On Writing

Autobiografia di un mestiere

Di

Editore: Sperling & Kupfer

4.1
(2636)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 301 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Tedesco , Inglese , Chi tradizionale , Spagnolo , Francese , Chi semplificata , Svedese , Olandese , Thai , Greco , Polacco , Ceco

Isbn-10: 8882747530 | Isbn-13: 9788882747534 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Tullio Dobner

Disponibile anche come: Copertina rigida , Tascabile economico

Genere: Biografia , Non-narrativa , Manuale

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Descrizione del libro
Più che un manuale tecnico per aspiranti scrittori, questo libro è un'autobiografia del mestiere, in cui la storia personale e professionale di King si fondono totalmente.
Il capitolo d'apertura, "Curriculum vitae" ripercorre gli anni della formazione attraverso i momenti di crescita fino al grande successo di "Carrie".
"La cassetta degli attrezzi" è invece una disincantata elencazione dei ferri del mestiere. "Sullo scrivere" illustra le fasi del racconto creativo fino all'approdo editoriale; infine "Sul vivere" racconta come l'autore abbia visto la morte da vicino dopo lo spaventoso incidente in cui è stato coinvolto e come, grazie alla scrittura, sia tornato alla vita.
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  • 5

    半工具書,對有意寫作小說的人很有幫助,其中史蒂芬金自述的創作歷程也很有故事性,他也很幽默,讀起來樂趣和寫作知識兼有。
    注意:這本中文版的1版,是非常非常糟糕的翻譯(可能是用那個時代的google翻譯),已到災難性、讓你不想讀下去的程度。請找尋2版,非常好看。

    ha scritto il 

  • 5

    Il Re per me è il Re ed entrare nella sua intimità di uomo e di scrittore attraverso questo libro mi ha davvero emozionata.
    Non è solo un manuale di scrittura, nè una raccolta di consigli, nè (magari ...continua

    Il Re per me è il Re ed entrare nella sua intimità di uomo e di scrittore attraverso questo libro mi ha davvero emozionata.
    Non è solo un manuale di scrittura, nè una raccolta di consigli, nè (magari lo fosse!) la rivelazione del "metodo King": è molto di più, perchè ci permette di sbirciare nella vita dell'autore, innanzitutto, con una breve autobiografia davvero interessante, e perchè ci consente di capire come e dove nascono quei personaggi da noi lettori kinghiani così amati o detestati o temuti.
    Il tono con cui ci svela tutto questo, poi, è quello colloquiale e affettuoso di chi sta parlando con un vecchio amico, quel tono cui zio Stephen ci ha abituato nelle sue prefazioni (amo follemente le sue prefazioni), sembra davvero di farci una lunga chiacchierate, e dio sa se non è uno dei sogni della mia vita poter fare una chiacchierata con il Re!

    ha scritto il 

  • 2

    Metà autobiografia sintetica, metà manuale di consigli per aspiranti scrittori di Stephen King
    La parte biografica, letta come si leggerebbe un suo romanzo, avvince.
    La parte da manuale di scrittura è ...continua

    Metà autobiografia sintetica, metà manuale di consigli per aspiranti scrittori di Stephen King
    La parte biografica, letta come si leggerebbe un suo romanzo, avvince.
    La parte da manuale di scrittura è scialba e si riassume in "leggere e scrivere parecchio" se si vuole diventare scrittori.

    ha scritto il 

  • 4

    Autobiografia dello scrittore e soprattutto del suo mestiere. Molti i consigli pratici per chi vuole diventare autore: abbandonare la TV nell'infanzia, non insegnare, non drogarsi, prendere le cose su ...continua

    Autobiografia dello scrittore e soprattutto del suo mestiere. Molti i consigli pratici per chi vuole diventare autore: abbandonare la TV nell'infanzia, non insegnare, non drogarsi, prendere le cose sul serio e, soprattutto, leggere (80 libri all'anno) e scrivere il più possibile. Molto bella l'ultima parte che rievoca l'episodio dell'incidente di King, che nel 1999 venne investito da un'auto, perché mostra come la scrittura possa contribuire a salvare la vita.

    ha scritto il 

  • 4

    Scrivere è magia

    “On writing” è tanto lontano dall’essere un manuale di scrittura creativa quanto lo è dall’essere un’autocelebrazione di uno dei scrittori più famosi e letti degli ultimi quarant’anni. Sono sicuro che ...continua

    “On writing” è tanto lontano dall’essere un manuale di scrittura creativa quanto lo è dall’essere un’autocelebrazione di uno dei scrittori più famosi e letti degli ultimi quarant’anni. Sono sicuro che può essere apprezzato anche da chi non ha mai letto un romanzo di Stephen King e non ha mai avuto velleità letterarie e questo perché il libro, pur non essendo uno dei tanti romanzi del “Re”, ha lo stesso piglio di tutta la sua produzione e cioè ammaliare il lettore fin dalla prima pagina, rapirlo per tutta la durata del libro, inchiodarlo alla poltrona (o al cesso, al letto, alla panchina di un parco…) per poi liberarlo con una storia in più da portare con sé. E anche se “On writing” non è un romanzo la storia c’è sempre e cioè il romanzo della vita di King e non perché, come dice lui, la sua vita sia un romanzo ma perché la sua vita è scrivere. Ed è questo di sicuro il primo e fondamentale insegnamento che King offe ai suoi lettori e aspiranti scrittori; amare in maniera viscerale e passionale i momenti in cui ci si dedica alla lettura e alla scrittura. Solo un amore sincero ed onesto può portare a dei risultati.

    “On writing” ormai ha i suoi anni dato che è uscito nella prima edizione nel 2000 (ma King iniziò a lavorarci alla fine del 1997) per cui alcuni consigli dell’autore possono risultare un po’ datati ma stiamo parlando solo della fase seguente alla stesura definitiva del romanzo, quella che precede la pubblicazione. Sicuramente le innovazioni tecnologiche (lo sviluppo di internet, i social network, la stampa digitale) che hanno preso piede in questo nuovo millennio hanno mutato radicalmente le metodologie per far conoscere i propri lavori. Come è anche da considerare che King parla del mondo dell’editoria americano molto lontano dalla realtà italiana. Da noi non ci sono possibilità (o sono scarsissime) di inviare racconti a delle riviste, che se decidono di pubblicarle te li pagano, e la figura dell’agente letterario non ha un carattere così determinante come nel mondo anglosassone. Per il resto qualsiasi consiglio che King fornisce ai suoi lettori è oro colato soprattutto perché non è frutto di teorie letterarie lontane dalla realtà ma figlio della sua esperienza.

    Questa edizione (Frassinelli) è del novembre 2015 ed è stata impreziosita dall’introduzione di Loredana Lipperini e da una nuova traduzione di Giovanni Arduino (dopo le fortunate parentesi di Wu Ming 1 per “Notte buia, niente stelle” e “22/11/1963”). Il fatto che abbia anche una copertina molto convincente può indurre all’acquisto anche chi abbia già in casa la prima edizione.
    Se poi nella frase precedente non avessi usato “il fatto che” dimostrerei anche di aver imparato qualcosa dall’autore che si accanisce, spesso in modo anche ironico, contro l’uso improprio di un certo tipo di linguaggio. L’espressione “il fatto che” ad esempio è da evitare ma quello che più fa rizzare i peli a King sono gli avverbi messi a casaccio soprattutto nei dialoghi. Ma King non ci mette davanti a nessun regola ed ad alcun dogma, ci fa solo capire, facendoci sorridere, quanto possa essere inutile e dannoso un certo modo di scrivere soprattutto quello che non dimostra una serietà d’intenti.

    La prima parte del libro, intitolata “Curriculum vitae” è quella più autobiografica e ci racconta gli anni della formazione fino al primo grande successo: “Carrie”, questa è la parte più lontana che si possa immaginare da un manuale di scrittura creativa ma probabilmente conoscendo la vita di King si impara molto di più su quest’arte che leggendo qualsiasi vademecum che promette di svelare i segreti del mestiere.
    Poi c’è la “Cassetta degli attrezzi” la parte più “operativa” del libro dove si capisce che il più delle volte la semplicità è la miglior arma per raggiungere il cuore dei lettori.
    “Sulla scrittura” è il cuore del libro che dà il titolo a tutto il progetto e che narra le fasi del processo creativo fino alla nascita del libro.
    E infine un post scriptum “Sulla vita” dove King ci racconta come abbia visto in faccia la morte e come l’amore per la scrittura lo abbia fatto rinascere come uomo e come autore.

    “On writing” non può mancare nella libreria del lettore, anche occasionale come lo sono io, di Stephen King ma può essere anche un’occasione per avvicinarsi al mondo di questo autore e, perché no, una spinta a buttar giù quella storia che ci girava in testa e che non avevamo mai avuto il coraggio di scrivere.

    http://www.giuseppevergara.com/recensioni/

    ha scritto il 

  • 3

    La scrittura è telepatia

    Mi è piaciuto il modo in cui King ci (di)mostra come la scrittura sia, in un certo senso, telepatia. Quanto allo stile, è divertente e leggero. King sa come non tediare il lettore (il che è precisamen ...continua

    Mi è piaciuto il modo in cui King ci (di)mostra come la scrittura sia, in un certo senso, telepatia. Quanto allo stile, è divertente e leggero. King sa come non tediare il lettore (il che è precisamente l'argomento della seconda parte del libro).

    Nella prima parte, così come nel post-scriptum, si legge più una piccola collezione di aneddoti che un'autentica autobiografia, e senza nemmeno troppe pretese. C'è qualche retroscena su Carrie, Shining e Misery. La seconda parte - l'avevo anticipato - è invece estremamente interessante. Una sfilza di consigli e condivisibili punti di vista. Belle le pagine sull'autodisciplina e la routine dello scrittore, così come i capitoli sulla non-creazione di trame ("E se...?") , su narrazione descrizione dialogo, sui personaggi, sui temi, etc.

    Consigliato anche anche a chi non ama particolarmente questo sfornatore seriale di storie.

    ha scritto il 

  • 3

    Stephen King

    Autobiografia letteraria nella prima parte, diventa manuale di scrittura nella seconda. La scrittura creativa è una materia insegnata da quasi un secolo negli USA, e, sebbene non sia una scienza esatt ...continua

    Autobiografia letteraria nella prima parte, diventa manuale di scrittura nella seconda. La scrittura creativa è una materia insegnata da quasi un secolo negli USA, e, sebbene non sia una scienza esatta, ha i suoi criteri generali. I consigli di Stephen King, ragionevolissimi, sono tutto sommato pochi, riassumibili in qualche pagina. Il resto è contesto ed esperienza, è il racconto di come King è arrivato a vendere tanto – col duro lavoro, senza arrendersi alle difficoltà, con determinazione – e la descrizione del suo metodo – ancora il duro lavoro, la determinazione. Inoltre troviamo la contestualizzazione della nascita di alcune idee, il percorso che l'autore fa per mettere a fuoco le sue storie.

    Emerge una certa boria dello scrittore, coperta dal vittimismo verso la critica letteraria “alta” che discrimina la letteratura di genere: il punto di King è giusto e condivisibile, ma ogni tanto lo esprime con un tono da contadino tamarro, qualcosa del tipo: “Io sì che sono un vero uomo, altro che paroloni e frocerie politically correct!”.

    È un libro che sarà particolarmente gradito a chi ama le biografie letterarie, oppure ai fan dello scrittore che cercano informazioni sulla sua vita privata. Io, che leggo King ogni tanto, ma non sono una sua fan, l’ho trovato prolisso. D’altra parte, mi accade spesso la stessa cosa coi suoi romanzi.

    ha scritto il 

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