Nineteen Eighty-Four

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Publisher: Houghton Mifflin Harcourt (HMH)

4.5
(32524)

Language: English | Number of Pages: | Format: Hardcover | In other languages: (other languages) French , Spanish , Russian , Chi simplified , Chi traditional , Portuguese , Italian , German , Norwegian , Catalan , Dutch , Japanese , Swedish , Hungarian , Polish , Slovenian , Greek , Basque , Galego , Czech , Danish , Indian (Hindi) , Turkish

Isbn-10: 0156035847 | Isbn-13: 9780156035842 | Publish date: 

Also available as: Paperback , Audio Cassette , Library Binding , Softcover and Stapled , Audio CD , Mass Market Paperback , Others , eBook , Leather Bound

Category: Fiction & Literature , Political , Science Fiction & Fantasy

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Book Description
Nineteen Eighty Four, by George Orwell - Akasha Classics, AkashaPublishing.Com - It wasa bright cold day in April, and the clocks were striking thirteen.
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  • 5

    Libertà è la libertà di dire che due più due fa quattro.

    Ebbene sì, due più due può anche fare cinque. E' quel che accade se il pensiero viene anestetizzato, se la legittima ribellione viene piegata, se a ogni deviazione dalla norma corrisponde una tortura, ...continue

    Ebbene sì, due più due può anche fare cinque. E' quel che accade se il pensiero viene anestetizzato, se la legittima ribellione viene piegata, se a ogni deviazione dalla norma corrisponde una tortura, se l'originalità è errore nel sistema, se le idee sono coercizioni tiranniche, se lo stato è sopraffazione, se la storia è arbitrio, se l'informazione è un organo del potere, se la tecnologia è totale assenza di privacy e diuturno rimbambimento forzato, se essere partecipativi è adorare e servire il grande capo (cioè la Grande Ideologia, il Grande Fantasma, il Grande Fratello o Fratello Maggiore), se l'arroganza è potere, se chi si rivolta è ingiuriato, deriso, additato come mostro, se vigono il controllo, il riallineamento forzato, la disumanità generalizzata, e se la società diventa un incubo asfissiante, un orrendo alveare, una squallida e lercia prigione.
    Questo libro è un monito: i cittadini lottino contro le derive totalitarie della politica finché sono in tempo. Nessuno si aspetti alcunché di consolatorio da questo cupo ritratto di un ipotetico mondo futuro, né alcunché di totalmente campato per aria. Con il pretesto di un pessimistico futuro di fantasia, la distopia serve a parlare del presente.

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  • 5

    Il Grande Fratello

    1984 è un romanzo di fantascienza a carattere distopico scritto da Orwell pubblicato nel 1949 ma iniziato a scrivere nel 1948 anno da cui deriva il titolo, ottenuto appunto dall'inversione delle ultim ...continue

    1984 è un romanzo di fantascienza a carattere distopico scritto da Orwell pubblicato nel 1949 ma iniziato a scrivere nel 1948 anno da cui deriva il titolo, ottenuto appunto dall'inversione delle ultime due cifre. In questo romanzo l’autore ci mostra una proiezione futura del mondo (1984) in cui la Terra è divisa in tre grandi potenze con regime totalitarie , Oceania, Eurasia ed Estasia , impegnate in una perenne guerra tra loro, il cui scopo principale è mantenere il controllo totale sulla società. Il protagonista di questo romanzo è Winston Smith un impiegato del Ministero della Verità nella città di Londra , lui vive in uno squallido palazzo al settimo piano in cui è istallato un teleschermo cioè un televisore forniti di telecamera, installati per legge in ogni abitazione che non possono essere spenti , ma al massimo si può abbassare il volume dell'audio. Questi televisori-telecamere, presenti ovunque, oltre a diffondere propaganda 24 ore su 24, spiano la vita di qualunque membro del Socing, annullando di fatto ogni possibile forma di privacy: in questo modo, il governo può osservare facilmente qualsiasi forma di comportamento, anche inconsapevole, che riveli che un individuo abbia pensieri contrari all'ortodossia del Partito. Tale meccanismo di osservazione è portato avanti continuamente, e su ogni singolo membro del Partito , quindi la società è amministrata secondo i principi del Socing il Partito Socialista Inglese, ed è governata da un onnipotente partito unico con a capo il Grande Fratello, un personaggio che nessuno ha mai visto di persona ma che appare in manifesti affissi dappertutto e che tiene costantemente sotto controllo la vita di tutti i cittadini proprio tramite questi schermi . Da notare la squisita contraddizione dello slogan del partito che evince l’assurdità di una società
    La guerra è pace La libertà è schiavitù L’ignoranza è forza
    Tutti i temi del totalitarismo sono racchiusi in queste tre frasi partendo dall’ultima piu il popolo è ignorante più è facile da controllare e piegare al proprio volere avendo dei robot che non si pongono più domande ed eseguono senza esitazioni i comandi del partito , che si collega con la seconda frase abolendo la libertà di pensiero , associazioni , personale non si ha un confronto di idee tra gli individui si viene a sapere solo delle vittorie del partito con il conseguimento del nono piano triennale , delle schiaccianti vittorie contro i nemici numero 1 dell’Eurasia , ma chi ha un po’ di cervello capisce che sono tutte menzogne spacciate per verità assolute , il popolo vive nella miseria con le razioni di cibo sempre piu ridotte e le abitazioni che cadono a pezzi a volte con la mancanza di riscaldamento , una magra consolazione le vittorie esterne contro un nemico che potrebbe essere immaginario .
    Ogni giorno gli impiegati del ministero assistono ai “2 minuti di odio” ascoltando in uno schermo la propaganda di un Traditore del partito che invoca la libertà di pensiero di stampa l’abolizione della dittatura ecc… mentre gli impiegati quasi come un fatto istintivo iniziano ad insultarlo , dopo quei 2 minuti la rabbia sparisce , in quel momento Winston inizia a pensare questa rabbia no è rivolta al Traditore ma al partito stesso solo che nessuno ha il coraggio di dirlo apertamente ma lo intuisce da un fugace sguardo rivoltogli da un collega. Winston decide di scrivere un diario approfittando di un angolo in cui non può essere spiato visto l’errore di posizionamento dello schermo che ha lasciato un punto cieco e pian piano gli riaffiorano ricordi del passato .

    "1984" è, in effetti, un terribile ed efficace atto d'accusa da parte di Orwell nei confronti della pretesa totalitaria di voler piegare la realtà e le persone ad un fine superiore, che idealmente coincideva con la felicità del popolo, ma alla fine si identificava nell'ubbidienza cieca ai partiti totalitari e ai loro leader.

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    4

    quasi 4

    Un classico che volevo leggere da tanto tempo, in realtà non perchè sia il mio genere ma perchè avevo questa idea di dargli un'occhiata prima o poi.
    All'inizio non mi stava piacendo molto, o meglio lo ...continue

    Un classico che volevo leggere da tanto tempo, in realtà non perchè sia il mio genere ma perchè avevo questa idea di dargli un'occhiata prima o poi.
    All'inizio non mi stava piacendo molto, o meglio lo trovavo un po' pesante (magari ero anche stanca io quando mi mettevo a leggere, chissà) poi dopo ha iniziato a scorrere molto più facilmente (tranne alcune parti in cui ho saltellato un pochino, tipo gli estratti del libro di Goldstein..l'ho detto che non è il mio genere no? XD). Il panorama descritto è certamente inquietante ma ancora di più, forse, lo è il finale di cui, devo ammettere, sono rimasta sopresa: ero convinta che il fine ultimo del libro fosse mostrarci la lotta e la vittoria sul Grande Fratello, se non del protagonista almeno delle generazioni future, lasciando quindi un minimo di speranza, una crepa..lasciando intendere che cambiare le cose sarebbe stato possibile almeno un domani. E invece no.

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  • *** This comment contains spoilers! ***

    4

    Recensione di Universi Incantati

    Negli ultimi anni mi è capitato tantissime volte d'imbattermi in questo titolo: la prima volta è stato perché associato da un lettore al primo volume del mio romanzo ("Eleinda - Una leggenda dal futur ...continue

    Negli ultimi anni mi è capitato tantissime volte d'imbattermi in questo titolo: la prima volta è stato perché associato da un lettore al primo volume del mio romanzo ("Eleinda - Una leggenda dal futuro"), mentre una delle ultime è avvenuto quando ho letto "1Q84" di Haruki Murakami: avendo amato la trilogia dell'autore giapponese e sapendo che aveva attinto proprio da qui, era un anno che desideravo leggere questo classico del '900, e le mie aspettative erano altissime.

    Premesso che quest'opera ha in comune giusto il titolo con la trilogia di Murakami, devo confessare che l'opera giapponese mi è piaciuta molto di più per un semplice gusto personale: preferisco le storie dove l'amore vince su ogni cosa. La storia che invece racconta l'inglese Orwell è, esattamente come appurato dalla recente lettura de "La fattoria degli animali" (la recensione qui), una malinconica, amarissima, e crudelmente spiattellata disillusione. Fino all'ultimo si spera, si sogna, ci si illude, ma ogni resistenza umana è stata inutile perché vince il male.
    C'è crudeltà, ma diversamente da "La fattoria degli animali" non è satira: l'uomo non è personificato dalle creature animali, qui il totalitarismo spezza l'individuo, lo viviseziona, e dopo una lentissima agonia lo distrugge, non solo nel corpo ma soprattutto nella mente, nell'anima, nella natura della sua essenza.
    Penso che sia una delle prime e uniche opere dove non si riesce a vedere nemmeno un briciolo di umanità. Il non riuscire a identificare il responsabile di quanto accade è inoltre frustrante, perché come si può combattere il male se non si sa chi ne fa le veci? Chi diavolo è il Grande Fratello? Una figura astratta, un dio del male irraggiungibile, ma che al tempo stesso è ovunque, perché controlla ogni singolo individuo della Terra ed pronto a punirlo per... la pace? Ma no, si tratta di puro e semplice potere.

    Prima la sottomissione, poi l'umiliazione, infine la resa totale e incondizionata. Qual'è l'altra parola che solitamente si associa all'aggettivo "incondizionato"? Esatto, è l'amore, il sentimento più forte di tutti. E' terribile ma il Grande Fratello riesce a ottenere anche quello...
    Dimenticate le gesta di sottomissione perpetuate da personaggi come Christian Grey o le sadiche, crudeli torture inflitte da Ramsey Bolton a Theon Greyjoy e Sansa Stark, la tecnica del Partito è astuta, paziente, e non ha niente di eclatante (se non nella "stanza 101") e il manifesto è folle solo in apparenza: con le spiegazioni diventa di una logica disarmante! Distorta, ma comunque logica. La cosa per me più inquietante è il pensiero che questa si applichi silenziosamente anche nella realtà di chi ci governa.

    "LA GUERRA È PACE
    LA LIBERTÀ È SCHIAVITÙ
    L'IGNORANZA È FORZA"

    Al di là degli ingiustificabili comportamenti umani, penso che davvero televisione e mass media non facciano altro che alimentare odio e malcontento: i "Due Minuti d'Odio" nella nostra realtà, purtroppo, durano almeno mezz'ora quando passano i telegiornali, e si ripetono più volte al giorno...
    Un'altra similitudine l'ho notata quando si fa riferimento alla Lotteria: i "prolet" siamo noi a tutti gli effetti:

    "La Lotteria, con le enormi cifre che corrispondeva settimanalmente, era il solo avvenimento pubblico per il quale i prolet nutrissero un serio interesse. In tutta probabilità, vi erano milioni di prolet per i quali la Lotteria costituiva la principale, se non unica, ragione di vita. Per loro era una delizia, una felice follia, un conforto, uno stimolante. Quando era in ballo la Lotteria, anche persone che sapevano a malapena leggere e scrivere dimostravano di riuscire a fare calcoli complicatissimi e di possedere una memoria stupefacente. Vi era poi tutta una cricca di persone che si guadagnavano da vivere vendendo amuleti, sistemi per vincere e pronostici. Winston non aveva nulla a che fare con l'organizzazione della Lotteria, che era gestita dal Ministero dell'Abbondanza, a sapeva, come del resto sapevano tutti i membri del Partito, che i premi erano per la gran parte immaginari. A essere pagate veramente erano soltanto somme esigue, mentre i grossi premi erano attribuiti a persone inesistenti"

    Mi sono permessa di classificare il libro nel genere distopico: pur riferendosi a un anno ormai passato per noi, va considerato che l'autore l'aveva scritto nel 1949, per cui si potrebbe davvero etichettare come uno dei primi distopici della storia della letteratura; nessuno vorrebbe vivere in un mondo simile che, tra l'altro, omologa le persone e le spinge a tradirsi l'uno con l'altro; persino i figli sono pronti a segnalare i propri genitori alle autorità.
    Non c'è più spazio per le emozioni o i sentimenti.

    "Era soprattutto questo che voleva sentirle dire. Non il semplice amore per una persona, ma l'istinto animale, il desiderio indifferenziato, nudo e crudo. Era questa la forza che avrebbe mandato il Partito in pezzi. [...] Quel corpo giovane e forte, ora indifeso nel sonno, destò in lui un sentimento di protezione, di compassione, ma quella tenerezza incondizionata, che aveva provato sotto il nocciolo mentre il tordo cantava, non l'aveva più sentita. Spostò la tuta e restò a guardare attentamente i suoi fianchi morbidi e bianchi. Una volta, pensò Winston, un uomo guardava il corpo di una ragazza, lo desiderava, e questo era tutto; ora non vi era spazio né per il puro amore né per la pura lussuria. Non esistevano emozioni allo
    stato puro, perché tutto si mescolava alla paura e all'odio. Il loro amplesso era stato una battaglia, 'orgasmo una vittoria. Era un colpo inferto al Partito. Era un atto politico."

    "1984" vede protagonisti Winston e Julia; un uomo di trentanove anni e una ragazza poco più che ventenne. Entrambi si ribellano alla legge, ma la loro è una lotta personale, intima, e non estesa all'intera società: Winston scrive di nascosto su un quaderno e la libertina Julia col suo atteggiamento affronta (sempre di nascosto) la Lega Antisesso, di cui è apparentemente una sostenitrice. Si tratta di atti di ribellione alquanto miseri che certamente hanno un grande valore personale, ma bere un vero caffè o passare delle ore in un appartamento arredato di monili di un passato che il Partito si ostina a cancellare non cambia la realtà delle cose e, piuttosto, è un tentativo di fuga, una magra (ed effimera) consolazione.
    Con l'improvviso coinvolgimento di O'Brien e la fantomatica organizzazione di Goldstein ero pronta a un rovesciamento: pensavo davvero che il libro avrebbe preso una piega in stile "Ghiandaia Imitatrice contro Presidente Snow" ed ero piena d'entusiasmo, ma ripeto, qui una vera figura antagonista non c'è, nessuno ha super poteri e men che meno armi! In fin dei conti sarebbe stato scontato e banale, mentre l'opera di Orwell vuole essere originale, e soprattutto, vuole dare un chiaro messaggio, indipendente dall'intrattenimento. Per dare questo messaggio, Orwell dev'essere duro, fare ciò che il lettore non vorrebbe che facesse. Da qui, l'aspetto che più mi ha affascinato di questo libro: i buoni vengono catturati e non hanno scampo. Non ci sono eroi, ma persone comuni.

    Un altro punto a favore del romanzo è la descrizione della società: non si è liberi di pensare altrimenti si commette uno "psicoreato", occorre stare attenti alle espressioni involontarie del viso altrimenti si cade nel "voltoreato", fondamentale è dimenticare tutto ciò che concerne il passato e i ricordi, perché il "bipensiero" non accetta altra verità se non quella imposta dal Partito, e se il Partito dice che si è in guerra con l'Eurasia da sempre, quando fino al giorno prima si era da sempre in guerra con l'Estasia, quella diventa la nuova verità.
    Trovo inoltre affascinanti i giochi di parole e come Orwell si destreggi tra sinonimi e contrari per creare enormi contraddizioni.
    La creazione della Neolingua è per me più intrigante dell'incomprensibile lingua degli elfi di Tolkien o della lingua Dothraki di Martin, perché interessa la nostra lingua, quella vera, e l'appendice finale intitolata "i principi della neolingua" assottiglia quel già fragile confine tra finzione e realtà; sul serio, per come è trattata seriamente, così ricca di argomentazioni, credevo esistesse davvero, o che ne avessero fatto uso in un passato remoto visto che anche quest'opera di Orwell (come "La fattoria degli animali") si ispira al regime di Stalin.

    Pur essendo scritto in un linguaggio abbastanza semplice e diretto è stata una lettura a volte un po' pesante per il tipo di argomenti trattati (il libro di Goldstein su tutti) e a tratti avvincente, soprattutto per l'intera terza e ultima parte.
    L'epilogo è moralmente ed emotivamente distruttivo, ma capisco che l'intento dell'opera è quello di far riflettere per cui lo giustifico ampiamente.
    Anche se non sono solita amare libri che non hanno il lieto fine né messaggi positivi, il valore di quest'opera è fuori da ogni dubbio.
    Un libro che sarà difficile dimenticare.

    (http://valentinabellettini.blogspot.com)

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  • 5

    Che quest’opera di Orwell sia uno dei classici più citati in assoluto non è una novità degna di nota, la sua morale politica, spesso portata ad esempio da chi si trova a discutere di sistemi di govern ...continue

    Che quest’opera di Orwell sia uno dei classici più citati in assoluto non è una novità degna di nota, la sua morale politica, spesso portata ad esempio da chi si trova a discutere di sistemi di governo, democrazia, complotti, è risaputa, aggiungerei quasi “standardizzata”. Poche volte si pone, invece, l’accento sul suo spessore letterario e filosofico, un condensato di originalità che spinge 1984 molto al di là di una “critica ai totalitarismi”.
    Nel mondo futuro, logorato da precedenti guerre e rivoluzioni,un nuovo Dio nasce dalle macerie del vecchio, con l’intento di uniformare la società ad un’idea assoluta di felicità.
    Il Grande Fratello è la proiezione astratta di prospettive umane quali l'immortalità, l'infallibilità e il controllo del tempo, un’entità che, basandosi su una delirante dottrina di partito, afferma di non conoscere limiti materiali.
    All’interno della fitta rete di controllo totalizzante, dove il solo pensare è considerato il peggiore dei reati (psico-reato), si muove Winston, tra i pochi a conservare ancora un barlume di autocoscienza ed a provare emozioni che la nuova cultura ha cancellato.
    Leggere questo testo non può che dare nuova linfa ad una parola, quella di Libertà, così abusata da aver assunto, oggi, un significato scontato e banale.
    Orwell ci racconta una terrificante distopia travestita da utopia, urlando al mondo l’estremo valore di ciò che ci rende esseri umani: la libertà di autodeterminazione e la scelta di vivere le emozioni che preferiamo. Lo fa in modo unico, lasciandoci sentire più che capire, immedesimando il lettore nella Oceania della neo-lingua e della psico-polizia, dove anche il solo scegliere di fare l’amore in un bosco o in una piccola stanza piena di ricordi eliminati, può diventare un atto rivoluzionario.

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  • 3

    Un classico con il quale sono scesa ai patti dopo anni di tentennamenti.
    Agghiacciante la lungimiranza di Orwell, che ha ideato la perfetta sintesi di tutte le dittature novecentesche.
    C'è una nota di ...continue

    Un classico con il quale sono scesa ai patti dopo anni di tentennamenti.
    Agghiacciante la lungimiranza di Orwell, che ha ideato la perfetta sintesi di tutte le dittature novecentesche.
    C'è una nota di fondo, però, che mi ha reso il libro sgradevole. Non dal punto di vista del pensiero- no, non è quello, non credo si possa dare contro ad Orwell e a quello che Orwell cerca di spiegare, oggi, proprio no. Credo che riguardi il cinismo. O forse il finale, che chiude la storia ma forse no, boh, mi ha lasciata perplessa.
    C'è poi il fatto che è un romanzo scritto nel passato, ma ambientato nel futuro, che rispetto a noi è già passato, insomma... Collocazione temporale piena di incertezza.
    Nel complesso: un classico senza tempo (è proprio il caso di dirlo), ma non mi sento nè di rileggerlo nè di osannarlo.

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  • 5

    Ricordo che la prima volta lessi questo libro da adolescente, quindi poco meno di quarant'anni fa, in tempi non sospetti, quando ancora il format TV con questo titolo era molto di là da venire; trova ...continue

    Ricordo che la prima volta lessi questo libro da adolescente, quindi poco meno di quarant'anni fa, in tempi non sospetti, quando ancora il format TV con questo titolo era molto di là da venire; trovai il romanzo incredibilmente moderno se consideriamo che l'autore lo scrisse nel 1948, immaginando schermi, telecamere, trasmettitori. Visionario nella sua “premonizione” di un futuro dove tutti sono controllati, la libertà è solo una parola desueta, da ogni muro ammicca il volto immaginario ma incredibilmente reale di un uomo che GUARDA, il Grande Fratello appunto, e comanda i gesti, le parole, i pensieri, le anime della popolazione di Oceania. Il protagonista ha il compito di “scrivere” la Storia, così come stabilito dai suoi superiori giorno per giorno.
    Ora da adulta mi rendo conto che Orwell descrive una realtà che è quella che viviamo ora, con le notizie studiate a tavolino dai potenti, la maggioranza dei cittadini soggiogati dalle moderne droghe tecnologiche, la libertà sempre controllata da qualcuno. Uno scenario desolante.
    Sì, forse c'è un sottotesto di protesta ed un riferimento politico preciso nelle parole dell'autore, ma io ho apprezzato il romanzo per la pura alchimia della storia, dove fantascienza, dramma, genialità si intrecciano e formano una trama senza tempo.

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  • 5

    Consigliato, aiuta a riflette sul nostro mondo

    Un libro bellissimo che ognuno dovrebbe leggere almeno una volta nella vita. Scritto nel 1948 ma ancora oggi attuale, la sua lettura dovrebbe mettere in guardia da certi modi di pensare populisti e da ...continue

    Un libro bellissimo che ognuno dovrebbe leggere almeno una volta nella vita. Scritto nel 1948 ma ancora oggi attuale, la sua lettura dovrebbe mettere in guardia da certi modi di pensare populisti e da chi pensa che si vivrebbe meglio con qualche limitazione in più.
    Sicuramente una lettura non semplice ma 1984 merita di essere letto e compreso in ogni sua pagina visto gli anni che stiamo vivendo; fa paura scoprire alcune frasi che rispecchiano anche il nostro mondo.

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  • 2

    Di questo libro mi è rimasta in testa solo una gran confusione. Si può parlare di romanzo dispotico? A leggerlo ora, notiamo come molte cose che vengono denunciate da Orwell siano ormai radicate in no ...continue

    Di questo libro mi è rimasta in testa solo una gran confusione. Si può parlare di romanzo dispotico? A leggerlo ora, notiamo come molte cose che vengono denunciate da Orwell siano ormai radicate in noi e nella nostra società, anche se nel libro sono portate all'estremo. Non riesco bene a seguire il filo logico del discorso, perché parla di un passato che in realtà è un futuro, quindi nulla combacia ed è un mondo difficile da immaginare. Sicuramente c'è una denuncia non troppo velata, anche se a differenza del suo altro romanzo letto, la fattoria degli animali, l'ho trovato molto più caotico e anche più difficile da seguire. Forse non ero pronta per questo libro, forse non so davvero cosa significhi sottostare così tanto alla volontà di una società che ti annienta, forse semplicemente questo genere di romanzi non fanno per me. E' un libro che va letto, per prendere coscienza di quello che accade, di come la società ci preferisca miti e sottomessi, per riuscire magari ad aprire un pochino gli occhi ed evitare di riscrivere la storia con le stesse parole del passato. Però per me rimane un libro da due stelline, perché non sono riuscita a seguirlo con piacere.

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  • 5

    Geniale

    Pubblicato nel 1949 parla di geopolitica come se fosse in un futuro prossimo 1984 con la prospettiva di una futura società del 2050... questo libro più invecchia e più si avvicina alla realtà.
    La tota ...continue

    Pubblicato nel 1949 parla di geopolitica come se fosse in un futuro prossimo 1984 con la prospettiva di una futura società del 2050... questo libro più invecchia e più si avvicina alla realtà.
    La totale cancellazione del passato, il controllo della mente tramite i media, fare in modo che il popolo resti sempre mediocre tenendo un livello culturale basso cosicché il potente abbia sempre più potere. E poi il geniale intuito della neo lingua che semplifica il linguaggio, un modo anche questo per non far ragionare tanto ed è quello che succede oggi guardando e leggendo i messaggi che si scrivono su i vari social network che piano piano diventa linguaggio comune.

    said on 

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