Notti bianche

Di

Editore: Rizzoli (BUR)

4.1
(8471)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 99 | Formato: Copertina morbida e spillati | In altre lingue: (altre lingue) Tedesco , Chi tradizionale , Spagnolo , Russo , Portoghese , Polacco

Isbn-10: 8817033235 | Isbn-13: 9788817033237 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Giovanni Faccioli ; Prefazione: Erri De Luca

Disponibile anche come: Paperback , Tascabile economico , Altri , Copertina rigida , CD audio , eBook

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura , Filosofia

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Descrizione del libro
Due anime si parlano dal profondo, senza mai essersi viste prima, come si conoscessero da sempre. Tutto inizia e finisce in quattro notti bianche, nella magia di una Pietroburgo deserta. Un uomo e una donna si incontrano: lui è un sognatore, di ritorno dai suoi vagabondaggi notturni per la città; lei, dall’altra parte della strada, è immobile, appoggiata a un parapetto, e piange. Tutto avverrà in quella panchina e in quello scorcio di canale: il rapporto che nascerà tra loro due sarà tra i più lirici di tutta la letteratura, immune da ogni sentimentalismo, da ogni contraffazione. E se alla fine verrà un giorno di pioggia a rompere l’incanto, nulla di ciò che è stato fatto o soltanto immaginato potrà più svanire.
Secondo Erri De Luca, Dostoevskij “scrive a bassa voce”, ma “rende eroico il più misero soggetto e trascina il lettore di Notti bianche nell’azzardo di un amore notturno tra due creature piccole e grandiose. Si tengono le mani e affidano a quelle gli abbracci promessi”.
C’è qualcosa di insolito in questo racconto, di insospettabilmente chiaro: lo spazio del cielo è grande sopra una città inconsueta, rarefatta e radiosa. La magia notturna della primavera nordica si fa protagonista e diventa il regno della possibilità. Tutto allora può accadere, anche un incontro fatale che sembra sognato o un sogno che prende l’aspetto della realtà. Così si congeda il tormentato, sensibilissimo sognatore dostoevskijano: “Un intero minuto di felicità! È forse poco sia pure in tutta la vita di un uomo?”.
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    Caro Fedor, com’eri simpatico da giovane! Poi purtroppo... un grande cervello, la maturità, le traversie della vita, le grandi domande esistenziali… e arrivi a scrivere “I fratelli Karamazov”. Per car ...continua

    Caro Fedor, com’eri simpatico da giovane! Poi purtroppo... un grande cervello, la maturità, le traversie della vita, le grandi domande esistenziali… e arrivi a scrivere “I fratelli Karamazov”. Per carità, grande opera, tutt’altro livello, ma che cupezza e quanti rovelli interiori! Del resto proprio tu hai parlato per ben due volte di “maledizione dell’intelligenza”. Ma intanto ho scoperto questo bel libretto che hai scritto intorno ai ventisette anni, storia di un sognatore innamorato, che fa sorridere quasi a ogni pagina, dove però si vede già la stoffa dello scrittore. Grazie. Avrei voluto che avessi una vita più felice. Le dimensioni inferiori del mio cervello (e quattro anni di lavori forzati in Siberia in meno) mi garantiranno forse una vecchiaia più leggera, non troppo superficiale spero, ma con un pizzico ancora di spensieratezza.

    ha scritto il 

  • 3

    Che dire, famoso forse perchè risulta essere il più "semplice" e scorrevole dei suoi libri e adatto quindi anche al lettore occasionale. Non l'ho trovato però all'altezza di altri suoi classici. Un'es ...continua

    Che dire, famoso forse perchè risulta essere il più "semplice" e scorrevole dei suoi libri e adatto quindi anche al lettore occasionale. Non l'ho trovato però all'altezza di altri suoi classici. Un'esempio di "friendzone" nella Russia dell'800! :)

    ha scritto il 

  • 3

    Dosto è sempre lui, ma "Le notti bianche" non è per me tra i suoi migliori libri.
    forse, trattandosi di una lettura che scorre facile, può essere indicato per chi inizia a cimentarsi con il più grande ...continua

    Dosto è sempre lui, ma "Le notti bianche" non è per me tra i suoi migliori libri.
    forse, trattandosi di una lettura che scorre facile, può essere indicato per chi inizia a cimentarsi con il più grande autore della letteratura mondiale.
    certo, a confronto con Delitto e castigo o i Fratelli Karamazov, non c'è storia.

    ha scritto il 

  • 3

    Sinceramente questo libro/racconto non mi ha entusiasmato, si certo è scritto bene, il buon Dostoevskij sa scrivere, nessuno può negarlo, però....! Si salva al mio avviso il racconto della fanciulla, ...continua

    Sinceramente questo libro/racconto non mi ha entusiasmato, si certo è scritto bene, il buon Dostoevskij sa scrivere, nessuno può negarlo, però....! Si salva al mio avviso il racconto della fanciulla, perché il sognatore, che dire, fa pena. Non ho null'altro da aggiungere!

    ha scritto il 

  • 3

    il mio primo amore! (letterario ovviamente)

    Dosto! sei stato il mio primo amore!
    Per me resti irraggiungibile. Nessuno mai riuscirà a scrivere come te.
    Anche se questa storia mi ha distrutto, angosciato.
    Ma farmi angosciare da Dosto è bellissim ...continua

    Dosto! sei stato il mio primo amore!
    Per me resti irraggiungibile. Nessuno mai riuscirà a scrivere come te.
    Anche se questa storia mi ha distrutto, angosciato.
    Ma farmi angosciare da Dosto è bellissimo.
    Niente di eccelso però, è un racconto, non un romanzo.
    Ma un gran bel racconto!

    ha scritto il 

  • 4

    E ti chiedi: “Dove sono i tuoi sogni?”, e scuotendo la testa dici: “Come volano in fretta gli anni!”. E di nuovo ti chiedi: “Che cosa hai fatto con i tuoi anni? Dove hai sepolto il tuo tempo migliore? ...continua

    E ti chiedi: “Dove sono i tuoi sogni?”, e scuotendo la testa dici: “Come volano in fretta gli anni!”. E di nuovo ti chiedi: “Che cosa hai fatto con i tuoi anni? Dove hai sepolto il tuo tempo migliore? Hai vissuto o no?”.

    La triste storia del sognatore, che dopo una vita di solitudine nel mondo della fantasia si innamora e torna alla realtà.
    Che dire di questo romanzo breve? Rimando alla prefazione di Giovanna Spendel, che illustra il contesto storico e la voglia di evasione dalla realtà nella Russia della prima metà dell'Ottocento, e alla postfazione di Gide, che contesta la principale critica fatta a Dostoevskij dai lettori occidentali, ossia «il carattere non ragionato, irresoluto e spesso quasi irresponsabile dei suoi personaggi».
    In effetti qualcosa del genere l'ho pensato anche io, ma è una sfumatura, in realtà ho ben poco da dire e le 4 stelline sono solo per una questione di relatività e di "Fratelli Karamazov" ancora da leggere.

    ha scritto il 

  • 4

    Scrittura ricca di emozioni, il Sognatore riempe pagine con le sue parole, ma è destinato a soffrire e a non vedere mai realizzati i suoi sogni. La sua è un'incapacità di vivere nella realtà e ciò lo ...continua

    Scrittura ricca di emozioni, il Sognatore riempe pagine con le sue parole, ma è destinato a soffrire e a non vedere mai realizzati i suoi sogni. La sua è un'incapacità di vivere nella realtà e ciò lo allontana dal mondo, ma si ritrova in una ragazza che sembra essere il suo primo contatto umano dopo tanto tempo, qui sorge il dubbio, l'amore che poi lui dirà di provare verso la ragazza sarà dettato dalla disponibilità che lei mostra nei suoi confronti o sarà puro? Dostoevskij è spesso segnalato come noioso e difficile, ma in questo racconto rapisce completamente il lettore, seppur con una trama semplice, ma costruendo con i pochi personaggi rimasti in una San Pietroburgo vuota, un intreccio che ci intrappola nella sua tela.

    ha scritto il 

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