Nessuno scrive al colonnello

Di

Editore: Mondadori

3.8
(2427)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Portoghese , Tedesco , Francese

Isbn-10: 8804220716 | Isbn-13: 9788804220718 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Tascabile economico , Paperback , Altri

Genere: Narrativa & Letteratura , Storia , Rosa

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Descrizione del libro
"Nessuno scrive al colonnello" costituisce un prezioso tassello di quel ciclo di Macondo che troverà la sua grande sintesi in "Cent'anni di solitudine". Il vecchio militare in attesa da quindici anni di una pensione che non arriva mai e che sacrifica persino i magri pasti per allevare un gallo da combattimento da cui si aspetta scommesse e guadagni, appartiene alla galleria di ritratti maschili di cui è ricco l'universo di Macondo. La sua semplicità ne fa uno tra i più riusciti personaggi dello scrittore.
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  • 3

    Per anni sono stata convinta di aver letto questo libro; leggendolo ora, di nuovo, la convinzione si è radicata ma non riesco a ricostruire cosa avessi pensato durante la prima lettura.
    La storia del ...continua

    Per anni sono stata convinta di aver letto questo libro; leggendolo ora, di nuovo, la convinzione si è radicata ma non riesco a ricostruire cosa avessi pensato durante la prima lettura.
    La storia del colonnello è una storia di grandi attese in cui nulla si concretizza se non la crescente frustrazione per un mondo che non riconosce i meriti di nessuno. La lettura corre ma la storia mi ha lasciato addosso un senso di disagio e ingiustizia che non mi permette di dire che il libro mi sia piaciuto: mi ha angosciato, questo sì, forse fatto arrabbiare, ma non posso dire mi abbia dato quel piacere che, per esempio, cent'anni di solitudine mi aveva dato.

    ha scritto il 

  • 4

    Come negli altri libri di Marquez che ho letto, anche in questo egli si dimostra incredibilmente capace di creare mondi, storie, personaggi che restano indelebili nella memoria a fine lettura. A me ca ...continua

    Come negli altri libri di Marquez che ho letto, anche in questo egli si dimostra incredibilmente capace di creare mondi, storie, personaggi che restano indelebili nella memoria a fine lettura. A me capita con pochissimi scrittori di avere questa sensazione a fine libro. In questo caso si tratta di un racconto lungo, piu' che di un romanzo, ma il risultato non cambia.
    Straordinaria anche la bellezza del linguaggio, spesso apparentemente semplice ma in realta' incredibilmente cesellato.

    ha scritto il 

  • 2

    Si spargono elogi a destra e a manca sulla sobrietà dello stile usato da Marquez in questo breve romanzo, di un'asciuttezza e concisione che ricordano molto da vicino Hemingway.
    Sarà, ma a forza di as ...continua

    Si spargono elogi a destra e a manca sulla sobrietà dello stile usato da Marquez in questo breve romanzo, di un'asciuttezza e concisione che ricordano molto da vicino Hemingway.
    Sarà, ma a forza di asciugare la prosa ormai secca non lascia nulla al tatto, nemmeno una gemma di umore prezioso da succhiare dalla punta dell'indice ad occhi socchiusi.

    L'ho appena finito, o forse no...? Potrei non averlo mai letto. Una storia che si è persuasi di aver conosciuto e non si sa il perché, da dove sia venuta per inciampare nella memoria, se da un'ora trasognata di lettura, o da un'antologia di brani spulciata un pomeriggio noioso, o forse il racconto inverosimile ascoltato un'estate dell'infanzia da un vecchio suonato al bar a dieci passi dal mare. Chissà...

    ha scritto il 

  • 4

    Letto d'un fiato a Barcellona su suggerimento di Amelia, racconto (più che romanzo) lirico e tragico, un'attesa infinita che diventa protagonista di ogni pagina e di ogni goccia di sudore. La speranza ...continua

    Letto d'un fiato a Barcellona su suggerimento di Amelia, racconto (più che romanzo) lirico e tragico, un'attesa infinita che diventa protagonista di ogni pagina e di ogni goccia di sudore. La speranza diventa l'unica soluzione possibile in un mondo ostile e ingrato.

    ha scritto il 

  • 4

    «Ottobre era una delle poche cose che arrivavano.»

    Dopo il mio primo difficoltoso approccio con uno dei massimi capolavori dello scrittore colombiano "El amor en los tiempos del cólera", con questo pi ...continua

    «Ottobre era una delle poche cose che arrivavano.»

    Dopo il mio primo difficoltoso approccio con uno dei massimi capolavori dello scrittore colombiano "El amor en los tiempos del cólera", con questo piccolo romanzo mi sono totalmente ricreduta e riavvicinata alla sua splendida prosa.
    "El coronel no tiene quien lo escriba" è un romanzo breve di Gabriel García Márquez pubblicato originariamente a puntate tra maggio e giugno del 1958, poi in un volume unico nel 1961.
    Considerato dallo stesso autore il suo miglior libro (tanto da dichiarare che aveva dovuto scrivere Cent'anni di solitudine affinché poi si leggesse anche Nessuno scrive al colonnello), fu incluso nella lista dei "100 migliori racconti in lingua spagnola del XX secolo" stilata dal periodo iberico «El Mundo».
    Tra il 1956 e il 1957, Márquez era stato inviato a Parigi come corrispondente della rivista colombiana «El Espectador» - poi censurata e chiusa dal regime dittatoriale di Rojas Pinilla - e fu qui che l'autore, che viveva in uno stato di povertà in un hotel del Quartiere Latino, nell'attesa inutile di un salario, che iniziò la stesura del romanzo.
    L'esperienza diretta del disagio economico sicuramente influenzò la trama del libro.
    Siamo nell'anno del poi, nel mese del mai e nel luogo del chissàdove, come spesso accade nelle opere di Márquez, e l'anziano ex colonnello della Guerra Civile aspetta con angosciosa inquietudine da quindici lunghi anni, ogni singolo venerdì, la pensione da reduce, che non arriverà mai.
    Per sopperire alla miseria vende tutto quello che possiede, tranne un gallo lasciato dal figlio morto dopo aver distribuiti stampa clandestina.
    Arriverà perfino a togliersi il pane dalla bocca per sfamare lo sparuto animale, nella speranza che quest'ultimo vinca qualche combattimento in primavera.
    Le speranze si spegneranno lentamente, eppure il testardo colonnello, ormai ridotto agli stenti, non rinuncerà nella sua fede incrollabile della venuta della pensione.
    La narrazione malinconica e uggiosa del romanzo rispecchia in maniera brutalmente realistica lo stile di vita nel dopoguerra della Colombia ferita dalla repressione e dalla censura del governo dittatoriale.
    Eppure il realistico e il magico si fondono in maniera estatica: la Guerra e le sue tribolazioni si, ma anche i numerosi cambi meteorologici - terribili acquazzoni piombano sulla città per poi concludersi in un caldo infernale - e i tanti emblemi nascosti nella trama.
    Uno fra tutti quello del gallo, simbolo dell'America Latina che attende una rivincita che non avverrà mai.
    Un Márquez forse più mesto e scoraggiato, ma probabilmente più vero, carico di una semplicità e di un'essenzialità disarmante, come il ritratto del personaggio del colonnello, forse uno dei più riusciti nelle opere del grande scrittore colombiano.

    ha scritto il 

  • 3

    Ottobre era una delle poche cose che arrivavano......

    Marzo 2011
    Una coppia di vecchi malandati, senza un soldo, ma con tanta dignità attendono con rassegnazione una pensione che non arriverà mai. Privandosi anche del cibo per loro stessi, allevano con p ...continua

    Marzo 2011
    Una coppia di vecchi malandati, senza un soldo, ma con tanta dignità attendono con rassegnazione una pensione che non arriverà mai. Privandosi anche del cibo per loro stessi, allevano con premura e attenzione, un gallo da combattimento, lasciatogli in eredità dal figlio ucciso dalle guardie , perché quel gallo potrebbe essere la loro fortuna. Un meraviglioso racconto di Marquez, che anticipa i cent'anni di solitudine.

    ha scritto il 

  • 4

    La prosa de Gabriel García Marquez vuelve a sorprenderme una vez relatando la breve historia de un matrimonio jubilado que espera la llegada de la paga. Podemos observar como mantienen la dignidad est ...continua

    La prosa de Gabriel García Marquez vuelve a sorprenderme una vez relatando la breve historia de un matrimonio jubilado que espera la llegada de la paga. Podemos observar como mantienen la dignidad estoicamente hasta que la mujer se derrumba, mientras que el hombre no deja de tener la esperanza de que llegue el correo que les traerá la salvación.

    ha scritto il 

  • 2

    Triste y lento. Al principio los personajes pueden transmitir la idea de la dignidad y resignación estoicas ante la pobreza y miseria extremas. Pero pensándolo un poco, su situación es producto de la ...continua

    Triste y lento. Al principio los personajes pueden transmitir la idea de la dignidad y resignación estoicas ante la pobreza y miseria extremas. Pero pensándolo un poco, su situación es producto de la cobardía y mentalidad de servidumbre. Les hacen pis encima, y dicen que llueve. Esto se refleja en un último destello de luz al final de la obra. Y ahí acaba todo, no hay nada más. Ni me ha gustado la obra ni recomiendo su lectura.

    ha scritto il 

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