Nessuno si salva da solo

Di

Editore: A. Mondadori (Scrittori italiani e stranieri)

2.9
(3742)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 192 | Formato: Copertina rigida

Isbn-10: 880460865X | Isbn-13: 9788804608653 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: eBook , Paperback

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura , Rosa

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Descrizione del libro
Delia e Gaetano erano una coppia. Ora non lo sono più, e stasera devono imparare a non esserlo. Si ritrovano a cena, in un ristorante all’aperto, poco tempo dopo aver rotto quella che fu una famiglia. Lui si è trasferito in un residence, lei è rimasta nella casa con i piccoli Cosmo e Nico. Delia e Gaetano sono ancora giovani – più di trenta, meno di quaranta, un’età in cui si può ricominciare. La loro carne è ancora calda e inquieta. Sognano la pace ma sono tentati dall’altro e dall’altrove. Ma dove hanno sbagliato? Il fatto è che non lo sanno. La passione dell’inizio e la rabbia della fine sono ancora pericolosamente vicine. Cresciuti in un’epoca in cui tutto sembra già essere stato detto, si scambiano parole che non riescono a dare voce alle loro solitudini, alle loro urgenze, perché nate nelle acque confuse di un analfabetismo affettivo. Eppure parole capaci di bagliori improvvisi, che sanno toccare il nucleo ustionante dei ricordi, mettere in scena sul palcoscenico quieto di una sera d’estate il dramma senza tempo dell’amore e del disamore. Margaret Mazzantini ci consegna un romanzo che è l’autobiografia sentimentale di una generazione. La storia di cenere e fiamme di una coppia contemporanea con le sue trasgressioni ordinarie, con la sua quotidianità avventurosa. Una coppia come tante, come noi. Contemporaneamente a noi.
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  • 4

    castello degli orrori

    È un libro crudo, molto vero, che non cede ad alcuna illusione , riporta ciò che accade in modo naturalistico, non ci sono cedimenti sentimentali né da parte del protagonista maschile né di quello fe ...continua

    È un libro crudo, molto vero, che non cede ad alcuna illusione , riporta ciò che accade in modo naturalistico, non ci sono cedimenti sentimentali né da parte del protagonista maschile né di quello femminile, c'è una visione molto lucida, e impietosa della realtà. Tutto il romanzo si svolge in brevissimo tempo,nel senso che è la narrazione di una cena tra due ex coniugi e vengono riportati i pensieri , i ricordi e le sensazioni che attraversano la mente di ciascuno ; la narratrice si sofferma su molti particolari della vita dei due e non c'è mai un cedimento sentimentale o giustificativo, è un occhio implacabile che segue i due senza alcun tentativo di edulcorare o abbellire una realtà che appare da subito molto tagliente, esposta in una luce chiara, quasi accecante, non ci sono chiaroscuri,c'è una luce forte che illumina la scena e non lascia spazio a illusioni.
    Il finale è un po' particolare, lo definirei un tentativo di tipo romanzesco di ingerenza nella vita dei due,qualcosa che non sembra molto realistico e che,a mio parere, appare in contrasto con lo stile precedente .
    Comunque è un libro che appena si comincia a leggere,ci si accorge subito che è un libro che fa male, sicuramente chi è passato per l'esperienza della separazione comprenderà forse ancora di più, il carico di dolore, di angoscia e di solitudine che segue una separazione , quell' ingresso " nel castello degli orrori " così come viene definito dalla narratrice.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    Nessuno si salva da solo

    Come rivalutare un'autrice. Si perchè io la Mazzantini l'ho proprio disdegnata per troppo tempo. Dopo aver letto "Non ti muovere", ho letto un altro suo romanzo chiaramente non all'altezza e questo me ...continua

    Come rivalutare un'autrice. Si perchè io la Mazzantini l'ho proprio disdegnata per troppo tempo. Dopo aver letto "Non ti muovere", ho letto un altro suo romanzo chiaramente non all'altezza e questo me l'ha fatta eliminare dalle mie letture. Invece con questo romanzo ho ritrovato la Mazzantini che mi è sempre piaciuta. Con il suo stile asciutto e diretto racconta la fine di un matrimonio. matrimonio che, come spesso succede, viene immerso nella routine e nella noia e dove ognuno si aggrappa a qualcosa per non affogare. Lui, Peter Pan dei più classici, si lascia andare ad una storia extraconiugale, come nel più classico dei copioni, lei che cerca di tornare ad essere quella che non è più. Sono pieni di rancore l'uno verso l'altra, verso la vita e verso la loro storia. Si sentono ingabbiati in questa famiglia che sta loro stretta. Si sentono imbrigliati in questa rete di responsabilità e dovere verso i figli e verso il partner che li fa allontanare sempre di più. Ma alla fine c'è sempre un briciolo fi speranza. Anche se quei due non torneranno mai insieme c'è la speranza che tornino a vivere e ad essere quelli che sono.

    ha scritto il 

  • 3

    Come al solito la scrittura della Mazzantini non mi ha conquistata... La protagonista mi è sembrata la persona più noiosa sulla faccia della terra, lui un eterno Peter Pan. Il libro racconta la loro s ...continua

    Come al solito la scrittura della Mazzantini non mi ha conquistata... La protagonista mi è sembrata la persona più noiosa sulla faccia della terra, lui un eterno Peter Pan. Il libro racconta la loro storia d'amore ormai finita, attraverso flashback che avvengono durante una cena tra i due. Mi è passato davanti senza toccarmi ma non è stata una sorpresa, io e la Mazzantini non ci piacciamo proprio.

    ha scritto il 

  • 2

    Abbastanza deludente

    Mi aspettavo qualcosa in più da questa storia. Forse le pretese erano alte dopo aver letto "Venuto al mondo" che mi è entrato dentro segnandomi parecchio. Che dire...la a trama di per sé è interessant ...continua

    Mi aspettavo qualcosa in più da questa storia. Forse le pretese erano alte dopo aver letto "Venuto al mondo" che mi è entrato dentro segnandomi parecchio. Che dire...la a trama di per sé è interessante, ma a tratti è proprio pesante! Mi aspettavo sicuramente di più.

    ha scritto il 

  • 3

    Storia di un rapporto naufragato

    Gaetano e Delia, dopo essersi separati, si trovano a cena in un ristorante per discutere su questioni riguardanti i figli. Attraverso i pensieri, le riflessioni ed i ricordi di entrambi viene racconta ...continua

    Gaetano e Delia, dopo essersi separati, si trovano a cena in un ristorante per discutere su questioni riguardanti i figli. Attraverso i pensieri, le riflessioni ed i ricordi di entrambi viene raccontato il loro percorso di coppia e vengono mostrate la passione, la delusione, lo smarrimento ed in parte il rancore nei confronti di un amore finito.
    Scritto con un linguaggio crudo ed efficace, come è tipico della Mazzantini.
    E' il terzo libro che leggo di quest'autrice e, sebbene non sia il migliore, anche in questo caso non sono rimasto deluso. Voto: 3/5.

    ha scritto il 

  • 3

    Mi ricorda un po' la trama del film "Casomai ". Per questo ripropongo questa domanda: "L'amore di una coppia è un fatto pubblico o privato?" Deve esserci qualcuno dall'esterno che in qualche modo salv ...continua

    Mi ricorda un po' la trama del film "Casomai ". Per questo ripropongo questa domanda: "L'amore di una coppia è un fatto pubblico o privato?" Deve esserci qualcuno dall'esterno che in qualche modo salvi il rapporto? Oppure la coppia deve attingere energia dalla relazione stessa? Domande ,dopotutto non così scontate.

    ha scritto il 

  • 3

    È il primo romanzo della Mazzantini che leggo.
    Mi è piaciuto molto il suo stile, una scrittura asciutta e diretta, decisamente adatta per raccontare la fine di un amore.
    La storia, invece, è un pugno ...continua

    È il primo romanzo della Mazzantini che leggo.
    Mi è piaciuto molto il suo stile, una scrittura asciutta e diretta, decisamente adatta per raccontare la fine di un amore.
    La storia, invece, è un pugno nello stomaco: un concentrato della meschinità umana, che troppo spesso si manifesta in casi come questi.
    Un bel libro, anche se difficile da leggere tutto d’un fiato; ogni tanto ero costretta a fermarmi per far passare la tristezza.

    ha scritto il 

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