Niebla

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Publisher: Alianza Editorial, S.A.

4.0
(702)

Language: Español | Number of Pages: 281 | Format: Softcover and Stapled | In other languages: (other languages) Italian , English , Chi simplified

Isbn-10: 8420633259 | Isbn-13: 9788420633251 | Publish date: 

Also available as: Paperback , Mass Market Paperback , Hardcover , Others

Category: Fiction & Literature , Philosophy , Romance

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Book Description
Coleccion Biblioteca Juvenil
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  • 2

    elucubrante fatica intellettuale e filosofica venata di ironia e costellata di lunghi monologhi (veri o travestiti da dialoghi). Non basta, a mio avviso, la punta di farsa, né l'intuizione metalettera ...continue

    elucubrante fatica intellettuale e filosofica venata di ironia e costellata di lunghi monologhi (veri o travestiti da dialoghi). Non basta, a mio avviso, la punta di farsa, né l'intuizione metaletteraria (motivo principila per cui l'ho letto) e neppure la consapevolezza scanzonata di quanto si sta facendo.
    Mi sembra rimanga un libro con troppe pretese e pochi risultati.

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  • 5

    La nebulosa realidad

    Me ha encantado, y hacía mucho tiempo que no calificaba con sobresaliente un libro. Es una lectura original, lo que el autor llama “nivola”: una obra que se sale de los estrechos márgenes narrativos d ...continue

    Me ha encantado, y hacía mucho tiempo que no calificaba con sobresaliente un libro. Es una lectura original, lo que el autor llama “nivola”: una obra que se sale de los estrechos márgenes narrativos de la novela realista, aportando un plus de imaginación y ruptura.

    En primer lugar hay que resaltar el estilo y lenguaje sencillo (no confundir con simpleza) que emplea el autor, no obstante esto no es óbice para crear un texto inteligente que plantea numerosos temas trascendentes (el alma, Dios, religión, la muerte, la identidad propia, la soledad, etc) , filosóficos, psicológicos o morales y muchos de estos asuntos con una pátina de humor. El existencialismo está muy presente, hay una constante pregunta sobre el significado de la vida y la delgada línea que separa la realidad de la ficción con la inquietud que produce la confusión entre ambos elementos. Es esa nebulosa que nos envuelve y crea nuestra incertidumbre: la niebla de la existencia.
    La sencillez debe mucho a los diálogos: son fluidos, cotidianos y narrados con gracia, con numerosos personajes secundarios peculiares e inolvidables como Fermín, o las conversaciones (en realidad monólogos) que sostiene el protagonista con su perro (quien tenga mascota canina se verá reflejado en ciertas acciones).

    Dentro de los numerosos temas que se tocan, podría decirse que el amor y sus variantes (pasión, deseo, enamoramiento, celos, relaciones, etc.) es el leitmotiv de la obra; pero dentro de este “maremágnum” de asuntos varios, brillan (a mi entender o por lo menos me parecen dignos de una mención) cuando se debate sobre la naturaleza del ser humano como dualidad humanidad-animalidad y al abordar las diferencias (ética, condición social, mentalidad, etc.) entre el hombre y la mujer, y más teniendo en cuenta que se trata de una sociedad española todavía machista.

    Por último, otra característica a destacar son las numerosas referencias literarias que hay por todo el texto. Se menciona libros, escritores, se define la “nivola”, se compara la vida como una mera obra de teatro y, como guinda final, el ¡¡mismísimo Unamuno!! se convierte en un personaje más (me recordó a “Jacques el fatalista”) y tiene un “careo” memorable con Augusto, creando un final original e inesperado.

    Mi nota: 9.

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  • 4

    Nebbia è sicuramente possibile definirlo un classico della letteratura spagnola, che pone le basi ad un nuovo genere letterario, quello della nivola, caratterizzato dalla distanza dell’autore dal real ...continue

    Nebbia è sicuramente possibile definirlo un classico della letteratura spagnola, che pone le basi ad un nuovo genere letterario, quello della nivola, caratterizzato dalla distanza dell’autore dal realismo che nelle storie esso stesso crea.
    Protagonista di questo romanzo è Augusto Perez, un giovane introverso, dubbioso di se stesso e della vita, che è innamorato di Eugenia e cerca in ogni modo di farla innamorare di lui con l’aiuto della famiglia di lei (in particolare delle zia), che vede nelle possibilità finanziarie di lui una buona occasione per sistemare la figliola.
    Perez arriva anche a pagare l’ipoteca di Eugenia per riuscire a ricevere il suo amore, o meglio sarebbe più giusto dire ‘comprare’ il suo amore, ma lei prende questo gesto come un’offesa, e non gli è per niente riconoscente.
    Ricevuti questi secchi no, e non avendo nessuna corrispondenza amorosa, Arturo, casualmente (si fa per dire..) si innamora di un’altra donna, Rosario, e qui comincia a domandarsi se veramente era veramente innamorato di Eugenia, se veramente era una donna importante per lui. La sua donna. Dopo momenti di riflessione, e dopo aver parlato con amici, si decide lo stesso – ostinatamente – di chiedere la mano ad Eugenia, che inaspettatamente accetta di buon grado.
    Pochi giorni prima del matrimonio ad Arturo arriva una lettera, il mittente è Eugenia che confessa che in realtà lei è andata a vivere con Mauricio.
    Augusto decide così affranto dal dolore e dal peso della vita di porre fine a tutto, ma la sua indole riflessiva gli impone prima di contattare Unamuno (autore del romanzo, che è presente nel testo anche come personaggio) autore di un articolo proprio sul suicidio che Arturo aveva letto tempo addietro. Lo scambio tra i due porta ad una tragica conclusione: Augusto non è nient’altro che un personaggio creato dalla mente di Unamuno e quindi non può morire in quanto vive solo nella fantasia, e non nella realtà: «“E così no, eh?” mi disse. “E così no? Lei non vuole lasciarmi essere io, uscire dalla nebbia, vivere, vivere, vivere, vedermi, udirmi, toccarmi, sentirmi, soffrire, essere. Così, non vuole? Così, devo morire ente di finzione? Ebbene, mio creatore, mio signor Miguel, anche lei morirà, anche lei, e tornerà al nulla dal quale venne...Dio tralascerà di sognarla! Morirà lei e moriranno tutti coloro che leggeranno la mia storia, tutti, tutti, tutti, senza che uno rimanga! Enti di finzione come me; uguali a me! Moriranno tutti, tutti, tutti; ve lo dico io, Augusto Pérez, ente fittizio come voi, nivolesco tanto quanto voi. Perché lei, mio creatore, mio signor Miguel, lei non è altro che un ente nivolesco, ed enti nivoleschi i suoi lettori, tanto quanto me, Augusto Pérez, sua vittima».
    Il finale ormai è prevedibile, per ricordarci che «noi uomini non soccombiamo alle grandi pene o alle grandi allegrie perché queste pene e queste allegrie sono avvolte in un'immensa nebbia di piccoli incidenti. E la vita è questo, nebbia. La vita è una nebulosa [e di questo è bene non dimenticarsene mai, altrimenti si riamane intrappolati come Arturo in una vita che si vorrebbe, e non si ha, in un desiderio che si vorrebbe custodire, ma che non ci è proprio per rimanere delusi e mai uscire dalla nebbia, da un tunnel senza fine – trappola moderna – senza riuscire a disfare la propria esistenza: un limbo infinito, un perenne dolore, un macigno sul cuore n.d.r.]».

    «La mia vita è un romanzo, una novella, una nivola, o che altro ancora? Tutto quello che succede a me, e a quelli che mi stanno intorno, è realtà o finzione? Non sarà forse un sogno di Dio o chissà chi, che svanirà nel nulla quando Lui si sveglierà? E non sarà per questo che Gli dedichiamo cantici e preghiere, per continuare a farlo dormire, per conciliargli il sonno? E se tutte le liturgie, di tutte le religioni, non fossero che un modo di cullare Dio mentre dorme, perché non possa mai svegliarsi e smettere di sognarci? […]».

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  • 4

    Un romanzo filosofico molto divertente, tenero e buffo che prende in giro un po' tutti, protagonisti, autori e lettori. Racconta gli spasmi esistenziali di Augusto, innamorato, attraverso una donna (o ...continue

    Un romanzo filosofico molto divertente, tenero e buffo che prende in giro un po' tutti, protagonisti, autori e lettori. Racconta gli spasmi esistenziali di Augusto, innamorato, attraverso una donna (o forse due o forse tre), dell'intero universo femminile. Da leggere.

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  • 4

    mind blowing

    Non sapevo che aspettarmi, sinceramente, e quando ho iniziato a leggerlo mi ricordava un po' Joyce o tutti gli altri scrittori di inizio '900 con il loro flusso di coscienza e monologo interiore, e in ...continue

    Non sapevo che aspettarmi, sinceramente, e quando ho iniziato a leggerlo mi ricordava un po' Joyce o tutti gli altri scrittori di inizio '900 con il loro flusso di coscienza e monologo interiore, e in alcune parti mi ha fatto pensare a Pirandello. Ero lì che annuivo e certe volte mi ritrovavo a fissare il nulla, in contemplazione mistica, specie nelle parti più filosofeggianti. Mi è piaciuto sin da subito, tanto che non riuscivo a smettere di leggerlo (certo, alcune parti sono state un po' più pesanti di altre, ma nel complesso non è stato male).
    Devo ancora capire la poetica di questo autore (anche perché devo studiarlo per un esame, che novità- wow!), ma questo libro, che da quanto ho capito, è il suo più famoso/conosciuto ha messo in moto il mio cervello che si era un po' addormentato con "La Regenta" (che ho dovuto un attimo lasciare in disparte perché mi trovavo ad un punto morto).
    Sono molto soddisfatta.

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  • 2

    De Unamuno é considerato un grande della letteratura spagnola di inizio ´900, a questa "nivola" (neologismo inventato dall´autore per prendere le distanze dalla "novella" realistica) non mancano motiv ...continue

    De Unamuno é considerato un grande della letteratura spagnola di inizio ´900, a questa "nivola" (neologismo inventato dall´autore per prendere le distanze dalla "novella" realistica) non mancano motivi di interesse, ma certi sperimentalismi (l´incertezza del soggetto, il gioco tra personaggio e autore) li abbiamo mangiati, digeriti e forse anche espulsi perció ahimé a tanti anni di distanza mi sento di dire che é un libro invecchiato male, purtroppo

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  • *** This comment contains spoilers! ***

    5

    西班牙哲學家 Unamuno 的小說, 遠沒有其哲學代表作 The Tragic Sense of Life 般難讀, 反而很幽默, 有著 Don Quixote 般的荒誕不經, 亦有一個像維特般的苦戀不遂而欲自殺的愛情故事. 但最後數十頁真的太精彩, Unamuno 以其獨創的一個字 "Nivola" 取代了傳統的小說 (Novela), 既是這本書的體裁, 也是這本書的副題 (且與書名Ni ...continue

    西班牙哲學家 Unamuno 的小說, 遠沒有其哲學代表作 The Tragic Sense of Life 般難讀, 反而很幽默, 有著 Don Quixote 般的荒誕不經, 亦有一個像維特般的苦戀不遂而欲自殺的愛情故事. 但最後數十頁真的太精彩, Unamuno 以其獨創的一個字 "Nivola" 取代了傳統的小說 (Novela), 既是這本書的體裁, 也是這本書的副題 (且與書名Niebla (Mist) 含混性地音近), 更暗喻了人生其實也只是如 Nivola 一般的悲喜劇, 正式書名 "迷霧" 其實是主角原來的做人態度, 也是陷入痛苦後把生命的一切都加以"混淆, 嘲諷, 懷疑"的解脫之道. 主角最後與作者 Unamuno 的面談的哲理性簡直可媲美莊子的 "莊周夢蝶" - 存在只是一場夢, 一場霧, 一切只是虛構? 我們不是自己生命的作者? "作者"對我們操生殺之權, 那麼, 如果我們要把作者殺掉又如何? 那個才是更加真實, 是作者, 主角, 還是讀者?

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  • 3

    “Noi uomini non siamo soggetti né alle grandi gioie né ai grandi dolori, perché queste gioie e questi dolori ci giungono avvolti in un'immensa nebbia di piccoli eventi. E la vita non è altro che quest ...continue

    “Noi uomini non siamo soggetti né alle grandi gioie né ai grandi dolori, perché queste gioie e questi dolori ci giungono avvolti in un'immensa nebbia di piccoli eventi. E la vita non è altro che questo, nebbia". Lo è quella di Augusto Perez, che esce di casa e non sa se andare a destra o a sinistra che si innamora di una donna e di tutte le donne, che passa le sue giornate tra la filosofia e gli incontri con amici che lo catapultano in altre vite. Poi una cocente quanto banale delusione fa precipitare tutto e…non svelo di più perché in quel di più sta l’essenza e l’originalità del libro, in cui c’è tanto Pirandello.
    “La mia vita è un romanzo, una novella, una nivola, o che altro ancora? Tutto quello che succede a me, e a quelli che mi stanno intorno, è realtà o finzione? Non sarà forse un sogno di Dio o chissà chi, che svanirà nel nulla quando Lui si sveglierà? E non sarà per questo che Gli dedichiamo cantici e preghiere, per continuare a farlo dormire, per conciliargli il sonno? E se tutte le liturgie, di tutte le religioni, non fossero che un modo di cullare Dio mentre dorme, perché non possa mai svegliarsi e smettere di sognarci? […]”
    Il romanzo viene pubblicato per la prima volta nel 1914 e gettato tra le trincee della grande guerra a frantumare se stesso, il protagonista e l’autore. Credo che la congiuntura della sua “gestazione” ne spieghi anche tanta parte. Perché quella prima grande guerra è la massima spaccatura e divaricazione dell’individuo e cambierà anche la letteratura e poi perché gli inizi del 900 segnano anche il definitivo crollo delle geometrie euclidee e da lì in poi inizia un periodaccio per le idee di certezza assoluta, individuo e verità. Il surrealismo di Unamuno fotografa quella sensazione e quella perdita.
    Due chicche: il monologo di Orfeo (il cane) e la teorizzazione della differenza tra gli idioti puri e quelli spuri! Per il resto, il libro ha un suo perché senza perché…non che avvinca o se ne esca cambiati ma è piacevolmente e irridentemente diverso e a volte basta questo.

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