Ogni cosa è illuminata

Di

Editore: Guanda (Le Fenici narrativa)

4.0
(5872)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 330 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Chi tradizionale , Spagnolo , Francese , Tedesco , Svedese , Olandese , Catalano , Russo

Isbn-10: 8882466663 | Isbn-13: 9788882466664 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Massimo Bocchiola ; Collaboratore: Pierluigi Cuzzolin

Disponibile anche come: Altri , Copertina rigida , eBook

Genere: Narrativa & Letteratura , Storia , Viaggi

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Descrizione del libro
Jonathan, un giovane ebreo statunitense, si reca in Ucraina alla ricerca di Augustine, la donna che salvò la vita a suo nonno durante le deportazioni naziste. Armato di una fotografia che ritrae suo nonno e Augustine, Jonathan inizia così la sua ricerca della città fantasma di Trachimbrod, lo shtetl dove suo nonno viveva all'epoca, distrutto dai nazisti durante la guerra e perciò scomparso dalle mappe. Nel suo viaggio è accompagnato da una guida locale, Aleksandr (Alex), con il quale stringerà presto amicizia, e dallo strambo nonno di Alex, che dichiara continuamente di essere cieco (ma in realtà ci vede benissimo), e quindi si fa condurre dal proprio cagnolino, Sammy Davis Junior Junior.

Incontreranno infine Lista, una delle amanti di Safran e unica sopravvissuta al podgrom, che racconterà loro che Trachimbrod è stata rasa al suolo dai tedeschi, e di non sapere chi sia Augustine. Alex, il Nonno e Jonathan si innamorano della vecchia Lista, simbolo del dolore del popolo ebraico ucraino, tradito da nazisti e da gentili (ucraini) cui non resta più nulla, neanche i ruderi degli edifici, se non qualche scatola colma di vestiti e fotografie, raccolti da Lista, che nessuno verrà più a reclamare. L'incontro con Lista e la visita notturna del punto in cui era Trachimbrod, dove a Lista fu sparato nella vagina, facendole abortire il figlio che portava, segna una nuova via per Nonno Alex - già distrutto per la perdita della moglie. Alex inizia a fantasticare di trovare Augustine, come a purificarsi del segreto che da 50 anni porta in petto: il Nonno ha infatti causato la morte del suo migliore amico, facendo una delazione ai nazisti.

Tutte queste storie, quella di Brod, quella di Safran, di Jonathan e del suo rapporto con Alex, di quello di Alex con suo Nonno, quella del passato di Nonno Alex, quella del suo migliore amico, si mescolano assieme, dipanandosi come in un libro giallo.

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  • 4

    Geniale

    Un libro geniale e convincente. Divertente e stravagante (il cane puzzone Sammy Davis junior junior è veramente fantastico!), a tratti poetico, nell’insieme potente. La lettura può sembrare inizialmen ...continua

    Un libro geniale e convincente. Divertente e stravagante (il cane puzzone Sammy Davis junior junior è veramente fantastico!), a tratti poetico, nell’insieme potente. La lettura può sembrare inizialmente un po’ faticosa, per diversi fattori: in primis, lo stranoa lessico usato dal narratore in prima persona, Alex, volutamente utilizzato a riprodurre errori e strafalcioni di un ucraino che scrive in inglese; inoltre, l’alternanza nei capitoli tra due storie in apparenza senza nessun rapporto, l’una ambientata in un recente passato in Ucraina, l’altra addirittura nel ‘700 in un indefinito villaggio ebraico dell’Est Europeo), ma assolutamente centrato nell’obiettivo di parlare della Shoah, ma anche della memoria e della ricerca del passato, in un modo nuovo e coinvolgente, senza indulgere troppo al pathos.

    ha scritto il 

  • 5

    Geniale

    Originale e geniale, una struttura narrativa incredibile che stupisce e convince. Oltre a tutto ciò è pure molto divertente, ti commuove senza essere noioso o lacrimevole. Una genialità che traspare i ...continua

    Originale e geniale, una struttura narrativa incredibile che stupisce e convince. Oltre a tutto ciò è pure molto divertente, ti commuove senza essere noioso o lacrimevole. Una genialità che traspare immediatamente. Aggiungo solo che i giudizi riportati sulle copertine del libro sono esatti e corretti (per una volta), specie il giudizio di Fernanda Pivano (che apprezzo sempre).

    ha scritto il 

  • 4

    Con una fotografia in mano, un giovane studente ebreo americano inizia un viaggio in Ucraina alla ricerca della donna che salvò suo nonno dai nazisti. Questo lo sviluppo del primo romanzo di Foer, che ...continua

    Con una fotografia in mano, un giovane studente ebreo americano inizia un viaggio in Ucraina alla ricerca della donna che salvò suo nonno dai nazisti. Questo lo sviluppo del primo romanzo di Foer, che alterna pagine esilaranti a momenti intensi e strazianti. Molto particolare dal punto di vista stilistico (in parte un epistolario "monodirezionale", in parte romanzo, con continui salti temporali), il libro è un viaggio fra diverse epoche e generazioni, unite da fili intrecciati della storia (forse autobiografica) impregnati di tragedia, amore, magia e farsa. Nonostante alcuni passaggi un po' a vuoto, e certe costruzioni astruse, alcune pagine rivelano i tratti del grande romanzo e di un grande scrittore.

    ha scritto il 

  • 2

    Lo stile di Safran Foer in questo libro mi sta facendo uscire di testa. Mi attira molto la storia, ma mi ammazza lo stile, per me troppo "sperimentale", affatica inutilmente la lettura. Per gusto mio ...continua

    Lo stile di Safran Foer in questo libro mi sta facendo uscire di testa. Mi attira molto la storia, ma mi ammazza lo stile, per me troppo "sperimentale", affatica inutilmente la lettura. Per gusto mio poi troppe uscite surreali.
    (Non riesco a capire come possa essere stato quasi venerato da tantissima gente)

    ha scritto il 

  • 2

    Ogni cosa è illuminata...ma la lettura è complicata!
    Molte pagine dedicate ad elenchi noiosi...e poco utili ...
    Se inizialmente l'inglese sgrammaticato di Alex fa sorridere...alla fine non riesce nean ...continua

    Ogni cosa è illuminata...ma la lettura è complicata!
    Molte pagine dedicate ad elenchi noiosi...e poco utili ...
    Se inizialmente l'inglese sgrammaticato di Alex fa sorridere...alla fine non riesce neanche più in quello.
    L'idea è buona ma poteva essere sviluppata in modo migliore...
    Man mano che procedevo con la lettura, bravamo di arrivare alla conclusione del libro...non per scoprirne il finale...ma per liberarmene!
    Il primo incontro con Foer non è stato dei migliori...ahimè...

    ha scritto il 

  • 4

    This must be the place

    Ci sono molte cose interessanti nella scrittura di questo libro: il modo in cui l'autore si descrive attraverso gli occhi di una voce narrante, il modo di esprimersi di quest'ultima, in un italiano ( ...continua

    Ci sono molte cose interessanti nella scrittura di questo libro: il modo in cui l'autore si descrive attraverso gli occhi di una voce narrante, il modo di esprimersi di quest'ultima, in un italiano (inglese, nella versione originale) simulato come tradotto dall'ucraino alla maniera di google (un artificio non semplice), la difficoltà ad individuare il vero protagonista della storia, la storia in sè. E' un gran bel libro scritto in maniera articolata, "creativa". Forse per questo, chiudendolo, non ci ho pensato più.
    Non amo i libri troppo costruiti, non mi lasciano molto. Mi dispiace.
    Eppure di cose belle ce ne sono tante: l'ironia, la simpatia dell'autore, la sua umanità traspaiono fortemente, così come il disagio di narrare una storia sicuramente almeno in parte autobiografica e antica, piena di dolore. E quando dice di non amare l'umorismo, perchè "prima pensava che fosse un modo per descrivere la realtà, poi ha capito che è un modo per non affrontarla" (cito a memoria, e la mia è abbastanza labile), capisco perchè di umorismo ce n'è tanto in queste pagine: sarebbe stato impossibile prendere di petto questa storia personale di sofferenze, tradimenti, morti, bugie.
    Se alcune pagine sembrano portare ad una strada senza uscita, altre sono profonde e centrate, e tra le pagine più belle rientra a mio parere la storia di amore che si svolge attraverso la feritoia di un muro (di cui non narro altro per evitare spoiler), unico spazio consentito per un contatto, uno sguardo, un abbandono furtivo... "Il vuoto non è dentro il foro, è tutto intorno ad esso": immagine potente a rappresentare lo spazio angusto nel quale, da che mondo è mondo, si sono ritrovati a vivere in eterno tutti gli amori impossibili.
    La ricerca della verità pervade tutta la storia, ma alla fine lascia il lettore con il dubbio se ne sia valsa veramente la pena. Forse sì, ma per motivi molto diversi da quelli originari.

    ha scritto il 

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