O Jardim de Cimento

Por

Editor: Rocco

3.9
(2594)

Language: Português | Number of Páginas: 132 | Format: Paperback | Em outros idiomas: (outros idiomas) English , German , Italian , Chi simplified , Chi traditional , Spanish , French , Polish , Czech

Isbn-10: 8532506526 | Isbn-13: 9788532506528 | Data de publicação: 

Category: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Teens

Do you like O Jardim de Cimento ?
Junte-se ao aNobii para ver se os seus amigos já o leram, e descubra livros semelhantes!

Registe-se gratuitamente
Descrição do livro
O pai obsessivo, frágil e irritadiço morre, subitamente, do segundo ataque cardíaco. Sua mulher o segue, pouco depois, deixando os quatro filhos entregues à própria sorte, inseguros, mal formados, liderados pelos dois mais velhos, adolescentes indiferentes e vazios. Encerradas em um minúsculo mundo, cujo contato com o real é episódico, as crianças, órfãos de pai e mãe, entregam-se a todos os tipos de sensações, semeando com suas atitudes, não mais um jardim, mas o caos, o labirinto existencial para o qual não há saída. Em 'O jardim de cimento', Ian McEwan trata da infância perdida, do que acontece quando não existem limites e todos os mais pervertidos impulsos podem ser testados, sem freios.
Sorting by
  • 2

    Il giardino di cemento armato depotenziato

    L’io narrante di Mcewan questa volta è un maschio quindicenne, non una donna, non una ragazzina, eppure quando descrive la sorella diciassettenne Jude, dice:
    Era timida davvero, correva voce che in cl ...continuar

    L’io narrante di Mcewan questa volta è un maschio quindicenne, non una donna, non una ragazzina, eppure quando descrive la sorella diciassettenne Jude, dice:
    Era timida davvero, correva voce che in classe non parlasse mai senza arrossire ma aveva quella forza tranquilla e quel distacco, e viveva nel mondo separato di chi è, e sa segretamente di esserlo, straordinariamente bello.
    In Mcewan io percepisco una sensibilità femminile che molti suoi colleghi non hanno. Potrebbe trattarsi della mia idea maschile di sensibilità femminile, infatti leggendo Strout, Munro, Oates non la trovo. In quei casi a scrivere sono effettivamente delle donne, con la loro vera sensibilità non è lo Ian emulo di turno.
    Il titolo di questo racconto è una contraddizione di termini, giardino e cemento evocano due immagini difficili da conciliare. Ho parlato di racconto perché a mio avviso quella era la forma originaria, compiuta e conclusa con la fine della prima parte.
    La seconda parte del libro è peggiore dei numerosi sequel hollywodiani, di cui spesso, almeno le scene iniziali, lascerebbero ben sperare. C’è da esser contenti che l’editore abbia ritenuto il numero delle pagine congruo per dare alle stampe il (breve) romanzo, perché un’eventuale terza parte avrebbe potuto essere ancora più improbabile.

    In sintesi:
    Quattro ragazzini di età 17,15, 11 (stimati, non dichiarati) 6 (stimati, non dichiarati)
    Due genitori (assenti)
    Con gli stessi ingredienti offro in cambio “Proibito” di Thabita Suzuma e vi consiglio vivamente di accettare l’offerta perché il legno levigato ed impregnato di quel libro non ha niente a che vedere con il cemento armato depotenziato con cui è stato costruito questo giardino. E’ possibile usare due apparenti sinonimi per descrivere i libri che ho appena comparato: delicato e fragile.

    Proibito – Delicato
    https://app.box.com/s/r22efycpfr0r53fmk5qahg28h4cbgxwh

    Il Giardino di cemento – Fragile
    https://app.box.com/s/o3jdfu50p476p77qcch1qgl2jorbgdov

    Colonna Sonora
    Greensleeves
    http://www.youtube.com/watch?v=33Ja6ZcdS8w

    dito em 

  • 3

    Non posso certo dire che mi sia piaciuto..è estremamente morboso, raccapricciante.In certi punti direi proprio DISGUSTOSO (e io non sono affatto impressionabile) però...se mi ah sconvolto a tal punto ...continuar

    Non posso certo dire che mi sia piaciuto..è estremamente morboso, raccapricciante.In certi punti direi proprio DISGUSTOSO (e io non sono affatto impressionabile) però...se mi ah sconvolto a tal punto le tre stelle se le merita tutte.

    dito em 

  • 3

    Un romanzo dal sapore amaro, fatto di solitudini e relazioni morbose.
    McEwan si mostra autore abile nel descrivere atmosfere fosche, sfumature torbide...
    Un racconto triste e crudo, una letturta tra ...continuar

    Un romanzo dal sapore amaro, fatto di solitudini e relazioni morbose.
    McEwan si mostra autore abile nel descrivere atmosfere fosche, sfumature torbide...
    Un racconto triste e crudo, una letturta trascinante.

    dito em 

  • *** Este comentário contém <i>spoilers</i>! ***

    3

    Lettura Club del Libro -#2

    ★★★

    Era da tempo che avrei voluto leggere un romanzo di Ian McEwan, grazie al mio gruppo di lettura finalmente ho avuto l'occasione. Premetto che il romanzo non mi è dispia ...continuar

    Lettura Club del Libro -#2

    ★★★

    Era da tempo che avrei voluto leggere un romanzo di Ian McEwan, grazie al mio gruppo di lettura finalmente ho avuto l'occasione. Premetto che il romanzo non mi è dispiaciuto, l'ho trovato abbastanza coinvolgente, ho apprezzato molto lo stile scorrevole (infatti in futuro ne leggerò altri di suoi, in primis Espiazione e Chesil Beach) e l'autore è bravissimo a far immergere il lettore nell'atmosfera morbosa e squallida in cui vive la famiglia, in certi momenti percepivo lo sporco e gli odori delle stanze e di Jack (non vedevo l'ora che si lavasse). Il fatto è che questo libro è probabilmente il romanzo più scioccante che abbia mai letto (se tralasciamo storie vere come La Notte di Elie Wiesel). Oltre alla vicenda principale che è già abbastanza conturbante (il seppellimento della madre, l'attrazione tra i due fratelli, lo stato di abbandono della casa e degli stessi ragazzi...), mi hanno impressionato non poco alcune azioni e reazioni dei personaggi: per esempio, quando i due fratelli grandi giocavano agli "scienziati" e spogliavano la sorella più piccola prendendo tutto solo come un gioco (contando che i due maggiori hanno almeno 14 anni), oppure l'episodio (avvenuto nel passato) in cui i fratelli maggiori decidono di ignorare i pianti del fratellino più piccolo e di legarlo alla culla mentre erano soli in casa. Naturalmente è un libro che tratta un tema tosto, che l'opera sia piaciuta o meno, non si può dire che lasci totalmente indifferenti.

    dito em 

  • 4

    Un "già letto" ma notevole

    Se non avessi letto quel piccolo capolavoro che è "Abbiamo sempre vissuto nel castello"di Shirley Jackson probabilmente mi sarebbe piaciuto di più, perché sono troppe le similitudini con quel libro. T ...continuar

    Se non avessi letto quel piccolo capolavoro che è "Abbiamo sempre vissuto nel castello"di Shirley Jackson probabilmente mi sarebbe piaciuto di più, perché sono troppe le similitudini con quel libro. Tuttavia non mi é dispiaciuto anche se alcune situazioni qui sono talmente morbose e isteriche che spesso sembrano inverosimili. Quattro stelle perché amo la scrittura di McEwan e mi piacciono assai le atmosferiche un po' tra l'orrorifico e il patologico.

    dito em 

  • 3

    Ci sono angoli dell’animo umano che sono cantine oscure, fredde e che mettono paura.
    Devo forse averlo già detto in un’altra recensione, non ricordo quale, ma una delle paure più grandi che vivevo da ...continuar

    Ci sono angoli dell’animo umano che sono cantine oscure, fredde e che mettono paura.
    Devo forse averlo già detto in un’altra recensione, non ricordo quale, ma una delle paure più grandi che vivevo da bambina era quando papà mi mandava in cantina a prendere una bottiglia di vino per la cena.

    Facevo la dura, ma in realtà la cosa, tutte le volte, mi terrorizzava.

    Non so cosa fosse, in realtà. Perché era un posto che conoscevo benissimo. D’estate era fresca e spesso, mentre mia madre stirava, era lì che stavamo, io e mio fratello, a giocare sul pavimento.
    E poi era lì che c’era il “rifugio” di mio papà: un angolo attrezzato con un bancone e un sacco di arnesi meravigliosi e pericolosi: martelli, chiodi, tenaglie, chiavi inglesi, cacciaviti, seghini, seghetti, latte di vernice e acquaragia e altra roba varia.

    Era il “suo” posto e a me piaceva stare lì, quando c’era lui.

    Ma quando lui non c’era, quando non c’era nessuno…
    Quando era inverno e fuori buio e io apparecchiavo e papà mi chiamava e mi chiedeva di scendere in cantina a prendere una bottiglia di vino, quel luogo non era più ciò che conoscevo.

    Diventava solo un orrendo buco nero, freddo e ostile, che nascondeva sicuramente qualche oscura e terrificante minaccia.
    Tutte le luci che accendevo nella discesa per farmi coraggio e il record di minor tempo possibile per effettuare l’operazione richiesta (una volta credo di esserci riuscita in meno di 13 secondi) non erano sufficienti a non farmi esplodere il battito cardiaco e non impedivano che, per quanto breve fosse quel momento, io non mi sentissi in qualche modo ostaggio di quella oscurità.

    A distanza di anni credo di aver intuito che tutta la faccenda fosse in qualche modo collegata alla solitudine.
    Non era il luogo di per sé ad essere tanto orribile (e infatti in moltissime altre occasioni lo abitavo senza difficoltà) era il fatto di trovarmi, lì, da sola. O il pensiero (probabilmente decisamente inconscio, sepolto sotto quintali di altre cose) che avrei potuto essere sola. Un giorno, forse.
    Era la solitudine, credo, o il pensiero, l’intuizione di essa, che mi terrorizzava.

    Questo libro è pieno zeppo di quella cosa lì.

    dito em 

  • 5

    Mum

    Il romanzo è attraversato da un filo psicologico dalle sfumature horror, avvolgente e mefitico, che la penna di McEwan regge magistralmente, tenendo sempre alta l'attenzione con una trama disseminata ...continuar

    Il romanzo è attraversato da un filo psicologico dalle sfumature horror, avvolgente e mefitico, che la penna di McEwan regge magistralmente, tenendo sempre alta l'attenzione con una trama disseminata di “segni”, gesti e parole carichi, a ben guardare, di un germe patologico.
    Già dalle prime, raggelanti battute si percepisce l'odio sommerso dell'adolescente Jack, il protagonista, nei confronti del padre, e il suo desiderio di vederlo morto, desiderio che verrà presto esaudito con modalità emblematiche (uno muore e l'altro, con le urgenze onanistiche della sua età, diventa “uomo”).
    Arido ed ottuso, è proprio lui, il padre, la mela marcia, la causa prima dell'isolamento della famiglia che ha finito per ripiegarsi in se stessa trasformandosi in una cellula sociale impazzita.
    Entriamo nella loro casa (genitori in conflitto e quattro figli), circondata da costruzioni in rovina e da uno squallido giardino, dove regna un'atmosfera malsana di violenza implosa.
    Così sarà, infatti, pagina dopo pagina, a cominciare dall'attrazione amorosa di Jack per Julie, la sorella maggiore, che farà la sua parte nel torbido rituale di corteggiamento con civetterie sempre più esplicite.
    Ad unire ancora di più i due, complice l'altra sorella, sarà il segreto della tumulazione fai-da-te in cantina di “Mum”, la madre malata che lancerà più accuse da morta che da viva.
    Il decesso è accolto con abbracci intrisi di lacrime tra le sorelle e un certo ridacchiare sempre sinistramente presente nei momenti più drammatici, a sottolineare un'inquietante verità parallela.
    All'indifferenza di Jack, che decide il da farsi pregustando un possibile ruolo di maschio-alfa, fanno da contrasto i suoi sogni impastati di paura e, forse, scrupolo, mentre la realtà perde sempre più consistenza e si vivacchia nell'inerzia di un'estate eccezionalmente calda.
    Quando un giorno, in un sussulto di buonsenso, si decide di ripulire casa e di mettere sul fuoco uno stufato, la ritrovata, apparente normalità ha l'effetto di rendere il lettore partecipe del nuovo focolare, facendogli percepire tutta la portata ambigua dell'affetto che lega i quattro orfani e che sfocia, tra le altre cose, nelle attenzioni da brava mammina di Julie nei confronti del fratello di sei anni, bambino fragile fatto regredire allo stato di poppante.
    La tavola apparecchiata per come si deve (“come se fossimo persone vere”), l'odore del cibo che comincia a confondersi con quello dolciastro della decomposizione del corpo occultato, le effusioni sempre meno fraterne tra Jack e Julie e l'entrata in scena del ragazzo di quest'ultima, che romperà i morbosi equilibri, sono pagine dense, avvincenti, imperdibili, forse la migliore prova di bravura dello scrittore britannico.

    dito em 

Sorting by
Sorting by