Notre-Dame de París

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Publisher: Debolsillo

4.3
(4751)

Language: Español | Number of Pages: 648 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) English , Chi simplified , Chi traditional , French , Italian , German , Romanian , Finnish , Portuguese , Catalan , Polish

Isbn-10: 8499892485 | Isbn-13: 9788499892481 | Publish date:  | Edition 1

Also available as: Hardcover , Mass Market Paperback , Others

Category: Art, Architecture & Photography , Fiction & Literature , History

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Book Description
«Ningún artista es más universal que él.» Charles Baudelaire

Notre-Dame de París, uno de los grandes e indiscutibles clásicos de todos los tiempos, cuenta la historia de la gitana Esmeralda, quien en compañía de su cabra Djalí toca la pandereta y baila en las calles de París para subsistir, hasta que es acusada de haber asesinado al capitán Phoebus, su amado, y condenada a la horca. Sin embargo, el jorobado Quasimodo, campanero de Notre-Dame, que tras su deformidad esconde un corazón sensible y sediento de amor, lucha por salvar a la gitana.

Recreación del mito de la bella y la bestia y uno de los monumentos de la literatura francesa, Notre-Dame de París es una historia verdaderamente inmortal.

Victor Hugo (1802-1885) es el titán de las letras francesas del siglo XIX. Poeta, novelista y dramaturgo, llevó a sus obras su espíritu inconformista, que sazonó con grandes dosis de sentimentalismo y anécdotas históricas. Exponente máximo del romanticismo literario, escribió novelas inmortales como Notre-Dame de París o Los miserables.

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  • *** This comment contains spoilers! ***

    2

    Le anime inquiete di Parigi

    Questo romanzo mi ha lasciato molto perplesso: forse perché, dinanzi al titolo di "genio assoluto del romanticismo francese", non ho potuto trovare giustificazione ai difetti, che ho incontrato nella ...continue

    Questo romanzo mi ha lasciato molto perplesso: forse perché, dinanzi al titolo di "genio assoluto del romanticismo francese", non ho potuto trovare giustificazione ai difetti, che ho incontrato nella lettura; sono più strambo di quanto pensassi. Cercherò di essere più oggettivo e chiaro possibile.
    Sinceramente, il presupposto su cui si appoggia tutta la storia, ovvero il "tres para una", mi pare una pessima evoluzione del triangolo amoroso, che non è di certo fra le trovate più geniali di sempre; oltretutto, solo un paio di personaggi di questo quadretto sono interessanti e profondi. Primo fra tutti, emerge la figura straordinaria di Claude Frollo, la cui perversione raggiunge il picco nella propria disperata confessione dinanzi alla ragazza, in cui la tragicità era tale da essere rimasta impressa fino a oggi. Personalità oscura e contraddittoria, perciò degna di nota. Anche su Quasimodo è opportuno spendere qualche parola, perché abbatte una volta per tutte l'inverosimile e anacronistico concetto di "kalòs kagathòs" (bello = buono, brutto = cattivo); il personaggio di Gringoire è sì divertente, ma, purtroppo, si limita soltanto a fare la parte del personaggio comico e, qualora ne avesse avuto la possibilità, come nel processo a Esmeralda, il suo spessore morale non è sufficientemente messo in risalto. La psicologia di Esmeralda non mi ha convinto: pur mantenendosi coerente dall'inizio alla fine (ingenua e spensierata), non affronta una determinante trasformazione: posso solo dire che si fa sempre più malinconica e rassegnata. Il personaggio di Phoebus è talmente da piatto da sfociare nel cliché. Questo difetto nel rappresentare la psicologia dei personaggi in modo profondo e sfaccettato è stato messo in evidenza anche dal critico Marius-François Guyard in introduzione alla mia edizione (Einaudi 1972).
    Lo stile è la cosa che mi ha lasciato molti interrogativi. Pur rappresentando in maniera verosimile tutte le sfaccettature materiali di Parigi (le piazze, i bassifondi, ogni tombino e ogni tegola) e le diversissime componenti umane di questa Babilonia del XV secolo (zingari, soldati, reali, personaggi che si esprimono in ogni lingua possibile), dando così spazio alle fasce sociali più abbandonate (come ritornerà più tardi ne "I miserabili"), i costanti interventi dell'autore, volti a specificare il non necessario, la piatta indicazione delle emozioni (lì è "triste", lì è "felice") e le digressioni impacciate (impacciate perché non armonicamente integrate nella narrazione) come in "Questo ucciderà quello", non conferisce un andatura fluida, concreta e piacevole, come, nonostante i difetti, in Flaubert: tuttavia, tranne in rari casi come quello citato sopra, lo stile è dinamico e serrato e, perciò, la noia è spesso e volentieri evitata.
    Veniamo ai libri di spessore divulgativo, quali "Notre-Dame" e "Parigi a volo d'uccello". Onestamente, Hugo ha fatto bene a porli in capitoli a sé stanti, ma avrebbe fatto ancora meglio se li avesse posti in appendice al romanzo, perché, essendo posti esattamente fra un libro propriamente narrativo e l'altro, spezzano il ritmo della narrazione. Avrebbe fatto ancora meglio se non li avesse scritto affatto. Infatti, l'apologetica nei confronti della preservazione della cattedrale come patrimonio artistico di portata universale sarebbe stata efficace anche senza tali excursus: la rappresentazione della pietra, su cui è scritto "ANANKE", e i musi delle chimere colpiti dalla luna parlano da soli.

    Questo non è affatto un pessimo romanzo, ma i difetti sono purtroppo maggiori dei pregi. A parte qualche rara eccezione, come il capitolo "Lasciate ogni speranza", mi è rimasto nel cuore poco o niente del libro di Victor Hugo. Potrà piacere tranquillamente, ma gli errori sono più che evidenti.

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  • 3

    Un piacevole girovagare nel cuore della vera protagonista del libro: Parigi. I personaggi della storia e le loro vicissitudini, invece, sono rimasti in secondo piano.

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  • 4

    "L'amore è come un albero,cresce da solo,mette le sue radici nel profondo di tutto il nostro essere,e spesso continua a verdeggiare su un cuore in rovina"

    Non conoscevo la storia del gobbo di Notre Dame, o non bene comunque;mi è piaciuta anche se triste.
    Ho trovato alcuni passaggi decisamente prolissi,certe digressioni quasi superflue e delle descrizion ...continue

    Non conoscevo la storia del gobbo di Notre Dame, o non bene comunque;mi è piaciuta anche se triste.
    Ho trovato alcuni passaggi decisamente prolissi,certe digressioni quasi superflue e delle descrizioni troppo particolareggiate (Notre Dame anche se ben descritta non riuscirà mai a lasciarti negli occhi e nel cuore quel senso di stupore come quando ti ci trovi in carne e ossa... wow quanto è bella!)
    Nel complesso l'ho trovato un bel libro,con una trama piacevole,dei personaggi ben caratterizzati e uno stile di scrittura raffinato,romantico ma allo stesso tempo ricercato(e pensare che Hugo aveva solo 29 anni quando l'ha scritto).
    Quattro stelline meritate per Hugo che mi ha fatto amare il suo romanzo storico,pur non essendo il mio genere preferito, anzi.

    "Io ho la prigione dentro di me,dentro di me c'è la disperazione,ho la notte nell'anima".

    said on 

  • 4

    [DISCLAIMER] Questo commento nasce da un'esigenza ironica e non vuole screditare né il libro né l'autore né gli altri lettori [/DISCLAIMER]

    Ci sono un gobbo, una zingara, un prete arrapato e uno che a ...continue

    [DISCLAIMER] Questo commento nasce da un'esigenza ironica e non vuole screditare né il libro né l'autore né gli altri lettori [/DISCLAIMER]

    Ci sono un gobbo, una zingara, un prete arrapato e uno che assomiglia a Leonardo di Caprio.
    Non è l'incipit di una barzelletta.

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  • 0

    Bellissimo, ma a tratti faticoso!

    Storia bellissima, ma a tratti pesante per le accuratissime descrizioni, che spesso si distaccano completamente dalla trama (mettendomi a dura prova!!). Però, proprio perchè curato nei minimi dettagli ...continue

    Storia bellissima, ma a tratti pesante per le accuratissime descrizioni, che spesso si distaccano completamente dalla trama (mettendomi a dura prova!!). Però, proprio perchè curato nei minimi dettagli, è un romanzo che ti catapulta realmente nella Parigi del 1482.

    said on 

  • 4

    Il romanzo inizia nel 1482 l'unica protagonista è Esmeralda una zingara che non ha mai conosciuto i propri genitori , gli altri personaggi principali sono Frollo l'antagonista o per meglio dire l'anti ...continue

    Il romanzo inizia nel 1482 l'unica protagonista è Esmeralda una zingara che non ha mai conosciuto i propri genitori , gli altri personaggi principali sono Frollo l'antagonista o per meglio dire l'anti eroe e Quasimodo il povero campanaro che rispetto alla versione disney è ancora piu deforme e disgraziato essendo anche sordo .
    Non è stato facile per me leggere questo libro già nelle prime pagine il lettore viene catapultato in una festa e ci vengono elencate tante persone che parlano di fatti inerenti a persone realmente esistite come il Re Luigi XI e suo figlio il delfino che disorientano e di poco interesse , ho avuto l'impressione che i vari capitoli fossero poco complementari tra di loro infatti ci sono capitoli interi che ci descrivono della cattedrale di Notre Dame e Parigi del Xv secolo senza spendere nemmeno una parola nell'intreccio del romanzo infatti dall'introduzione si evince per ammissione dell'autore che il romanzo fu pubblicato per la prima volta con 3 capitoli mancanti che erano stati persi e la storia non aveva perso nulla perchè erano inerenti alla cattedrale . Siamo lontani anni luce dall''Hugo dei miserabili si vede che è un romanzo giovanile ma con tutto ciò mi è piaciuto specialmente il finale pieno di significati

    said on 

  • 4

    Vivere l'immenso

    L'inizio è sublime, ci si trova scaraventati all'interno di un evento di massa, spinti e pressati dalla folla parigina, ci si ubriaca di nomi ed eventi inutili, pettegolezzi da comari e battute assurd ...continue

    L'inizio è sublime, ci si trova scaraventati all'interno di un evento di massa, spinti e pressati dalla folla parigina, ci si ubriaca di nomi ed eventi inutili, pettegolezzi da comari e battute assurde di personaggi reali che ci è impossibile comprendere e riconoscere.
    Poi Gringoire ci introduce, una volta aperto il sipario, all'interno della storia, all'interno della vita parigina, all'interno della cattedrale.
    Superato il primo duro scoglio iniziale in cui Hugo si perde in interminabili spiegazioni artistiche, architettoniche e geografiche di Parigi, il libro scorre fluido e diventa impossibile separarsene.
    Si esce un po' malconci e frastornati dalla marea di parole, di citazioni latine, di filastrocche e canzoni francesi, eppure si ha l'impressione, alla fine del libro, di aver compiuto un'impresa eroica.
    Al di là dell'intreccio fra Esmeralda, Quasimodo e Frollo, vero fulcro della storia è la cattedrale, il fato annienta le folli e futili vite dei suoi abitanti, ma Notre-Dame è di pietra e rimane, nei secoli.
    Personalmenente, se non avessi visto l'opera teatrale musicale per ben due volte, forse non avrei mai trovato il coraggio di affrontare il libro, anche solo per la mia poca simpatia verso gli autori francesi.
    Pienamente felice di averlo fatto.

    said on 

  • 3

    Nonostante tutta la buona volontà, ci ho messo fin troppo tempo a concludere la lettura di quest'opera. La prima parte è costellata di capitoli dedicati a descrizioni della Cattedrale e della Parigi d ...continue

    Nonostante tutta la buona volontà, ci ho messo fin troppo tempo a concludere la lettura di quest'opera. La prima parte è costellata di capitoli dedicati a descrizioni della Cattedrale e della Parigi dell'epoca che risultano, molto spesso, prolisse, e fanno perdere la voglia di andare avanti e, addirittura, mi hanno quasi spinto ad abbandonare la lettura; in conclusione, sono caduta in un dei blocchi del lettore più grandi della mia vita.
    Non ho voluto demordere e credo sia stato un bene: la seconda parte è avvincente, non riuscivo a staccare gli occhi dalle pagine perché volevo assolutamente sapere come si sarebbe conclusa la vicenda, mi ha appassionato il "mistero ma non troppo" delle origini di Esmeralda, lo studio accuratissimo della psicologia dei personaggi, ognuno con propri pregi e, per lo più, difetti, la contrapposizione tra la bellezza di Parigi e il "brutto" del popolino, quest'ultimo sempre ricorrente in Hugo. Insomma, ne è valsa la pena.
    Le due stelle sono dovute non solo alla prolissità delle descrizioni che ne hanno ritardato la conclusione della lettura, ma anche al finale che, purtroppo, non mi ha appagata per nulla.

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  • 5

    Capolavoro!

    È un capolavoro, uno dei migliori libri che abbia mai letto. I personaggi descritti a fondo, completissimi, il carattere, le introspezioni, la loro psicologia... magnifico.
    Storia intensissima e profo ...continue

    È un capolavoro, uno dei migliori libri che abbia mai letto. I personaggi descritti a fondo, completissimi, il carattere, le introspezioni, la loro psicologia... magnifico.
    Storia intensissima e profonda.

    said on 

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