Norwegian Wood

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4.2
(20715)

Language: English | Number of Pages: 389 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) Chi simplified , Chi traditional , Spanish , Portuguese , Italian , German , Russian , Catalan , French , Swedish , Latvian , Slovenian , Dutch , Croatian , Danish , Korean , Finnish , Polish , Czech

Isbn-10: 0099485257 | Isbn-13: 9780099485254 | Publish date: 

Also available as: Hardcover , Library Binding , Audio CD , Softcover and Stapled , Others , eBook

Category: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Romance

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Book Description
Norwegian Wood is a love story. When Toru Watanabe hears his first love's favourite Beatles song he is transported back almost 20 years to his student days in Tokyo, to a world of friendships, sex, loss and desire - a time when a young impetuous woman crashes into his life and he has to choose between future and past.
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  • 4

    Il gelido distacco della solitudine

    Il libro è molto bello nonostante il genere non sia tra i miei preferiti. Gli eventi si avvicendano in modo naturale e fluido, intrecciandosi ad arte, senza forzature. I protagonisti sono animati di v ...continue

    Il libro è molto bello nonostante il genere non sia tra i miei preferiti. Gli eventi si avvicendano in modo naturale e fluido, intrecciandosi ad arte, senza forzature. I protagonisti sono animati di vita propria e hanno una forza quieta che li rende corporei, tangibili. Il tutto è abbellito da una scrittura realistica, cruda, mai volgare. Qui vorrei aprire una piccola parentesi. Lo stile di Murakami a me non fa impazzire: è analitico, meticoloso, freddo. In nessun momento del romanzo i protagonisti si lasciano travolgere dalle loro sensazioni, anzi, sono sempre dominati da una calma irreale. Io, personalmente, ritengo che questo sia da imputare al carattere tipicamente mite della cultura giapponese e non ad una lacuna del narratore (in questo senso non si concilia il contrasto tra la “scrittura realistica” e la “calma irreale”). Se questo stile può sembrare sterile (anche i rapporti sessuali sono descritti in modo così tangibile e allo stesso tempo distaccato che le immagini risaltano senza erotismo ma piene di forza) al punto da rappresentare un limite in altre opere (e qui mi riferisco a “La ragazza dello Sputnik”), in questo romanzo diventa decisamente un punto forte. Perché temi centrali dell’opera sono la solitudine e l’alienazione (e il tentativo del loro superamento) che accompagnano in modo costate la vita di qualunque adolescente (o post adolescente). Lo stile così freddo e analitico di Murakami, mai realmente appassionato, riesce a rendere perfettamente il senso di vuoto e di sterilità di una vita trascorsa alla ricerca di affetto, amore o semplicemente di qualcuno con cui condividere il proprio essere. In pratica, riflette il senso di desolazione del protagonista. Per questo motivo, molto spesso, durante la lettura, ci si sente attanagliati da una sensazione di freddo e di distacco dal mondo, che si percepisce non solo come lontano, ma anche vago e indifferente. Da qui Il gelido distacco della solitudine.

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  • 4

    Giappone psicologico

    Forse più rispetto ad altri libri di murakami si avverte la psicologia profonda del protagonista, tanto che alla fine per forza un po' ti ci rispecchi. Ed é talmente dettagliato, com'è nello stile del ...continue

    Forse più rispetto ad altri libri di murakami si avverte la psicologia profonda del protagonista, tanto che alla fine per forza un po' ti ci rispecchi. Ed é talmente dettagliato, com'è nello stile dell'autore, che non puoi non sentirti in pieno Giappone.

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  • 2

    Primo approccio andato male

    Recensione #26

    Sarò controcorrente, ma ammetto che questo primo Murakami da me intrapreso, non è piaciuto affatto. Avevo letto su di lui e sulle sue opere bellissime parole, che purtroppo mi ritrovo a ...continue

    Recensione #26

    Sarò controcorrente, ma ammetto che questo primo Murakami da me intrapreso, non è piaciuto affatto. Avevo letto su di lui e sulle sue opere bellissime parole, che purtroppo mi ritrovo a dover smentire. Personaggi piatti e statici, progressione lenta degli eventi, stile di scrittura fin troppo crudo per i miei gusti. Ho dato due stelline e non una perchè, in fin dei conti, sono riuscita a concludere il romanzo senza intoppi e soprassedendo alla voglia di saltare alcune pagine. Probabilmente Murakami è uno di quegli autori che, senza via di mezzo, lo si ama o lo si odia. Non so se deciderò di dargli un'altra possibilità.

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  • 2

    Fatica

    E' il quinto libro di Murakami che leggo...e ho fatto davvero fatica (molta) per finirlo. Forse l'aspettativa era troppo alta (fuorviata dai super commenti positivi che accompagnano il libro). Scrittu ...continue

    E' il quinto libro di Murakami che leggo...e ho fatto davvero fatica (molta) per finirlo. Forse l'aspettativa era troppo alta (fuorviata dai super commenti positivi che accompagnano il libro). Scrittura sempre magnifica non c'è che dire ma oltre a questo il libro non mi ha proprio preso. Peccato.

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  • 5

    “Eravamo vivi, e l’unica cosa a cui dovevamo pensare era continuare a vivere.”

    Tanta gente, città affollate, università, ristoranti, bar e altri locali pubblici, luoghi dove in qualsiasi parte del mondo sciamano migliaia di persone che cercano di darsi da fare nel gran circo del ...continue

    Tanta gente, città affollate, università, ristoranti, bar e altri locali pubblici, luoghi dove in qualsiasi parte del mondo sciamano migliaia di persone che cercano di darsi da fare nel gran circo della vita, affannandosi a vivere nella maniera a loro più congeniale, ma purtroppo priva, forse, dei più elementari contatti umani.
    È questo lo scenario nel quale agiscono i protagonisti di questo romanzo di Murakami che, pur muovendosi in un teatro affollatissimo, sono in realtà pochi, forse a significare, tristemente, che anche nella vita reale, le persone che contano veramente per noi alla fine non sono poi molte.
    È comunque veramente scioccante come questo scrittore arrivi a trattare il vuoto esistenziale che è forse uno dei mali endemici dell’uomo di ogni epoca, la profonda apatia e il distacco, dalle cose che regolano la vita di tutti i giorni, che portano quasi sempre a conclusioni imprevedibili.
    Murakami ambienta la storia in Giappone, ma i riferimenti letterari, musicali e le varie citazioni sono prevalentemente europee o americane, è un richiamo preciso ad una cultura giapponese, per quanto tangibile, difficilmente adattabile alle nuove generazioni di un paese ormai perfettamente occidentalizzato, che condivide con gli altri anche i mali tipici della sociètà, compresi i vari disagi esistenziali.
    È una lettura che lascia il segno, i personaggi sono umanissimi nei loro difetti, lo scenario dipinto con vigorosa realtà e il tutto reso con una scrittura magistrale che nella sua semplicità risulta magnetica, senza mai cadute di stile e sempre focalizzata sul tema principale della storia.
    Dire che è un romanzo introspettivo è, secondo me, limitante, Murakami non indaga gli uomini e i loro caratteri, compresi i vari risvolti psicologici, qui quello che viene indagato è l’uomo in una delle sua paure più ancestrali che sia la pesantezza della vita o la paura di non farcela, o quella cosa inspiegabile, meglio propriamente chiamata: il male di vivere…

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  • 4

    Bisogna aver pazienza

    Bella carrellata di personaggi, soprattutto femminili e grande scandaglio nei recessi più profondi e incomprensibili dell'animo umano. Però a volte Murakami abusa della pazienza dei suoi lettori che f ...continue

    Bella carrellata di personaggi, soprattutto femminili e grande scandaglio nei recessi più profondi e incomprensibili dell'animo umano. Però a volte Murakami abusa della pazienza dei suoi lettori che forse preferirebbero evitarsi le 10 inutili pagine della descrizione di un paesaggio visto dai finestrini di un bus o lo stato di nausea del protagonista per le numerose curve della strada. Ma almeno 250 delle 376 pagine sono veramente notevoli

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  • 2

    Sostieni di avere una storia da raccontare? Allora raccontala!

    Sarò breve perché ho già perso una considerevole quantità di tempo su questo libro.
    Anzitutto, le due stelle sono: una per lo stile di scrittura, effettivamente raffinato, e una per la capacità di des ...continue

    Sarò breve perché ho già perso una considerevole quantità di tempo su questo libro.
    Anzitutto, le due stelle sono: una per lo stile di scrittura, effettivamente raffinato, e una per la capacità di descrivere paesaggi e luoghi in genere, particolarmente evocativa.
    Lo sconsiglio in ogni caso perché un libro di 374 pagine deve avere di più da dire. Il problema centrale è la mancanza di spessore e dei personaggi e della storia. Manca cioè la caratterizzazione degli innumerevoli soggetti che pullulano il romanzo (infine occasioni mancate dato il considerevole numero di temi trattati, e per dire i maggiori: la morte, la malattia, il suicidio) che risultano quindi personaggi del tutto superficiali e odiosi (non so se ho odiato di più Reiko o Hatsumi), e la storia, inconsistente visto che per tutto il romanzo il protagonista ed i suoi compari non fanno altro che bere, mangiare e, in buona sostanza, aspettare che passi il tempo.
    Io mi sono accodata a loro, aspettando che finisse questa noia. Delusione assoluta!

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  • 0

    Che gran voglia di mangiare biscotti...^_______^

    "Cerca di pensare che la vita è una scatola di biscotti. [...] Hai presente quelle scatole di latta con i biscotti assortiti? Ci sono sempre quelli che ti piacciono e quelli che no. Quando cominci a p ...continue

    "Cerca di pensare che la vita è una scatola di biscotti. [...] Hai presente quelle scatole di latta con i biscotti assortiti? Ci sono sempre quelli che ti piacciono e quelli che no. Quando cominci a prendere subito tutti quelli buoni, poi rimangono solo quelli che non ti piacciono. È quello che penso sempre io nei momenti di crisi. Meglio che mi tolgo questi cattivi di mezzo, poi tutto andrà bene. Perciò la vita è una scatola di biscotti. "

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