O Vermelho e o Negro

Por

Editor: Cosac Naify

4.0
(5776)

Language: Português | Number of Páginas: 636 | Format: Hardcover | Em outros idiomas: (outros idiomas) French , Spanish , English , Chi traditional , German , Italian , Dutch , Catalan , Chi simplified

Isbn-10: 8575032321 | Isbn-13: 9788575032329 | Data de publicação:  | Edition 1

Também disponível como: Paperback , Mass Market Paperback

Category: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , History

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    5

    “Un romanzo è uno specchio”, ci dice Stendhal ad un certo punto del suo racconto. Il Rosso e il Nero è, infatti, lo specchio di un’epoca, quella della Francia post-napoleonica, e della società che la ...continuar

    “Un romanzo è uno specchio”, ci dice Stendhal ad un certo punto del suo racconto. Il Rosso e il Nero è, infatti, lo specchio di un’epoca, quella della Francia post-napoleonica, e della società che la caratterizza.

    A stagliarsi tra tutti i personaggi che popolano il romanzo, ovviamente, il protagonista, Julien Sorel e il suo cammino verso l’affermazione di sé. Nato in una famiglia di umili origini (il padre è proprietario di una segheria), si rammarica, fin dalla prima giovinezza, di non essere nato in un’altra epoca. Il giovane Sorel sogna il periodo eroico appena trascorso e farebbe di tutto per riviverlo. Fin dal suo primo apparire, quindi, Julien appare come un essere insoddisfatto di sé e della propria epoca, disposto a tutto per elevarsi dalla sua condizione e affermarsi nella società.

    Stendhal ci racconta magistralmente e senza mai annoiare il lettore, di come Julien, pur disprezzando quel mondo dominato dall’ipocrisia e dal conformismo, pur di avere successo, si adegui e sfrutti i meccanismi di quella stessa società. Vedremo, così, il giovane Sorel decidere di intraprendere la carriera ecclesiastica, vista come l’unica strada per elevarsi dalla sua umile condizione. Egli sceglie l’ipocrisia; tuttavia, Julien non è un gretto calcolatore. Assunto da Monsieur de Rênal come precettore, egli ne seduce la moglie, inizialmente per un sentimento di sfida e rivalsa sociale, per poi innamorarsene perdutamente. L’amore per Madame de Rênal accompagnerà Julien, tra alti e bassi, per tutto il romanzo, fino alla sua tragica fine.

    Stendhal ci mostra il cammino di ascesa di Sorel all’interno del seminario, a Besançon, e poi al palazzo dei De La Mole, nobilissima famiglia parigina. Julien conquisterà la fiducia del grande aristocratico e ne sedurrà la figlia Mathilde, suscitando in lei un amore capriccioso e appassionato.

    Dalla provincia alla capitale. Da ‘abatino’ di campagna a dandy di città. Dall’abito nero del seminario all’abito rosso da tenente degli ussari. Proprio la sua indole ‘rossa’, che verrà allo scoperto durante il suo processo, si scrolla di dosso quegli stralci di ipocrisia dell’abito ‘nero’: egli andrà deliberatamente e lucidamente incontro alla morte per ritrovare la sua piena libertà.

    Un classico della narrativa mondiale, emozionante e piacevolissimo da leggere. Consigliato a tutti gli appassionati della grande letteratura.

    dito em 

  • 4

    Singolare creatura, in lui era quasi ogni giorno tempesta

    Oh misero, meschino Julien! Chi ti salverà da te stesso, chi frenerà la tua ambizione? Ma possiamo in fondo biasimarti? Chi come te viene dal basso, chi come te non conosce che il suo piccolo villaggi ...continuar

    Oh misero, meschino Julien! Chi ti salverà da te stesso, chi frenerà la tua ambizione? Ma possiamo in fondo biasimarti? Chi come te viene dal basso, chi come te non conosce che il suo piccolo villaggio e pochi libri che ottundono il pensiero, condannerrebbe il tuo animo? La tua ambizione, la tua voglia di riscatto, in fondo sono così ignobili? Un orgoglio sconfinato, ma anche una purezza di sentimenti sconvolgente, ti porteranno ad una tragica fine. Stendhal è un pittore dell'animo, così caratteristico è il personaggio che dipinge!

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  • 5

    La difficoltà di lettura dei romanzi dell'Ottocento è mica piccola.
    Quanto siamo distanti dal lettore ideale che Stendhal si prefiggeva di affascinare? Tanto da capirci poco e niente di tutti i rimand ...continuar

    La difficoltà di lettura dei romanzi dell'Ottocento è mica piccola.
    Quanto siamo distanti dal lettore ideale che Stendhal si prefiggeva di affascinare? Tanto da capirci poco e niente di tutti i rimandi all'epoca di ambientazione di questo romanzo. Rimandi (soprattutto politici) che dovevano essere chiari o quasi ovvi per i lettori del tempo, che a noi invece paiono indigeribili anche dopo un'endovena di storia moderna.
    Eppure la cura del dettaglio -a cui non corrisponde la cura nelle citazioni, dato che Stendhal "cita a memoria", come ci fa notare l'amareggiato editore - il profumo dell'avventura, dei paesaggi, dei vezzi dei personaggi non può che costringerci a rimanere lì, a naso in su, a rimuginare su quanto sia vero che "stendhaliano" non è solo un aggettivo, che Stendhal è i suoi personaggi, Stendhal è noi.
    Detta così sembra la descrizione della sindrome che porta il suo nome, ma non siamo poi così lontani: finire un romanzo così articolato che pare il meccanismo di un orologio lascia una sensazione di quiete, di calma.

    Di libri così, di orologi così, oggi non se ne fanno più.

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  • 3

    Impressioni finali! Ho per quasi tutto il libro avuto degli alti e bassi, non perché sia pesante, semplicemente perché non riuscivo a sintonizzarmi coi vari personaggi e nemmeno Stendhal ha voluto far ...continuar

    Impressioni finali! Ho per quasi tutto il libro avuto degli alti e bassi, non perché sia pesante, semplicemente perché non riuscivo a sintonizzarmi coi vari personaggi e nemmeno Stendhal ha voluto farmeli amare. Non era certamente il suo intento. In compenso ho avuto un quadro completo e particolareggiato di quell’epoca, il diciannovesimo secolo; di come funzionavano le cose, la politica , il clero, gli intrighi, le classi sociali. Nessuna fede, solo avidità e arrivismo. Tutto sommato come oggi. Julien Sorel l’ho disprezzato per il suo modo di vivere, di rinunciare al suo ideale pur di farsi una posizione, per aver finto nove volte su dieci dei sentimenti che non provava. Però negli ultimi capitoli mi è piaciuto, è venuto fuori allo scoperto e questo povero ragazzo ha dimostrato fermezza e coraggio. Amato dalle donne, giovane brillante con un destino crudele, scopre i suoi veri sentimenti e vorrebbe che dopo di lui le cose andassero in un certo modo, ma naturalmente non sarà così . Insomma, alla fine l’ho amato anche io.

    dito em 

  • 4

    Adorabile Stendhal

    Anche se la prima parte potrebbe risultarvi noiosa, non demordete! La seconda è decisamente più bella. Mi son piaciuti soprattutto le conservazioni tra i personaggi. Un romanzo unico nel suo genere. ...continuar

    Anche se la prima parte potrebbe risultarvi noiosa, non demordete! La seconda è decisamente più bella. Mi son piaciuti soprattutto le conservazioni tra i personaggi. Un romanzo unico nel suo genere.

    Nota storica.
    Viene pubblicato alla fine del 1830, sebbene per una scelta dell’editore compaia come data di prima edizione il 1831. La trama del romanzo è ispirata a un fatto di cronaca che ebbe notevole risalto nel 1827: il cosiddetto affaire Berthet, ovvero l’uccisione della figlia di un notaio da parte dell’amante, figlio di un fabbro.
    Il titolo può essere interpretato in due sensi differenti. Il “rosso” può infatti rappresentare la vita militare a cui Julien Sorel, il protagonista, ambisce mentre il“nero” indicare l’abito talare e, quindi, la vita in seminario. Allo stesso modo il rosso può essere anche inteso come il colore della passione e il nero come quello della morte.

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  • 2

    All'inizio mi è sembrato di leggere "gossip dalla provincia francese del XIX secolo". Poi mi è venuto in mente un possibile contro-titolo: "I pasticci del giovane Julien". Alla fine mi sono chiesta: m ...continuar

    All'inizio mi è sembrato di leggere "gossip dalla provincia francese del XIX secolo". Poi mi è venuto in mente un possibile contro-titolo: "I pasticci del giovane Julien". Alla fine mi sono chiesta: ma stiamo scherzando? Cos'è? Fantascienza sociale ante litteram? Un romanzo d'appendice con velleità intellettuali? Per non parlare degli svarioni narrativi... Ma lo Stendhal si era letto Jane Austen per capire come si costruisce con intelligenza un romanzo "rosa"? Perchè alla fine questo è.

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    3

    Un romanzo è uno specchio che viene portato su una strada maestra. Ora riflette ai vostri occhi l'azzurro del cielo, ora il fango dei pantani.

    Il rosso e il nero è probabilmente il romanzo più conosciuto di Stendhal. Il protagonista della storia è il giovane Julien Sorel, un giovane di umili natali deciso a tutti i costi ad ottenere un posto ...continuar

    Il rosso e il nero è probabilmente il romanzo più conosciuto di Stendhal. Il protagonista della storia è il giovane Julien Sorel, un giovane di umili natali deciso a tutti i costi ad ottenere un posto di prestigio nella società.
    Inizialmente Julien tenta la scalata sociale attraverso la carriera militare ma poi cambia direzione e sceglie la carriera ecclesiastica da cui pensa di poter ottenere di più.
    Ma del tutto inaspettatamente Julien viene scelto da M. de Renal, il sindaco della cittadina di Verrières, per diventare il precettore dei suoi figli. In quella casa Julien conosce Mme de Renal, la giovane e bella moglie del sindaco, con cui intraprende una relazione dettata, più che dai veri sentimenti che nutre per la donna, dall'ambizione.
    Il rosso e il nero parla dell'ascesa e della caduta di Julien, personaggio controverso che ben rappresenta secondo Stendhal la doppia faccia della società all'epoca della Restaurazione.
    Durante il periodo della Restaurazione francese Julien Sorel cerca il modo di innalzarsi nella società, le sue azioni, le sue stesse parole, sono spinte esclusivamente dall'ambizione e dal desiderio di potere.
    La relazione con Mme de Renal e successivamente quella con Mathilde sono dettate proprio da questa ambizione smisurata, quella stessa ambizione che lo porterà poi alla caduta.
    Mi aspettavo molto di più da questo romanzo, amo i classici e finora non avevo mai fatto così fatica a finirne uno. Solitamente le prose ricche e le descrizioni super dettagliate non mi dispiacciono affatto, ma in questo caso non hanno fatto altro che rendere un romanzo già di per sè pesante nei temi, ancor più pesante e lento.
    La storia non mi ha catturata e credo che il problema principale sia il protagonista. Julien è un personaggio che non mi è piaciuto affatto, l'ho trovato fin troppo controverso e la sua eccessiva ambizione e il fatto che calcolasse praticamente ogni sua mossa, l'hanno reso ai miei occhi insopportabile. E' vero che era intento di Stendhal creare un personaggio del genere, ma per i miei gusti è troppo freddo e calcolatore, quasi inumano.
    Per quanto riguarda la storia ho apprezzato i riferimenti politici e storici, ma spesso l'autore si dilunga su aspetti che fanno perdere un po' il filo del romanzo e rendono la narrazione troppo lenta.
    Sullo stile non ho nulla da dire ovviamente, Stendhal è un maestro nelle descrizioni, alcune sono talmente belle da riuscire a vedere esattamente quello che descrive!
    I temi principali del romanzo sono interessanti e molto attuali ma da soli, almeno per quanto mi riguarda, non sono riusciti a risollevare la storia.
    Sicuramente darò un'altra chance a Stendhal, magari con La certosa di Parma. Per quanto riguarda questo romanzo credo proprio che la pecca maggiore sia Julien, per me è stato impossibile comprenderlo ed entrare in sintonia con lui e questo ha guastato tutta la lettura. Un classico controverso e sicuramente non adatto a tutti!

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    3

    La cittadina di Verrières, le sue montagne, i suoi boschi, le sue segherie, la fabbrica di tele stampate e quella di chiodi... tutto concorre a descrivere un paesaggio certamente poco riposante ma ut ...continuar

    La cittadina di Verrières, le sue montagne, i suoi boschi, le sue segherie, la fabbrica di tele stampate e quella di chiodi... tutto concorre a descrivere un paesaggio certamente poco riposante ma utile alla comprensione di uno stile di vita in cui a emergere sono i soliti eletti come il sindaco-industriale Rênal che ha una speciale adorazione per una sola parola utile più a lui che alla comunità: ‘RENDERE’ è il suo motto, solo che a guadagnare è lui con pochi altri. Ed è così che per un suo piacere personale decide di assumere un precettore per i suoi figli, affinché possa dimostrare a tutti che il suo rango merita questo ed altro.
    Dall’altra parte troviamo il vecchio Sorel che non è da meno in furbizia e cerca di ricavare il meglio dalla richiesta del sindaco che vede in suo figlio, Julien, una guida ideale, così il giovane presto si vede inserito in una realtà ben diversa rispetto a quella d’origine e ciò rafforza la sua inclinazione a far carriera in campo ecclesiastico e non solo, infatti ha già imparato che ‘l’ipocrisia’ è un’arma fondamentale per raggiungere ogni obiettivo.
    Ed è soprattutto la signora de Rênal ad essere colpita dalla grande bellezza di Julien, la timidissima, giovane e ricca donna non ha avuto in passato la possibilità di frequentare la buona società, vista l’educazione ricevuta in convento, né ha maturato, sposa a sedici anni, la capacità di dialogare con i suoi pari, a causa della scarsa conoscenza della vita, così Julien riesce ad impiegare tutto il suo ingegno e la sua carica di amore/odio per acquisire velocemente quei benefici che da semplice abate avrebbero tardato a gratificarlo. Se da una parte il sogno d’amore dell’uno si abbraccia con quello dell’altra, quel sentimento che agita i due cuori non è proprio lo stesso, viste le diverse premesse e le differenti aspettative, ma la signora de Rênal vive il rapporto amoroso in uno stato d’ansia che non basta ad eliminare il rimorso nei confronti del marito che, preso dai suoi intrighi, non può accorgersi di ciò che accade in casa sua, così Julien è combattuto tra il lasciare che l’amore lo travolga e l’idea di non dover più ‘recitare una parte’, perché ha raggiunto un prezioso obiettivo, il ‘possesso’ di una donna di rango superiore che è ben felice di ‘istruire’ un umile giovane che, a digiuno del passato, guarda agli imbrogli dei suoi giorni con occhi diversi.
    Ma a tradirli ci sono lettere anonime che suscitano sospetti in Rênal che si vede totalmente solo ad affrontare una verità scomoda e sente, nel contempo, l’impellente necessità di condividere con la moglie quella che spera essere una menzogna architettata per arrecargli più un danno politico che altro, naturalmente egli agisce in funzione del suo egoismo ma anche per ciò che egli definisce ‘abitudine’: ” Non mi priverò di mia moglie, mi è troppo utile.”.
    Anche in questo tipo di società gli intrighi politici ed economici come gli intrecci amorosi e sociali procedono di pari passo soprattutto dove la finzione e la falsità regnano sovrane, ma Julien riesce a fare, comunque, passi da gigante su tutti i piani e sotto tutti gli aspetti, anche se non mancano forti delusioni causa di contrasti nel suo animo per certi versi ancora troppo ingenuo, indubbiamente, però, egli riesce a far tesoro di tutto ciò che accade intorno a lui, l’arguzia e la furbizia non gli mancano, come la capacità di mostrare obbedienza a chi è nel mondo che conta.

    “Eh, signori, un romanzo è uno specchio che viene portato su una strada maestra. Ora riflette ai vostri occhi l'azzurro del cielo, ora il fango dei pantani”.

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  • 4

    Penso che questo libro non susciti un amore immediato nel lettore, occorre far decantare la lettura perchè il caso del giovane Julien possa essere valutato nella giusta dimensione. Se il lettore è gio ...continuar

    Penso che questo libro non susciti un amore immediato nel lettore, occorre far decantare la lettura perchè il caso del giovane Julien possa essere valutato nella giusta dimensione. Se il lettore è giovane forse le vicende e il giudizio sotteso ad esse cambiano. Ad una persona come me, che ha passato da un po’ l’adolescenza, istintivamente Julien può suscitare antipatia, in quanto appare evidente che la sua intelligenza è offuscata ed inficiata dall’orgoglio, dalla diffidenza, e dall’odio di classe. Ma Julien è l’incarnazione dell’adolescente, il cui desiderio e la cui urgenza di vita sono accompagnati da una ostinata e caparbia incapacità di conoscere completamente la propria indole e i propri limiti. In lui si contrappongono passione ed egoismo,sentimento e ragione, desiderio di purezza ed opportunismo, amore e odio, malinconia e fuoco vitale. Così preso da opposte passioni, non ha la lucidità e l’accortezza di dare un giusto peso ed un giusto valore a quanto lo circonda e soprattutto alle azioni che va a compiere. E , ahimè, il mondo che lo circonda e in cui vive è una società basata sull’utile, sulle apparenze, è una società essenzialmente ipocrita in tutte le sue componenti dai nobili, ai borghesi e soprattutto al clero. Ma è qui , proprio nel ritratto di questa società cinica, che il pensiero di Maupassant è profondo e pungente. Le persone corrette ed integre sono ben poche e laddove le loro qualità emergono vengono allontanate ed emarginate. Così un giovane dallo smisurato orgoglio, nutrito dall’anelito verso grandi imprese ma non supportato da una nascita adeguata , in questa società del calcolo non riesce a raggiungere una adeguata maturità e ne viene limitato e vinto. Solo alla fine quando tutto è perduto, nel fare il bilancio della propria giovane vita, Julien si vedrà costretto ad ammettere che aveva sì incontrato il vero amore, la vera passione, per la quale spesso aveva anelato ma che non era stato in grado di riconoscerla ed afferrarla

    dito em 

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