Nessuno si salva da solo

Di

Editore: Mondolibri

2.9
(3767)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 160 | Formato: Copertina rigida

Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: eBook , Paperback

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura , Rosa

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Descrizione del libro
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  • 2

    romanzo mediocre...

    Questo romanzo è incentrato sull'analisi retrospettiva di una relazione finita ormai da tempo, la cui spinta vitale si è ormai esaurita nell'inesorabile trascorrere dei giorni, crollata sotto gli inev ...continua

    Questo romanzo è incentrato sull'analisi retrospettiva di una relazione finita ormai da tempo, la cui spinta vitale si è ormai esaurita nell'inesorabile trascorrere dei giorni, crollata sotto gli inevitabili colpi delle problematicità irrisolte di lui e di lei. Cruda e feroce, questa disamina appare eccessivamente esibita in tutta la sua spietatezza e squallore.

    Lo stile della Mazzantini non convince per nulla: a una sintassi scarna e a un periodare breve ed essenziale, si contrappone una narrazione frammentata e uno stile alquanto pretenzioso e goffamente ricercato, che ha la velleità di scavare e affondare nel marcio di una relazione andata ormai in frantumi, cercando di scuotere e stupire il lettore medio attraverso il ricorso a un linguaggio volutamente greve e volgare che – nell'intento dell'autrice – vorrebbe restituire a chi legge un senso di cruda verità, ma che personalmente ho trovato solamente compiaciuto di se stesso e del fatto di osare di aver attinto a modi di esprimersi “non borghesi”. Però quest'uso del linguaggio possiede un che di artificioso e di eccessivo, non assurge a vera poesia, non diviene mimesi del reale, né sa farsi strumento attraverso il quale scavare nel dolore dei personaggi.

    Altro punto a sfavore è che la narrazione onnisciente viene messa da parte per dare spazio a una narrazione intra-diegetica, per cui l'autrice parla e scrive come se a scrivere e a parlare fossero i suoi stessi personaggi. Fino a qui non ci sarebbe nulla di male, se solo la Mazzantini non avesse intrapreso l'infelice scelta di guardare e rappresentare il mondo esclusivamente attraverso un'ottica maschile, ottica questa che sembra sfiorare i labili confini che la separano da un modo di pensare prettamente maschilista, con la sua rudezza e un linguaggio che dà corpo a una visione orientata sulla sessualità, vista come strumento privilegiato per conoscere e dominare la realtà circostante oppure come mezzo di rivalsa e autoaffermazione personale.

    Insomma, il romanzo è lontano dalle mie corde e dalla mia sensibilità. L'alternarsi intricato dei diversi piani temporali dona all'opera una certa confusione e disorganicità e mi sembra che, pur mettendo a posto i pezzi, manchi comunque qualcosa al quadro generale, come se mancassero dei tasselli fondamentali della storia e l'eccesso di analisi del particolare non conducesse a una chiara visione d'insieme.

    Mi è piaciuta però la scena finale, quella che dà senso al titolo scelto per l'opera. Un anziano malato, conosciuto per caso al ristorante dai due giovani, farà loro capire che “nessuno si salva da solo”, nel senso che si può essere sgangherati, manchevoli, ci si può non comprendere fino in fondo ma, alla fine di tutto, è all'altro che comunque dobbiamo appellarci quando la vita sembra più forte di noi, col rischio che ci sommerga nel bianco della sua sferzante mareggiata. Alla fine, essere bastevoli a se stessi è soltanto un'illusione, in quanto prima o poi ci si scontra con la propria fragilità di esseri umani, per cui diventerà inevitabile aggrapparci all'altro, in un caldo abbraccio che, anche solo per un attimo, è in grado di offrirci quel conforto che nessun'altra cosa al mondo saprà mai donarci.

    ha scritto il 

  • 4

    E' la storia di un amore distrutto, smembrato e fatto a pezzi dagli stessi protagonisti.
    Una storia molto commovente e molto attuale, con un finale di speranza.

    ha scritto il 

  • 4

    castello degli orrori

    È un libro crudo, molto vero, che non cede ad alcuna illusione , riporta ciò che accade in modo naturalistico, non ci sono cedimenti sentimentali né da parte del protagonista maschile né di quello fe ...continua

    È un libro crudo, molto vero, che non cede ad alcuna illusione , riporta ciò che accade in modo naturalistico, non ci sono cedimenti sentimentali né da parte del protagonista maschile né di quello femminile, c'è una visione molto lucida e impietosa della realtà. Tutto il romanzo si svolge in brevissimo tempo,nel senso che è la narrazione di una cena tra due ex coniugi e vengono riportati i pensieri , i ricordi e le sensazioni che attraversano la mente di ciascuno ; la narratrice si sofferma su molti particolari della vita dei due e non c'è mai un cedimento sentimentale o giustificativo, è un occhio implacabile che segue i due senza alcun tentativo di edulcorare o abbellire una realtà che appare da subito molto tagliente, esposta in una luce chiara, quasi accecante, non ci sono chiaroscuri,c'è una luce forte che illumina la scena e non lascia spazio alle illusioni.
    Il finale è un po' particolare, lo definirei un tentativo di tipo romanzesco di ingerenza nella vita dei due,qualcosa che non sembra molto realistico e che,a mio parere, appare in contrasto con lo stile precedente .
    Comunque è un libro che appena si comincia a leggere,ci si accorge subito che è un libro che fa male, sicuramente chi è passato per l'esperienza della separazione comprenderà forse ancora di più, il carico di dolore, di angoscia e di solitudine che segue una separazione , quell' ingresso " nel castello degli orrori " così come viene definito dalla narratrice.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    Nessuno si salva da solo

    Come rivalutare un'autrice. Si perchè io la Mazzantini l'ho proprio disdegnata per troppo tempo. Dopo aver letto "Non ti muovere", ho letto un altro suo romanzo chiaramente non all'altezza e questo me ...continua

    Come rivalutare un'autrice. Si perchè io la Mazzantini l'ho proprio disdegnata per troppo tempo. Dopo aver letto "Non ti muovere", ho letto un altro suo romanzo chiaramente non all'altezza e questo me l'ha fatta eliminare dalle mie letture. Invece con questo romanzo ho ritrovato la Mazzantini che mi è sempre piaciuta. Con il suo stile asciutto e diretto racconta la fine di un matrimonio. matrimonio che, come spesso succede, viene immerso nella routine e nella noia e dove ognuno si aggrappa a qualcosa per non affogare. Lui, Peter Pan dei più classici, si lascia andare ad una storia extraconiugale, come nel più classico dei copioni, lei che cerca di tornare ad essere quella che non è più. Sono pieni di rancore l'uno verso l'altra, verso la vita e verso la loro storia. Si sentono ingabbiati in questa famiglia che sta loro stretta. Si sentono imbrigliati in questa rete di responsabilità e dovere verso i figli e verso il partner che li fa allontanare sempre di più. Ma alla fine c'è sempre un briciolo fi speranza. Anche se quei due non torneranno mai insieme c'è la speranza che tornino a vivere e ad essere quelli che sono.

    ha scritto il 

  • 3

    Come al solito la scrittura della Mazzantini non mi ha conquistata... La protagonista mi è sembrata la persona più noiosa sulla faccia della terra, lui un eterno Peter Pan. Il libro racconta la loro s ...continua

    Come al solito la scrittura della Mazzantini non mi ha conquistata... La protagonista mi è sembrata la persona più noiosa sulla faccia della terra, lui un eterno Peter Pan. Il libro racconta la loro storia d'amore ormai finita, attraverso flashback che avvengono durante una cena tra i due. Mi è passato davanti senza toccarmi ma non è stata una sorpresa, io e la Mazzantini non ci piacciamo proprio.

    ha scritto il 

  • 2

    Abbastanza deludente

    Mi aspettavo qualcosa in più da questa storia. Forse le pretese erano alte dopo aver letto "Venuto al mondo" che mi è entrato dentro segnandomi parecchio. Che dire...la a trama di per sé è interessant ...continua

    Mi aspettavo qualcosa in più da questa storia. Forse le pretese erano alte dopo aver letto "Venuto al mondo" che mi è entrato dentro segnandomi parecchio. Che dire...la a trama di per sé è interessante, ma a tratti è proprio pesante! Mi aspettavo sicuramente di più.

    ha scritto il 

  • 3

    Storia di un rapporto naufragato

    Gaetano e Delia, dopo essersi separati, si trovano a cena in un ristorante per discutere su questioni riguardanti i figli. Attraverso i pensieri, le riflessioni ed i ricordi di entrambi viene racconta ...continua

    Gaetano e Delia, dopo essersi separati, si trovano a cena in un ristorante per discutere su questioni riguardanti i figli. Attraverso i pensieri, le riflessioni ed i ricordi di entrambi viene raccontato il loro percorso di coppia e vengono mostrate la passione, la delusione, lo smarrimento ed in parte il rancore nei confronti di un amore finito.
    Scritto con un linguaggio crudo ed efficace, come è tipico della Mazzantini.
    E' il terzo libro che leggo di quest'autrice e, sebbene non sia il migliore, anche in questo caso non sono rimasto deluso. Voto: 3/5.

    ha scritto il 

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