Olive Kitteridge

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Publisher: El Aleph

3.9
(2548)

Language: Español | Number of Pages: 324 | Format: Mass Market Paperback | In other languages: (other languages) English , Italian , Catalan , German , French , Czech , Portuguese

Isbn-10: 847669931X | Isbn-13: 9788476699317 | Publish date:  | Edition 1

Translator: Rosa Pérez Pérez

Also available as: Paperback

Category: Comics & Graphic Novels , Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature

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Book Description
Conjunto de historias fáciles de leer e imposibles de olvidar, según el crítico de Publisher’s Weekly. Novela de historias de Olive Kitteridge es un conjunto de trece relatos entrelazados que se pueden leer como un solo retablo novelesco. Retrata con una gran precisión psicológica el mundo cerrado y pequeño de los habitantes de un pueblo marítimo del estado de Maine. Este magnífico muestrario se abre en la farmacia del lugar. Allí encontramos Olive Kitteridge, profesora de instituto, y su marido, Henry, el farmacéutico y un hombre con poca personalidad. El suicidio, la depresión, la falta de comunicación y el amor recorren las páginas de este libro. Ha sido galardonado con el Premio Pulitzer 2009 y el Premio Llibreter 2010 en la categoría Otras literaturas.
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  • 4

    Ho impiegato dei giorni per farmi un'idea compiuta su questo romanzo; e ciò in quanto questo volume alterna vette a passaggi meno interessanti. E' un romanzo insolito, non foss'altro per la struttura ...continue

    Ho impiegato dei giorni per farmi un'idea compiuta su questo romanzo; e ciò in quanto questo volume alterna vette a passaggi meno interessanti. E' un romanzo insolito, non foss'altro per la struttura dell'opera: ogni capitolo, un racconto. Alcuni racconti sono semi- autonomi nel senso che pur essendo incentrati su personaggi che abitano nella medesima cittadina, solo in maniera blanda tangono la vita di Olive Kitteridge e della sua famiglia. Talaltri capitoli invece, quelli riguardanti direttamente Olive, il marito ed il figlio, sono legati tra loro a mo' di romanzo.
    Olive è una donna odiosa, la Strout non fa nulla per farcela amare eppure sfido chiunque a non riconoscersi per un attimo in lei.
    Il racconto "criminale", uno degli ultimi, è di grande levatura.
    Consigliato.

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  • 0

    Inaspettato

    Facile dire di non giudicare un libro dalla copertina.
    Facile, ma se non sei un dottore alieno transessuale, rimane leggermente più complicato.
    La copertina del libro, di tutti i libri di questa bened ...continue

    Facile dire di non giudicare un libro dalla copertina.
    Facile, ma se non sei un dottore alieno transessuale, rimane leggermente più complicato.
    La copertina del libro, di tutti i libri di questa benedetta casa editrice invitano a prendere la macchina ed andare a sbronzarsi di Amaro Lucano piuttosto che sedersi a leggere uno qualsiasi dei suoi libri.
    Sbagliando.
    Perchè questi disgraziati hanno stampato anche Stoner (altra copertina che invita ad insaponare una corda piuttosto che darsi alla lettura ma libro meraviglioso) e allora ti convinci che magari va letto anche questo. Poi te lo consigliano e cedi, te lo conigliano anche a gran voce, e cedi di schianto.
    Olive Kitteridge è una stronza.
    Dovevo mettere l'allarme spoiler? Bene, la protagonista di questo libro è una stronza.
    Non posso definirla in altro modo perchè è sputata mia madre, esattamente come lei, in maniera volontaria, spesso, o involontaria entra nella vita della gente segnandole, modificandole in meglio o in peggio, senza nemmeno accorgersene.
    La frase "vedrete il mondo con i suoi occhi" non descrive nemmeno la metà di quanto possa rendere l'idea, arriverete a sentirvi lei senza volerlo, schifandola quasi ma l'autrice vi ci porta in maniera tanto sottile e maestosa da non farvene rendere conto.
    Olive vive, o vorrebbe vivere, in un mondo coperto da una campana di vetro, sa che non è così e per tutto il libro c'è questa accesa, enorme, incontenibile frustrazione che viene solo accennata in tutta la sua potenza, come essere presenti all'esplosione di una bomba atomica ma rimanere di spalle, vederne solo i riflessi.
    I rimandi e gli accenni alla botanica, le piccole deviazioni rispetto al quadretto perfetto che si dice essere l'America degli anni '50, il mondo post 11 settembre vissuto, non visto, vissuto da una donna che sente di vivere nel periodo sbagliato.
    Una struttura narrativa incredibilmente potente, due dei capitoli di letteratura più evocativi emozionalmente mai letti in vita mia, una fine immensamente giusta.
    Bellissimo.

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  • 2

    Costruire l'infelicità

    Diciamo subito che il libro sarebbe stato migliore se fosse intervenuta qualche salutare sforbiciata qua e là.
    La struttura del testo inoltre si compone di tanti racconti in qualche modo legati fra di ...continue

    Diciamo subito che il libro sarebbe stato migliore se fosse intervenuta qualche salutare sforbiciata qua e là.
    La struttura del testo inoltre si compone di tanti racconti in qualche modo legati fra di loro. Personalmente, non sono lettore di racconti.
    Benché il libro non mi abbia affatto entusiasmato, devo dire che l'autrice mi interessa : penso che le potenzialità che emergono in quest'opera possano risultare meglio espresse altrove, per cui sono incuriosito dagli altri suoi testi.

    La Strout ha delineato in Olive Kitteridge una figura femminile complicata e con un brutto carattere : apparentemente logica e razionale (è insegnante di matematica), in effetti alquanto umorale, dominata com'è da impulsi emotivi che rendono la vita non sempre facile a chi le vive accanto: il marito e il figlio.
    Ovviamente non vengono espressi giudizi sul personaggio; infatti questa donna è consapevole di provare "qualcosa che a volte si gonfia come la testa di una seppia e spara un liquido nero dentro di me. Non ho mai voluto essere così".
    Con un tale carattere, il risvolto da affrontare è, come si dice in un bellissimo film di Bergman, la solitudine : "Non aveva mai avuto un amico altrettanto leale e gentile come suo marito. Eppure (...) Olive ricordò che inframmezzati a tutto il resto c'erano stati momenti in cui aveva avvertito una solitudine così profonda che una volta (...) il gesto delicato con cui il dentista le aveva voltato il mento (...) era stato per lei una tenera gentilezza di una profondità quasi straziante".
    Per fortuna, il marito farmacista pare rimanere incontaminato "con la sua ostinazione a restare ingenuo".
    Sarà così anche per il figlio ? Olive sembra premunirsi: "Gli psicologi se la prendono sempre con la madre".

    L'analisi psicologica e relazionale è molto pertinente e rimanda spesso a realtà più profonde. C'è particolare attenzione per i dettagli emotivi e per la loro portata nell'orientare i fatti.
    La forma rispecchia l'andamento degli stati d'animo: a volte è brusca e respingente; in altri momenti, dolce e gentile.
    Anche i riferimenti climatici e stagionali percorrono l'intero romanzo, quasi a ricordarci che un libro così, nel panorama culturale americano, non può che provenire dal Nord-atlantico.

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  • 4

    Che dire di "Olive Kitteridge"?! Un ottimo libro, un personaggio che ci è familiare perchè asomiglia acerte matrone brusche e pragmatiche degli anni '50, che nascondono un certo spirito critico e una ...continue

    Che dire di "Olive Kitteridge"?! Un ottimo libro, un personaggio che ci è familiare perchè asomiglia acerte matrone brusche e pragmatiche degli anni '50, che nascondono un certo spirito critico e una sensibilità fina, riuscendo tuttavia ad incarnare lo spirito più tradizionalista della provincia.
    Mi ricorda mia madre.
    Il libro è un ottimo libro. Scritto per frammenti, con salti temporali che non permettono al lettore di impigrirsi...ad ogni capitolo bisogna quasi ricominciare da capo...capire a che punto è arrivata la storia, quali i nuovi personaggi, quali le nuove tematiche.
    Ottimo libro.

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  • 4

    La struttura di Oliver Kitteridge è particolare e, inizialmente, può estraniare il lettore: la trama non scorre organicamente attraverso il racconto delle vicende della protagonista ma, al contrario, ...continue

    La struttura di Oliver Kitteridge è particolare e, inizialmente, può estraniare il lettore: la trama non scorre organicamente attraverso il racconto delle vicende della protagonista ma, al contrario, queste sono narrate per "frammenti", di capitolo in capitolo, attraverso la narrazione di episodi che riguardano amici/compaesani/familiari/alunni di Oliver, in cui lei compare quale personaggio collaterale ma tuttavia centrale. La personalità di questa donna è favolosa, catalizzatrice della massima attenzione; la sua durezza esterna fa da guscio ad una sensibilità profonda, vera, espressa con gesti di concreto aiuto e non con parole; il suo rapporto con il marito intenerisce, come quello con il figlio, che ama profondamente senza riuscire ad esternarlo. Questa matriarca burbera ed autoritaria, pur rimanendo sullo sfondo in alcuni capitoli, è la regina indiscussa del pulitzer che la Strout le ha intitolato.

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  • 3

    Romanzo di racconti

    Sorprendente l'intreccio delle vicende dei vari personaggi che si divido la scena di questo "romanzo a racconto". E' un metodo di narrazione che mi suggestiona sempre molto. In questo caso abbiamo le ...continue

    Sorprendente l'intreccio delle vicende dei vari personaggi che si divido la scena di questo "romanzo a racconto". E' un metodo di narrazione che mi suggestiona sempre molto. In questo caso abbiamo le vite di tante persone, narrate a mo' di racconto, che rappresentano la realtá provinciale d'America, compresa quella della protagonista, la quale fa capolino in ogni storia per legarle tutte in una narrazione continua. Ma la vera protagonista, non é Olive, ma si chiama morte e anch'essa fa sentire la sua presenza in ogni evento, in tutte le sue varianti. Un Pulitzer veramente meritato quello del 2009, anche se continuo a preferire "Mi chiamo Lucy Barton".

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  • 0

    è il mio primo libro, che leggo di elizabeth strout, e come in ogni momento della vita ,in cui hai bisogno di qualcosa , arriva lei , olive kitteridge, a parlarti di un quotidiano fatto di semplicità, ...continue

    è il mio primo libro, che leggo di elizabeth strout, e come in ogni momento della vita ,in cui hai bisogno di qualcosa , arriva lei , olive kitteridge, a parlarti di un quotidiano fatto di semplicità, e tanta tenerezza, ma con quella forza di cui solo una donna come lei, riesce a trasmettere, fino a sentirla vicino a leggere insieme. bello e devo dire una piacevole scoperta.

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  • 5

    Una gradita sorpresa

    Scopro ora Elizabeth Strout, con questo libro dall'architettura ingegnosa e pieno, pagina dopo pagina, di una mirabile capacità di osservazione della natura umana. L'incipit di Anna Karenina recita "T ...continue

    Scopro ora Elizabeth Strout, con questo libro dall'architettura ingegnosa e pieno, pagina dopo pagina, di una mirabile capacità di osservazione della natura umana. L'incipit di Anna Karenina recita "Tutte le famiglie felici sono simili le une alle altre; ogni famiglia infelice è infelice a modo suo". Credo, forse, di averlo trovato riferito qualche anno fa a Le Correzioni di Franzen. Credo ben si presti anche al libro della Strout. A ogni modo, Olive è un personaggio memorabile, così come i molti che la circondano, destinati a restare nella memoria. Nello studio dei caratteri c'è senz'altro qualcosa di Carver, forse anche di Ford. La scrittura è è un funzionale incastro di semplicità e precisione. Ora vado a cercarmi la serie tv ispirata al libro, con Frances McDormand.

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  • 4

    Sprechiamo inconsciamente un giorno dopo l’altro

    Per tre anni Olive è rimasta parcheggiata nel mio reader con due sole colpe:
    - ne parlavano in troppi (da quando ne aveva scritto Baricco) e io, con posa puzzaculistica, non leggo quasi mai ciò di cui ...continue

    Per tre anni Olive è rimasta parcheggiata nel mio reader con due sole colpe:
    - ne parlavano in troppi (da quando ne aveva scritto Baricco) e io, con posa puzzaculistica, non leggo quasi mai ciò di cui tutti parlano, finchè ne parlano;
    - la copertina (che mi faceva pensare a una serie di racconti incentrati su una cameriera e mi pareva una roba da guardoni)

    Poi un giorno sai che è il giorno giusto.

    Lo inizi e ti trovi tra le mani un Pulitzer. Sì.
    Ti ritrovi tra gli abitanti di Crosby. Cartoline di persone rassegnate ad abitare l'inferno o dotate di un infondato ottimismo. Trovi la banalità della vita. Il dolore, il tradimento, il disincanto. E poi trovi l'umanissima Olive, stronza come solo un'insegnante di matematica può essere. Incapace di gestire i sentimenti. Categorica nei giudizi. Il suo sguardo taglia con l'accetta ogni illusione altrui. Cercando di fare del suo meglio, passa come un panzer su chiunque. Probabilmente rovina la vita pure a suo figlio, eppure è così umana. La capisci bene, benissimo. E' una donna spaventata. Forte, perchè qualcuno forte deve pur essere, ma solo per quello.

    La cosa interessante di questo libro è la struttura a racconti. Inutile descriverla. E' da leggere e basta.

    Mi rimane addosso un retrogusto alla Stoner, anche se Stoner rimane un tuffo nel dolore ancora inarrivabile... e per fortuna, direi.

    "Quello che i giovani non sanno, pensò Olive mentre si sdraiava accanto a quell’uomo, con la mano di lui sulla spalla, sul braccio, oh, quello che i giovani non sanno. Non sanno che i corpi anziani, rugosi e bitorzoluti sono altrettanto bisognosi dei loro corpi giovani e sodi, che l’amore non va respinto con noncuranza, come un pasticcino posato assieme ad altri su un piatto passato in giro per l’ennesima volta. No, se l’amore era disponibile, lo si sceglieva, o non lo si sceglieva. E se il piatto di Olive era stato pieno della bontà di Henry e lei lo aveva trovato gravoso, limitandosi a mangiucchiarne qualche briciola alla volta, era perché non sapeva quello che tutti dovrebbero sapere: che sprechiamo inconsciamente un giorno dopo l’altro."

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