Nostalgia

Di

Editore: Mondadori

4.1
(215)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 349 | Formato: Copertina rigida

Isbn-10: 8804559160 | Isbn-13: 9788804559160 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Elena Loewenthal

Disponibile anche come: Paperback , eBook

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura , Casa & Giardinaggio

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Descrizione del libro
Noa, studentessa di fotografia a Gerusalemme e Amir, studente di psicologia a Tel Aviv, decidono per convenienza di spostamenti di trasferirsi in un villaggio a metà strada tra le due città. Castel - questo è il nome del villaggio - è un'ex enclave araba abbandonata nel 1948 e da allora divenuta dimora di una comunità ebraica proveniente dal Kurdistan. I due ragazzi sviluppano da subito un rapporto di caldo vicinato con i padroni di casa, gli Zakian e con una famiglia che vive nei dintorni, segnata dalla tragedia della morte di uno dei figli, ucciso in Libano e il cui secondogenito stringerà un'amicizia fraterna con Amir. Questo intreccio di sentimenti e drammi privati si complicherà quando un operaio palestinese di nome Saddiq che sta svolgendo dei lavori nei paraggi riconoscerà nella casa dove abitano Noa e Amir l'abitazione da cui la propria famiglia era stata scacciata all'arrivo dei coloni ebrei. Di quella casa Saddiq possiede ancora la chiave, e si fa forte in lui, giorno dopo giorno, il desiderio di entrare furtivamente nell'appartamento della sua infanzia. Il giorno in cui cede alla tentazione, ritrovando tra l'altro un gioiello che sua madre aveva nascosto dietro a un mattone, verrà arrestato come sospetto terrorista. Intanto, sulle esistenze di Noa, Amir e degli altri abitanti del quartiere, si stende il velo nero di una tragedia collettiva: è il 4 novembre del 1995 e Yitzak Rabin, capo del governo, viene assassinato...
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  • 3

    Che sarebbe la musica interiore?
    [...]
    È più o meno così: ognuno di noi ha una sua melodia interiore di base che gli risuona continuamente dentro il corpo, a basso volume, ed è questa che stabilisce i ...continua

    Che sarebbe la musica interiore?
    [...]
    È più o meno così: ognuno di noi ha una sua melodia interiore di base che gli risuona continuamente dentro il corpo, a basso volume, ed è questa che stabilisce il ritmo con cui uno pensa, ama, scrive e s'appassiona. Se smetti di leggere e chiudi gli occhi per un momento, potrai sentire la tua melodia interiore. A ogni modo, questa musica interiore incide anche sul genere di quella esterna che preferiamo. Di solito la gente cerca una musica esterna che conviva bene con quella interiore. Ad esempio, chi ha dentro una musica che impazza si compra dischi adatti a quei ritmi, che diano il sottofondo giusto, che bilancino senza discostarsene troppo. Chi ha una musica interiore caratterizzata da una occulta tensione, cercherà una musica esterna che spezzi quella tensione. Stessa cosa perla gente. Se pensavi che le persone scegliessero il partner sulla base dell'aspetto, del denaro o dell'intelligenza, ti sbagliavi di grosso. Il primo appuntamento è nient'altro che un concerto. La gente mangia, beve, si offre a vicenda un résumè, ma in realtà non fa che ascoltare la musica interiore di chi ha di fronte. Studia se si possa suonare insieme, se gli accordi non stonano, e solo allora il cuore decide. Anche dopo, del resto, le coppie non rimangono insieme perché fanno interessanti conversazioni, o perché lei è diversa abbastanza da sua mamma e lui somiglia abbastanza al papà di lei, piuttosto perché la loro musica interiore s'intona nel tempo, e, in caso contrario, se assomiglia troppo o è troppo diversa o troppo frastornante, non servirà a nulla finire in tribunale. O in terapia di coppia. A un certo punto striderà, o a lui o a lei.

    ha scritto il 

  • 4

    Amore a prima lettura per NEVO

    In fondo cosa è la nostalgia....se non il desiderio di trovarsi in un altro posto in un determinato momento, sia fisicamente che mentalmente. Cos'è la nostalgia se non il desiderio di ciò che non si h ...continua

    In fondo cosa è la nostalgia....se non il desiderio di trovarsi in un altro posto in un determinato momento, sia fisicamente che mentalmente. Cos'è la nostalgia se non il desiderio di ciò che non si ha o di ciò che è stato o di ciò che si vorrebbe. E la nostalgia è il leitmotiv che accomuna i personaggi di questo libro, le loro storie, i loro pensieri, le loro anime inquiete (personaggi ai quali non puoi non affezionarti)...nel contesto di un Paese, Israele, in cui la nostalgia aleggia tra il suo popolo come una presenza non visibile ma tangibile. Delicata lettura.

    ha scritto il 

  • 4

    Bello, anche se forse non all'altezza della simmetria dei desideri. Tante storie incrociate di persone diversissime che vivono in una zona ristretta e in qualche modo hanno dei rimpianti. Un quadro de ...continua

    Bello, anche se forse non all'altezza della simmetria dei desideri. Tante storie incrociate di persone diversissime che vivono in una zona ristretta e in qualche modo hanno dei rimpianti. Un quadro della situazione palestinese tracciato,senza eccessi da uno scrittore israeliano. Un autore che mi piace moltissimo.

    ha scritto il 

  • 3

    Intrecci di cuori e di pensieri

    Secondo me questo autore è bravissimo nel raccontare e descrivere ciò che accade dentro e dotato di grande poesia nel raccontare ciò che accade fuori, anche se questo romanzo non è stato per me all'al ...continua

    Secondo me questo autore è bravissimo nel raccontare e descrivere ciò che accade dentro e dotato di grande poesia nel raccontare ciò che accade fuori, anche se questo romanzo non è stato per me all'altezza della "simmetria dei desideri" che era un libro "perfetto". Comunque, bello anche questo, interessanti i personaggi e le vicende e l'intrecciarsi fitto degli animi umani.

    ha scritto il 

  • 4

    è giunto il momento di atterrare, Superman

    Un coro di voci che confluiscono una nell'altra, passandosi la parola, scambiandosi i pensieri, per cantare l'amore, la sofferenza, la paura e la nostalgia - certo, più di tutto, la nostalgia - in una ...continua

    Un coro di voci che confluiscono una nell'altra, passandosi la parola, scambiandosi i pensieri, per cantare l'amore, la sofferenza, la paura e la nostalgia - certo, più di tutto, la nostalgia - in una terra senza pace.
    E forse non è un caso che la mia preferita, tra tutte, sia la voce di Modi, che scrive da lontano con gli occhi pieni di mondo e la nostalgia nel cuore.

    ha scritto il 

  • 4

    Un borgo pacifico dorato dal sole

    Vari autori israeliani raccontano vicende al plurale, non accontentandosi di una famiglia ma allargando lo sguardo verso il villaggio o il kibbutz. Sono spesso belle letture, perché consentono di fars ...continua

    Vari autori israeliani raccontano vicende al plurale, non accontentandosi di una famiglia ma allargando lo sguardo verso il villaggio o il kibbutz. Sono spesso belle letture, perché consentono di farsi un’idea più ampia delle persone ma anche delle relazioni interpersonali e della realtà israeliana.
    La storia si svolge in un paesino fra Gerusalemme e Tel Aviv, di nome Castel, popolato da ebrei di origine curda. Qui vengono ad abitare due giovani, Noa studia fotografia all’università di Gerusalemme, Amir psicologia a Tel Aviv.
    Castel, in cima a una collina, sembra evocare un’idea di un borgo pacifico dorato dal sole.
    In realtà passioni e drammi ronzano nel silenzio. Noa e Amir sono gli unici estranei nella piccola comunità, Nevo racconta la difficoltà di adattarsi alla convivenza senza sentirsi invasi dall’altro.
    Accanto a loro i padroni di casa, Sima e Moshe, anche questa una giovane coppia con due bambini piccoli.
    Sima invidia Noa per la sua bellezza e gli studi universitari ed è in contrasto con Moshe che vorrebbe mandare i bambini a una scuola religiosa. Lì vicino abita una famiglia il cui figlio maggiore è morto durante il servizio militare. I genitori sono annientati e ignorano completamente il figlio minore, che trova un amico in Amir. Saddiq, un muratore arabo, entra in una casa del villaggio che apparteneva alla sua famiglia, prima che il villaggio venisse occupato dai soldati israeliani e riconosce una stanza dopo l’altra.
    Nevo è uno scrittore con una grande sensibilità ed è molto bravo a raccontare le storie di queste persone, ciascuna con una cassa di risonanza privata. E’ toccante quella di Saddiq, che viene rappresentato nella sua dignità di persona mite vittima di un’ingiustizia e anche quella del bambino trascurato che cerca di attirare su di sé l’attenzione degli adulti. Sullo sfondo, una paio di attentati a Tel Aviv, giusto per non farsi mancare niente della realtà israeliana. La nostalgia è soprattutto di Saddiq, nel suo avere in mano i documenti di proprietà di una casa che non è più sua, nel vivere una vita in un luogo altro da quello che sarebbe dovuto essere.

    ha scritto il 

  • 4

    Quando lo finisci ne hai nostalgia .....

    Nevo è sempre bravo e piacevole da leggere. Il suo stile "corale " mi piace molto, confesso che a due terzi mi stavo un po' annoiando ( forse ho fatto indigestione, ne ho letti 3 di lui probabilmente ...continua

    Nevo è sempre bravo e piacevole da leggere. Il suo stile "corale " mi piace molto, confesso che a due terzi mi stavo un po' annoiando ( forse ho fatto indigestione, ne ho letti 3 di lui probabilmente troppo ravvicinati) Rimane comunque bello e interessante per conoscere meglio la vita quotidiana in quella terra martoriata, e , con molta leggerezza ed obiettività, anche i pensieri di coloro che hanno dovuto abbandonare le loro case. Le cose non sono mai tutte bianche o tutte nere ( e questo vale da duemila anni) Ma Nevo non dà giudizi nè "sputa sentenze " e questo un suo grandissimo pregio! Nel finale si riprende alla grande e la parte del bambino che và a salutare mi ha commosso. Sempre consigliato! Adesso che l'ho terminato,ho già nostalgia di Nevo.
    Ps . Avevo dimenticato: complimenti anche a E. Loewenthal, che, oltre a scrivere dei bellissimi libri, è anche una bravissima traduttrice.

    ha scritto il 

  • 5

    Non posso farci niente, Nevo mi piace sempre e sempre di più. In alcuni passaggi mi ritrovo a leggere esattamente quello che vorrei leggere e come vorrei leggerlo. Sviscera questioni profonde e intime ...continua

    Non posso farci niente, Nevo mi piace sempre e sempre di più. In alcuni passaggi mi ritrovo a leggere esattamente quello che vorrei leggere e come vorrei leggerlo. Sviscera questioni profonde e intime con una naturalezza incredibile. Niente giri di parole, niente commenti, niente frasi altisonanti. Ti spiattella la storia così com'è usando uno stile e una scrittura mai uguali a sé stessi e il tutto risulta straordinariamente credibile, reale, affascinante ed emozionante.
    Qui la sua voce più interiore e anti convenzionale la affida alle parole di Modi; le sue teorie sono letteralmente musica per le mie orecchie e mi ritrovo a condividere con lui pensieri e sensazioni che non avevo mai focalizzato così lucidamente.
    Ti immergi tra le pagine e tutto il resto scompare.
    Eppure gli ingredienti dei suoi libri sono sempre gli stessi: in primo piano le relazioni umane; che poi siano d'amore o d'amicizia, interrazziali o familiari, tra adulti o tra bambini, poco importa, il cuore dei suoi romanzi gira sempre intorno al mistero e alle infinite sfaccettature di questi temi. E sullo sfondo (o in primo piano? devo ancora capirlo) una realtà così lontana dalla nostra, ma per tanti aspetti così simile e vicina.
    Ma lo stesso, libro dopo libro, ogni volta è una nuova scoperta, una rinnovata emozione, un ritrovato compagno di viaggio.

    ha scritto il 

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