Opinioni di un clown

Di

Editore: Mondadori

4.2
(6137)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 304 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Tedesco , Portoghese , Francese

Isbn-10: A000016762 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Copertina rigida , Altri , Tascabile economico

Genere: Narrativa & Letteratura , Filosofia , Religione & Spiritualità

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Descrizione del libro
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  • 4

    un sig.K. Fantozziano

    Potrei contare sulle dita di una mano, da lettore forte (certo non un fortissimo) le volte in cui ho incontrato in vicende letterarie o vissute personaggi tanto "potenti" quanto questo Hans di mestier ...continua

    Potrei contare sulle dita di una mano, da lettore forte (certo non un fortissimo) le volte in cui ho incontrato in vicende letterarie o vissute personaggi tanto "potenti" quanto questo Hans di mestiere clown, di Böll. Con Hans si entra in immediata empatia non per chi sa quali straordinarie sue qualità, non perché si incontri una comune percezione delle cose della vita, ma per motivi diametralmente opposti. Le sue umane debolezze, l'attrito in parte cercato con il suo destino, la sua educata rabbiosa schiettezza, il suo feroce sarcasmo e la sua particolare visione delle cose:essenziale, disinteressata e scevra da influenze materialistiche, può farlo sembrare un personaggio insicuro ma quanto mai convinto e convincente delle proprie verità, egli non può non suscitare simpatie, se non vero amore. Accompagnando Hans nelle sue congetture riguardanti il costume della società tedesca post- bellica, non potevo esimermi dal pensare a un qualsiasi signor K. di Kafka, all'incallito fumatore Cosini di Trieste, e al tragicomico Ragionier Fantozzi, e credo comunque che le opere siano strettamente imparentate: figlio del primo, cugino del secondo, e padre involontario del terzo. Comunque, lasciando perdere genesi e proli, lettura piacevolissima, brillante e nutriente, una delle rare volte in cui si conclude che forse un Nobel non poteva essere più meritato.

    ha scritto il 

  • 4

    A questo mondo ciascuno “sta fuori” rispetto agli altri.

    Per capire il significato di un volume così straordinariamente complesso è importante mettere a fuoco il contesto storico. Siamo nel secondo dopoguerra, in poche parole nel pieno della Germania post n ...continua

    Per capire il significato di un volume così straordinariamente complesso è importante mettere a fuoco il contesto storico. Siamo nel secondo dopoguerra, in poche parole nel pieno della Germania post nazista. Böll crebbe nell’epoca della Repubblica di Weimar e scrivendo “Opinioni di un clown” volle esprimere aspre critiche verso la società di allora, colma di difetti e verso la quale l’autore nutriva forte risentimento. Il romanzo diventò, perciò, uno strumento d’accusa contro lo Stato, la chiesa e la famiglia intesa come concetto.
    Hans Schnier, protagonista e unico personaggio fisicamente costantemente presente, è tormentato dal ricordo della sua amata Maria, perduta fra le braccia di un altro uomo a causa della fede cattolica e del rifiuto verso un matrimonio che avrebbe implicato il battesimo religioso per i figli. Il buio presente nella sua interiorità lo porta ad un crollo morale e al declino artistico, mettendolo in una incessante condizione di sofferenza e abbandono. La ricerca di denaro, lo spregio totale per sé stesso, il cognac come amico… lo rendono avverso al materialismo e alla sfarzosità della società in cui vive, costringendolo a rinchiudersi fisicamente e metaforicamente. Fra bicchieri, sigarette, telefonate ed opinioni si delinea il profilo di un uomo perduto, domato dal supplizio per la perdita dell’amore. Un clown monogamo, senza speranze e sogni se non la sua amata Maria. Costretto ad una sorte disperata e infausta, specchio di una forza che non c’è.

    Indubbiamente trattasi di un volume contorto, importante, che conserva l’odore della fama letteraria. Si legge prendendosi molto tempo, ma soprattutto parecchia concentrazione.
    Personalmente l’ho trovato interessante soprattutto dal punto di vista del “tormento”. Macchie di cuore di un autore segnato dalla guerra e dalla clandestinità, come dall’amore e dai desideri. Il marasma che porta con sé non può lasciare indifferenti. Lo strazio di ogni battito rivolto all’amata compagna è percepibile quanto il pensiero rivolto alle vittime di un’ingiusta e squallida guerra. La sensazione di irrealtà che avvolge Hans squarcia la riflessione come un cucchiaino sul guscio di un uovo.

    Un volume per approfondire la visione storica del nazismo e del dopoguerra, e per navigare nel tormento umano con una nave decisamente valida e realistica.

    ha scritto il 

  • 4

    Hans Schnier è un po' un animale ferito che colpisce in ogni direzione
    è però contemporaneamente un coraggioso eroe sarcastico che guarda in faccia il suo passato senza paura di chiamare le cose con i ...continua

    Hans Schnier è un po' un animale ferito che colpisce in ogni direzione
    è però contemporaneamente un coraggioso eroe sarcastico che guarda in faccia il suo passato senza paura di chiamare le cose con il nome che meritano e affronta l'ipocrisia, il pressappochismo e le scelte di comodo,
    ed è soprattutto un essere umano che non vuole rinunciare alla donna che amo
    Ho letto questo libro in vari momenti della mia vita e ogni volta mi ha convinto più della precedente.
    Originale, porta il lettore nella Germania del miracolo economico ...

    ha scritto il 

  • 5

    Opinioni di un clown.

    Arrivo a questo bellissimo romanzo dopo diverso tempo dall'acquisto e, devo proprio ribadirlo: ogni libro ha il suo momento: né prima né dopo di questo sarebbe adeguatamente apprezzato.
    Pensieri lucid ...continua

    Arrivo a questo bellissimo romanzo dopo diverso tempo dall'acquisto e, devo proprio ribadirlo: ogni libro ha il suo momento: né prima né dopo di questo sarebbe adeguatamente apprezzato.
    Pensieri lucidissimi e frenetici si accavallano nella mente di Hans Schnier in un momento di crisi totale: familiare, relazionale, sentimentale e professionale. Le sue richieste di aiuto vengono però tutte disattese, accrescendo il sentimento di solitudine che lo soverchia ma che, comunque, non riesce ad annientarlo del tutto.
    Leggendo questo romanzo, mi è tornato continuamente in mente "La versione di Barney" per linguaggio, per la situazione di abbandono sentimentale mai accettata e per la forza emozionale ed introspettiva.

    "Per quanto strano possa sembrare, io voglio bene alla specie a cui io stesso appartengo: gli esseri umani.
    Quando muore uno della mie specie, sono triste. Persino davanti la tomba di mia madre piangerei."

    "Ma che tipo di uomo sei, in conclusione?" domandò Leo.
    "Sono un clown" risposi "e faccio raccolta di attimi. Ciao." E riattaccai.

    ha scritto il 

  • 4

    Opinioni di un clown è un romanzo scritto nel 1963 dallo scrittore tedesco Heinrich Böll.
    Ambientata nel periodo della ricostruzione industriale tedesca successiva al secondo conflitto mondiale, l'ope ...continua

    Opinioni di un clown è un romanzo scritto nel 1963 dallo scrittore tedesco Heinrich Böll.
    Ambientata nel periodo della ricostruzione industriale tedesca successiva al secondo conflitto mondiale, l'opera fu tradotta in italiano da Amina Pandolfi e pubblicata per la prima volta da Mondadori nel 1965.

    Descrizione: Come tutti i clown, Hans Schnier si serve di una maschera per svelare la verità, e così facendo le sue pantomime diventano una critica, sarcastica e feroce, al miracolo economico della Germania, che con il nuovo benessere liquida troppo sbrigativamente, insieme al passato, le proprie responsabilità storiche. Anche quando dovrà rinunciare alla professione per un ginocchio fratturato e finirà, incapace di accettare avvilenti compromessi, a mendicare sui gradini della stazione di Bonn, la caparbia capacità di fustigazione di Hans non si attenuerà e le sue "opinioni" saranno accuse sempre più feroci rivolte alla società opulenta e materialista in cui vive, un mondo che ha smarrito ogni autentico valore.

    Mi è sembrato molto attuale l’attacco ad un materialismo smodato, eccessivo, vitale. Opinioni di un clown segna il disfacimento di una vita di un uomo, che si corrode minuto dopo minuto (la vicenda si dipana in 3 ore nella città di Bonn), che arriverà a perdere anche l’amore per via delle sue idee, delle sue opinioni.
    Amore che traghetterà tra le braccia di quella parte avversa, di quel nemico (il cattolicesimo) motivo di ogni suo disappunto. Maria, ormai tra le braccia di un altro amore, di un’altra condizione, meno precaria, ma forse anche meno veritiera.
    Una famiglia assente che ritorna, una madre cupidigia e un fratello che sulle orme della fede sembra dargli aiuto, un aiuto infettato, invischiato di quell’amore andato, di quell’amore che non è più. Solo polvere.
    Un finale poetico, e l’unico possibile, per Hans che delle sue opinioni ha fatto una battaglia – forse troppo aspra – nel non rispetto delle pluralità di visioni, restano solo, mendicando, rimuginando tra i suoi mille pensieri, senza un soldo, con la ricchezza in tasca delle idee.

    ha scritto il 

  • 2

    Ho trovato questo libro piuttosto noioso e pesante, particolarmente i continui riferimenti a cattolicesimo e protestantesimo. Se la storia ha un significato non l'ho decisamente afferrato.

    ha scritto il 

  • 5

    amo amo amo amo boll. questo è stato il suo primo libro che ho letto, poi ne ho letti altri cercando di comprare tutte le edizioni italiane che erano in commercio. questo libro l'ho letto credo almeno ...continua

    amo amo amo amo boll. questo è stato il suo primo libro che ho letto, poi ne ho letti altri cercando di comprare tutte le edizioni italiane che erano in commercio. questo libro l'ho letto credo almeno 3 volte, l'ho amato, l'ho vissuto. ho provato la sofferenza di hans quando maria se n'è andata, la disperazione quando si trova sui gradini della stazione. ho avvertito forse l'anima del protagonista quasi come un legame invisibile che me l'ha fatto amare. crudo ed essenziale come solo boll riesce e sullo sfondo le critiche nei confronti della religione in una germania ormai lontana dalla guerra ma con dei ricordi ancora vividi nella memoria

    ha scritto il 

  • 4

    Payaso ácido y ateo

    Novela redactada en primera persona, que por medio de opiniones, recuerdos y charlas telefónicas, el personaje principal (un artista de profesión payaso y ateo), nos muestra a una Alemania ruda y crue ...continua

    Novela redactada en primera persona, que por medio de opiniones, recuerdos y charlas telefónicas, el personaje principal (un artista de profesión payaso y ateo), nos muestra a una Alemania ruda y cruenta, que todavía no puede reponerse del todo, luego del holocausto nazi y la segunda guerra mundial. Una Alemania que a pesar de haber sufrido, todavía debe convivir con pensamientos de extrema y con una iglesia opulenta y de mente cerrada.
    El personaje realiza su relato siempre con una gran carga de humor ácido y sarcástico, remarcando lo mejor y peor de su pasado, pero siempre escondiendo en sus líneas una gran melancolía.
    Dura crítica a la religión y a la Alemania conservadora.

    ha scritto il 

  • 5

    La solitudine, l'amarezza, il rancore caustico, l'insensatezza della "civiltà" industriale, lo squallore delle camere d'albergo, lo squallore morale dei cattolici, l'ironia feroce. A volte ho faticato ...continua

    La solitudine, l'amarezza, il rancore caustico, l'insensatezza della "civiltà" industriale, lo squallore delle camere d'albergo, lo squallore morale dei cattolici, l'ironia feroce. A volte ho faticato a seguire il filo. Atroce e straziante. Dovrei smetterla di leggere questi libri. Ma come si fa?

    ha scritto il 

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