Operazione Massacro

Di

Editore: La Nuova Frontiera

4.3
(160)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 253 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Spagnolo

Isbn-10: 8883731948 | Isbn-13: 9788883731945 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: eBook

Genere: Storia , Non-narrativa , Politica

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Descrizione del libro
Otto anni prima di A sangue freddo di Truman Capote, con Operazione Massacro, Rodolfo Walsh inventa una nuova forma di giornalismo, a metà strada tra il romanzo e la cronaca, che solo un decennio dopo verrà conosciuta universalmente come New Journalism. Pubblicato nel 1957, il libro racconta l'uccisione di un gruppo di civili innocenti perpetrata dalla prima giunta militare golpista, un efferato episodio di violenza che sarebbe passato sotto silenzio se Walsh non vi si fosse imbattuto casualmente. Rodolfo Walsh segue la pista come un segugio, indaga, ricostruisce dettagliatamente i fatti, scopre la cospirazione e scrive un libro di denuncia che, pur restando un'insuperata lezione di giornalismo d'inchiesta, si legge come un romanzo.
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  • 5

    Ci vuole coraggio per amare la verità più di se stessi

    Rodolfo Walsh era uno scrittore di racconti polizieschi prima che, nel 1957, durante una conversazione qualcuno pronunci questa frase: “C’è un fucilato ancora vivo”.
    La frase è riferita a un barbaro e ...continua

    Rodolfo Walsh era uno scrittore di racconti polizieschi prima che, nel 1957, durante una conversazione qualcuno pronunci questa frase: “C’è un fucilato ancora vivo”.
    La frase è riferita a un barbaro episodio avvenuto sei mesi prima: la giunta militare golpista represse con esecuzioni sommarie i tentativi di resistenza peronista senza andare troppo per il sottile. Infatti, anche un gruppo di civili innocenti che si erano ritrovati per ascoltare la radiocronaca di un incontro di boxe vengono arrestati, trascinati via e fucilati in una discarica alla periferia di Buenos Aires. L’episodio viene fatto passare sotto silenzio. Ma ci sono dei superstiti. “C’è un fucilato ancora vivo”…

    Scrive Walsh:
    ”Non so cosa sia ad attrarmi in questa storia vaga, lontana, irta di improbabilità. Non so perché chiedo di parlare con quell’uomo, perché sto parlando con Juan Carlos Livraga.
    Ma poi lo scopro. Guardo quella faccia, il buco nella guancia, il buco più grande nella gola, la bocca spaccata e gli occhi opachi in cui fluttua ancora un’ombra di morte. Mi sento insultato, così come, senza saperlo, mi sono sentito insultato quando ho udito quel grido straziante dietro la persiana.
    Livraga mi racconta la sua storia incredibile; gli credo subito”.

    Da quel momento Walsh dirà addio alle “soavi stagioni tranquille” e si dedicherà anima e corpo a far luce sulla vicenda:
    Così nasce quell’indagine, questo libro. La lunga notte del 9 giugno torna su di me, per la seconda volta mi strappa dalle “soavi stagioni tranquille”. Adesso, per quasi un anno non penserò ad altro, abbandonerò la casa e il mio lavoro, mi chiamerò Francisco Freyre, avrò una carta d’identità falsa con questo nome, un amico mi presterà una casa nella zona del Tigre, per due mesi vivrò in una gelida baracca dalle parti di Merlo, porterò sempre con me una pistola, e in ogni momento le figure di quel dramma torneranno ossessivamente”.
    Walsh segue la pista come un segugio, indaga, ricostruisce i fatti (alla fine i superstiti risulteranno addirittura sette) e scrive “Operazione massacro”, un libro di denuncia, un grande esempio di giornalismo d’inchiesta, che si legge come un romanzo (pubblicato nel 1957, ben nove anni prima di “A sangue freddo”, considerato il capostipite del genere, ma che è solo del 1966).

    In Appendice al libro è riportata la “Lettera aperta di uno scrittore alla Giunta militare”, che Walsh scrisse il 24 marzo 1977 e che gli costò la vita. Questa:
    http://www.hortusmusicus.com/pdf/592.pdf
    Confesso di averla letta in lacrime, un pianto torrenziale che non riuscivo in alcun modo a fermare, o almeno a contenere. E così ho scoperto che quello che mi commuove più di ogni altra cosa non è l’amore, il sentimento, la bontà, ma il coraggio. Questo tipo di coraggio.

    Rodolfo Walsh è uno dei 30.000 desaparecidos. Il suo corpo non fu mai ritrovato, anche se alcuni superstiti raccontano che i militari lo portarono all’ESMA (il campo di concentramento), era già morto, crivellato di colpi, ed esposero il suo corpo come un trofeo.

    ha scritto il 

  • 0

    "Operazione Massacro" di Rodolfo Walsh

    Operazione Massacro è un libro che non dovrebbe mai finire fuori catalogo. Sempre sia lodata dunque la casa editrice indipendente La Nuova Frontiera di Roma, non solo per il preziosissimo costante lav ...continua

    Operazione Massacro è un libro che non dovrebbe mai finire fuori catalogo. Sempre sia lodata dunque la casa editrice indipendente La Nuova Frontiera di Roma, non solo per il preziosissimo costante lavoro di diffusione della letteratura sudamericana in Italia, di cui è – insieme a SUR – uno dei maggiori baluardi, ma anche per aver riproposto a dieci anni dalla prima edizione italiana, uscita per Sellerio nel 2002, il capolavoro di Walsh.

    Operazione Massacro non è infatti un libro qualsiasi. Da un punto di vista letterario Walsh nel 1957 anticipa di quasi un decennio quel A sangue freddo di Truman Capote che viene pressoché universalmente considerato il capostipite della letteratura non-fiction ma, quel che più conta, è che quella di Walsh va inserita nel novero delle più alte testimonianze del secondo Novecento di resistenza dell’umanesimo a ogni barbarie e a ogni incarnazione del Male nella Storia.

    Il libro racconta la storia di un massacro misconosciuto commesso nel 1956 dalle forze della “Rivoluzione Liberatrice” antiperonista in Argentina.

    La sera del 9 giugno 1956 un gruppo di civili, senza alcuna colpa salvo quella di essersi riuniti per seguire insieme un incontro di pugilato alla radio in contemporanea con una sollevazione popolare peronista in altri luoghi del paese, viene prelevato dalla polizia, sequestrato per alcune ore e infine sottoposto a un’esecuzione sommaria per fucilazione. Alcuni di loro riescono a sfuggire anche al colpo di grazia ed è a partire dalle loro testimonianze raccolte in segreto, nonché ad un alacre e pericolosissimo lavoro di ricerca delle prove, che Walsh riesce a ricostruire l’accaduto minuto per minuto, inchiodando alle loro responsabilità gli uomini del regime del generale Aramburo e il generale stesso.

    La narrazione, preceduta da un Prologo in cui Walsh racconta come si trovò precipitato nel cuore degli eventi, è scandita in tre parti (Le persone, I fatti, Le prove) come in un vero dossier investigativo, e procede di traccia in traccia mescidando gli strumenti dell’indagine giornalistica e giudiziaria con quelli della narrazione poliziesca – di cui Walsh era già un riconosciuto maestro.

    L’indagine di Walsh, naturalmente, non ebbe esiti giudiziari. L’indagine fu insabbiata e i colpevoli restarono impuniti dalla giustizia ordinaria. Quel massacro resterà uno dei tanti sanguinosi episodi impuniti che costellano la storia delle dittature argentina del secondo Novecento. Segnò invece l’esistenza di Walsh, che da pacifico giocatore di scacchi e scrittore di racconti polizieschi, investito dalla Storia, non seppe tenere sotto controllo il suo spirito di dignità e giustizia, come invece si esigeva in quegli anni in America Latina da un cittadino che volesse vivere a lungo. E infatti il giornalista e scrittore, all’epoca del massacro poco più che trentenne, non visse a lungo. Dopo un periodo di militanza a vario titolo, giornalismo, scritture e semiclandestinità, il 24 marzo 1977 inviò alla redazioni dei giornali argentini e ai corrispondenti stranieri una “Lettera aperta di uno scrittore alla Giunta Militare”, in cui si denunciavano le nefandezze e le violenze del regime militare istituito l’anno prima dal generale Videla. La Lettera è pubblicata in Appendice a Operazione Massacro. Il giorno dopo averla inviata, Rodolfo Walsh fu sequestrato in un’imboscata mentre diffondeva la sua lettera, e da allora compare nella lista dei Desaparecidos, le persone che furono arrestate per motivi politici, o anche semplicemente accusate di avere compiuto attività "anti governative" e delle quali si persero per sempre le tracce. Tra il 1976 e il 1983 si ritiene che furono 30.000. Secondo altre testimonianze, Walsh sarebbe arrivato al campo di concentramento già morto e il suo cadavere sarebbe stato esposto dai militari come trofeo. Bisognerà attendere molti anni per veder pubblicata la sua lettera, che in Italia è stata tradotta per la prima volta nel 2004 e compare in questo caso per la prima volta in volume.

    Martino (bibliotecario, Biblioteca San Giorgio)

    Operazione Massacro non è infatti un libro qualsiasi. Da un punto di vista letterario Walsh nel 1957 anticipa di quasi un decennio quel A sangue freddo di Truman Capote che viene pressoché universalmente considerato il capostipite della letteratura non-fiction ma, quel che più conta, è che quella di Walsh va inserita nel novero delle più alte testimonianze del secondo Novecento di resistenza dell’umanesimo a ogni barbarie e a ogni incarnazione del Male nella Storia.

    Il libro racconta la storia di un massacro misconosciuto commesso nel 1956 dalle forze della “Rivoluzione Liberatrice” antiperonista in Argentina.

    La sera del 9 giugno 1956 un gruppo di civili, senza alcuna colpa salvo quella di essersi riuniti per seguire insieme un incontro di pugilato alla radio in contemporanea con una sollevazione popolare peronista in altri luoghi del paese, viene prelevato dalla polizia, sequestrato per alcune ore e infine sottoposto a un’esecuzione sommaria per fucilazione. Alcuni di loro riescono a sfuggire anche al colpo di grazia ed è a partire dalle loro testimonianze raccolte in segreto, nonché ad un alacre e pericolosissimo lavoro di ricerca delle prove dell’accaduto, che Walsh riesce a ricostruire l’accaduto minuto per minuto, inchiodando alle loro responsabilità gli uomini del regime del generale Aramburo e il generale stesso.

    La narrazione, preceduta da un Prologo in cui Walsh racconta come si trovò precipitato nel cuore degli eventi, è scandita in tre parti (Le persone, I fatti, Le prove) come in un vero dossier investigativo, ma la narrazione è condotta mescidando gli strumenti dell’indagine giornalistica e giudiziaria con quelli della narrazione poliziesca – di cui Walsh era già un riconosciuto maestro.

    L’indagine di Walsh, naturalmente, non ebbe esiti giudiziari. L’indagine fu insabbiata e i colpevoli restarono impuniti dalla giustizia ordinaria. Quel massacro resterà uno dei tanti sanguinosi episodi impuniti che costellano la storia delle dittature argentina del secondo Novecento. Segnò invece l’esistenza di Walsh, che da pacifico giocatore di scacchi e scrittore di racconti polizieschi, investito dalla Storia, non seppe tenere sotto controllo il suo spirito di dignità e giustizia, come invece si esigeva in quegli anni in America Latina da un cittadino che volesse vivere a lungo. E infatti il giornalista e scrittore, all’epoca del massacro poco più che trentenne, non visse a lungo. Dopo un periodo di militanza a vario titolo, giornalismo, scritture e semiclandestinità, il 24 marzo 1977 inviò alla redazioni dei giornali argentini e ai corrispondenti stranieri una “Lettera aperta di uno scrittore alla Giunta Militare”, in cui si denunciavano le nefandezze e le violenze del regime militare istituito l’anno prima dal generale Videla. La Lettera è pubblicata in Appendice a Operazione Massacro. Il giorno dopo averla inviata, Rodolfo Walsh fu sequestrato in un’imboscata mentre diffondeva la sua lettera, e da allora compare nella lista dei Desaparecidos, le persone che furono arrestate per motivi politici, o anche semplicemente accusate di avere compiuto attività "anti governative" e delle quali si persero per sempre le tracce. Tra il 1976 e il 1983 si ritiene che furono 30.000. Secondo altre testimonianze, Walsh sarebbe arrivato al campo di concentramento già morto e il suo cadavere sarebbe stato esposto dai militari come trofeo. Bisognerà attendere molti anni per veder pubblicata la sua lettera, che in Italia è stata tradotta per la prima volta nel 2004 e compare in questo caso per la prima volta in volume.

    Martino (bibliotecario, Biblioteca San Giorgio)

    ha scritto il 

  • 4

    Un'altra pagina tragica della tormentata storia argentina raccontata con uno stile che ha fatto scuola:unire la precisione del reportage giornalistico alla forma romanzo (per quanto di romanzato mi se ...continua

    Un'altra pagina tragica della tormentata storia argentina raccontata con uno stile che ha fatto scuola:unire la precisione del reportage giornalistico alla forma romanzo (per quanto di romanzato mi sembra di poter dire che ci sia poco).
    Per la cronaca,vi si descrive l'esecuzione di cinque innocenti nelle ore successive al tentativo di colpo di stato del 1956, con la sequela di depistaggi,insabbiamenti,ecc. e, per una volta,il tentativo riuscito di far emergere la verità.

    ha scritto il 

  • 3

    In Argentina quest’opera è un classico e Walsh un autore molto famoso, giornalista e scrittore ucciso nel 1977 dal regime dei colonnelli dopo una lettera aperta al generale Vileda nella quale denuncia ...continua

    In Argentina quest’opera è un classico e Walsh un autore molto famoso, giornalista e scrittore ucciso nel 1977 dal regime dei colonnelli dopo una lettera aperta al generale Vileda nella quale denunciava i crimini della dittatura.
    Anche Operazione Massacro è una denuncia. La denuncia dell’uccisione di un gruppo di civili riuniti in una casa per seguire un’incontro di boxe da parte della polizia golpista. Massacro che altrimenti sarebbe rimasto senza nome.
    A metà strada tra il romanzo ed il reportage l’opera mi sembra particolarmente riuscita soprattutto nella prima parte dove Walsh tratteggia uno per uno i protagonisti di questo dramma, le loro storie, le loro vite, i loro ideali. Dedicando poche pagine ad ognuno vengono fuori dei ritratti delicati e coinvolgenti.
    La seconda parte, dove racconta le indagini che gli hanno permesso di scoprire il massacro, arrancano un po’; faticano a reggere il passo con la prima parte, sono meno coinvolgenti e più lente
    Resta comunque un’ottimo libro, scritto da un grande giornalista. Necessario leggerlo

    ha scritto il 

  • 4

    Un classico del giornalismo d'inchiesta dello scrittore argentino Rodolfo Walsh, la denuncia delle repressioni da parte del governo golpista in carica contro il tentato controgolpe peronista del giugn ...continua

    Un classico del giornalismo d'inchiesta dello scrittore argentino Rodolfo Walsh, la denuncia delle repressioni da parte del governo golpista in carica contro il tentato controgolpe peronista del giugno 1956 che tentava di riportare al governo Domingo Peron dopo la sua defenestrazione dell'anno precedente. Circa un'ora prima della promulgazione della legge marziale, un gruppo di sospetti, del tutto innocenti, viene arrestato e poco dopo fucilato in una discarica a pochi chilometri da Buenos Aires. Cinque uomini restano a terra, gli altri sei (o sette, non si riesce ad appurarlo con certezza), riescono a fuggire. Con la dettagliata inchiesta che raccoglie tutte le testimonianze dei sopravvissuti rintracciati, Walsh contribuisce a intentare un processo contro i colpevoli e denunciare i soprusi all'opinione pubblica (per un certo periodo è costretto anche a nascondersi e a girare armato). Libro appassionato che unisce l'efficacia del miglior giornalismo di inchiesta al ritmo serrato del thriller (Walsh iniziò la carriera letteraria scrivendo polizieschi): impressionante la descrizione di tutte le fasi della fucilazione dei poveretti. La sua militanza in difesa della libertà continua negli anni seguenti:
    collaborerà con la Cuba di Castro e Che Guevara, riuscendo a decrittare un messaggio in codice della sezione guatemalteca della CIA che stava organizzando lo sbarco alla Baia dei Porci e avvertendo in tempo il governo cubano; lotterà per il ritorno di Peron in Argentina ma, profondamente deluso dopo il reinsediamento del presidente quasi ottantenne, aderirà al fronte dei Montoneros nelle file dei quali la figlia ventiseienne troverà la morte nel 1976, in uno scontro a fuoco, dopo l'insediamento della dittatura della Junta di Videla; denuncerà senza requie la giunta militare, i soprusi e la tragedia dei desaparecidos, fino alla coraggiosa Carta abierta de un escritor a la Junta militar che lo porterà a subire l'agguato fatale da parte della polizia: l'intenzione è prenderlo vivo e poi torturarlo. Walsh se lo aspetta da mesi ed è preparato: resiste a colpi di pistola e riesce perfino a fare secco uno sbirro; viene crivellato di colpi e il suo corpo viene fatto sparire. Restano le sue parole, scritte il giorno prima: "Il Terrore si basa sulla mancanza di comunicazione. Infranga l'isolamento. Provi ancora la soddisfazione di compiere un gesto libero. Sconfigga il terrore. Faccia circolare quest'informazione...".

    ha scritto il 

  • 4

    Giornalista di razza

    Questo è il vademecum di come essere un giornalista di razza in uno dei paesi in cui è stato più difficile esserlo.
    Walsh scrive questo lunghissimo "articolo" come se fosse un romanzo, un saggio, una ...continua

    Questo è il vademecum di come essere un giornalista di razza in uno dei paesi in cui è stato più difficile esserlo.
    Walsh scrive questo lunghissimo "articolo" come se fosse un romanzo, un saggio, una cronaca e tante altre cose insieme. Il risultato è un affresco dell'Argentina degli anni 60-70 e di come la verità possa essere difesa anche in tempi bui. Walsh pagherà con la vita la sua passione ma probabilmente non ha mai voluto fare quello che ha fatto in maniera diversa.

    ha scritto il 

  • 0

    ✰✰✰✰✰ eccellente

    ""giornalismo"". Insieme delle attività e delle tecniche relative alla compilazione, redazione, pubblicazione e diffusione di notizie tramite giornali quotidiani o periodici. Il g. indica anche la pro ...continua

    ""giornalismo"". Insieme delle attività e delle tecniche relative alla compilazione, redazione, pubblicazione e diffusione di notizie tramite giornali quotidiani o periodici. Il g. indica anche la professione del giornalista.

    Questa è la definizione della Treccani. Tecnicamente precisa e valida per la maggioranza dei giornalisti.

    Ma Walsh appartiene ad un’altra specie. Quella di coloro per i quali la ricerca della verità e della giustizia sociale o processuale sono principi che non si fermano sulla bocca, ma entrano nel cervello, nel sangue, nella pancia. Una ragione di vita. Fare del giornalismo è lo strumento.

    Walsh scoprì casualmente la storia e lo colpì così tanto da doverne scrivere.
    Alcuni uomini seguono la radiocronaca di un incontro di boxe, fanno irruzione quelli della Giunta golpista (antiperonista, anticomunista, sponsorizzata massicciamente dalle Forze Armate, dalla Chiesa e dalla CIA), vengono trascinati in una discarica e fucilati. Ma gli assassini sono inefficienti. Ben sette uomini su dodici sopravvivono anche ai colpi di grazia.

    Eppure non è altro che una della tante storie di omicidi ingiustificati, coperti dalla politica per ragioni vergognose.
    Ma ciò che Walsh scrisse fu qualcosa di assolutamente nuovo: un reportage, un romanzo, una denuncia. Tutto insieme.

    L’argomento può non interessare, lo stile può non piacere, ma la storia è vita vera e il narratore è un uomo vero.
    Anche se pochi, decisamente in minoranza, sono gli uomini così, che mantengono viva la voglia di credere in idee così importanti da sacrificare loro anche la vita. Come aveva già fatto la figlia Vicky.

    2011

    ha scritto il 

  • 4

    IL romanzo di un desaparecido

    Bueno Aires vista dagli occhi di quel giornalismo d'indagine di cui Rodolfo Walsh era maestro. "La cronicas", Un giornalismo narrativo che nel Sudamerica sconvolto dalle dittature militari si era affe ...continua

    Bueno Aires vista dagli occhi di quel giornalismo d'indagine di cui Rodolfo Walsh era maestro. "La cronicas", Un giornalismo narrativo che nel Sudamerica sconvolto dalle dittature militari si era affermato e che vedeva come suo miglior esponente proprio Walsh a sua volta desaparecido assieme ai trentamila e più cittadini argentini mai più ritrovati. "Operazione massacro" è la cronaca lucida e precisa di una fucilazione di massa da parte dell'esercito argentino intento a sopprimere una sommossa dei circoli peronisti. Walsh, sotto falso nome, intervistando alcuni superstiti del gravissimo fatto, ricompone in maniera implacabile gli eventi avvenuti nel 1957 e passati sotto silenzio. Un libro cominciato per curiosità-reazione alla frase sibillina "c'è un fucilato che cammina" ascoltata in un circolo giocando a scacchi. Un romanzo-verità che mette i fatti accaduti come prima esigenza narrativa, sviluppando gli intrecci torbidi degli interessi internazionali con a capo gli Usa di Kissinger. Lo stesso Garcia Marquez ne ricorda i reportage e i romanzi; opere inimitabili che hanno dato un forte contributo sia alla storia che allo stile usato per sottolineare la veridicità dei fatti molte volte legati a realtà indicibili pena la persecuzione e la morte. Rodolfo Walsh infatti, scomparso e mai ritrovato , cominciò un lavoro letterario ed esistenziale che lo porterà a scrivere capolavori tanto scomodi fino alle estreme conseguenze. Lo stile fluido e secco risente però della difficoltà di tradurre le specifiche dei termini giuridici e la differenza fra i vari paesi delle norme processuali; ciò non toglie una lettura che non trascura la cronaca ma nemmeno la poesia. L'autore ha sapientemente unito la tensione del dramma con l'approfondimento in modo tale da restituire al lettore sia un appagamento legato alla letture sia una lettura non fine a se stessa: c'è come l'esigenza e il dovere della testimonianza, del non dimenticare; quindi anche una lezione di vita, di coraggio e lealtà nei confronti del proprio popolo e del proprio paese. Un libro di denuncia tra i "capolavori del giornalismo universale". All'epoca formatosi dai nove articoli pubblicati sul caso in un quotidiano della sinistra peronista, che si trasformarono in un unico volume nel 1957; opera che è anche il mezzo primo per capire e ripercorrere la storia drammatica dell' argentina. Un paese tra i più dilaniati da un commando di generali del tutto simili alle SS naziste sia nei modi che nei principi. Diceva infatti Walsh: " Vorrei che qualcuno mi spiegasse che differenza c'è fra questa concezione della giustizia e quella che ha portato alle camere a gas durante il nazismo"...chiuso il libro in fine, ci si accorge che non è stato puro svago, ma che il dramma vissuto è abnorme come anormale è il destino dei desaparecidos...qualcosa che non si risolverà mai, che mai verrà elaborata, una stretta che a volte si trasforma in morsa per far ritornare la memoria, per impedirci di dimenticare.

    ha scritto il 

  • 4

    L’UOMO ARRIVATO PRIMA DELLA CIA

    Giornalismo d’inchiesta, inchiesta da segugio, raccontata come se fosse un romanzo poliziesco, sapendo bene cos’è la suspense, da parte di un uomo che potrebbe tuttora dare grandi lezioni, non solo di ...continua

    Giornalismo d’inchiesta, inchiesta da segugio, raccontata come se fosse un romanzo poliziesco, sapendo bene cos’è la suspense, da parte di un uomo che potrebbe tuttora dare grandi lezioni, non solo di giornalismo, anche di umanità e di impegno.

    Uno scoop: nel giugno del 1956 la giunta militare argentina, durante quella che è passata alla storia come Rivoluzione Liberatrice (mise fine al governo Peron con un colpo di stato), per reprimere un tentativo di restaurazione del peronismo, giustiziò, ma sarebbe meglio dire assassinò, qualche decina di persone, tra cui anche dei civili totalmente innocenti, colpevoli solo di essere nel luogo sbagliato al momento sbagliato.
    L’esecuzione, forse perché particolarmente ‘cattiva’ e ‘ingiusta’, risultò piuttosto maldestra, e la metà dei condannati riuscì a scappare e mettersi in salvo.
    Walsh assume nome e documenti falsi, gira armato di rivoltella, si trasferisce in altra abitazione, e si mette a caccia dei sopravvissuti, li scova, li intervista, ricostruisce i fatti, le responsabilità, mette insieme i pezzi, tira fuori i nomi dei responsabili, e svela la verità, svela un fatto che stava per passare sotto silenzio.
    Il governo militare è infastidito dai suoi articoli giornalistici che appaiono a puntate e nega ogni responsabilità, nega i fatti, insabbia tutto: ma non reagisce.

    Come invece farà la dittatura guidata da Videla vent’anni dopo, che di fronte alla ‘Lettera aperta di uno scrittore alla Giunta militare”, nella quale Walsh denunciava, cifre fatti e nomi alla mano, repressione del dissenso, sequestri, torture, uccisioni, desaparecidos, inclusa la morte della figlia, il giorno dopo la pubblicazione lo rapì e fece sparire per sempre.

    Nel 1959, Walsh si trasferisce all’Avana e fonda la Prensa Latina, l’agenzia di stampa, insieme a Che Guevara e Gabriel García Márquez, riesce a decifrare un cablogramma della CIA e ad anticipare l'invasione statunitense della Baia dei Porci (Playa Girón). Diavolo d'uomo!

    ha scritto il 

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