Noi che ci vogliamo così bene

Di

Editore: Feltrinelli

3.7
(1351)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 255 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Spagnolo

Isbn-10: A000028978 | Isbn-13: 9788807015014 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Tascabile economico , Copertina rigida , Altri

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura , Storia

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Descrizione del libro
Ana, Maria, Isabel e Sara si prendono una vacanza da figli, mariti, lavoro e raccontano, si raccontano. E sono storie di resistenza, come quella della combattuta e combattiva Maria; di rinuncia, come quella di Sara che ha escluso di vivere con un uomo; di vuoto di ogni passione, come per Ana; o della schiavitù di marito e figli di Isabel. Ed è la storia anche di un Cile politicamente inquieto, tra la dittatura di Pinochet e la transizione ai tempi moderni.
E fra rabbia e ironia, pena e amore, le quattro donne rinvengono quella forza magicamente femminile che le unisce tra loro e alla Storia, e trovano il bandolo della matassa delle loro esistenze nella profezia di una vecchia guaritrice.
Il destino era già scritto nelle quattro carte: bastoni, ori, coppe, spade; e se l'avessero ascoltata, si sarebbero potuti risparmiare tante lacrime, molta solitudine, un miscuglio di tranquillanti e alcol, e parecchie altre croci.
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  • 0

    ma quando finisce...

    Non ho mai faticato così tanto a portare a termine un libro. Qualche anno fa lo avevo iniziato e lasciato a metà. Ho voluto provare a rileggerlo in quanto non mi piace non portare a termine la lettura ...continua

    Non ho mai faticato così tanto a portare a termine un libro. Qualche anno fa lo avevo iniziato e lasciato a metà. Ho voluto provare a rileggerlo in quanto non mi piace non portare a termine la lettura di un libro ma...quanta fatica!!! Ancora una decina di pagine...
    Non sono riuscita ad appassionarmi per nulla alle storie delle protagoniste.

    ha scritto il 

  • 2

    Un libro disordinato, un romanzo poco organico. Un cassetto pieno di bigiotteria, molti pezzi belli e un po' di paccottiglia. L'autrice infila in modo confuso queste mille storie di donne, un catalogo ...continua

    Un libro disordinato, un romanzo poco organico. Un cassetto pieno di bigiotteria, molti pezzi belli e un po' di paccottiglia. L'autrice infila in modo confuso queste mille storie di donne, un catalogo quasi completo, e sovrappone però troppi, davvero troppi piani temporali e voci di narratrici di secondo, terzo, eccetera grado. Bella la presenza della Storia cilena e della sofferenza di quel Paese. Efficace qualche ellissi, fuorviante la quarta di copertina. In qualche pezzo di vetro colorato ci guardiamo e ci riconosciamo; attraverso altri guardiamo il mondo; alcuni scivolano tra le dita e basta. E, giunte alla fine di questo libro "femminile", tra mille domande la più grande è: perché solo le donne raccontano se stesse?

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    2

    Carino ma..

    È un libro molto interessante, ma essendo stato classificato come un romanzo narrativo, ci si aspetterebbe una particolare focalizzazione sulla storia delle quattro amiche protagoniste della storia pi ...continua

    È un libro molto interessante, ma essendo stato classificato come un romanzo narrativo, ci si aspetterebbe una particolare focalizzazione sulla storia delle quattro amiche protagoniste della storia piuttosto che sul contesto storico. Tuttavia un buon libro!

    ha scritto il 

  • 2

    Ci ho impiegato un po' a leggere questo libro perché l'ho messo da parte per leggere altro e non mi stava nemmeno entusiasmando più di tanto. Quattro amiche cilene sull'orlo della quarantina si organi ...continua

    Ci ho impiegato un po' a leggere questo libro perché l'ho messo da parte per leggere altro e non mi stava nemmeno entusiasmando più di tanto. Quattro amiche cilene sull'orlo della quarantina si organizzano per trascorrere una vacanza sul lago lontane da famiglia e lavoro, ma l'avvio è solo un pretesto per focalizzare l'attenzione sulla vita e il passato di queste donne. Non era male, ma un po' troppo 'femminista' per i miei gusti. 'Femminista' perché i punti di vista sono esclusivamente di donne, perché si concentra volutamente su temi quali il rapporto di coppia (visto solo dal lato femminile), la carriera in opposizione o parallela alla famiglia, etc. Anche l'aspetto politico, così importante in un paese che ha subito anni di dittatura, era mero pretesto per mettere in luce la condizione femminile nella sua quotidianità. Sono temi che non mi hanno mai interessato e in più le storie che li rappresentano non sono riuscite a coinvolgermi. E l'assenza totale di una voce maschile pesa brutalmente.
    Voto: 6

    ha scritto il 

  • 0

    La D maiuscola

    Dissi ad una cara amica che, più per caso che per scelta, non ero solita leggere libri di autrici femminili. Mi ha regalato questo libro.
    Con parole semplici e forti Marcela Serrano prova a raccontare ...continua

    Dissi ad una cara amica che, più per caso che per scelta, non ero solita leggere libri di autrici femminili. Mi ha regalato questo libro.
    Con parole semplici e forti Marcela Serrano prova a raccontare alle donne cosa significhi essere Donne. Con tutto il peso e la sofferenza, ma anche la gioia e l'orgoglio di quella D maiuscola.

    ha scritto il 

  • 3

    In un Cile politicamente martoriato dal regime dittatoriale di Pinochet e attraversato da profondi cambiamenti socio-politici, si innesca un intreccio di storie tutte al femminile. Quattro donne amich ...continua

    In un Cile politicamente martoriato dal regime dittatoriale di Pinochet e attraversato da profondi cambiamenti socio-politici, si innesca un intreccio di storie tutte al femminile. Quattro donne amiche da sempre narrano le loro esperienze di vita fatte di rinuncia, arrendevolezza, ma anche tenacia, determinazione e combattività. Aldilà dei diversi percorsi intrapresi, la sfida più grande sembra essere la conquista della serenità.

    ha scritto il 

  • 5

    Un gruppo di 4 donne , che conducono vite molto diverse, si mettono d'accordo per vedersi almeno una volta l'anno per dedicare a se stesse e alla loro profonda amicizia spazio e tempo. Profonda solida ...continua

    Un gruppo di 4 donne , che conducono vite molto diverse, si mettono d'accordo per vedersi almeno una volta l'anno per dedicare a se stesse e alla loro profonda amicizia spazio e tempo. Profonda solidarietà e complicità tra donne che si vogliono così bene

    ha scritto il 

  • 3

    Mah!Le vicende vengono raccontate a volte in modo confusionario. Il personaggio di Maria l'ho trovato un po' scontato così come il concludersi del romanzo e della sua vicenda.
    Forse le vicende così co ...continua

    Mah!Le vicende vengono raccontate a volte in modo confusionario. Il personaggio di Maria l'ho trovato un po' scontato così come il concludersi del romanzo e della sua vicenda.
    Forse le vicende così come sono raccontate rispecchiano una visione del mondo femminile di quell'epoca. Comunque leggerò altro della Serrano, magari qualcosa di un po' più recente...

    ha scritto il 

  • 4

    La storie di quattro donne cilene, in un ampio periodo storico che va da prima di Allende a dopo Pinochet, in cui si intrecciano dolori e amori, problemi di tutti i giorni e tragedie, impegno politico ...continua

    La storie di quattro donne cilene, in un ampio periodo storico che va da prima di Allende a dopo Pinochet, in cui si intrecciano dolori e amori, problemi di tutti i giorni e tragedie, impegno politico ed egoismo individuale. Gli uomini ci fanno generalmente una gran brutta figura, tanto da farmi pensare di essere stata ben fortunata nella mia vita ad essere cresciuta dove sono cresciuta, e ad avere incontrato gli uomini che ho incontrato!

    "... come se la lacerazione non avesse fine. Lì, ogni giorno. Quel dolore sordo. Un dolore che non è spettacolare nella sua dimostrazione, ma che è sempre presente. E poiché non è estremo, non si giustifica a se stesso. Silenzioso, umile, anonimo dolore. Che inumidisce ma non impregna. Che avvelena, ma non uccide. Quel dolore, puttana miseria, quello delle sofferenze che porto dentro. Quel dolore..."

    ha scritto il 

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