Notes From Underground, Second Edition

(Norton Critical Editions)

By

Publisher: W. W. Norton & Company

4.2
(5544)

Language: English | Number of Pages: 258 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) Chi traditional , Italian , Spanish , Russian , Catalan

Isbn-10: 0393976122 | Isbn-13: 9780393976120 | Publish date:  | Edition 2nd

Also available as: Softcover and Stapled , Hardcover , Mass Market Paperback , Audio Cassette , eBook , Others

Category: Biography , Fiction & Literature , Philosophy

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Book Description
This Norton Critical Edition contains Michael Katz's new translation of the 1863 novel, introduced and annotated specifically for English-speaking readers. Backgrounds and Sources, also freshly translated by the editor, includes excerpts from Dostoevsky's letters and notebooks and from "Winter Notes on Summer Impressions," as well as a substantial extract from N. G. Chernyshevsky's novel What Is to Be Done?, the utilitarianism of which Dostoevsky replies to in Notes from Underground. Since its publication, Notes from Underground has been emulated and parodied. By assembling varied responses to the text, Michael Katz links this seminal novel to the Underground-man-inspired works of Mikhail Saltykov-Shchendrin, Woody Allen, Robert Walser, Ralph Ellison, and John Lennon and Paul McCartney. A broad selection of criticism includes the work of both Russian and western critics from the nineteenth and twentieth centuries-from Nikolai Mikhailovsky and Lev Shestov to Ralph E. Matlaw and Joseph Frank. A Chronology of Dostoevsky's life and career is included, as are a List of Principle Translations and a Selected Bibliography.

No other series of classic texts equals the caliber of the Norton Critical Editions. Each volume combines the most authoritative text available with the comprehenive pedagogical apparatus necessary to appreciate the work fully. Careful editing, first-rate translation, and thorough explanatory annotations allow each text to meet the highest literary standards while remaining accessible to students. Each edition is printed on acid-free paper and every text in the series remains in print. Norton Critical Editions are the choice for excellence in scholarship for students at more than 2,000 universities worldwide.

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  • 5

    Bellissimo romanzo il cui protagonista, nella prima metà dell'opera, si trova ad avere a che fare con quella che Dostoevskij chiama "coscienza ipertrofica", intesa quasi come una malattia. Le sue rifl ...continue

    Bellissimo romanzo il cui protagonista, nella prima metà dell'opera, si trova ad avere a che fare con quella che Dostoevskij chiama "coscienza ipertrofica", intesa quasi come una malattia. Le sue riflessioni sulle contraddizioni dell'animo umano, sul dualismo razionalità - istinto, sulla volontà contrapposta alla necessità lo portano a non agire, tanto da ammettere di non essere stato capace nemmeno di diventare un insetto.
    Nella seconda parte del romanzo il protagonista invece si trova a vivere, quasi per sbaglio, una situazione "sociale" all'interno della quale il suo approccio è il risultato delle contraddizioni evidenziate durante le sue riflessioni solitarie.
    Notevole!

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  • 5

    Per questo libro posso spendere davvero poche parole. Qualunque pensiero si possa tradurre in frasi, riportate nero su bianco, risulterebbe una triste semplificazione, una magra descrizione dell’opera ...continue

    Per questo libro posso spendere davvero poche parole. Qualunque pensiero si possa tradurre in frasi, riportate nero su bianco, risulterebbe una triste semplificazione, una magra descrizione dell’opera, uno sterile accenno a qualcosa di molto più grande. Poiché non mi sento abbastanza autorevole per tentarne la critica, né sufficientemente sensibile per riportare le emozioni che mi ha suscitato questa lettura, senza che queste sbiadiscano al solo contatto con la tastiera del mio computer, intendo riportare un paio di passaggi che mi hanno maggiormente colpito per la loro forza espressiva e per la loro capacità di tirar fuori qualcosa che mi appartiene visceralmente . “L’uomo si vendica perché trova in ciò una giustizia. Dunque ha trovato la causa primaria, la ragione, cioè: la giustizia. Così si tranquillizza totalmente e di conseguenza applica la sua vendetta con tranquillità e con successo, essendo convinto di fare una cosa onesta e giusta. Ma io non vedo alcuna giustizia, non trovo proprio nessuna virtù, e dunque se mi vendico lo faccio solo per cattiveria.” Chi mai non ha pensato questo? E forse i più arguti l’avranno anche saputo spiegare senza l’aiuto di Dostoevskij. Ma egli poi aggiunge il tema nodale del suo pensiero tormentato “In me la cattiveria, sempre a causa di quelle maledette leggi di natura, subisce una scomposizione chimica. Guardi e l’oggetto in questione si volatizza, le ragioni svaporano, il colpevole non si trova, l’offesa non è più un’offesa ma diventa «fatum», qualcosa come il mal di denti di cui nessuno ha la colpa e allora non ti resta che una soluzione, sempre la stessa: battere più forte contro il muro.”. Questo pensiero, senza speranza (intesa come la intenderebbe Camus), conduce dritti a un vicolo cieco, al punto che l’autore stesso, con un’autoironia drammatica, crudele, spietata e lucida, conclude “Già, signori, l’unica ragione per cui io mi considero un uomo intelligente, forse, è che in tutta la mia vita non ho mai potuto intraprendere né concludere niente.” E chi non si è trovato dinanzi tale labirinto? Ovviamente è una provocazione: non c’è nulla di intelligente in questo paradosso, ma solo una fragilità “umana, troppo umana”. Questo sentimento di impotenza ci conduce a una vita di dolore e incattivisce l’Uomo già esasperato. Questa intelligenza mediocre, che non riesce a oltrepassare i propri limiti, è la condanna dell’uomo moderno. Una pena da scontare attraverso la propria consapevolezza (definita nel testo “malattia”). Non c’è soluzione se non attraverso l’amore “l’individuo ama tenere conto solo del proprio dolore, le gioie non le considera. Se le considerasse come dovrebbe, si accorgerebbe che ci sono molte vie di salvezza” (e qui il riferimento alla salvezza cristiana è palese, come in Delitto e Castigo). Un uomo non può vivere oppresso da questo sentimento: sarebbe come vivere recluso in una bara, in un sottosuolo.

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  • 3

    Eccellente analisi della condizione umana. Un po' pesantino, ma ho apprezzato i contenuti e i pensieri specialmente nella prima parte, la seconda parte è un po' troppo contorta e noiosa.

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  • 5

    Memorie del sottosuolo è suddiviso in due parti.
    Fatico ad esprimere su quale delle due preferisca.
    La prima parte è più noiosa ma molto potente, in grado di scombussolare il lettore.
    La seconda parte ...continue

    Memorie del sottosuolo è suddiviso in due parti.
    Fatico ad esprimere su quale delle due preferisca.
    La prima parte è più noiosa ma molto potente, in grado di scombussolare il lettore.
    La seconda parte è più divertente ma perde parte della sua carica "distruttiva".

    Lo scrittore analizza intimamente l'interiorità del suo protagonista.
    Per riuscirci al meglio scrive in prima persona e leggiamo così ad una serie di ragionamenti, di incoerenze, di malignità, di onestà con se stessi, di falsificazioni per auto proteggersi e molto altro ancora di una caratura letteraria forse insuperabile.

    Voto: 9/10

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  • 3

    null

    Quando lessi il primo libro di Dostoevskij ammirai la sua capacità di tradurre in parole i complessi flussi della mente umana. Cosa che penso anche dopo aver letto questo libro. Un viaggio alla scope ...continue

    Quando lessi il primo libro di Dostoevskij ammirai la sua capacità di tradurre in parole i complessi flussi della mente umana. Cosa che penso anche dopo aver letto questo libro. Un viaggio alla scoperta dell'immerso, del non detto, dell'eterna lotta tra essere e apparire.

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  • 0

    di quando in un racconto trovi fin troppa realtà...

    non c'è nulla di più vero della finzione dicevano.... bello ma difficile, leggere nero su bianco qualcosa con cui sei stata in contatto per troppo tempo e che era sbagliato non rallegra ma aiuta a cap ...continue

    non c'è nulla di più vero della finzione dicevano.... bello ma difficile, leggere nero su bianco qualcosa con cui sei stata in contatto per troppo tempo e che era sbagliato non rallegra ma aiuta a capire e chiarirsi le idee... era in casa da una vita ma è capitato in mano ora, parlandone di sfuggita con un amico, lo apri e bam! è tutto li

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  • 2

    Elucubrazioni di una mente complicata. Contorsioni lontane dal tempo e sopratutto lontane da me... Scrittura magistrale ma un monologo che non mi ha appassionato nei contenuti.

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