On Love

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Publisher: Grove Press

3.9
(1417)

Language: English | Number of Pages: 231 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) Chi traditional , Chi simplified , German , French , Italian , Swedish , Dutch , Spanish , Portuguese

Isbn-10: 0802134092 | Isbn-13: 9780802134097 | Publish date:  | Edition Reissue

Also available as: Hardcover , Audio Cassette , eBook

Category: Fiction & Literature , Philosophy , Romance

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Book Description
The best-selling author of How Proust Can Change Your Life and The Art of Travel revisits his utterly charming debut novel, On Love. The narrator is smitten by Chloe on a Paris–London flight, and by the time they’ve reached the luggage carousel he knows he is in love. He loves her chestnut hair, watery green eyes, the gap that makes her teeth Kantian and not Platonic, and her views on Heidegger’s Being and Time — but he hates her taste in shoes. Plotting the course of their affair from the initial delirium of infatuation to the depths of suicidal despair, through a fit of anhedonia — defined in medical texts as a disease resulting from the terror brought on by the threat of utter happiness — and finally through the terrorist tactics employed when the beloved begins, inexplicably, to drift away, On Love is filled with profound observations and useful diagrams, examining for all of us the pain and exhilaration of love.
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  • 0

    我想我不太能隨意評論這(每一)本書,因為我本身算是有在祟拜艾倫.狄波頓(的才華),我沒辦法公正的對他的書下結論(那之前寫過的算什麼!)

    但本書沒想像中好看,可能因為算是作者早期的作品吧,感覺上有很多部份都有點無病呻吟(世界上哪一場戀愛不是?) 好想知道珂羅葉會不會想把這本書帶進去棺材哦~。

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  • 2

    Ho apprezzato il ragionare e filosofare, ma sulla demenza ho poca sopportazione e che poi la si voglia giustificare con l’irrazionalità dell’innamoramento poco importa.
    Nota: il fatto che la lei scema ...continue

    Ho apprezzato il ragionare e filosofare, ma sulla demenza ho poca sopportazione e che poi la si voglia giustificare con l’irrazionalità dell’innamoramento poco importa.
    Nota: il fatto che la lei scema isterica e il lui fregnone siano dei ricconi per me indubbiamente ha fatto la differenza. Ai tempi anche io vivevo a Londra ma il problema più che il parcheggio era trovare i soldi per pagare l’abbonamento mensile dei mezzi.

    said on 

  • 4

    Se, non corrisposti, amiamo un angelo, immaginando i piaceri che potrebbero derivarci dall'essere in paradiso insieme, non teniamo nella giusta considerazione un pericolo grave: come farebbe in fretta ...continue

    Se, non corrisposti, amiamo un angelo, immaginando i piaceri che potrebbero derivarci dall'essere in paradiso insieme, non teniamo nella giusta considerazione un pericolo grave: come farebbe in fretta l'attrazione ad affievolirsi se quell'essere supremo cominciasse a ricambiare il nostro amore. Ansiosi di fuggire da noi stessi ci innamoriamo di una persona che è bella, intelligente e spiritosa tanto quanto noi siamo brutti, stupidi e noiosi. Ma che succede se questo essere perfetto un giorno si guarda intorno e decide di ricambiare il nostro amore? è inevitabile una certa delusione: può essere davvero all'altezza delle nostre aspettative una persona che ha il cattivo gusto di apprezzare qualcuno come noi? Se per amare abbiamo bisogno di credere che l'amata sia in qualche cosa superiore a noi, non ne consegue un crudele paradosso quando ci ricambia l'amore? Siamo portati a chiederci: "Se lei/lui è davvero così speciale, com'è possibile che lei/lui ami qualcuno come me?"

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  • 3

    Cosa significa vivere un rapporto di coppia...cosa si prova nel momento in cui si fanno certi gesti...e cosa provocano questi gesti nell'altra persona...Alain de Botton riesce a descrivere in un modo ...continue

    Cosa significa vivere un rapporto di coppia...cosa si prova nel momento in cui si fanno certi gesti...e cosa provocano questi gesti nell'altra persona...Alain de Botton riesce a descrivere in un modo strabiliante tutte le insicurezze e gli stati d'animo di una persona che affronta un nuovo amore dall'inizio alla fine, analizzando ogni minimo dettaglio e rendendo il libro una specie di autoanalisi del lettore. Ed è proprio questo che rende il tutto così "vero" ed interessante.

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  • 2

    Come funzionano le storie d'amore?

    Come funzionano le storie d'amore? Come nasce, si sviluppa, si stabilizza, muore un amore? Come mai quelle sensazioni appassionate e travolgenti che si vivono all'inizio si trasformano poi spesso in u ...continue

    Come funzionano le storie d'amore? Come nasce, si sviluppa, si stabilizza, muore un amore? Come mai quelle sensazioni appassionate e travolgenti che si vivono all'inizio si trasformano poi spesso in una monotona abitudine (se va bene) o in insofferente insoddisfazione o in tradimento (se va male)? E come si arriva alla inesorabile morte straziante dell'amore (straziante perché da un certo punto in poi non se ne può più....)?

    Ecco, il libro "Esercizi d'amore" si prefigge di dare risposte a queste domande.

    Quando si parla d'amore, è normale aguzzare le orecchie. Il tema è interessante e intrigante e c'è la possibilità di imparare qualcosa.
    Ci predisponiamo quindi con l'animo giusto seduti comodi sulla sedia e con la massima attenzione iniziamo a leggere.

    E' un saggio? No. E' un romanzo. Uffa, pensiamo, un altro romanzo sull'amore? Vabbè, andiamo avanti.

    Il protagonista venticinquenne ci racconta la sua storia d'amore con Chloe, una giovane ventitreenne conosciuta per caso su un aereo.
    La storia d'amore è abbastanza tipica e convenzionale:

    un inizio casuale e travolgente (se non ti vedo muoio),
    una fase di assuefazione (se non ti vedo potrei morire),
    una fase abitudinaria (ok, se non ti vedo ti vedrò),
    una fase insofferente (se non ti vedo, meglio),
    una fase di tradimento (il fatto che non ti veda io non è una buona ragione perché tu debba vedere qualcun altro...),
    una di terrorismo romantico (se non ti vedo mi ammazzo),
    una fine (non ti voglio vedere mai più, cascasse il mondo).

    Dove sta l'idea e la novità del libro? Sta nel fatto che de Botton analizza in dettaglio ogni singola fase, scomodando filosofi e pensatori e tentando di associare regole filosofiche a scientifiche a comportamenti che appaiono invece quasi sempre irrazionali.

    Purtroppo l'amore si concilia male con la filosofia. E alla fine il romanzo, descrivendo questa relazione adolescenziale decisamente immatura, si trasforma in un bigino di filosofia noiosa e inutile. Mooolto noiosa e moooolto inutile.

    Al termine della lettura rimangono solo alcuni pensieri degni di nota:

    "Qualunque sia il grado di felicità con la nostra compagna, l'amore per lei ci è di ostacolo (a meno di non vivere in una società poligamica) ad avviare altre relazioni romantiche. Ma perché ciò dovrebbe essere causa di frustrazione, se davvero la amiamo? Perché, se il nostro amore per lei è sempre vivo, dovremmo sentire come un limite tale condizione? Forse perché, nel risolvere il nostro bisogno di amare, non sempre riusciamo a risolvere il nostro bisogno di desiderare."

    “Uno dei lati ironici dell’amore è che siamo seduttori molto più convincenti quando l’oggetto delle nostre attenzioni non ci attrae poi così tanto: l’intensità del desiderio, invece, soffoca in noi disinvoltura e spontaneità.“

    “C’è una lunga e pessimistica corrente nel pensiero occidentale secondo cui l’amore, in definitiva, può essere raffigurato soltanto come una pratica unilaterale, di marxistica ammirazione, dove il desiderio fiorisce sull’impossibilità di vedere restituito l’amore.”

    Ahimè, un altro libro inutile...

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  • 3

    Consiglio di lettura di settembre 2015

    Un libro molto particolare, a metà tra saggio e romanzo. L'autore, servendosi dell'espediente del narrare una storia d'amore immaginaria con il suo inizio, lo sv ...continue

    Consiglio di lettura di settembre 2015

    Un libro molto particolare, a metà tra saggio e romanzo. L'autore, servendosi dell'espediente del narrare una storia d'amore immaginaria con il suo inizio, lo sviluppo e la fine, imbastisce un vero saggio sull'amore di coppia, interessante e scorrevole. L'unico suo limite consiste nella generalizzazione: la coppia di cui si parla qui infatti vive quel tipo d'amore che lo stesso autore definisce "immaturo"...quello che non sfocia nel matrimonio perché sostanzialmente basato solo su una forte attrazione fisica, destinata a non avere più importanza nel momento in cui uno dei due conosce qualcun altro che gli piace fisicamente, e che con il suo essere "nuovo" per forza di cose offusca il "vecchio". Insomma, non tutte le coppie per fortuna sono come quella descritta da De Botton (anche se purtroppo oggi come oggi quelle diverse si contano sulle dita xD).
    Dalla seconda metà in poi diventa anche un po' ripetitivo, ma per chi sia interessato a cosa avviene nel cervello di chi si innamora (indipendentemente da quanto importante si riveli poi la storia d'amore) è l'ideale ^^

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  • 4

    Alain vs. Andrea - 31 mag 15

    Devo dire che nonostante tutto questo “intellettuale” mi diverte. Certo, non è una persona che ha dovuto sudare per farsi largo nella vita, anche se ha studiato, è eclettico, cosmopolita, plurilingue, ...continue

    Devo dire che nonostante tutto questo “intellettuale” mi diverte. Certo, non è una persona che ha dovuto sudare per farsi largo nella vita, anche se ha studiato, è eclettico, cosmopolita, plurilingue, multinazionalista. Nel senso che nasce in Svizzera da una famiglia ebrea, dove impara, oltre l’ebreo tradizionale anche se non ne professa la religione, francese e tedesco. Poi si trasferisce in Inghilterra, dove si laurea in storia, dove vive e lavora, dove riceve a 30 anni un’eredità del padre di qualcosa come 250 milioni di euro. Aveva già comunque cominciato a scrivere. Ed ha continuato, senza troppi problemi, anche se sostiene di mantenersi solo con i diritti d’autore. Ma tant’è. Ne avevo sempre sentito parlare tra un orecchio e l’altro, ma non avevo avuto l’occasione di leggerne sino ad ora. In attesa di cimentarmi con un “saggio” puro (su Proust o sul viaggio vedremo), ho letto e discretamente gradito questo che nel sotto-titolo inglese porta il termine “saggi”, sottolineando che sono una serie di considerazioni filosofiche e pratiche sull’amore. Per rendere poi più seguibili le sue lunghe tirate, l’autore le intreccia con la descrizione della nascita, la crescita e la morte di un amore tra lo scrittore soggettivo ed una ragazza di nome Chloe. Motivo che consente di collocare il libro fuori da molti schemi, e che gli estensori italiani etichettano “romanzo”, termine su cui ho dubbi e riserve. E naturalmente non è neanche un saggio nel senso classico del termine. Per cui, lo inseriamo nello scatolone degli scrittori moderni di sesso maschile, e cominciamo a parlarne. Non per farne una trama, invero, che come “romanzo”, appunto, si riassume in meno di otto righe. Il pensatore e Chloe si incontrano su di un aereo che torna da Parigi a Londra, lui comincia ad abbordarla, qualche scaramuccia, ristorantino, prima scopata, sinfonie varie, cinema, musei, colazioni, non vita in comune ma amore con la valigia (in fondo sono poco più che ventenni), e quando lui dopo un annetto comincia a pensare per cicli storici, lei si fredda, e va a vivere in California con un altro, lui si incazza, pensa al suicidio, passano mesi, ed alla fine… Ed il resto? Le altre 200 pagine di cosa parlano? Essendo de Botton essenzialmente un filosofo, parlano di tutto. Ma in sostanza, analizzano, sminuzzano e commentano ogni piccolo gesto ed accidente della vita quotidiana, con le armi della filosofia. Mette in campo Platone e Hegel, Marx e Lacan, Nietzsche e chi più ne ha più ne metta. Ci si interroga su tutto: che cos’è che mi ha fatto innamorare di lei? Estetica o etica? Perché mi piacciono le sue imperfezioni? Cosa voleva dire, quando ha detto? Ma non può non piacergli quella musica. Perché si è irrigidita quando la baciavo? Perché mi ha lasciato? Cosa ho fatto io di male, io che l’amavo di un amore così totale? Potrei continuare ora si per decine di righe, ma avrete già capito l’andazzo. Intanto, se incontro uno che impiega dodici pagine per dire che vuole analizzare i motivi per cui ha avuto un colpo di fulmine, e si è innamorato, giuro lo ammazzo. Inoltre, se dopo la prima scopata e la prima notte insieme, facciamo colazione guardandoci con gli occhi dolci, e lui mi viene a fare una pippa perché ho solo marmellata di fragole, non solo lo lascio, ma impiegherò i successivi 12 mesi ad imprasticciargli la scrivania con tutte le fragole che trovo. Il lui della storia è talmente logorroico che alla fine risulta appunto divertente. Con il suo marxismo amoroso, il terrorismo romantico e via discorrendo. Ecco, discorrendo. O pensando. O studiando. Sembra che per duecento pagine e più di un anno il nostro non abbia fatto un passo senza analizzare perché lo abbia fatto, i motivi, le contromisure. E bla e bla e bla. Dicendo tante cose che, per come le dice, sono delle banalità colossali (e spesso si è accusato di questo il nostro tenace scrittore). Ma facciamo anche un passo indietro, e diamo ad Alain ciò che è di Alain. Se veramente ci si interrogasse su tutte le motivazioni dei nostri innamoramenti e disamoramenti, troveremo certo una scrittura che renderebbe una strofa di Baglioni tutto il libro appena letto. Ricordo ancora un me quindicenne che si disinnamorò di una ormai dimenticata lei perché non mi piacevano le sue unghie. E di cui, ora, ricordo solo le unghie, non il nome, né il luogo, né altro. In conclusione, prendiamo il libro per quello che è, divertiamoci un po’ sopra, ed utilizziamolo per domandarci qualcosa di noi stessi. Non tanto perché quello o perché quell’altro, che diventa tutta un’operazione cerebrale infinita. Ma, visto che stiamo amando (o abbiamo amato o ameremo) godiamocelo, e facciamo in modo di essere noi stessi, in tutto. Anche quando finì, anche quando ricomincerà. Solo così potremmo affrontare quello specchio, guardarci negli occhi e sostenere il nostro sguardo, e dicendo a quella faccia: io sono così, quando sono solo, quando mi innamoro, insomma sempre. E finisco mandando un mio messaggio personale ad Alain: solo dopo aver imparato a stare da soli, si riesce ad amare, ad essere amati, ed anche a ritornare soli.
    “È sempre di sconosciuti che ci innamoriamo.” (22)
    “Se lei/lui è davvero così speciale [tanto che io me ne sono innamorato/innamorata] com’è possibile che lei/lui ami qualcuno come me?” (52)
    “Ciò che rende l’erba del vicino più verde e desiderabile è il fatto che non appartiene a noi.” (60)
    “Non esistiamo finché non c’è qualcuno che ci vede esistere, che non parliamo finché qualcuno non è in grado di comprendere ciò che diciamo; in sintesi, che non siamo del tutto vivi finché non siamo amati.” (119)

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