Non ti meriti nulla

Di

Editore: E/O

3.5
(49)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 318 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8866320269 | Isbn-13: 9788866320265 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Nello Giugliano

Genere: Narrativa & Letteratura

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Descrizione del libro
A Parigi, in una scuola internazionale per i rampolli di famiglie facoltose, si incrociano e si compiono i destini di William Silver, professore di letteratura, Gilad Fisher, alunno di un suo seminario, e Marie de Cléry, un'altra giovane studentessa. E il lettore assiste a questo processo guardando attraverso il caleidoscopio delle loro tre visioni gli eventi che lo determinano. Le lezioni del prof, adorato dagli studenti e profondamente innamorato del proprio mestiere nonché di se stesso nell'atto di svolgerlo. La difficile vita del giovane Gilad, alle prese con una famiglia disfunzionale e con l'assoluta difficoltà a integrarsi nei contesti sempre diversi dove la carriera diplomatica del padre lo porta di volta in volta a trasferirsi. Il rapporto di Marie con se stessa, col proprio e l'altrui sesso e con la mescolanza di invidia, odio e insofferenza che la lega alla sua "migliore amica" Ariel. L'amore tanto totalitario quanto impossibile che Gilad finirà col provare per Will, quello più titubante ma vissuto anche nella sua componente fisica che legherà la diciassettenne Marie al professore, il modo in cui quest'ultimo finisce per svilire l'eroe coraggioso e anticonformista che interpreta nelle aule di scuola sono bombe silenziose. Esplodono senza fragore pagina dopo pagina sbriciolando le illusioni, le ipocrisie, i sogni e gli incubi dei personaggi e restituendo al lettore il vivido squarcio della vita di un ragazzo, di un uomo e di una giovane nell'atto di farsi donna.
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  • 5

    Lessi come leggi quando sei giovane; credevo che tutto fosse stato scritto per me, e quello che vedevo, sentivo, imparavo era tutto una mia scoperta

    E anche se io ormai a 40 anni non posso definirmi g ...continua

    Lessi come leggi quando sei giovane; credevo che tutto fosse stato scritto per me, e quello che vedevo, sentivo, imparavo era tutto una mia scoperta

    E anche se io ormai a 40 anni non posso definirmi giovane è così che ho letto queste pagine, con la sensazione che avessero dei messaggi per me, che volessero spronarmi ad uscire dal guscio delle mie convinzioni e della mia "comfort zone"

    ha scritto il 

  • 3

    Romanzo con alcuni ottimi spunti e altri decisamente scontati, come già fatto notare dalle recensioni che precedono la mia.

    Vorrei però soffermarmi sull'abominevole traduzione effettuata da questo Ne ...continua

    Romanzo con alcuni ottimi spunti e altri decisamente scontati, come già fatto notare dalle recensioni che precedono la mia.

    Vorrei però soffermarmi sull'abominevole traduzione effettuata da questo Nello Giugliano, che dell'inglese evidentemente possiede una conoscenza scolastica e per nulla approfondita, come si evince dal "Santa merda!" che mette in bocca alla professoressa Keller ad inizio libro, dallo studente Gilad che "mise sù una faccia arrabbiata" verso la fine del libro, dai professori che a inizio racconto bevono più volte "champagne" (quando si tratta probabilmente di normalissimo spumante, anche perché sennò non si spiegherebbe perché mai dovrebbero bere "pessimo champagne". Quando mai si è visto uno champagne pessimo?).

    Fortunatamente questi orrori di traduzione non impediscono la completa comprensione delle vicende, e probabilmente il signor Maksik non è un novello Poe (una cui traduzione orrenda renderebbe inutile la lettura in una lingua diversa dall'originale), però da un libro pubblicato da una casa editrice "canonica" ci si aspetterebbe un minimo di qualità che qui manca del tutto.

    ha scritto il 

  • 3

    Il tema principale del libro potrebbe essere "la delusione degli adulti", o almeno questo è quello che io ho percepito maggiormente. La delusione che si prova quando si cresce e si capisce che gli "ad ...continua

    Il tema principale del libro potrebbe essere "la delusione degli adulti", o almeno questo è quello che io ho percepito maggiormente. La delusione che si prova quando si cresce e si capisce che gli "adulti", quelli che per noi erano invincibili, fonti di ispirazione, mentori sono in realtà solo esseri umani con le loro debolezze. I primi che passano sotto il nostro sguardo improvvisamente risvegliato sono i genitori... Il professor Silver vorrebbe essere un mentore per i suoi studenti, è innamorato del suo lavoro e di sé mentre svolge quel lavoro; commette però il peggiore degli errori e non sembra neanche rammaricarsene più di tanto. L'epilogo è prevedibile e la sensazione è che tutto faccia parte di un suo piano autodistruttivo, sembra che in fondo quello fosse il suo scopo e si intuisce appena un tormento dell'animo, un'insoddisfazione che lo accompagna dall'inizio della storia. Non si sa molto del suo passato ma la sensazione è che egli abbia fallito in qualcosa... Non mi ha entusiasmato particolarmente.

    ha scritto il 

  • 3

    La lettura di questo romanzo mi ha riportato alla memoria un film di un po’ di anni fa con Robin Williams, credo si intitolasse “L’attimo fuggente”. Certo, l’ambientazione è differente: nel film ci tr ...continua

    La lettura di questo romanzo mi ha riportato alla memoria un film di un po’ di anni fa con Robin Williams, credo si intitolasse “L’attimo fuggente”. Certo, l’ambientazione è differente: nel film ci trovavamo in un freddo e austero college britannico; il romanzo di Maksik, invece, si sviluppa nell’efficiente e moderna International School di Parigi, con sullo sfondo la capitale francese con i suoi cafè e la sua atmosfera languida. Il tema, però, è lo stesso: un gruppo di giovani adolescenti che nel loro primo affacciarsi alla vita sembrano già ridotti ad automi dal sistema sociale, famiglia e scuola, in cui sono immersi ed un professore brillante e anticonvenzionale. I ragazzi, rampolli trascurati di ricche famiglie che pensano di aver brillantemente risolto il loro compito di genitori inviando i loro figli nelle migliori scuole, sono apatici e senza entusiasmo, potremmo dire che sono già vecchi; il professore cerca di strapparli a questa grigia apatia, di inculcare loro la fiducia nelle loro capacità ed il coraggio e la sfrontatezza di pensare con la propria testa, di trasmettere loro l’amore per la letteratura.
    Nel film c’è una scena in cui il Professore/Robin Williams conquista i ragazzi incitandoli a ribellarsi e strappare le pagine del loro manuale di letteratura che descrivevano un metodo quantitativo per valutare un opera letteraria. Nel libro il Professor Silver conquista la fiducia dei ragazzi sfidando coloro che non sono interessati alla lezione ad alzarsi e ad andarsene, a fare quello che sentono senza sentirsi obbligati.

    Nel film come nel libro i ragazzi vivono quest’esperienza con grande entusiasmo e totale partecipazione. In entrambe le storie l’avventura finirà male, con le autorità scolastiche e i familiari che intervengono per strappare i ragazzi alle malefiche influenze dei loro professori manipolatori (anche se, nel romanzo, qualcosa effettivamente succede).

    Il film termina con una scena molto coinvolgente in cui la scuola per umiliare il professor Williams lo costringe a sfilare davanti ai suoi studenti sotto gli occhi del preside mentre abbandona la scuola ed i ragazzi, in un estremo atto di ringraziamento et attaccamento per il loro professore, salgono sui banchi e uno dopo l’altro recitano il verso “Capitano, o mio Capitano!”.

    Peccato che il libro non sia altrettanto coinvolgente.

    ha scritto il 

  • 3

    Questo romanzo poteva proprio piacermi, si si, un liceo, la letteratura, un bravo professore e i ragazzi. Però poi non mi è piaciuto granchè perchè in fondo questi personaggi sono un po' stereotipati ...continua

    Questo romanzo poteva proprio piacermi, si si, un liceo, la letteratura, un bravo professore e i ragazzi. Però poi non mi è piaciuto granchè perchè in fondo questi personaggi sono un po' stereotipati e anche la storia è banale e forse dovrebbe essere il modo in cui è raccontata a fare la differenza e invece non mi ha entusiasmato neppure quello.
    Mentre lo leggi sembra uno di quei libri che ti rimarranno nel cuore: c'è Sartre e l'esistenzialismo e c'è quest'uomo che fa appassionare i suoi alunni alla letteratura e ci sono dei ragazzini coi loro problemi, ma poi, man mano che il romanzo si avvicina alla fine, ti rendi conto che non c'è nulla di poi così appassionante in quello che stai leggendo.
    Poi a me le relazioni tra alunna e insegnante mi hanno sempre disturbata.

    ha scritto il 

  • 3

    strani docenti

    Scrittura bella, raffinata, meditata. Sprecata però...
    Storia già sentita mille volte (una via di mezzo tra il romanzo "Dio di illusioni" di Donna Tart e il filmetto "Diario di uno scandalo").
    Detesto ...continua

    Scrittura bella, raffinata, meditata. Sprecata però...
    Storia già sentita mille volte (una via di mezzo tra il romanzo "Dio di illusioni" di Donna Tart e il filmetto "Diario di uno scandalo").
    Detesto certe descrizioni di insegnanti di lettere che tutto fanno (fare i guru di psicodrammi) tranne che spiegare la letteratura.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    - Tutto può cambiare, ma solo se vi lasciate andare.

    - Mi sarei battuto per lui e contro chiunque non fosse disposto a farlo. Non era complicato. All'inizio l'amore non lo è mai.

    - E avviene così che ...continua

    - Tutto può cambiare, ma solo se vi lasciate andare.

    - Mi sarei battuto per lui e contro chiunque non fosse disposto a farlo. Non era complicato. All'inizio l'amore non lo è mai.

    - E avviene così che la catena si sfasci. La levata, il tram, le quattro ore di ufficio o di officina, la colazione, il tram, le quattro ore di lavoro, la cena, il sonno e lo svolgersi del lunedì martedì mercoledì giovedì venerdì e sabato sullo stesso ritmo - questo cammino viene eseguito senza difficoltà la maggior parte del tempo. Soltanto un giorno solge il "perché" e tutto comincia in una stanchezza colorata di stupore (Albert Camus, Il mito di Sisifo)

    - Il fatto è che devi lottare di continuo. Non puoi smettere. Altrimenti ti ritrovi chissà dove, a ballonzolare in mezzo a una vita che non hai mai desiderato.

    -

    ha scritto il 

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