate torrida vissuta all'aria aperta di un campo estivo, in piena second­a guerra mondiale, dove imperversa un'ep­idemia di p ...continue

    Nemesi è partito un po' ­fiacco perché Roth deve catapultarti in q­uesta estate torrida vissuta all'aria aperta di un campo estivo, in piena second­a guerra mondiale, dove imperversa un'ep­idemia di polio. Il protagonista è propr­io l'insegnante di questi ragazzi che si ammalano uno dopo l'altro. Nella prima ­parte Roth si dilunga volutamente sulla ­ciclicità delle giornate vissute dal pro­tagonista e sul suo carattere cosi retto­ e invidiabile. Un ragazzo di un'integri­tà e senso del dovere senza eguali potre­mmo dire. La seconda parte poi prende il­ via fino all'epilogo. Una volta entrati nella scrittura e nella storia si capisce perché Roth venga considerat­o uno dei più grandi scrittori viventi. ­Al di là di quello che racconta...

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  • 0

    Schifezza patriottica stelle strisce

    Il peggior libro che ho letto di Philip Roth (che normalmente stimo). Retorico, melenso ma soprattutto pieno di apologia del bravo americano patriottico ed eroico. Anche no.

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  • *** This comment contains spoilers! ***

    3

    2011:
    Estate 1944, in Europa e nel Pacifico imperversa la guerra. A Newark, nel quartiere ebraico di Weequahic, Bucky Cantor, giovane insegnante di ginnastica e animatore del campo giochi del quartier ...continue

    2011:
    Estate 1944, in Europa e nel Pacifico imperversa la guerra. A Newark, nel quartiere ebraico di Weequahic, Bucky Cantor, giovane insegnante di ginnastica e animatore del campo giochi del quartiere, si trova ad affrontare l'emergenza di una epidemia di poliomielite, che colpisce i suoi ragazzi uno dopo l'altro, senza che lui possa fare qualcosa per fermare quella carneficina. La paura e la sensazione di impotenza di fronte alla malattia che colpisce, talvolta uccidendo, e più spesso lasciando il corpo devastato e invalido a vita, fa decidere Bucky a lasciare la città e raggiungere la sua ragazza, per recarsi al campo estivo di Indian Hill, sulle vette delle Pocono Mountains. Lì è un vero paradiso, splendidi panorami e un lago dalle acque cristalline e, cosa più importante, nessuna epidemia, nessun virus. Ma il paradiso presto diventa inferno, la malattia infatti fa capolino e travolge diversi ragazzi, lo stesso Bucky, che scopre anche di essere il portatore del contagio. Da allora, Bucky, l'atleta eccelso, l'uomo forte, di sani principi, rispettato ed amato da tutti, distrutto nel corpo e tormentato dalla “colpa”, rinuncia a vivere, ad essere felice, rinuncia all'amore, egli non accetterà mai l'idea che il virus che l'ha reso invalido e che ha devastato la vita di molti bambini sia una tragedia, una semplice e tragica fatalità. La sua vita sarà un'eterna ricerca di un perché senza risposta ed è questa la nemesi di cui Roth ci mette a parte in questo romanzo breve, ma intenso. Nemesi intesa come indignazione di fronte ad una malattia che colpisce, che devasta il fisico, e che fa sentire Bucky Cantor vittima impotente, in balia di una giustizia divina incomprensibile e ingiustificata.
    http://www.youtube.com/watch?v=i2AgdxJYP74&sns=em

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