O Lobo da Estepe

Por

Editor: Record

4.1
(5718)

Language: Português | Number of Páginas: 238 | Format: Paperback | Em outros idiomas: (outros idiomas) English , German , Spanish , French , Italian , Swedish , Dutch , Finnish , Slovenian , Greek , Turkish , Catalan

Isbn-10: 8501020281 | Isbn-13: 9788501020284 | Data de publicação:  | Edition 32

Também disponível como: Hardcover , Others

Category: Fiction & Literature , Philosophy , Social Science

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Descrição do livro
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  • 5

    E' uno dei più bei libri che abbia letto e che mi hanno lasciato dentro tanti pensieri emersi dai numerosi dialoghi e monologhi. Un libro che mi ha fatto riflettere sulla natura poliedrica dell'uomo, ...continuar

    E' uno dei più bei libri che abbia letto e che mi hanno lasciato dentro tanti pensieri emersi dai numerosi dialoghi e monologhi. Un libro che mi ha fatto riflettere sulla natura poliedrica dell'uomo, ma più di tutti sul fatto che l'indipendenza a volte può diventare una gabbia dalla quale l'unico modo per uscire è l'amore per il prossimo, o meglio che il prossimo può riservare a te. Senza contare le numerose denunce che l'autore attraverso il protagonista rivolge alla società contemporanea, da cui si estranea volontariamente, ma alla quale finisce per prenderne parte e dal cui contatto ne trarrà diletto. Non è certamente una lettura facile, o per lo meno così è stato per me nella parte iniziale, ma vale la pena faticare un pò.

    dito em 

  • 4

    Questo romanzo fa riflettere sulla condizione di chi non si adegua al pensiero imposto alla (e dalla) massa, che in questo caso è l’ideologia della Germania prima della seconda guerra mondiale, ma pot ...continuar

    Questo romanzo fa riflettere sulla condizione di chi non si adegua al pensiero imposto alla (e dalla) massa, che in questo caso è l’ideologia della Germania prima della seconda guerra mondiale, ma potrebbe essere la mentalità borghese di epoche anche più moderne. Non allinearsi significa diventare un solitario, un lupo della steppa. Il protagonista è colto, lucido, intellettualmente coerente, capace di analizzare a fondo la società in cui vive e incapace di fingere; ma è anche egocentrico, rinunciatario, cinico, sterile nel suo agire e chiuso ai rapporti umani. Questa condizione lo porta all’isolamento, all’alienazione e infine alla disperazione: la sua fuga dalla casa del professore allineato al pensiero comune diventa una fuga senza ritorno dalla società intera, dal momento che intende porre fine alla sua vita.
    Lo salva l’incontro con Erminia, personaggio che gli fa da contraltare e gli fa scoprire un modo diverso di porsi di fronte al mondo, più istintivo, in grado di apprezzare aspetti della quotidianità che sembravano insignificanti, una pienezza di vita e una (apparente?) leggerezza rappresentate dal ballo. “Fosse profonda saggezza o schietta ingenuità, chi sapeva vivere così nell’attimo fuggevole, chi abbracciava così il presente e sapeva apprezzare con amore fraterno ogni piccolo fiore sul margine della via, ogni piccolo valore dell’istante che fugge, doveva certo dominare la vita”. Erminia appare come una figura salvifica, al punto che si è tentati dal dubitare che sia una presenza reale e non sia invece una visione dello stesso protagonista.
    Come in Demian, spiazza il finale onirico e psicanalitico: la narrazione profonda e al contempo lineare, in cui l’autore aveva fin qui cullato il lettore, diventa un gioco di doppi e simboli di difficile interpretazione.

    dito em 

  • 3

    Il disagio moderno

    Lettura classica che fa riflettere sul concetto di molteplicità presente nell'animo umano. Attraverso la sensazione di smarrimento del protagonista, viene descritta la difficoltà che l'individuo può a ...continuar

    Lettura classica che fa riflettere sul concetto di molteplicità presente nell'animo umano. Attraverso la sensazione di smarrimento del protagonista, viene descritta la difficoltà che l'individuo può avvertire nell'identificarsi e nel collocarsi all'interno della società moderna.
    Non ho apprezzato la parte finale che ho trovato un po' confusa.

    dito em 

  • 4

    E' un libro che invita alla riflessione continua. Non di rado ho chiuso le sue pagine e mi sono messa a pensare ferocemente a tutte le sfaccettature delle parole, ora di Erminia, ora di Harry.
    E' pale ...continuar

    E' un libro che invita alla riflessione continua. Non di rado ho chiuso le sue pagine e mi sono messa a pensare ferocemente a tutte le sfaccettature delle parole, ora di Erminia, ora di Harry.
    E' palese l'attacco alla società di Hesse, in questo libro, una società, e nello specifico, una borghesia di cui non solo non vuole far parte, ma che gli sembra una grande massa che incoraggiano una guerra che non risolverà le sorti del mondo ma getterà solo le basi per un conflitto peggiore. Hesse si chiede (e ci chiede) come sia possibile che nessuno veda la stupidità della guerra, che sboccerà nel secondo conflitto mondiale di lì a poco.
    Interessantissimo il personaggio di Erminia, quasi lo specchio maschile di Harry, che incoraggia degli atteggiamenti mentali più leggeri nel protagonista, scoraggia invece le convinzioni che lo intristiscono senza portare a nessun risultato e cerca di farlo vivere alla giornata, con delle gioie più semplici e immediate, rispetto ai suoi ragionamenti complessi, spesso dettati dalla crisi che sta attraversando. Sarebbe quantomeno superficiale credere che il personaggio di Erminia sia frivolo. Solo leggendo il libro ne capirete la complessità e le sue mille sfumature.
    Il libro di Hesse non è un libro semplice, scorrevole e che si fa leggere velocemente. Obbliga a pensare. Se non avete voglia di pensare... lasciate perdere.

    dito em 

  • 0

    Folgorante incontro tra Harry e Erminia, nonché tra Hesse e Hesse.
    Memorabile monologo di Erminia sugli "esclusi".
    Come sempre: Hesse è per pochissimi.

    dito em 

  • 5

    Para solitarios

    Novela especialmente recomendada para solitarios, los que pertenecen a la manada no la entenderán del todo. Esta obra maestra la disfrutará la gente que rehuye a sus semejantes, la gente que no acaba ...continuar

    Novela especialmente recomendada para solitarios, los que pertenecen a la manada no la entenderán del todo. Esta obra maestra la disfrutará la gente que rehuye a sus semejantes, la gente que no acaba de integrarse en la sociedad pero que tampoco está fuera de ella, la gente como yo. Porque he sentido una poderosa conexión con Harry Haller, me he identificado con muchas de sus emociones y reflexiones, he notado como si Hesse sondeara mi propia alma, alcanzando enorme profundidad. Al principio cuesta meterse en la novela, luego cuando aparece la chica, pega un subidón. Es triste y deprimente pero también alegre y conmovedora. Se reivindica el humor como una de las claves para hacer mas soportable el peso de la vida. El final es de locos, sí, pero con mucho sentido.

    dito em 

  • 5

    "Oh è difficile trovare la traccia divina nella vita che facciamo, in questo tempo così soddisfatto, così borghese, così privo di spirito, alla vista di queste architetture, di questi negozi, di quest ...continuar

    "Oh è difficile trovare la traccia divina nella vita che facciamo, in questo tempo così soddisfatto, così borghese, così privo di spirito, alla vista di queste architetture, di questi negozi, di questa politica, di questi uomini! Come potrei non essere un lupo della steppa, un sordido anacoreta in un mondo del quale non condivido nessuna meta, delle cui gioie non vi è alcuna che mi arrida?"

    Il libro è un viaggio interiore, un'allucinazione prolissa di una mente solitaria e (auto)emarginata. La trama è interamente il racconto di questo viaggio, con tutte le domande e i conflitti che sottointende. A tratti difficile ma contiene perle imperdibili.

    dito em 

  • 4

    Nient'altro da aggiungere.

    Per lo più le bestie sono tristi. E quando un uomo è molto triste, non perché ha mal di denti o perché ha perso del denaro ma perché sente a un certo momento come sono le cose, com'è la vita, ed è tr ...continuar

    Per lo più le bestie sono tristi. E quando un uomo è molto triste, non perché ha mal di denti o perché ha perso del denaro ma perché sente a un certo momento come sono le cose, com'è la vita, ed è triste per questo, allora assomiglia sempre un po' a una bestia; ha un aspetto triste ma è più bello, più vero del solito. Così sembravi tu, lupo della steppa, la prima volta che ti ho visto.

    dito em 

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