Niente

Di

Editore: Feltrinelli

3.7
(639)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 144 | Formato: Tascabile economico | In altre lingue: (altre lingue) Tedesco , Inglese , Spagnolo , Chi tradizionale , Basco , Catalano , Francese

Isbn-10: 8807018853 | Isbn-13: 9788807018855 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Maria Valeria D'Avino

Disponibile anche come: Altri , Paperback

Genere: Narrativa & Letteratura , Filosofia , Adolescenti

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Descrizione del libro
"Se niente ha senso, è meglio non far niente piuttosto che qualcosa" dichiara un giorno Pierre Anthon, tredici anni. Poi, come il barone rampante, sale su un albero vicino alla scuola. Per dimostrargli che sta sbagliando, i suoi compagni decidono di raccogliere cose che abbiano un significato. All'inizio si tratta di oggetti innocenti: una canna da pesca, un pallone, un paio di sandali, ma presto si fanno prendere la mano, si sfidano, si spingono più in là. Al sacrificio di un adorato criceto seguono un taglio di capelli, un certificato di adozione, la bara di un bambino, l'indice di una mano che suonava la chitarra come i Beatles. Richieste sempre più angosciose, rese vincolanti dalla legge del gruppo. È ancora la ricerca del senso della vita? O è una vendetta per aver dovuto sacrificare qualcosa a cui si teneva davvero? Abbandonati a se stessi, nella totale inesistenza degli adulti e delle loro leggi, gli adolescenti si trascinano a vicenda in un'escalation d'orrore. E quando i media si accorgono del caso, mettendo sottosopra la cittadina, il progetto precipita verso la sua fatale conclusione. Il romanzo mette in scena follia e fanatismo, perversione e fragilità, paura e speranza. Ma soprattutto sfida il lettore adulto a ritrovare in sé l'innocente crudeltà dell'adolescenza, fatta di assenza di compromessi, coraggio provocatorio e commovente brutalità.
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  • 1

    Il concept del libro c'è " la catasta del significato ", trovare un significato alla vita dal punto di vista adolescenziale. L'adolescente non è maturo, questo è vero, ma non è nemmeno un bambino, orm ...continua

    Il concept del libro c'è " la catasta del significato ", trovare un significato alla vita dal punto di vista adolescenziale. L'adolescente non è maturo, questo è vero, ma non è nemmeno un bambino, ormai ha le basi per formulare idee e pensieri.
    Solo poi, gradita la tematica del libro, dopo 25 pagine volevo accostarmi all'autrice e fornire suggerimenti per proseguire la storia. Non mi era mai successo di provare rabbia o voglia di sostituirmi all'autore. In 100 pagine o affronti il tema o decidi che vuoi fare un libro macabro e stupido per bambini. C'è presunzione e distacco dalla tematica nel voler mettere troppa carne al fuoco, nel voler stupire a tutti i costi. Per me banale e di niente c'ho trovato solo il libro.
    Peccato perchè poteva venir fuori un buon racconto!

    ha scritto il 

  • 3

    15° lettura condivisa di SALERNO CHE LEGGE

    E' curioso come nel 2012, un libro pulp che si interroga sul relativismo culturale, abbia avuto talmente tanta risonanza da essere persino censurato. Non promette bene l'inizio scopiazzato dal "Barone ...continua

    E' curioso come nel 2012, un libro pulp che si interroga sul relativismo culturale, abbia avuto talmente tanta risonanza da essere persino censurato. Non promette bene l'inizio scopiazzato dal "Barone rampante" di Calvino, ma il crescendo di umorismo orrido fa continuare la lettura. Un libro sul senso delle cose che pretenderebbe (a mio avviso riuscendoci) di spiegare l'odio sul pianeta, le guerre, la rabbia omicida, la miseria umana e quant'altro, forse perché la mancanza di senso in questa vita è in buona sostanza indigesta per l'uomo, unico animale cosciente della sua biologica finitezza. Libro divertente, macabro, violento, inutile. Insomma un piacevole niente. Buono.

    ha scritto il 

  • 3

    Non esiste, credo, interrogativo più grande e disorientante e "terremotante" di quello che chiama in gioco IL SIGNIFICATO.
    Quando la domanda di senso ci tormenta, e l'adolescenza è l'humus in cui germ ...continua

    Non esiste, credo, interrogativo più grande e disorientante e "terremotante" di quello che chiama in gioco IL SIGNIFICATO.
    Quando la domanda di senso ci tormenta, e l'adolescenza è l'humus in cui germoglia e levita, rimpiccioliamo o ci espandiamo per tentare risposte.
    Costruiamo totem, simulacri e bandiere.
    A volte, nella frenesìa, rischiamo di perdere il contatto con le cose e col mondo.
    L'essere umano è un essere attributore di senso, e la costruzione di una personale risposta è fatta di ciò che siamo. Ciò che siamo è fatto di noi e di "altro da noi".
    Cosa accade quando ciò che è intorno a noi è talmente effimero e ci abbandona a noi stessi e ci volta le spalle? Il precipizio è a un passo.
    E' un libro che muove le viscere.

    ha scritto il 

  • 4

    Un niño llamado Pierre Anthon de repente se levanta a mitad de la clase y dice:
    Nada importa. Hace mucho que lo sé. Así que no merece la pena hacer nada. Eso acabo de descubrirlo.

    Por lo que se sube a ...continua

    Un niño llamado Pierre Anthon de repente se levanta a mitad de la clase y dice:
    Nada importa. Hace mucho que lo sé. Así que no merece la pena hacer nada. Eso acabo de descubrirlo.

    Por lo que se sube a un árbol repitiendo lo mismo y sus compañeros de clase, preocupados, intentan buscar objetos que le den un significado a la vida. Es así como crearán el montón de significado. La narrativa de Janne Teller es muy ligera de leer por lo que el libro se podría leer en menos de un día o dos. Cada uno de los personajes están perfectamente definidos y se pueden diferenciar unos de otros.

    Supuestamente este libro iba dirigido a adolescentes para mostrar un lado más ligero de un pensamiento filosófico (el existencialismo y el fundamentalismo), sin embargo, conforme se va desarrollado la trama nos podemos percatar que se convierte en un circo horrorizado que muy bien podría ser mal interpretado por una persona de esas edades, todo depende qué tan familiarizados estén con los temas relacionados. En lo que se refiere a los adultos, puede que les guste.

    Aunque no lo considero como el mejor libro dentro del ámbito, si buscan un libro mucho más sencillo y que te introduzca a la filosofía recomendaría mejor "El Mundo de Sofía". (Porque supuestamente, NADA es para introducirte). El lado bueno de esto es que causa reacciones, es un libro para debatir y para platicar sobre que percepción obtuviste de él. Me gustaría hablar más acerca del libro, pero pienso que sería spoiler.

    Aunque si gustan, podría ser tanto una entrada como un vídeo hablando detalladamente de él sobre lo que entendí de su contenido y hacer un mini debate con ustedes. Blog: senoritaespecial.blogspot.com Reseña en YouTube: https://youtu.be/Ff50RIpOoEo

    ha scritto il 

  • 4

    Niente: la crudele adolescenza

    Ricordate la storia di Cosimo Piovasco di Rondò, il barone rampante di Italo Calvino? La vicenda del romanzo “Niente” di Janne Teller inizia all’incirca nello stesso modo: il tredicenne Pierre Anthon ...continua

    Ricordate la storia di Cosimo Piovasco di Rondò, il barone rampante di Italo Calvino? La vicenda del romanzo “Niente” di Janne Teller inizia all’incirca nello stesso modo: il tredicenne Pierre Anthon sale su un albero e non ne vuole scendere più.
    La somiglianza tra il racconto di Calvino e quello di Jane Teller però finisce qui, perché le motivazioni di Pierre Anthon sono molto diverse da quelle di Cosimo.
    Nella tranquillità del paesino danese in cui vive, Pierre Anthon dopo essersi reso conto che “se niente ha senso, è meglio non far niente piuttosto che qualcosa”, sale su albero di susine piantato vicino alla scuola e da lassù risponde con frasi sull’insensatezza della vita a chiunque cerchi di farlo scendere dai rami.
    Per dimostrargli che è in errore, i suoi compagni di classe decidono di raccogliere in una “catasta del significato” ciò che ciascuno ha di più caro. Ogni componente decide ciò che riveste più significato per un altro componente. All'inizio si tratta di oggetti innocenti: una canna da pesca, un pallone, un paio di sandali, un diario segreto, ma presto si fanno prendere la mano e le richieste diventano sempre più azzardate, in un crescendo vincolato dalla legge del gruppo e dal rancore di aver sacrificato ciò a cui tenevano di più.
    La catasta assemblata in una vecchia segheria dismessa è il “piccolo segreto” che i ragazzi vogliono custodire: il mondo degli adulti non deve saperlo, ma in realtà genitori, insegnanti e quelle che dovrebbero essere le loro figure di riferimento sono completamente disinteressate a ciò che questi ragazzini stanno compiendo. Gli adulti di questa sonnacchiosa cittadina si accorgeranno dell’escalation di follia solo quando gli adolescenti riveleranno il misfatto.
    Questo libro, fin dalla sua comparsa nel 2000, ha suscitato da una parte polemiche accese dall'altra un fenomenale successo di pubblico e critica: ad impressionare è il punto di vista scelto, quello di un’infanzia non edulcorata, non “buona e gentile” anzi cattiva soprattutto quando è in gruppo. Le dinamiche tra Agnes, Sofie, Elise, Jan-Johan, Ole, Richard e gli altri componenti della banda ricordano molto quelle dei ragazzini narrati da William Golding nel romanzo “Il signore delle mosche”. La voce narrante è quella di Agnes e la scrittura è semplice e piana, proprio come sarebbe quella di una ragazzina e questo espediente narrativo rende ancora più paradossale il contenuto del libro.
    L’editore Feltrinelli ha pubblicato questo romanzo, o forse data la sua brevità (solo 119 pagine) questo racconto lungo, in una collana di narrativa non per ragazzi, anzi nel risvolto di copertina chiama in causa il lettore adulto e lo invita attraverso la lettura a “ritrovare in sé l’innocente crudeltà dell’adolescenza, fatta di assenza di compromessi, coraggio provocatorio e commovente brutalità”, ma questo libro è nato come libro per ragazzi e in tutti i paesi in cui è stato tradotto è considerato per ragazzi nonostante la violenza narrata.
    L’atto più brutale è nel far leggere agli adolescenti solo libri confortanti: spesso i libri più belli infatti sono ”pugni nello stomaco” e, a scanso di equivoci, è bene ricordare che la descrizione di un mondo bello e rassicurante non appartiene neanche alle più famose fiabe.

    ha scritto il 

  • 4

    Crudele, spietato, spiazzante. A tratti rischia pericolosamente di inciampare nei simboli, di apparire eccessivamente didascalico. Ma quando pensi ormai di aver colto una falla, la storia ti spiazza, ...continua

    Crudele, spietato, spiazzante. A tratti rischia pericolosamente di inciampare nei simboli, di apparire eccessivamente didascalico. Ma quando pensi ormai di aver colto una falla, la storia ti spiazza, sposta il punto di vista, riguadagna una visione originale “da bambini”, recupera l’essenza nascosta delle cose. Così questo libro diventa un crescendo inatteso, una continua sorpresa, una inaspettata epopea che quasi ti toglie il respiro. Mi ha colpito la capacità di rendere con grande coerenza le dinamiche di gruppo di un’età così difficile da descrivere. I ragazzini e le ragazzine di questo libro sono veri, e per questo forse ancora più spaventosi. In loro convivono ingenuità e ingegno, crudeltà e generosità, viltà e coraggio, e sono queste contraddizioni a renderli reali. La Teller è brava nel raccontarceli senza un briciolo di moralismo con uno stile essenziale, diretto, efficace come un pugno nello stomaco.

    ha scritto il 

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