Non lasciarmi

Di

Editore: Einaudi (Supercoralli)

3.9
(6080)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 291 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Chi tradizionale , Giapponese , Tedesco , Francese , Catalano , Lettone , Portoghese , Russo , Chi semplificata , Svedese

Isbn-10: 8806172190 | Isbn-13: 9788806172190 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Paola Novarese

Disponibile anche come: Paperback , Tascabile economico

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura , Fantascienza & Fantasy

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Descrizione del libro
Kathy, Ruth e Tommy sono cresciuti in un collegio immerso nella campagna della provincia inglese. Sono stati educati amorevolmente, protetti dal mondo esterno e convinti di essere speciali. Ma qual è, di fatto, il motivo per cui sono lì? E cosa li aspetta oltre il muro del collegio? Solo molti anni più tardi, Kathy, ora una donna di trentun anni, si permette di cedere agli appelli della memoria. Quello che segue è la perturbante storia di come Kathy, Ruth e Tommy si avvicinino a poco a poco alla verità della loro infanzia apparentemente felice, e al futuro cui sono destinati. Un romanzo intenso e commovente dall'autore di "Quel che resta del giorno".
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  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    2

    Atmosfera ovattata

    Coinvolgente, ma non è chiaro dove si vada a parare: va bene la distopia, ma questo è ottundimento generale. I donatori, gli assistenti, i possibili, i cloni... Mi è parso di trovare reminiscenze da 1 ...continua

    Coinvolgente, ma non è chiaro dove si vada a parare: va bene la distopia, ma questo è ottundimento generale. I donatori, gli assistenti, i possibili, i cloni... Mi è parso di trovare reminiscenze da 1984 e Cecità. Il valore del libro va alla relazione fra i tre protagonisti, a come venga anticipato sempre da Kathy una sensazione riguardo al loro rapporto e quindi come la spiega, raccontando un episodio del loro vissuto insieme.

    ha scritto il 

  • 5

    Ho comprato questo libro avendo letto solo le prime righe della quarta di copertina, quindi senza conoscere (neanche vagamente) quale fosse la trama e questo ha reso ancora più appassionante, e per ce ...continua

    Ho comprato questo libro avendo letto solo le prime righe della quarta di copertina, quindi senza conoscere (neanche vagamente) quale fosse la trama e questo ha reso ancora più appassionante, e per certi versi sconvolgente, la mia lettura.
    E’ stata per me una lettura incessante, una di quelle letture che “vivevo” anni fa, quelle in grado di stravolgermi l’ordine quotidiano degli impegni, perché non potevo fare a meno di stare con i personaggi di questo libro, fino a sentirmi trasportare in un’altra dimensione, come se la mia vita si fosse distaccata dalla quotidianità per unirsi ai tre studenti di un college sorto nella campagna inglese. In fondo il libro è visionario e sono stata una lettrice altrettanto visionaria.
    Un libro avvincente non solo perché, fino alla fine, manca sempre un tassello per dipanare i misteri che, soprattutto all’inizio, covano dietro un’apparente normalità, ma perché man mano che si procede nella lettura, Ishiguro ti dà la possibilità di conoscere profondamente i personaggi, con descrizioni dettagliate dei loro pensieri, anche attraverso appropriate similitudini, lasciandoti con tanti spunti di riflessione sulla vita, la sua precarietà, il destino, la diversità e la relativa diffidenza, il potere, l’egoismo e tanto altro ancora, ma soprattutto con una domanda: “ma come ho fatto a non leggerlo prima, visto che è stato pubblicato 10 anni fa? “.

    ha scritto il 

  • 3

    Particolare e tenerissimo... Un libro commovente che ci regala anche degli interrogativi. Fino a che punto ci si può spingere con la scienza? Perchè farlo? I ragazzi protagonisti dimquesto romanzo son ...continua

    Particolare e tenerissimo... Un libro commovente che ci regala anche degli interrogativi. Fino a che punto ci si può spingere con la scienza? Perchè farlo? I ragazzi protagonisti dimquesto romanzo sono definiti "speciali" : chi può decidere per la vita degli altri?

    ha scritto il 

  • 2

    quel che resta di ishiguro

    yaaawn quanto la tira per le lunghe. mi alza la palla così bene che potrei facilmente definirlo un libro abbastanza del kazuo. ma sono una personcina a modo e mi limito a dire che un anestetico mi avr ...continua

    yaaawn quanto la tira per le lunghe. mi alza la palla così bene che potrei facilmente definirlo un libro abbastanza del kazuo. ma sono una personcina a modo e mi limito a dire che un anestetico mi avrebbe emozionato di più.
    forse banalmente non è il mio genere, ma la scrittura mi risulta anodina. e la storia non è che parta male, ma dopo un po' diventa significativamente appallante.
    più che non lasciarmi, a ishiguro direi proprio mollami. e comunque dalle parti di pagina 140 l'ho mollato io.

    ha scritto il 

  • 4

    Grazie!

    Grazie a chi me lo ha regalato.
    Mi ha dato l'opportunità di leggere un bel libro.
    Un libro visionario e commovente, ma che pone interrogativi.
    E' lecito ricreare gli uomini, clonarli? E soprattutto pe ...continua

    Grazie a chi me lo ha regalato.
    Mi ha dato l'opportunità di leggere un bel libro.
    Un libro visionario e commovente, ma che pone interrogativi.
    E' lecito ricreare gli uomini, clonarli? E soprattutto per lo scopo per i quali sono stati clonati?
    Anche i cloni, una volta creati, hanno un'anima!
    Una storia di umanità e affetti che diventa struggente, descritta e raccontata molto bene.
    Forse si dilunga un po' troppo, a mio parere, nei particolari; ma ti tiene avvinto al racconto.
    A me ha posto degli interrogativi sulla liceità di determinati scopi scientifici. Domande che ovviamente non si pongono solo sull'idea di clonare gli uomini (per fortuna non siamo ancora a questo punto), ma che arrivano a interrogarsi anche sui temi della biogenetica.
    Quali limiti ha la scienza?

    ha scritto il 

  • 4

    “Sono un eccellente donatore”

    “Vi è stato insegnato. Siete studenti. Voi siete... speciali”.
    Si tratta di uno di quei romanzi che restano impressi, ricchi di immagini potenti e di interessanti spunti di riflessione. Conoscerne in ...continua

    “Vi è stato insegnato. Siete studenti. Voi siete... speciali”.
    Si tratta di uno di quei romanzi che restano impressi, ricchi di immagini potenti e di interessanti spunti di riflessione. Conoscerne in parte la trama, magari avendo visto il bel film che ne è stato tratto, serve ad avere fin dall'inizio le giuste coordinate, visto che nei primi capitoli il punto della questione resta volutamente in uno sfondo nebuloso, mentre ci si sofferma forse un po' troppo, ma con sorprendente verosimiglianza, sui ricordi degli anni passati in quello che sembra una sorta di collegio: ci sono gli “studenti” e c'è “il mondo fuori”.
    Si procede per vaghi accenni, ma se si riesce ad entrare in sintonia con le sapienti sfumature della narrazione si apprezzerà l'abilità dello scrittore, che tratteggia l'amicizia, l'amore, il dramma senza mai andare sopra le righe o scadere nel sentimentalismo.
    Più interessante la seconda parte, con paesaggi emblematici descritti con maestria: deprimenti cittadine balneari battute dal vento, cieli plumbei, tramonti, ad indicare la fine della spensieratezza infantile e l'ingresso in un'esistenza già programmata per i protagonisti, creature tragicamente sole.
    Osservando il modo pacato in cui questi ultimi accettano il loro destino di esseri umani senza diritti (“Sono un eccellente donatore”), le loro timide e infondate speranze, ci si interroga sulle conseguenze nefaste che potrebbe avere il progresso nel campo della genetica, ma andando più a fondo la domanda inquietante è un'altra: fino a che punto le scelte di ognuno di noi sono libere e non condizionate da concetti che diamo per scontati, essendoci stati inculcati fin dall'infanzia?
    Sembra che poco o nulla si voglia concedere alle emozioni, con un modo piuttosto British di relazionarsi ad esse e controllarne la portata, ma intanto si fa strada nel lettore una viva compassione per i personaggi, grazie all'approfondimento psicologico e a certe sensazioni palpabili:
    “Ero consapevole del tessuto dei suoi abiti, di ogni cosa che lo riguardava”.
    Lo stile semplice fa da contraltare ad una narrazione introspettiva e complessa che celebra e al tempo stesso ridimensiona miseramente i sentimenti umani più profondi, lasciando il retrogusto amaro di una commemorazione.

    ha scritto il 

  • 3

    Cose che ho trovato in “Non lasciarmi”:
    - Un’idea originale e interessante
    - Un’idea che porta con sé una certa violenza sul lettore, che si trova tuffato suo malgrado in una realtà sgradevole e immod ...continua

    Cose che ho trovato in “Non lasciarmi”:
    - Un’idea originale e interessante
    - Un’idea che porta con sé una certa violenza sul lettore, che si trova tuffato suo malgrado in una realtà sgradevole e immodificabile
    - Personaggi ben delineati
    - Tante ellissi, su cose “tecniche” della situazione e della vicenda che invece avrei voluto conoscere. Questa mancanza di dettagli alleggerisce o dà un senso di vuoto e instabilità? A me probabilmente la seconda
    - Un’altra grande lacuna sul mondo “fuori”. Ma forse è meglio così: siamo del tutto all’interno dell’immersi nella bolla dei protagonisti
    - Alcuni errori di traduzione

    Cose che non ho trovato in “Non lasciarmi”:
    - quella scintilla per cui senti che un libro parla di te e ti cattura

    ha scritto il 

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